Sophie Kinsella.
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I LOVE SHOPPING A NATALE.
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Titolo originale: Christmas Shopaholic.
Traduzione di: Stefania Bertola.
2019. Mondadori Libri, MILANO.
ISBN 978-88-04-71978-6.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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Presentazione.
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Becky Bloomwood adora il Natale. Il rito  identico ogni anno: l'invito a casa dei suoi genitori, le canzoni tradizionali ripetute fino allo sfinimento, la mamma che finge di aver fatto lei il pudding e i vicini di casa che puntualmente si ripresentano con i loro orrendi maglioni a tema per bere insieme un bicchiere di sherry.
Ma stavolta lo scenario cambia: i genitori di Becky si sono temporaneamente trasferiti a Shoreditch, il quartiere londinese pi modaiolo del momento, e le chiedono di organizzare il Natale a casa sua. In fondo qual  il problema? Sar sicuramente in grado di farlo, figuriamoci!
Ora Becky vive in campagna con Luke e la piccola Minnie, vicino alla sua amica Suze, e lavora nel negozio annesso alla sua splendida e antica residenza di famiglia.
Anche se non rinuncia alle scorribande nei negozi londinesi, lo shopping online  la sua nuova frontiera e sapere di poter fare acquisti da casa in ogni momento, semplicemente con un clic,  per lei molto rassicurante.
Poco importa se deve procurarsi un tacchino vegano per la sorella Jess, se vuole a ogni costo trovare regali personalizzati per tutti o se il vestito che ha scelto le  troppo stretto: Becky coglie questa occasione come una vera e propria missione.
Dal 2000, anno in cui  uscito il primo I love shopping, a oggi il modo di fare acquisti  molto cambiato: la rete  entrata prepotentemente nella nostra vita e in questo romanzo Sophie Kinsella, da acuta osservatrice quale , ha saputo cogliere i nuovi tic e comportamenti di tutti noi attraverso il racconto delle situazioni esilaranti e spesso paradossali in cui Becky puntualmente si ritrova. Perch la sua massima soddisfazione  guardare quanto ha risparmiato approfittando di sconti pi o meno reali, e mai una volta quanto ha speso.
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L'autrice.
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SOPHIE KINSELLA  una delle autrici pi famose al mondo. Il suo successo ha avuto inizio nel 2000 con il primo romanzo della serie I love shopping, cui sono seguiti
I love shopping a New York (2002), I love shopping in bianco (2002), Sai tenere un segreto? (2003), I love shopping con mia sorella (2004), La regina della casa (2005), I love shopping per il baby (2007), Ti ricordi di me? (2008), La ragazza fantasma (2009), I love mini shopping (2010), Ho il tuo numero (2011), Fermate
gli sposi! (2013), I love shopping a Hollywood (2014), I love shopping a Las Vegas (2015), La mia vita non proprio perfetta (2017), Sorprendimi! (2018), Dov' finita Audrey?, il suo primo romanzo young adult (2015), La famiglia prima di tutto! (2019) e dal 2018 la sua serie per bambini Io e Fata Mammetta, tutti pubblicati da Mondadori. Vive a Londra con il marito e cinque figli.
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I LOVE SHOPPING A NATALE.
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Questo libro  un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autrice ed hanno lo scopo di conferire veridicit alla narrazione.
Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse,  assolutamente casuale.


A Kim Witherspoon.

Da: Store Manager
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Una richiesta

Cara signora Brandon,
grazie per la sua email.
Ho appreso con gioia la notizia che lei intende "prendere un botto
di roba" per lo shopping natalizio da Hector Goode, Abbigliamento
per l'Uomo Elegante.
Mi fa inoltre piacere sapere che desidera acquistare il cappotto Campbell
per Luke, suo marito.
Purtroppo, per, temo di non poterle dire se il prezzo del capo verr
scontato prima di Natale.
Le porgo i miei migliori auguri di buone feste.
Cordiali saluti,
Matthew Hicks.
Store Manager.
Hector Goode.
Abbigliamento per l'Uomo Elegante.
561 New Regent St. London W1.

Da: Store Manager
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Re: Re: Una richiesta.
Cara signora Brandon,
grazie per la sua email.
Mi rendo conto che sarebbe "davvero seccante" se il prezzo del cappotto
Campbell si dimezzasse dopo che lei l'avr acquistato.
Comprendo anche che non voglia aspettare troppo nel timore che
il capo si esaurisca, per poi ritrovarsi a "vagare in preda al panico la
vigilia di Natale".
Ci nonostante, non posso fornirle l'informazione richiesta.
Le porgo i miei migliori auguri di buone feste.
Cordiali saluti,
Matthew Hicks.
Store Manager.
Hector Goode.
Abbigliamento per l'Uomo Elegante.
561 NewRegentSt. London W1.

Da: Store Manager
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Re: Una richiesta.
Cara signora Brandon,
grazie per la sua email.
No, non posso darle "un piccolissimo indizio".
Mi spiace che lei abbia la sensazione che lo shopping natalizio sia
diventato un gioco a "chi sbatte le palpebre per primo".
Sono d'accordo, era pi semplice quando i saldi non iniziavano prima
di Santo Stefano e "tutti sapevamo a che punto eravamo".
Ci nonostante, le auguro buone feste.
Cordiali saluti,
Matthew Hicks.
Store Manager.
Hector Goode.
Abbigliamento per l'Uomo Elegante.
561 New Regent St. London W1.
...
1.

Okay. Niente panico. Niente panico. Ho ancora 5 minuti e 52
secondi prima che il mio carrello scada.  un sacco di tempo!
Devo soltanto trovare in fretta un ultimo articolo che porti il totale
a 75 sterline, cos avr la spedizione gratis.
Forza, Becky. Ce la puoi fare.
Faccio scorrere il sito BargainFamily sul mio computer,
sentendomi come un funzionario della NASA che mantiene la calma
in una situazione di insostenibile pressione. Il timer lampeggia
nella mia visione periferica e ticchetta a ritmo costante sormontato
dalla scritta: IL TUO CARRELLO STA PER SCADERE! Ma non
puoi lasciarti terrorizzare dal tempo che passa mentre fai shopping
in un sito discount. Devi essere duro. Come il tungsteno.
Nel corso degli anni il mio modo di vivere lo shopping  cambiato.
O forse sono cambiata io. Mi sembrano passati secoli da
quando ero single, vivevo a Fulham con Suze e giravo tutto il
giorno per negozi. S, spendevo troppo. Lo ammetto senza problemi.
Ho fatto degli errori. Come Frank Sinatra, anch'io ho fatto
a modo mio, "I did it my way".
(Tranne che per me "my way" comprendeva anche nascondere
le ricevute della Visa sotto il letto, mentre scommetto che
Frank non lo faceva).
Ma ho imparato la lezione, e il modo in cui affronto la cosa 
davvero mutato. Ad esempio:
1. Non prendo pi i sacchetti dei negozi. Per me erano una
delle grandi gioie della vita. Oddio, la fantastica sensazione di
quei sacchetti... i manici di corda... il fruscio della carta velina...
(Ogni tanto vado a riguardarmi quelli vecchi che tengo in
fondo a un armadio, e mi sciolgo). Adesso invece uso una borsa
riutilizzabile di plastica del supermercato. Per via del pianeta
e tutto il resto.
2. Mi dedico tantissimo allo shopping eticamente sostenibile.
 vantaggioso per tutti. Compri roba fighissima e nello stesso
tempo fai del bene.
3. Non spendo neanche pi, ormai. Adesso io risparmio.
Okay. Non  proprio esattamente, letteralmente cos. Ma il
punto  che cerco sempre gli affari migliori. Considero una mia
responsabilit di genitore procurarmi tutto ci di cui ha bisogno
la mia famiglia al miglior rapporto qualit-prezzo possibile.
Ecco perch BargainFamily  il sito perfetto su cui fare
shopping.  tutto scontato! Anche le cose firmate e prodotte
da marchi famosi!
L'unico problema  che devi sbrigarti, altrimenti il carrello
scade e ti tocca ricominciare daccapo. Sono gi arrivata a 62
sterline e 97, perci mi basta trovare qualcos'altro che ne costi
poco pi di 12. Dai, svelta, deve esserci qualcosa di cui ho bisogno.
Clicco su un cardigan arancione, che costava 45 ed adesso
 a 13.99, ma quando ingrandisco l'immagine vedo che ha
un orrendo bordino di pizzo.
Camicia bianca?
No, ne ho comprata una la settimana scorsa. (100% lino, a
29.99 da 99.99. Devo ricordarmi di metterla, anzi).
Clicco sul carrello per controllare cosa ho preso, e si apre
un banner che annuncia: "Oggi hai risparmiato 284 sterline,
Becky!".
Esamino i miei acquisti con un impeto di orgoglio. Ho risparmiato
284 sterline! Ho preso un'adorabile vestaglia a coniglietto
per Minnie e una fantastica giacca DKNY, prezzo originale 299,
scontata a 39.99, e un enorme salvagente a forma di fenicottero,
che sar utilissimo la prossima volta che andremo in vacanza.
 okay, lo so. In teoria potrei chiudere qui e pagare 5.95 sterline
per la spedizione. Ma non  oculato. Non per nulla sono un'ex
giornalista finanziaria, so come vanno queste cose. Dal punto
di vista economico  molto pi sensato trovare qualcos'altro di
cui hai bisogno, e ottenere la spedizione gratis.
Dai, qualcosa ci deve essere. Collant? Non se ne hanno mai
abbastanza.
Oh, per lo faccio sempre di completare gli ordini con i collant.
Ne ho talmente tanti neri opachi che mi dureranno fino a
quando avr centocinque anni. E quelli scozzesi che ho acquistato
la settimana scorsa sono stati un grosso errore.
Clicco su "Casalinghi" e faccio scorrere rapidamente gli articoli.
Statuetta di antilope argentata, da 79.99 a 12.99. Mmh,
non so. Candele profumate? Oddio. No. Non posso comprarne
un'altra. La nostra casa  un'unica gigantesca candela profumata.
In effetti l'altro giorno Luke ha detto: "Becky, sarebbe
per caso possibile comprare una candela al profumo aria
fresca?".
Sto osservando una scatola per il pane a forma di Big Ben
quando appare all'improvviso una scritta - IL TUO TEMPO  AGLI
SGOCCIOLI, BECKY! - e mi balza il cuore in petto dallo spavento.
Come vorrei che non lo facessero. Lo so che il mio tempo 
agli sgoccioli.
Lo so! dico ad alta voce. Non mi stressate!
Per rassicurarmi, clicco di nuovo sul mio carrello e mi prende
un colpo. Il salvagente a fenicottero nel frattempo  andato
esaurito.
Esaurito!
Nooo! Sono stata troppo lenta! Argh. Il guaio con i siti discount
 che non puoi vedere se qualcuno sta per fregarti gli affari
migliori. Adesso il cuore mi batte a mille. Non perder la
mia giacca, e neanche la vestaglia di Minnie. Devo riempire
questo carrello e chiudere, subito.
Mamiii!
Sento la voce di Minnie fuori dalla porta, e subito dopo Luke
che dice: Minnie! Tesoro, lascia la mamma tranquilla quando
medita. Scusa, Becky aggiunge senza aprire la porta. Non volevamo
disturbarti.
So che Luke crede che io in questo momento sia qui seduta
tranquilla a fare mindfulness. E lo ero. In realt la pagina di
meditazione scorre ancora in un angolo dello schermo, perci
in un certo senso la sto facendo, ho solo abbassato il volume in
modo da potermi concentrare sullo shopping.
Ormai  entrato nella mia routine, il momento mindfulness.
Vengo nello studio, mi collego alla pagina di meditazione online
e cos mantengo saldo il mio equilibrio mentale. E solo ogni tanto
entro in un sito di shopping.
Il fatto  che gli articoli su BargainFamily cambiano quotidianamente,
perci conviene dare un'occhiata alle "offerte del
giorno". Minnie ha bisogno di una vestaglia nuova, quindi sono
partita da l, e poi come potevo non comprare una giacca DKNY
per 39.99? Cio,  un affarone e mi durer per sempre. Il che significava
che ovviamente dovevo aggiungere qualcosa per avere
la spedizione gratis.
 a quel punto che ho abbassato il volume del tipo della mindfulness.
 simpatico, ma un po' troppo serio e ti distrae da quello
in cui sei impegnata.
E comunque, secondo me lo shopping  una forma di mindfulness.
Dimentico ogni altra preoccupazione. Sono nel momento
presente. Qui e ora.
Do un'occhiata al timer e mi si ribalta lo stomaco. 2 minuti e
34 prima che il mio carrello scada. Forza, Becky...
Clicco velocissima su "Accessori". Ecco la risposta. Gli accessori
non sono mai troppi, giusto? E poi si possono sempre utilizzare
come regali.
Faccio scorrere rapida una pagina di noiosissime borsette
clutch, cappelli assurdi e orride collane d'oro. All'apparire di
ogni nuova pagina, sento rinascere in me l'ottimismo, che subito
si dilegua. Non c' niente. Cos'ho che non va? Sono
incontentabile?
Comincio a pensare che dovr accettare la sconfitta e pagare
la spedizione per la prima volta in vita mia, quando si carica
la pagina successiva. E qualcosa attira la mia attenzione.
Non sar mica...
 un'illusione ottica?
Sto fissando una sciarpa in garza di seta turchese. Non  possibile
che sia...
Denny & George? Su BargainFamily? Veramente?
Incredula, leggo la descrizione. "Sciarpa di seta, prezzo originale
239 sterline, in offerta a 30 sterline".
Trenta sterline per una sciarpa di Denny & George? Trenta
sterline?
Faccio scorrere e sotto ce ne sono altre due. Tutte 100% seta.
Tutte strepitose. E tutte "disponibilit limitata". Merda. Devo
sbrigarmi!
Senza perdere tempo a pensarci su, inizio a cliccare. Compra.
Compra. Compra. Vedi il carrello. Check out. Mi sento come una
pianista eccelsa, che preme tutti i tasti giusti, la migliore nel
suo campo. Ce l'ho fatta e mi avanzano ancora venti secondi!
Il mio carrello  intatto! I dati della carta di credito li avevo salvati,
dovrei sbrigarmela in un attimo...
"La tua password non  sicura".
Appare questo banner che mi blocca e lo fisso a bocca aperta.
Che problema c'? Leggo il resto del messaggio.
"Vuoi cambiare la password? Suggeriamo C?/x887dau".
Ma figrati. Che vadano all'inferno. La mia password va benissimo.
Scrivo con attenzione "Ermintrude2", e poi, finalmente,
clicco su "invia".
Mi lascio andare contro lo schienale, leggermente ansante, e
sullo schermo compare un nuovo messaggio: "Congratulazioni!
Oggi hai risparmiato 879 sterline!".
Ecco, visto? Un soldo risparmiato  un soldo guadagnato, il
che significa che oggi ho effettivamente guadagnato 879 sterline.
In una sola sessione di shopping! Se lo facessi tutti i giorni,
sarebbero... Chiudo gli occhi, cercando di calcolare. Diciamo
uno stipendio a sei cifre. Credo che Luke non apprezzi come
dovrebbe questo mio aspetto: zitta zitta, procuro sistematicamente
alla nostra famiglia migliaia di sterline.
Il problema  che adesso dovrei comprare qualcosa di equo
e solidale.  un'abitudine che ho imparato da mia sorella Jess.
(Sorellastra, in realt). Jess  molto morigerata e frugale ed una
volta abbiamo avuto una vivace discussione - anzi, un litigio -
a proposito dello shopping. Io dicevo che sostiene l'economia, e
lei che l'economia non merita di essere sostenuta. E poi ha detto:
"Insomma, Becky, se tu almeno ogni tanto facessi degli acquisti
eticamente sostenibili..."
E questo mi ha toccata. Anzi, mi sono proprio sentita in colpa.
Dovrei davvero fare un po' di shopping etico. Tutti dovremmo
farlo! Perci ho preso questa abitudine: quando faccio
acquisti, aggiungo sempre qualcosa di equo e solidale. Un
po' come quelli che comprano alberi per rimediare al fatto di
viaggiare in aereo.
Entro nel sito Ethical Consumer Today e guardo l'home page.
Il guaio  che qui ho gi comprato praticamente tutto. Ho le
candele di cera d'api e il caff equo e solidale e tutti i braccialetti
yoga...
Aspetta. Nuovo prodotto! "Miscela bio speziata per falafel".
Perfetto! La miscela bio speziata per falafel non  mai troppa,
in una casa, no? Ne ordino in fretta otto confezioni (spedizione
gratita), completo l'acquisto con un clic e mi rilasso, soddisfatta.
Dir a Luke che tutti i marted avremo la Serata Falafel,
perch fanno molto bene.
Pensando a mio marito, alzo il volume della meditazione,
giusto in tempo perch la porta si apre proprio mentre l'istruttore
sta dicendo: "Lasciate ogni preoccupazione".
Mi giro verso Luke e gli rivolgo un sorriso calmo e assorto.
Ciao!
Volevo solo avvertirti dice Luke in tono di scuse che tra un
quarto d'ora dobbiamo uscire per andare al ristorante. Come va?
Bene rispondo. Benissimo.
Sei radiosa. Mi guarda con ammirazione. Emani una specie
di, non so... Serenit. Appagamento.
E infatti mi sento appagata! replico con un grande sorriso.
Tre sciarpe di Denny & George a trenta sterline l'una! Come
potrei non sentirmi appagata? Ne regaler una a Suze per il suo
compleanno e ne metter una da parte per Minnie...
Sono cos contento che tu abbia trovato un momento tutto per
te dice Luke, dandomi un bacio sulla testa. Ero molto scettico a
proposito di questa storia della meditazione, ma mi hai convinto.
 solo questione di concentrarsi su quello che  veramente
importante nella vita replico saggiamente, e in quel momento
suonano alla porta.
Luke va ad aprire e sento dei tonfi nell'ingresso. Pochi minuti
dopo la porta di casa si chiude e Luke fa di nuovo capolino.
 arrivato un pacco per te dice.
Oooh! Mi illumino. Un pacco!
Mi piace tanto questa cosa che quello che compri online viene
da te. Corro nell'ingresso e trovo tre scatoloni e una busta
di ASOS. Splendido! Speravo proprio che la consegna di ASOS
arrivasse in tempo per stasera. Prendo la busta, la apro con le
forbici che lascio apposta l e tiro fuori quattro tute jumpsuit
eleganti di raso blu.
Wow esclama Luke di fronte a quel mare di raso blu.  un
bel po' di... qualunque cosa siano. Te ne servivano cos tante?
Non ho intenzione di tenerle tutte gli dico, come se facessi
ripetizioni di algebra ad un ragazzino promettente. Non si
tengono tutte. Bisogna provarle e sceglierne una e restituire le
altre. E sono a met prezzo aggiungo per andare sul sicuro,
mentre apro la taglia 44 e gliela faccio vedere. Un affarone.
Luke ha ancora l'aria perplessa. Ma era proprio necessario
ordinarne quattro? domanda.
Non sapevo quale fosse la taglia giusta ribatto. E neanche
se mi servisse la regular o la long. Non prendertela con me,
Luke aggiungo, scaldandomi. Prenditela con la scarsa attendibilit
delle taglie nell'industria dell'abbigliamento che penalizza
il cliente innocente.
Mmh... E quegli otto cuscini? Luke indica gli articoli consegnati
ieri e impilati contro la parete. Anche l  un problema
di taglie?
Online non capivo bene i colori mi difendo. Ho dovuto
ordinarli tutti per farmi un'idea precisa. Ne tengo soltanto due
e gli altri li rimando indietro domani. La restituzione  gratis.
E sai quanto ho risparmiato? 52 sterline!
Becky, le pagherei volentieri io 52 sterline perch casa nostra
non fosse trasformata in una specie di dannato magazzino
dice Luke, guardando tutti i pacchi e le buste che riempiono
l'ingresso. Ci manca solo un tipo con la tuta marrone
ed il muletto.
Ah ah rispondo con una risatina sardonica.
E quand' che rimandi indietro le statue? Luke indica le
statue a grandezza naturale di Ermes e Afrodite che stanno ai
piedi delle scale, ancora mezze avvolte nella carta da pacchi.
Sono qui da una settimana. Sono grottesche.
Non sono grottesche ribatto. Sono avant-garde. E non posso
restituirle perch sono eticamente sostenibili.
Sono cosa? Sbarra gli occhi.
Le hanno fatte un gruppo di giovani emarginati spiego.
Riciclando parti di biciclette e componenti di frigoriferi.
Devo ammettere che sono abbastanza mostruose. E non avevo
capito che fossero cos grandi. Ma come posso restituirle? Se
lo faccio, i giovani autori ci resteranno malissimo. La loro autostima
svanir e sar colpa nostra che non siamo di mentalit
sufficientemente aperta per apprezzare le loro opere.
Fanno venire gli incubi a Minnie commenta serio Luke.
Ho dovuto mettere un sacchetto in testa ad Afrodite.
Mi sembra che con il sacchetto in testa faccia ancora pi paura
osservo.  inquietante. Sembra un ostaggio.
 anche pi inquietante quando ti fissa con quegli occhi di
metallo. Luke rabbrividisce. Non potevamo dare semplicemente
un po' di soldi ai giovani emarginati?
Lo shopping etico non funziona cos, Luke gli spiego,
paziente. Bisogna proprio comprare qualcosa. Comunque, devo
provarmi le jumpsuit. Fra quanto dobbiamo uscire?
Tra otto minuti. A partire da adesso.
Mi fiondo di sopra, stringendo le confezioni, e mi misuro di
corsa la prima. Mmh. Troppo lunga. Prendo la regular e me la
metto, poi mi osservo allo specchio. Ci siamo!
 successo cos, la settimana scorsa guardavo la tiv e ho visto
questa jumpsuit fighissima. Perci ho smesso subito di interessarmi
al programma e ho cominciato a digitare "jumpsuit"
su Google. Ci ho messo un po' a trovarne una che non fosse
esaurita, ma alla fine eccola!
Mi osservo, cercando di essere obiettiva. La stoffa  fantastica.
Il blu scuro  elegante ed i pantaloni a campana mi stanno
benissimo. Il davanti per non mi convince. Cio, l'assenza di
un davanti.  ancora pi scollata di quella alla tiv.
Posso andare in giro con una jumpsuit aperta fino
all'ombelico?
Posso?
Sono troppo vecchia?
No. No! La moda non ha et. Dobbiamo avere la possibilit
di indossare quello che ci pare, quando ci pare. Le vecchie regole
non valgono pi.
Per ritrovare la fiducia in me stessa, mi ripeto che sui red
carpet tutte non fanno che indossare abiti del genere. Le costole
sono le nuove tette. Inoltre non  indecente. Non in senso stretto.
Cio, i capezzoli non si vedono.
Non proprio.
E okay, lo so, non sto andando sul red carpet, sto andando a
cena con mamma e pap da Luigi, a Oxshott, ma ho ancora il
diritto di mettere un abito alla moda, no? La gente dir che sono
"la Ragazza con la Jumpsuit Perfetta". Mi guarderanno sbalorditi
mentre gli passo accanto con disinvoltura, e rimpiangeranno
di non indossare anche loro qualcosa di altrettanto audace.
Ecco.
Con un gesto di sfida, prendo un rossetto rosso e me lo applico.
Posso farlo. Ho un mio stile. Forza, Becky.
...
2.

Fuori l'aria di novembre  frizzante e gelida e sento il profumo
acre di un fal. La casa di fronte  gi inghirlandata di lucine.
Prima che ce ne rendiamo conto, sar Natale. A questo pensiero
mi sento pervasa da una sensazione di calda felicit. Natale
 cos...  cos nataloso. L'albero. I regali. Il presepe che abbiamo
da sempre (a parte il fatto che qualche anno fa abbiamo perso
Ges Bambino e cos al suo posto mettiamo una molletta da bucato).
I canti di Natale e mia madre che finge di aver preparato
lei il pudding. Pap che accende il fuoco e Janice e Martin che
passano a bere uno sherry con degli orrendi maglioni natalizi.
Il fatto  che il nostro Natale in famiglia  sempre uguale.
Ed  bello cos. La mamma compra sempre le stesse cose, dai
Christmas crackers, i pacchettini con la sorpresa che scoppiano,
al rotolo al cioccolato da Waitrose. Adesso che c' Minnie
ci entusiasma ancora di pi, e quest'anno anche lei sar grande
abbastanza da capire. Le prender un bel pigiamino natalizio
e guarderemo il cielo per cercare di vedere Babbo Natale e
gli lasceremo un pezzetto di torta... Insomma, non vedo l'ora!
Il padre e la sorella di Luke andranno a passare le feste in Florida
e a essere sinceri avevano invitato anche noi. Sua madre,
Elinor, sar negli Hamptons, e ci aveva invitati pure lei. Ma noi
abbiamo detto no, grazie. Entrambi desideriamo un bel Natale
in famiglia, normale e sereno.
Mentre sistemo Minnie nel seggiolino mi giro a guardare casa
nostra e provo il solito attimo di incredulit al pensiero di quanto
 cambiata la vita per me e Luke in quest'ultimo anno. Prima
abitavamo a Londra, in centro, e io lavoravo in un negozio che
si chiamava The Look. Sapevamo quali erano i nostri obiettivi
e il sentiero era tracciato.
Poi siamo partiti per una grande avventura, una vita nuova in
California, e mentre eravamo via The Look  fallito. E non c'erano
grandi prospettive per altri impieghi come personal shopper.
Intanto la mia migliore amica Suze ha deciso di ampliare il gift
shop di Letherby Hall, l'antica magione in cui vive. (Al tempo il
negozio era poco pi di un armadio a muro). Una sera, davanti
a due bicchieri di vino, io mi lagnavo perch non trovavo lavoro
e lei si lagnava perch non trovava nessuno che la aiutasse
a mandare avanti il gift shop chiedendomi se avessi qualche
idea, quando all'improvviso la soluzione ci  saltata agli occhi.
Cos adesso lavoro per il gift shop di Letherby Hall! E non
solo, Luke e io ci siamo trasferiti da Londra nel villaggio di
Letherby. Siamo a tre minuti da Suze, e abitiamo nella casa di
una famiglia che  andata per due anni a Dubai. Abbiamo affittato
la nostra casa di Londra. Luke fa il pendolare e Minnie
va alla scuola locale con i figli di Suze.  perfetto! Lo shopping
a Letherby non  esattamente entusiasmante, ma online si trova
tutto, consegna in un giorno. E cos siamo a posto.
Anche mamma e pap sono felici perch: 1) Letherby non 
distante da Oxshott, dove vivono loro; 2) la casa in cui abitiamo
ha il parcheggio privato. Il parcheggio interno  la religione
dei miei. Quello e i doppi vetri. E tende "di buona qualit".
(Anche se la mamma e io non abbiamo esattamente lo stesso
concetto di "buona qualit". L'abbiamo scoperto quando
mi ha trascinata ad un mercatino di tende ed ha cercato di farmi
comprare delle tende azzurre a fiori che costavano "un decimo
di quello che costavano nuove, Becky, tesoro, un decimo". Alla
fine avevo detto: "In realt forse preferisco mettere le veneziane",
lei si era accasciata e aveva replicato: "Ma queste sono di
ottima qualit!" e io avevo ribattuto: "Per sono dozzinali". E
non avrei dovuto).
(Cio, comunque  andata bene. La mamma  rimasta offesa
solo per una mezz'oretta. E ogni volta che vado a trovarla ripeto:
"Quelle tende sono fantastiche nella camera degli ospiti,
mamma, e il copriletto coordinato  stupendo").
Quando ci fermiamo davanti al massiccio portone di Suze,
Minnie comincia ad agitarsi, tutta eccitata. Le piace talmente
tanto fermarsi a dormire con i figli di Suze, che quasi mi offendo.
Cio, cosa c' che non va a casa nostra?
Wilfie! strilla appena lo vede comparire nel vialetto.
Wilfie! Sono arrivata, sono arrivata! Giochiamo a monter task!
"Monter task" sarebbe "monster truck" nel linguaggio di
Minnie. Minnie, Wilfie e la sua gemella Clemmie passano ore
beate a far correre i loro monster trucks lungo gli infiniti corridoi
di Letherby Hall. Ho addirittura comprato a Minnie un
monster truck da tenere l.
Mi sono anche affrettata a raccontarlo a Jess nelle email che
le scrivo, adesso che vive in Cile. Jess e suo marito Tom hanno
deciso di adottare un bambino, invece di aggravare la sovrappopolazione
del pianeta, e nel frattempo lei mi fa sempre lezione
su come allevare Minnie senza condizionamenti gender, e mi
manda libri con titoli tipo Il bambino a zero emissioni.
Perci la settimana scorsa le ho scritto: "Incoraggio molto Minnie
a giocare senza allinearsi al gender" e le ho allegato una foto
di Minnie che stringe a s un camioncino, indossando un paio
dei jeans di Wilfie. (Era caduta nel fango e aveva dovuto cambiarsi
la gonna con i volants). Jess mi ha risposto: " una buona
cosa, Becky, dobbiamo combattere gli stereotipi sessisti, ma
non potresti trovarle un camioncino fatto con legno di origine
sostenibile?".
Su questo non le ho ancora risposto. (Ho chiesto a Luke se
poteva fabbricare un camioncino per Minnie con legno sostenibile,
e lui si  limitato a fissarmi).
E non ho parlato a Jess neanche dell'imponente collezione di
bambole e fatine di Minnie, n del fatto che vorrebbe mettersi
ogni giorno un vestitino rosa. Perch a una sorella frugale, vegana
e di sani princpi non  che bisogna dire proprio tutto, no?
Riesco a dare un bacio al volo a Minnie prima che si fiondi in
casa con Wilfie, portando sulle spalle il suo zainetto con le cose
per la notte. In quel momento arriva anche Suze, in leggings e
canottiera, con i capelli biondi raccolti da un fermaglio gigante.
Vado a controllare un attimo Minnie dice Luke, ed entra
in casa.
Grazie mille per stasera, Suze le dico abbracciandola.
Ma figrati! risponde lei e salutami i tuoi.
Certo e dopo un attimo di pausa aggiungo: Ehi, Suze. Sai
quella parte del tuo giardino con le statue....
Mi sono ricordata all'improvviso del Prato Nord di Letherby
Hall, che  pieno zeppo di sfere di metallo e pietre scavate e
roba del genere.  aperto al pubblico,  molto grande ed  la
soluzione ideale.
Suze  stupita. S, perch?
Be', mi chiedevo se ti farebbe piacere una donazione.
Una donazione? Mi guarda stupita.
S, due statue. Molto avant-garde aggiungo con nonchalance.
Se te le vieni a prendere, te le regalo.
Statue? Mi scruta senza capire, poi cambia di colpo espressione.
Non quelle due mostruosit che hai nell'ingresso.
Accidenti. Credevo che non le avesse notate.
Non sono mostruosit protesto. Sono opere d'arte. E comunque
quando le hai viste?
L'altro giorno quando ho accompagnato Minnie. Bex, sono
disgustose. Perch diavolo le hai comprate?
Perch le hanno fatte un gruppo di giovani che meritano il
nostro sostegno rispondo sdegnata. E le trovo davvero interessanti
dal punto di vista artistico.
Buon per te ribatte Suze. Allora goditele. Per se le trovi
cos stupende, come mai una ha un sacchetto in testa?
Oddio. Non posso pi fingere.
Suze, ti prego, prendile la supplico. Tu hai tanto posto.
Puoi nasconderle dietro un albero e non le vedr mai nessuno.
Non se ne parla. Suze incrocia le braccia. Mandale indietro.
Ma veramente. Non mi ascolta?
Non posso! Le hanno fatte dei ragazzi in difficolt!
Allora dalle a qualcun altro.
E a chi? le chiedo disperata.
Non so. Suze alza le spalle. Per qui non ci vengono.
Sto per insistere ancora, ma Luke esce di casa.
Tutto a posto? mi chiede.
Cosa ti sei messa? domanda Suze, guardando le mie gambe
avvolte dal raso blu. Oooh, pantaloni nuovi?
Jumpsuit mi vanto.
Oh, ne voglio una anch'io! dice subito Suze. Fammela
vedere.
Comincio automaticamente a sbottonare il cappotto, poi mi
fermo.
 un po'... audace.
Fantastico! Suze mi fa segno di continuare a sbottonare,
ma le mie dita non si muovono. Non so perch, ma mostrare
del tutto la mia mise mi preoccupa.
Cio,  parecchio esagerata aggiungo, per prendere tempo.
Fantastico! Suze  entusiasta. Forza, Bex, fa vedere!
Adesso anche Luke sembra piuttosto interessato.
"Le costole sono le nuove tette" ripeto a me stessa. Poi apro
il cappotto, con un gesto quasi di sfida: Ta-dah!.
Sento sul petto l'aria fredda di novembre, e ringrazio in silenzio
il cielo per le mie coppette in silicone adesive, il "minireggiseno
sostitutivo", ma se una delle due dovesse cadere, muoio.
Nessuno riesce a dire una parola. Luke resta a bocca aperta.
Suze fa un passo indietro e sbatte le palpebre.
Wow dice alla fine. ...
Ne manca un pezzo? chiede Luke, senza battere ciglio.
Sul davanti?
No lo sfido. Il look  questo.
Be', sei stupenda mi appoggia Suze. Davvero fighissimo,
Bex.
Grazie. Che c'? aggiungo, rivolta a Luke.
Niente. No, no. Bello. Andiamo. Gli scappa un mezzo sorriso.
Sono sicuro che i tuoi genitori saranno molto colpiti.
Luigi  uno di quei ristoranti intimi e calorosi che ti accolgono
con il profumo di aglio e di vino. Il nostro tavolo  pronto, anche
se i miei non sono ancora arrivati, e mentre mi tolgo il cappotto
mi assale una folata di freddo. La jumpsuit  fantastica.
Devo prendermene una per colore. Vedo il mio riflesso nelle vetrine
mentre cammino, e non posso fare a meno di ancheggiare
come una modella guardando il raso che si increspa e scintilla.
E metto anche le didascalie al mio abbigliamento, come se fossi
una foto in un giornale di moda, una mia vecchia abitudine.
Cappotto: Topshop. Jumpsuit: ASOS. Scarpe: See by Chloe. Braccialetto:
propriet della modella. (Non ricordo dove l'ho comprato).
Una ragazzina seduta con i genitori mi fissa a bocca aperta,
gli occhi sbarrati, e io le sorrido con gentilezza. Mi ricordo
come ci si sentiva ad essere una teenager di provincia che guardava
invidiosa l'incredibile look di una donna sofisticata. Un
signore anziano si strozza quasi con la minestra mentre passo,
ma probabilmente non ha mai sentito nominare la supermodel
Miranda Kerr, perci non conta.
Uno speciale "nastro adesivo per abiti" mi tiene la jumpsuit
incollata alla pelle perci non ho paura che qualcosa salti fuori, e
mi godo in pieno il mio momento fashion. Quando il cameriere
sposta la mia sedia gli sorrido amabile prima di accomodarmi e...
Merda.
Merda. Oh, mio Dio.
Si apre. Quando ti siedi. Si apre.
Con mio sommo orrore, appena mi siedo il raso si stacca
dall'adesivo (che non  "sicurissimo e a prova di emergenza",
sono dei bugiardi!). La scollatura si  aperta a fisarmonica, e si
vedono tutte le...
Oddio, oddio...
Afferro la scollatura e la rimetto a posto, ma ho soltanto dieci
dita. Si vedono ancora troppa carne ed adesivo e silicone. Il cameriere,
dopo un'occhiata inorridita al mio torace, sbatte il menu
sul tavolo e scappa. Sono inchiodata, irrigidita dall'imbarazzo.
Se n' accorto qualcuno? Mi fissano tutti? E adesso cosa faccio?
Alzo lo sguardo, disperata, e incontro quello interrogativo
di Luke.
Dunque il look  questo? dice. Scusa. Di moda non ne so
quanto dovrei.
Ah ah, divertente borbotto furiosa.
Mi rendo conto che  una jumpsuit da cena in piedi. Non una
con cui sedersi. Avrebbero dovuto chiarirlo nel sito. Avrebbero
dovuto aggiungere una didascalia: "Adatta solo a stare in piedi
con le spalle ben dritte mentre si ride alle battute degli amici".
Luke, ho bisogno della tua giacca chiedo in un bisbiglio
agitatissimo. Svelto, passamela.
Non ce l'ho. Alza le spalle. Mi spiace.
Cosa?
Com' possibile che tu non abbia la giacca? Ce l'hai sempre!
Perch tu mi hai detto di non metterla mi risponde
tranquillo.
Cosa? Non  vero!
Invece s. L'ultima volta che siamo andati a cena fuori mi
hai detto: "Hai sempre la giacca, Luke. Che noia. Perch non
cambi un po'?".
Oh, gi. In effetti, mi suona plausibile. Forse l'ho fatto.
Be', ritiro tutto ribatto concitata. Devi avere sempre la giacca,
casomai mi cpiti un problema al guardaroba.
Mettere sempre la giacca. Luke finge di segnarselo sul telefono.
Altro?
S. Dammi il tuo tovagliolo, svelto!
Grazie al cielo i tovaglioli sono molto grandi e fatti con un
sontuoso damasco rosso. Ne unisco tre creando una specie di
parte superiore di un bikini, me li lego addosso ben stretti, e
poi mi esamino. Lato positivo, sono decente. Lato negativo,
che figura faccio?
Supersexy commenta Luke, come se mi leggesse nel
pensiero.
Sta' zitto. Lo guardo malissimo.
Dico davvero. Sei molto sexy. Mi sorride. Brava.
Tesoro! Sento la voce di mio padre e quando mi giro vedo i
miei genitori che arrivano. Pap indossa una giacca di lino con
un fazzoletto a disegni cachemire che gli spunta dal taschino,
e la mamma ha un completo a fiori che proviene dal guardaroba
di Janice, la nostra vicina.
La mamma e Janice si scambiano sempre i vestiti per variare
un po'. Janice porta circa due taglie meno di mia madre ma
questo non le scoraggia: la mamma si limita a lasciare met dei
bottoni slacciati, e Janice stringe tutto con una cintura.
Becky, tesoro! Come va? Come sta Minnie? La mamma mi
abbraccia e poi mi guarda attentamente. Che strano vestito! 
quello che chiamano "top fazzoletto"?
Ehm... s, tipo. Evito lo sguardo di Luke e chiedo in fretta:
Beviamo qualcosa?.
Un anziano cameriere sta gi portando uno sherry per la
mamma e un gin tonic per pap. Qui i miei li conoscono. Mia
madre e mio padre vivono a Oxshott da prima che io nascessi,
e vengono a mangiare da Luigi un paio di volte al mese. La
mamma ordina sempre il piatto del giorno, mente pap esamina
il menu per ore, come se si aspettasse di trovarci qualcosa
di nuovo, e poi prende le scaloppine di vitello.
Luke. Pap d la mano a Luke e mi abbraccia. Sono contento
di vederti.
Abbiamo da raccontarvi un sacco di cose! dice la mamma.
Voi cosa prendete?
Chiediamo i drink e il cameriere ci versa l'acqua mentre
mia madre freme. Capisco che ha qualcosa di cui vuole parlarci,
ma non dice mai niente di fronte ai camerieri, neanche
da Luigi. Non so cosa creda, forse che si precipitino a mandare
un messaggio alla "Gazzetta di Oxshott": "I Bloomwood
vogliono comprarsi un nuovo tosaerba ma non riescono a decidere
la marca"?
Allora! esclama la mamma appena il cameriere si allontana.
Non so da dove cominciare.
Natale dice pap.
Natale. Lo guardo sorridendo. Non vedo l'ora. Io porto i
Christmas crackers. Prendiamo quelli con i tagliaunghie eccetera
come sorpresa o quelli con i pinguini a molla?
Mi aspetto che pap risponda "i pinguini", perch l'anno
scorso ha vinto lui la corsa dei pinguini a molla e ne era assurdamente
orgoglioso. Ma con mia grande sorpresa non risponde
subito. Guarda la mamma. Anzi, la guarda furtivamente.
Io ho una specie di radar per genitori. So sempre se c' qualcosa
nell'aria. E capisco al volo di cosa si tratta: vanno via per
Natale. Una crociera. Sar di sicuro una crociera. Scommetto che
sono stati Janice e Martin a convincerli e si sono gi comprati
dei completi in colori pastello.
Andate in crociera? dico subito, e lei mi guarda sorpresa.
No, tesoro! Come ti  venuto in mente?
Ah, bene. Quindi il mio radar non  preciso come credevo.
Ma allora perch quello sguardo furtivo?
C' qualcosa che bolle in pentola affermo.
S dice pap, con un altro sguardo alla mamma.
Qualcosa che ha a che fare con Natale insisto, e le mie capacit
deduttive mi sembrano degne di Sherlock Holmes.
Ecco, Natale  uno dei fattori ammette mia madre.
Uno dei fattori?
Mamma, che succede? Qualcosa di brutto? All'improvviso
ho paura.
Ma no, figrati! ride la mamma. Non  niente, tesoro. Solo
che abbiamo detto a Jess che pu venire a stare da noi. Insieme
a Tom, naturalmente. Tutti e due.
Ma vivono in Cile protesto stupidamente.
Torneranno per qualche mese spiega pap.
Jess non mi ha detto niente! sbotto indignata.
Oh, lo sai quanto  prudente Jess replica la mamma.  il
tipo che non ti d una notizia finch non  confermata al cento
per cento. Ah, arrivano i drink.
Mentre il cameriere ci serve, non posso evitare di fare mille
ipotesi. Le email che mi scrive Jess sono sempre abbastanza brevi
e brusche, e mia madre ha ragione:  il tipo che si tiene per s
le notizie, anche quelle belle, emozionanti. (Una volta ha vinto
un premio importante nel campo della geologia e non me l'ha
detto, e dopo ha spiegato: "Pensavo che non ti interessasse").
Perci potrebbe essere... Oh, mio Dio! Appena il cameriere si
allontana esclamo tutta eccitata: Dimmi una cosa, Jess e Tom
hanno adottato un bambino?.
Capisco subito dall'espressione della mamma che ho di nuovo
fatto cilecca.
Non ancora risponde, e vedo che pap ha un piccolo fremito.
Non ancora, tesoro. Gli ingranaggi sono sempre in movimento.
La burocrazia e tutto il resto. La povera Janice ha addirittura
smesso di chiedere notizie.
Oh dico, abbattuta. Credevo che magari... Accidenti. Ci
vuole un sacco di tempo, eh?
Quando Jess mi ha fatto vedere la foto di un bambino adorabile,
secoli fa, pensavo che lo avremmo conosciuto molto presto.
Ma l'adozione era fallita e ci eravamo rimasti tutti malissimo.
Da allora, Jess e Tom ci vanno molto, molto cauti.
Ce la faranno afferma pap con grande convinzione. Non
dobbiamo perdere la fiducia.
Mentre Luke versa l'acqua tonica nel suo gin, immagino Jess
e Tom, laggi in Cile, che aspettano da tanto tempo un bambino
da adottare, e mi si stringe il cuore. Mi spiace davvero per
Jess. Sarebbe una mamma fantastica (del genere sobrio, vegana
e che usa per s ed i figli solo vestiti riciclati di canapa grezza)
e mi sembra davvero ingiusto che per adottare ci voglia tutto
questo tempo.
Poi penso a Suze e di nuovo mi si stringe il cuore. Subito
dopo che siamo tornate dagli Stati Uniti ha perso un bambino,
con grande choc di tutti noi. E anche se ha detto soltanto: "Sono
gi molto fortunata... non era destino...", so che era distrutta.
In quanto a me, vorremmo avere un altro figlio, ma non 
arrivato.
A questo punto, ho il cuore a pezzi per tutti. La vita  ben
strana. Puoi sapere di essere la persona pi fortunata del mondo.
Puoi sapere di non avere nulla di cui lamentarti. Eppure
sentirti lo stesso triste perch nella tua vita manca quella piccola
persona in pi.
Cin cin! esclama Luke, alzando il bicchiere, e io sorrido subito.
Ma... a cosa brindiamo esattamente?
 quello che sto cercando di dirvi continua pap quando
tutti abbiamo bevuto un sorso. Jess e Tom tornano in Inghilterra
per un po'. Janice era agitata, non sapeva come organizzarsi
per ospitarli... e alla fine abbiamo deciso di offrire casa nostra.
Saranno vicini a Janice ma non li avr addosso dice la mamma.
E lei non dovr cucinare ceci tutte le sere. Poverina, era
preoccupatissima. Cio, Janice  vegana al massimo, per carit,
ma a colazione ci tiene al suo uovo alla coque.
Per quanto tempo si fermeranno? chiede Luke, prima che io
possa domandare alla mamma se sa cosa voglia dire "vegano".
Ecco,  proprio questo il punto! risponde lei. Almeno fino
a gennaio. Il che significa che non potremo fare Natale da noi.
Perci abbiamo pensato, Becky... Si interrompe e poi riprende,
rivolta a me: Adesso che state in quella bella casa, forse
potremmo fare Natale da te!.
Da me? Natale? Sono senza parole. Ma...
Mi sento come se in sottofondo finora ci fosse stata White
Christmas suonata su un disco in vinile e di colpo qualcuno
avesse tirato via bruscamente la puntina facendola grattare, e
fossimo piombati nel silenzio.
Natale non si fa a casa mia, si fa dalla mamma. Lei  capace. Sa
come togliere dal pacco il rotolo al cioccolato e come sistemarlo
sul centrino e decorarlo con lo zucchero a velo.
Bene. Deglutisco. Ecco. Natale da me. Che paura! Rido
per far vedere che non parlo sul serio (anche se non  del tutto
vero).
Ce la puoi fare, tesoro. Mia madre mi d un affettuoso colpetto
su una mano. Compra un buon tacchino e sei a met
dell'opera. Ho invitato Janice e Martin aggiunge. E naturalmente
anche Jess e Tom, cio, ormai siamo una grande famiglia,
no?
Certo. Bevo un sorso di gin tonic per cercare di assimilare
tutte queste informazioni. Jess e Tom ritornano, si far Natale
da me e...
Aspettate un attimo. Sobbalzo mentre rielaboro i dati.
Quando dite che avete offerto a Jess e a Tom casa vostra,
intendete dire che li ospiterete? O...
Ci trasferiamo per un po' replica pap con gli occhi sfavillanti.
Ci regaliamo un'avventura, Becky.
Un'altra avventura? chiedo, e guardo Luke. Dopo il nostro
viaggio negli Stati Uniti, pensavo che i miei di avventure
ne avessero avute abbastanza.
Aria nuova annuisce la mamma. Quando siamo tornati
dall'America ci sono venuti dei pensieri, tesoro. Viviamo nella
stessa casa da tanti anni. Non abbiamo mai provato nient'altro.
E pap ha sempre desiderato allevare le api.
 sempre stato il mio sogno conferma mio padre, un po'
imbarazzato.
Se non ora, quando? interviene la mamma.
Wow. Tento di digerire il tutto. Cio,  vero, i miei non si
sono mai lanciati molto. Pu essere una buona cosa, sperimentare.
Me lo vedo, mio padre che traffica in un cottage in campagna,
con un alveare ed una piccola serra. Potremo andare a trovarli
e Minnie coglier le mele, e io magari mi comprer una gonna
di lino perfetta per la raccolta delle mele sul catalogo Toast...
S, l'idea mi piace un sacco.
E dove state cercando? chiedo. Potreste trasferirvi a Letherby.
Credo ci siano dei cottage da affittare. Anzi, s! Ce n' uno nella
propriet di Suze! Me ne ricordo all'improvviso, e sono tutta
emozionata.  carinissimo. Venite l!
Oh, tesoro. Mamma e pap si scambiano uno sguardo divertito.
Non  proprio quello che avevamo in mente.
Letherby va benissimo per te e Suze dice con dolcezza mio
padre. Ma noi cerchiamo un posto con un po' pi di "andirivieni".
E non soltanto delle api! E ridacchia.
Andirivieni? I miei?
E quindi dove pensate di andare? chiedo perplessa. A
Dorking?
Amore! Mia madre scoppia a ridere. L'hai sentita, Graham?
Dorking! No, tesoro. Londra. In centro.
No, non in centro la contraddice subito mio padre.
Nell'East End.
Graham, non dire sciocchezze. Oggi come oggi l'East End
 il centro. Vero, Becky?
Non saprei. Sono perplessa. A che zona vi riferite
esattamente?
Ecco! precisa mia madre  un piccolo quartiere davvero
super. Quasi nascosto. Ci siamo capitati quando pap mi ha
portata a vedere la zona del suo vecchio ufficio. Si chiama... Fa
una pausa per aumentare la suspense. ... Shoreditch.
Shoreditch? La guardo a bocca aperta, chiedendomi se per
caso ho sentito male. Shoreditch nel senso di...
Shoreditch?
C' una fermata del metr spiega mia madre. Un po' pi
a nord di Liverpool Street. Ci arriverai facilmente, tesoro.
Lo so dov' ritrovo la voce. Ma non potete andare a stare
a Shoreditch, mamma!
Perch no? chiede lei, offesa.
Perch  un quartiere per giovani!  la zona pi fighetta! 
tutta birra artigianale e lievito madre. .... Agito le mani disperata.
Non  per voi.
Come? Mia madre  indignata. E chi lo dice? Scommetto
che ci troveremo benissimo! Tuo padre adora la birra.
 solo che... riprovo. Ha un certo tipo di atmosfera.
Un' "atmosfera"? ripete lei alzando gli occhi al cielo. Che
stupidaggine. Oh, Carlo, scusaci aggiunge rivolta al cameriere.
Dacci solo un momento. Dopo devi raccontarmi tutto dell'anno
sabbatico di tua figlia. Fa l'occhiolino a Carlo e poi beve un
sorso del suo drink e mi guarda con aria offesa.
Faccio marcia indietro. Senti, mamma,  ovvio che potete vivere
dove vi pare. Ma non avete la sensazione che casa vostra
sia qui? Allargo le braccia ad indicare quel locale cos intimo e
familiare. Conoscete tutti i camerieri. Le loro famiglie. Le scaloppine.
Shoreditch ...  Shoreditch.
Forse mi sono stufato delle scaloppine dice pap all'improvviso.
Forse ho voglia di... Esita, poi completa la frase,
con leggero imbarazzo: ... di toast all'avocado.
Solleva il mento con aria di sfida e io lo guardo incredula.
Pap ha voglia di avocado?
Toast all'avocado? ripete Carlo, girandosi di scatto. Avocado
e gamberetti come antipasto? E poi le scaloppine?
Mi accorgo che Luke sta cercando di non ridere e gli lancio
un'occhiataccia, anche se a dire la verit mi sento anch'io sull'orlo
di una crisi isterica.
Comunque, abbiamo trovato un appartamento continua la
mamma ed  libero subito. Ha delle splendide persiane incassate,
Becky. Comprese nel prezzo.
Vista panoramica sulla citt aggiunge soddisfatto mio padre.
E un bagno con doccia dice orgogliosa la mamma. Molto
pratica per chi ha una certa et.
Sul tetto c' un alveare condominiale continua pap, tutto
contento. E una vasca per idromassaggio.
E c' il parcheggio privato? chiedo maliziosa, ma mia madre
scuote la testa guardandomi con aria di compassione.
Tesoro, non essere cos provinciale. Useremo ber!
Non so cosa dire. I miei si trasferiscono a Shoreditch. Mi rendo
conto che forse li invidio un po'. Non mi dispiacerebbe un
appartamento con l'idromassaggio e vista panoramica.
Bene allora, bravi! Alzo il bicchiere. A un nuovo stile di
vita!
La trovo una cosa splendida dice Luke con calore. Complimenti,
Graham e Jane. Possiamo venire a trovarvi nel vostro
nuovo appartamento chic?
Ma certo! L'indignazione della mamma  gi svanita.
Faremo un'inaugurazione con tanti stuzzichini. Sar super!
Sorride felice, poi fissa il mio petto con attenzione per qualche secondo
stringendo gli occhi e alza lo sguardo stupefatta.
Becky, amore! Me ne sono accorta adesso! Il tuo top  uguale
ai tovaglioli!

Da: Jess Bertram
A: Becky
Oggetto: Natale
Ciao Becky,
immagino tu abbia saputo che torniamo. Non vediamo l'ora di essere
di nuovo in Inghilterra e rincontrare le nostre famiglie. I tuoi genitori
sono stati molto generosi a offrirci la loro casa.
Poi: grazie mille per averci invitati da te a Natale. Siamo impazienti di
festeggiare con voi. Ovviamente speriamo che la festa rispecchi i nostri
valori alieni al consumismo e a favore di uno sviluppo sostenibile.
Sono certa che ci divertiremo un mondo.

Jess.

Da: Jess Bertram
A: Becky
Oggetto: Re: Re: Natale
Ciao Becky,
s, sono ancora vegana e anche Tom.

Jess.

Da: Jess Bertram
A: Becky
Oggetto: Re: Re: Re: Re: Natale
Ciao Becky,
no, non ci prendiamo "un giorno di vacanza dall'essere vegani" a
Natale come "ricompensa".
In quanto ai regali, no, non c' niente "per cui spasimo". Tom e io
ci scambieremo doni immateriali nello spirito di lasciare la minor
impronta possibile su questo nostro pianeta devastato.
Se non riesci a ribellarti alla pressione che induce ad acquistare oggetti
inutili soltanto per seguire "la tradizione", posso suggerirti di scegliere
prodotti locali, sostenibili, non consumistici e che rispecchino i veri
princpi di comunanza invece che il vuoto piacere dello shopping?
Aspetto con ansia di festeggiare con voi,

Jess.
...
3.

Il mattino dopo quando arrivo a scuola con Minnie ho mille pensieri
per la testa. Anche se non so bene se la mia principale preoccupazione
sia: 1) i miei genitori si trasferiscono a Shoreditch, o
2) per la prima volta devo organizzare io il pranzo di Natale.
 solo un giorno in un anno, mi ripeto. Non  chiss quale impresa.
Cio, cos' il peggio che pu succedere? (Anzi, no.
Meglio non dare via libera a questo tipo di pensieri).
Comunque, tutto bene, ho gi cominciato. Ho cercato su Pinterest
e ho scovato milioni di suggerimenti su "come organizzare
il Natale". Ho preso due biglietti per la Fiera del Natale
all'Olympia. Ci andr con mia madre e trover sicuramente delle
idee. In pi ho intenzione di iniziare subito il mio shopping
di Natale.  solo novembre. C' un sacco di tempo!
Accompagno Minnie nel guardaroba, la aiuto ad appendere
il cappotto, poi andiamo in classe. Vedo immediatamente Eva,
una compagna di mia figlia, insieme a sua madre, Petra, e ho
una leggera stretta al cuore.
Guarda! esclama Minnie spalancando gli occhi. Guarda
quel tamburo!  'norme!
Petra regge un gigantesco tamburo tribale, fatto di ramoscelli
e tela e decorato con nastri colorati. Eva comincia a batterci
sopra le mani mentre Petra sorride tutta tronfia e Minnie resta
a bocca aperta. L'hanno fatto loro?
Io chiudo per un attimo gli occhi e li riapro. Amo la scuola
del villaggio, e amo la maestra di Minnie, Miss Lucas, ma deve
proprio essere cos fissata con i lavoretti manuali? Salta sempre
fuori con qualche "divertente attivit facoltativa", solo che non
sono facoltative per niente, perch le fanno tutti. Questo weekend
era "fabbricate uno strumento musicale con quello che trovate
in casa". Cio, come sarebbe?
Minnie e io abbiamo messo dei fagioli secchi in un vasetto,
e pensavo che ce la fossimo cavata benissimo, ma questo  a
un altro livello.
Troppo divertente! Petra si rivolge a Miss Lucas in tono enfatico.
Ha partecipato tutta la famiglia!
Ne sono felice! Miss Lucas sorride beata. La creativit 
cos importante. Minnie, hai fatto uno strumento musicale?
Abbiamo costruito uno shaker dico, cercando di sembrare
molto sicura di me.
Magnifico! Miss Lucas  entusiasta. Posso vederlo?
Oddio.
Apro lo zainetto di Minnie e tiro fuori lo shaker con una certa
riluttanza. Volevo dipingerlo o qualcosa del genere, ma me ne
sono dimenticata, cos in pratica  un vasetto di crema Clarins.
Vedo che Petra fa tanto d'occhi, e Miss Lucas per un attimo si
blocca, ma io non batto ciglio. Ha detto "quello che trovate in
casa", no?
Bello! dice alla fine Miss Lucas. Lo mettiamo vicino al tamburo
di Eva, eh?
Grande. Cos Eva ha un tamburo tribale e Minnie un vasetto
di crema idratante.
Per fortuna Minnie non ci fa caso, per io mi sento avvampare.
Prometto a me stessa che alla prossima attivit manuale
li stendo. Far qualcosa di strepitoso, anche se dovessi metterci
tutto il weekend.
Ciao, Minnie, amore mio. La bacio e lei si precipita in classe.
Tarkie, fai attenzione! Ci giriamo tutti sentendo la voce
acuta di Suze e io sobbalzo. Cosa diavolo ha con s?  un complicato
marchingegno di tubi e imbuti e nastro adesivo, e per
portarlo si sono messi in due, lei e suo marito Tarquin, mentre
i bambini li seguono.
Lady Cleath-Stuart! esclama Miss Lucas. Santo cielo!
 un eufonio dice Suze, senza fiato. Suona tre note.
Suze adora le attivit manuali ed  bravissima. Mette sempre
i suoi figli a fare bamboline di cartapesta o collage con la
pasta e li lascia ad asciugare in giro per tutta la cucina. Perci
non sono affatto stupita che sia riuscita a costruire un eufonio
con quello che ha trovato in casa.
Suze! esclamo. Incredibile!
Ma no, non  niente ribatte lei con modestia. Lo portiamo
dentro? Tarkie, attento all'angolo.
Merda. Una voce bassa alle mie spalle mi distrae. Merda.
Merda.
Smetto di osservare Suze che maneggia l'eufonio fai da te e
mi giro a guardare una mamma, Steph Richards, che contempla
desolata la strada dalla finestra. Sta arrivando quel dannato
vigile dice. Non trovavo parcheggio, e ho dovuto metterla
sulle linee gialle. Harvey, tesoro, sbrgati a entrare in classe.
Ha la voce tesa, e il viso segnato dalla preoccupazione. Non
conosco bene Steph, ma so che Harvey  nato il giorno del suo
quarantesimo compleanno (ce l'ha raccontato una volta ad un
incontro di genitori). Ha un lavoro importantissimo nella City,
 lei il principale sostegno economico della famiglia, e ha sempre
la fronte corrugata. Ha l'accento dello Yorkshire e mi ha raccontato
che  nata a Leeds, ma si  trasferita per fare l'universit
e non  mai pi tornata.
Non ti preoccupare le dico di impulso. Vado a distrarre il
vigile. Fai con calma con Harvey.
Esco dalla scuola a razzo e corro lungo la strada, che all'ora
dell'ingresso  sempre piena di auto. Vedo il vigile che avanza.
Ed ecco la macchina di Steph, parcheggiata illegalmente.
Non prender la multa, giuro. Non permetter che succeda.
Ehi! Agente! Lo raggiungo ansimante quando  a tre auto
di distanza da quella di Steph. Che fortuna incontrarla!
S? Il vigile mi rivolge uno sguardo poco incoraggiante,
che io ignoro.
Volevo chiederle quali sono le regole per parcheggiare in
Cedar Road dico in tono vivace. Se c' la doppia linea gialla
e un cartello che recita "Sosta vietata tra le 6 e le 9", ma c' anche
la linea bianca a zigzag... quali sono le norme per le moto?
Eh? Il vigile mi fissa.
E poi volevo anche domandarle, cosa intendete esattamente
per "carico"? aggiungo con espressione innocente. Se stessi
traslocando e avessi da trasportare sei divani, e delle piante in
vaso molto grandi, cio, praticamente sono quasi degli alberi,
che cosa dovrei fare?
Ah risponde il vigile in caso di trasloco bisogna chiedere
un permesso.
Vedo Steph che arriva di corsa, ticchettando sui tacchi alti.
Mi passa vicino ma non batto ciglio.
Un permesso ripeto, come se ogni parola che dice mi affascinasse.
Capisco. Un permesso. E dove devo richiederlo?
 arrivata alla macchina. La apre.  salva.
Senta, sa una cosa? aggiungo, prima che il vigile mi risponda.
Magari guardo online. Gli faccio un bel sorriso. Grazie
infinite.
Steph esce dal parcheggio abusivo, procede per qualche metro,
poi frena accanto a me in uno spazio che si  appena liberato,
restando con il motore acceso.
Grazie mi dice dal finestrino, con un sorrisetto amaro. 
magrissima, con i capelli scuri e quella pelle traslucida che tradisce
la stanchezza. E che sia esausta si capisce dalle ombre violacee
sotto gli occhi. E poi non si  messa bene il fondotinta e si
vede lo stacco sulla mascella, ma non voglio dirglielo.
Di niente le rispondo. L'ho fatto volentieri.
Le mattine sono un incubo. Scuote la testa. E non aiuta
che met delle mamme arrivino con tutta la dannatissima London
Symphony Orchestra. Lo so che Suze Cleath-Stuart  una
tua amica, ma un eufonio?
Mi scappa da ridere, e mi sento subito sleale nei confronti
di Suze.
Sai che "strumento" ho fatto con Harvey? continua Steph.
Una vaschetta della margarina e un cucchiaio di legno da sbatterci
sopra.
Noi abbiamo riempito un vasetto di fagioli le rivelo. E non
l'ho neanche dipinto. Ci guardiamo sorridendo e poi, con sgomento,
vedo gli occhi di Steph riempirsi di lacrime.
Steph! grido inorridita. Sono solo attivit manuali. Non
ha nessuna importanza.
Non  quello...  che... Esita, e vedo la tensione e la preoccupazione
segnarle il viso come se volessero uscire a tutti i costi.
Harvey non lo sa, okay? continua a voce bassa e tremante,
guardandosi attorno furtiva. Ma Damin ci ha lasciati. Tre
giorni fa. Se n' andato cos, da un momento all'altro. Harvey
crede che sia partito per una vacanza.
No. Sono senza parole. Non conosco bene Damin, il marito
di Steph, ma l'ho visto un paio di volte con Harvey.  pi vecchio
di Steph, ha la pancia, gli occhi ravvicinati e la barba grigia.
S. Mi spiace continua. Non volevo scaricarti addosso questa
cosa. Non  proprio la classica chiacchiera davanti a scuola.
Non ... non hai... annaspo disperatamente. Vuoi che parliamo
un po'? Ci prendiamo un caff? Posso fare qualcosa per
te? Ma Steph scuote la testa.
Devo andare. Ho una riunione importante. E tu mi hai gi
aiutata, Becky. Grazie ancora. Mi rivolge l'ombra di un sorriso
e ingrana la marcia.
Aspetta dico, senza riuscire a trattenermi. Prendo un fazzolettino
in borsa, mi sporgo attraverso il finestrino e le sistemo
il fondotinta. Scusa. Ma dovevo.
Anzi. Grazie. Si d un'occhiata nello specchietto. Al momento
il make-up non  tra le mie priorit. Esita, e poi dice:
Potresti tenertelo per te? Di Damin, intendo. Sai come sono i
pettegolezzi a scuola....
Ma certo le prometto. Non lo dir a nessuno.
Grazie. A presto, Becky.
Si allontana e io la guardo, con una gran voglia di andare a
spaccare la testa a suo marito. Credo che farei un ottimo lavoro
e so anche cosa userei: la mia nuova borsa di Zara. Ha degli
spigoli veramente taglienti.
Quando arrivo al lavoro vorrei tanto raccontare a Suze le terribili
novit di Steph, ma ho promesso di non farlo. E comunque
Suze non c' ancora. Cos controllo velocemente le email, e noto
con una punta di timore che ce n' una di Jess che ha come oggetto
"Natale: qualche precisazione".
Non so perch provo questa punta di timore, in realt. Jess e
io ci siamo gi scambiate qualche email amichevole, lei sa che
noi non siamo vegani e capisce che a Natale vogliamo mangiare
il tacchino. (Anche se a un altro livello no, non lo capisce e
non lo capir mai).
Ma  risultato altrettanto lampante che considera le decorazioni
natalizie un male, la polverina dorata una cosa mostruosa
e le lucine opera del demonio. E quindi cosa ci dovremmo
mettere sull'albero di Natale? E la renna di plastica della mamma,
che si illumina ad intermittenza?
Io voglio bene a mia sorella e la ammiro con tutto il cuore.
 decisa, onesta e vuole salvare il mondo. Quando non studia
le rocce in Cile, si offre sempre volontaria per opere di beneficenza
oscure e per nulla gratificanti, ad esempio una volta ha
passato una settimana a scavare latrine. (Quando ho esclamato:
"Santo cielo, Jess!", lei non riusciva a capire il mio stupore
e ha detto: "Qualcuno deve pur farlo").
 molto seria, ma quando ti fa un sorriso  di quelli che ti
cambiano la giornata.  davvero pazzesca.  solo che personalmente
trovo un pochino difficile vivere secondo i suoi standard.
Comunque, andr tutto bene, mi ripeto.  solo Natale. Passer.
Metto via il telefono, entro nel gift shop di Letherby e mi
guardo intorno per controllare che ogni cosa sia al suo posto.
Vendiamo abiti, cuscini, biglietti di auguri, scatole di dolci... un
po' di tutto.  abbastanza caotico in realt, ma ho cercato di organizzarlo
con espositori a tema, e sono molto orgogliosa del
mio tavolo hygge. Ci sono coperte, candele profumate, barattoli
di cioccolata solubile, pigiami di cotone bio di Letherby e qualche
felpa di alpaca di un bel grigio chiaro.
Mi fermo un attimo a osservare con amore il mio allestimento,
e quando alzo lo sguardo vedo Suze che entra, con una minigonna
di tweed azzurro Letherby che su di lei  strepitosa. (
stata una mia idea indossare i capi che vendiamo. Soprattutto
perch se c' qualcuno che pu far sembrare sexy una mini di
tweed, quella  Suze).
Ciao! le dico. Incredibile, quell'eufonio!
Oh, grazie! Suze si illumina. Non adori Miss Lucas? Ha
sempre delle idee fantastiche per le attivit manuali!
S, forse ammetto riluttante. Per non trovi che siano un
po' tante?
Ma sono cos divertenti! si entusiasma Suze. Avrei dovuto
fare la maestra delle elementari. Adoro quelle cose l.
Apre la cassa e sistema i dpliant delle passeggiate in zona,
poi si schiarisce la voce. La osservo meglio: le sue lunghe gambe
hanno una posa innaturale, sembrano attorcigliate, e lei pare
decisamente imbarazzata. Che succede?
A proposito, Bex dice in tono ultranoncurante. Alla fine
le prendo, quelle statue.
Cosa?
Le statue. Le prendo. Le mettiamo qui.
Le prendi? Sono sbigottita. Cos come se niente fosse?
S! Ha un tono evasivo. Perch no? Non  poi un grande
sforzo.
Suze la scruto con attenzione. Che cosa vuoi?
E perch dovrei volere qualcosa? ribatte offesa. Ges,
Becky, quanto sei sospettosa! Mi offro semplicemente di prendere
quelle statue. Sono andata a riguardarmele, e ho pensato:
"Be', sono davvero notevoli".
Non  vero! Mi stai ammorbidendo per poi chiedermi un
favore.
Ma no! Suze  tutta rossa.
Invece s.
Okay! cede all'improvviso.  vero! Bex, devi farci venire
da voi a Natale. Uno zio di Tarkie, Rufus, ci ha invitati nel suo
castello in Scozia e io non ce la posso fare. Non voglio andarci!
Ha un'aria talmente disperata che mi viene da ridere.
Cos'ha che non va lo zio Rufus? Non pu essere cos terribile,
dai!
 atroce dice Suze in tono drammatico. Non crede nel riscaldamento
e la sua governante prepara un bagno freddo per tutti
ogni mattina e a colazione niente cornflakes, solo haggis, quell'insaccato
orrendo, e i bambini devono pelare patate tutto il giorno.
I bambini?
Lui pensa che gli faccia bene. Compra delle patate in pi apposta
e se resta anche solo un frammento di buccia li sgrida.
Oh.
Appunto. E ieri sera ha chiamato per invitarci. I miei saranno
in Namibia, e cos sapeva che non siamo da loro, e io non sapevo
come fare. Perci ho detto: "Accidenti, zio Rufus, sarebbe
bello, ma la mamma della mia amica Becky ci ha appena chiesto
di andare da lei". Non devi invitarmi davvero aggiunge in
fretta. Fammi solo da scusa. E io prendo le statue.
In realt quest'anno non facciamo Natale dai miei la informo.
Oddio. Fa una smorfia. Non dirmi che andate via...
Posso raccontare lo stesso allo zio Rufus che lo passiamo da voi?
Ancora meglio, potete davvero passarlo da noi! esclamo
tutta baldanzosa. Perch indovina un po'? Il pranzo di Natale
si fa da me quest'anno!
Da te? Il viso di Suze si immobilizza in una specie di rictus
stupefatto.
Non fare quella faccia! replico seccata. Sar fantastico!
Ma certo! Suze si riprende subito. Scusa, Bex. Sono rimasta
solo un po'... stupita. Perch tu non sei proprio...
Cosa? la interrompo. Ho organizzato delle feste in vita
mia, giusto? E non sono mica state dei fiaschi, no?
In realt, a pensarci bene, la maggior parte sono state effettivamente
dei fiaschi. Ma comunque non c' motivo di fare quella
faccia.
Niente! Sar bellissimo! Sarai bravissima! Ma com' che non
andate dai tuoi?
Okay, sta' a sentire le dico con gran gusto, perch non vedevo
l'ora di farle sapere le novit. Jess e Tom tornano in Inghilterra
per un po'!
Wow! Significa che l'adozione  andata in porto?
No. Mi blocco per un istante. Non ancora. Anche se non
manca pi molto aggiungo, decisa ad essere positiva. Ne sono
certa. E comunque, finch sono qui abiteranno a casa dei miei genitori,
e loro si trasferiscono in un appartamento a Shoreditch!
Shoreditch? Suze  chiaramente scioccata. Tua madre e
tuo padre?
Lo so! Ho chiesto "Perch proprio l?" e pap ha detto che
ha voglia di toast all'avocado.
Toast all'avocado? Suze  talmente esterrefatta che non riesco
a trattenere una risata. Ma lo sa che l'avocado lo trova pure
nei supermercati di Cobham? continua, tutta seria, e mi fa di
nuovo scoppiare a ridere.
Buongiorno, ragazze! Irene, l'altra commessa, entra a passo
di carica, vestita con i pantaloni di tweed Letherby e una maglia
di lana merino.
Irene ha pi di sessant'anni, ed  un tesoro. Lavora per il gift
shop da quando era poco pi di un armadio a muro con qualche
scatola di fudge, e si ricorda ancora del "pazzo", Lord Cleath-Stuart,
un pro-prozio di Tarkie che aveva fatto realizzare la sala con le
piastrelle rosa e i murali erotici a cui mai nessuno accenna.
Buongiorno, Irene! la saluta Suze. Com' andata ieri in
negozio?
Benissimo. Niente da riferire. Oh, tranne che un cliente mi
ha detto di salutarti, Becky.
Salutare me? Sono stupita. Di solito a passare per fare un
saluto sono vecchi amici di famiglia di Suze, gente che si chiama
tipo Huffy Thistleton-Pitt.
Ha detto che sapeva che tu lavori qui e sembrava molto deluso
di non averti trovata. Mi ha chiesto di salutarti. Com' che
si chiamava? Irene aggrotta la fronte. Arnold? L'ho scritto da
qualche parte, aspetta...
Arnold? Non conosco nessuno che si chiama Arnold.
Arnold era il cognome. O era Irwin? riflette Irene.
Irwin? Scuoto la testa. Non mi dice niente.
 giovane precisa Irene. Pi o meno la tua et. Favoloso.
Mi guarda speranzosa, come se si aspettasse che io dica: "Ah,
certo, il tipo favoloso, lui".
Va bene, se ti viene in mente il nome poi dimmelo la tranquillizzo.
Se no, non importa.
Lei si allontana e Suze ridacchia. Un tipo favoloso, eh, Bex?
Non mi fiderei troppo dei gusti di Irene ribatto. Probabilmente
era il mio vecchio professore di geografia.
Era favoloso?
Era la sua forfora a essere favolosa rispondo e cominciamo
a ridere.
Comunque si ricompone Suze. Non abbiamo finito di
parlare di Natale. Dimmi cosa posso fare per aiutarti. Dammi
il programma. Tranne che al mattino dobbiamo per forza andare
alla messa a St Christopher, perch il vicario ha preparato
un medley speciale di canti di Natale e ne  orgogliosissimo.
Ci sta nel programma per la giornata?
Ma certo! Sicuramente! Cio, non ho ancora un vero e proprio
programma per la giornata dico per essere sincera. N
per nient'altro. Ma  presto.
Infatti concorda Suze. La cosa pi importante quando hai
ospiti a Natale  avere abbastanza da bere.
La mamma ha detto che la cosa pi importante  il tacchino
ribatto, e mi viene gi un filo di ansia.
Ah, be', il tacchino. Suze alza le spalle. Il tacchino  ovvio...
Aspetta. Si blocca, e la vedo di colpo preoccupata. Se
viene Jess, dovremo tutti mangiare vegano?
No, no, noi possiamo mangiare il tacchino la rassicuro. E
comprer un tacchino vegano per Jess e Tom.
Un tacchino vegano? Suze spalanca gli occhi. Esiste?
Scommetto di s. Ormai c' tutto vegano. Oh, a proposito,
Jess pensa che dovremmo scambiarci regali sostenibili, non consumistici
e di origine locale che riflettano un vero spirito di comunanza
e non il vano piacere dello shopping.
Bene. Suze mi sembra piuttosto scossa. Wow... Cio... ha
ragione. Certo. Dobbiamo comprare solo prodotti locali.  vitale
per il pianeta.
Assolutamente.
Davvero.
Tacciamo entrambe, e ho l'impressione che tutte e due stiamo
riesaminando la nostra lista dei regali.
Comunque... Harvey Nichols  localissimo, no? dice alla
fine Suze. In confronto a certi altri posti.
In confronto a... non so... all'Australia.
Esatto! Suze sorride, sollevata. Cio, c' gente che fa dei
viaggi assurdi per lo shopping. Mia cugina Fenella un anno 
andata a comprare tutti i regali a New York.
Questo non  per niente ecologico commento con una certa
severit. Stabiliamo di comprare solo in negozi locali, tipo
Selfridges e Liberty e cose del genere.
Okay conferma lei, annuendo convinta. Faremo cos. Solo
shopping locale. Oh, e cosa prendi per Luke? Hai gi qualche
idea?
Sono a posto mi vanto.
Di gi? Suze mi guarda incredula.
Be', non l'ho proprio comprato ammetto ma so esattamente
cosa voglio prendergli. Eravamo da Hector Goode e c'era un
cappotto molto bello, e a Luke piaceva. Cos gli ho detto: "Chiss,
magari un piccolo elfo te lo porter".
Beata te! commenta invidiosa Suze. Io non ho la minima
idea di che cosa regalare a Tarkie! Come mai non l'hai ancora
preso?
Aspettavo di vedere se lo scontano. Ma quelli del negozio
non vogliono dirmelo. Non sono per niente collaborativi.
Per niente ripete Suze. Perch non aspetti il Black Friday?
E se lo esauriscono? Perci ho deciso, stasera lo ordino.
Mi interrompo vedendo entrare due donne con il piumino, e
mi avvicino sorridente. Buongiorno! Benvenute al gift shop
di Letherby Hall. Posso aiutarvi, o volete dare un'occhiata?
Le due mi ignorano completamente. Lo fa un sacco di gente,
l'ho notato, ma in questi casi io sorrido ancora di pi.
Hygge dice una, guardando perplessa il cartellino. Cosa
sarebbe?
Oh, s, ne ho sentito parlare risponde l'amica. Un mucchio
di sciocchezze.
Sciocchezze? Le lancio un'occhiataccia. Come si permette di
definire "sciocchezze" il mio bel tavolo?
Hygge  un termine scandinavo spiego con il massimo garbo.
Significa intimit e calore... vicinanza contro il gelo dell'inverno...
accendere tante candele e sentirsi bene. Come Natale
aggiungo, e decido in quel momento che il mio sar un Natale
estremamente hygge. S, ecco. Ci saranno milioni di candele e
scialli di lana e bicchieri di glogg. (Glug? Glygge?)
Mentre le due donne si allontanano inizio a crearmi un elenco
mentale - candele, scialli, glogg -, poi capisco che  meglio
se lo scrivo. Decido di comprare un quaderno apposta. E una
stupenda penna nuova per le feste. S. E a quel punto sar praticamente
a posto.
...
4.

La sera mi siedo sul divano con il quaderno e la penna nuovi.
(Li ho presi nel reparto pelletteria del negozio, con il 15%
di sconto riservato al personale). Minnie gioca tranquilla con il
suo servizietto da t prima di andare a nanna e cos ho il tempo
di iniziare la mia lista.
Scrivo "Natale" sulla prima pagina e lo rimiro tutta soddisfatta.
Ecco. Pronti, via. La gente si agita tanto per Natale, ma
non  affatto il caso. Basta elencare bene le cose da fare, poi affrontarle
una dopo l'altra con calma e spuntarle. Tutto l.
Scrivo subito: "Comprare tacchino vegano".
Poi fisso la pagina. E dove lo trovo un tacchino vegano?
Okay, forse  l'approccio sbagliato. Forse  meglio cominciare
con qualcosa di semplice che posso fare subito. Scrivo:
"Regalo Luke" e apro il mio portatile. Lo ordino in due minuti, lo
spunto e avr iniziato.
Trovo il sito con il cappotto e osservo le foto.  proprio bello.
 perfetto! C' in blu e grigio. Quale preferir Luke? Cerco
di immaginarlo con quello blu... poi con quello grigio... poi di
nuovo con quello blu...
Ciao, tesoro. Sento la sua voce, copro lo schermo con un
braccio, lo guardo e resto di sasso. Luke  di fronte a me con
addosso esattamente lo stesso cappotto blu che c' sul computer...
Com' possibile? L'ho evocato? Ho poteri paranormali? Mi
sembra di essere in uno di quei film in cui si sentono le campane
tibetane e succedono le cose pi allucinanti.
Stai bene, Becky? mi chiede lui, perplesso.
Luke... balbetto. Dove hai preso quel cappotto?
Se dice: "Ma l'ho sempre avuto, amore" in tono neutro, giuro
che sclero.
L'ho comprato oggi. Gira su se stesso. Bello, eh? Lo metter
per andare dopodomani a Madrid.
L'hai comprato oggi? Ma...
Lo choc si trasforma in indignazione. Se l' comprato lui?
Come ha potuto? Nessuno dovrebbe comprarsi niente in novembre
e dicembre, per ogni evenienza.
Che c'?
Doveva essere il tuo regalo di Natale! lo rimprovero. E lo
sapevi!
No, non lo sapevo.
S, lo sapevi! L'abbiamo visto da Hector Goode un mese fa,
ti ricordi?
Certo che mi ricordo. Mi guarda come se fossi pazza. 
per quello che oggi sono andato a comprarlo.
Ma ti ho detto che te l'avrei preso per Natale! sbotto esasperata.
Avresti potuto aspettare!
Becky, ricordo benissimo la nostra conversazione replica
Luke con calma. Non hai affatto parlato di regali di Natale.
Insomma. Luke prende tutto talmente alla lettera.  uno dei
suoi peggiori difetti, anzi. Glielo dico sempre.
Ho fatto un'allusione! "Forse un piccolo elfo te lo porter!"
Secondo te cosa intendevo con "un piccolo elfo"?
Luke ha l'aria divertita. Senti, Becky. Non te la prendere.
Pu essere lo stesso il mio regalo di Natale. Mi piace moltissimo.
Grazie. Mi bacia sulla testa, e poi si avvia alla porta, ma
io non sono per nulla placata.
Non puoi ricevere il regalo di Natale a novembre! gli grido
dietro. Devi avere un pacchetto da aprire!
Comprami un dopobarba mi dice scrollando le spalle.
Dopobarba? Ma parla sul serio? Dopobarba! Il dopobarba 
il regalo pi banale che si pu scegliere per un uomo sfogliando
un catalogo "Regali per lui" pieno di brutte cravatte e tee
per il golf.
D'altra parte...  facile.
Prendo la mia agenda di Natale e accanto a "Regalo Luke"
scrivo "Dopobarba". Ma decido che non gli regaler quello
che usa sempre. Ecco. Sar una sorpresa, un nuovo fantastico
dopobarba.
Poi guardo Minnie, che sta giocando accanto al camino con
il suo delizioso servizietto da t. Porge le tazzine ai peluche e
versa il "t" dalla minuscola teiera.
Minnie, amore le dico. Fra non molto sar Natale e forse,
se fai la brava, Babbo Natale ti porter un regalo. Cosa ti
piacerebbe?
Voglio... dice Minnie, tutta presa dal suo gioco ... un cetto. Peppiacere
aggiunge dopo aver riflettuto un attimo. Peeeppiaceeeere,
voglio un... cetto.
Un cesto? Non capisco. Un cesto? Tipo un cesto di Fortnum
& Mason pieno di salmone affumicato? Un cesto per la biancheria
sporca?
Poi lo sguardo mi cade sulla scatola del servizietto da t, su
cui sono pubblicizzati altri prodotti dello stesso genere. Ma
certo! Da un sacco di tempo mi chiede di comprarle il cesto da
picnic con i bicchierini e i tovaglioli e le vivande finte. Bene,
questo  facile.
Mi collego subito al sito dove le ho preso il servizietto, e
cerco "cestino da picnic".  una meraviglia, con la fodera a
quadretti e coltellini, forchettine e perfino un vasetto con i
fiori di plastica. Ne restano soltanto cinque disponibili perci
meno male che gliel'ho chiesto per tempo. In pi in questo
sito ho gi salvato i miei dati, perci ci metto un minuto
a comprarlo. Fatto!
Quando mi arriva l'email di conferma dell'ordine, ho un moto
di orgoglio. Ho iniziato lo shopping di Natale! Prendo il quaderno,
e spunto "Regalo Minnie". Ah! Ho tutto sotto controllo.
Devo solo continuare cos, con calma e metodo.
Tranne che naturalmente appena decidi di procedere con calma
e con metodo, la vita ti fa lo sgambetto. Alle sette e mezza
del mattino seguente calma e metodo sono gi svaniti. Sto girando
per la casa affannata, cercando di aiutare Luke a trovare
dei documenti importantissimi che gli servono per una riunione
e che risultano "scomparsi".
Li hai messi qui? chiede, aprendo il cassetto del trumeau
nell'ingresso.
Mi vengono subito i nervi. Perch se la prende con me? Perch
avrei dovuto mettere da qualche parte le sue noiosissime carte?
No gli rispondi educatamente.
O qui? Allunga una mano verso l'armadio. E che ci teniamo
qui dentro, si pu sapere? Parlando apre lo sportello
dell'armadio e viene investito da un diluvio di borsine di tela.
Non c' niente dico precipitandomi a fermarlo, ma  troppo
tardi. Accidenti.
Cosa sarebbe questa roba? chiede Luke incredulo,
guardando la montagna di borse ai suoi piedi.
Solo... ehm... delle borse.
Che borse?
Borse! Sacchetti! Forse i tuoi documenti sono in cucina.
Andiamo a vedere.
Cerco di portarlo via, ma Luke non si muove. Fissa per un
attimo il cumulo di shopper attorcigliate, poi comincia a dividerle
ed a leggere cosa c' scritto sopra.
Una borsa per la vita. Un sacchetto per la vita. Una shopper
per la vita. La borsa Verde. Teseo. Waitrose... Becky, ma che
diavolo...
Okay. La verit  che compro una borsa di tela e poi mi dimentico
di prenderla quando esco e cos devo comprarne un'altra. E
non  l'ideale, perch alla fine ti ritrovi con un armadio pieno.
Ma ho scoperto da tempo che con Luke la miglior difesa 
l'attacco.
Compro queste borse lo informo con espressione altezzosa
perch sono una consumatrice responsabile e non uso pi quelle
di plastica. Secondo te invece dovrei prenderle di plastica e soffocare
gli oceani? Be', questo mi lascia intravedere un aspetto molto
interessante dei tuoi valori morali, Luke. Molto interessante.
Lui trattiene un sorriso e io lo guardo con aria di sfida.
Non sto dicendo che dovresti usare la plastica mi risponde
con calma. Ti consiglio semplicemente di usarne una sola,
di "borsa per la vita". Il segreto  tutto nel nome, amore mio.
"Una borsa per la vita", non "una borsa da usare una volta e poi
ficcare in un armadio e comprarne un'altra".
Apre l'altra anta dell'armadio, e salta fuori una montagna
ancora pi alta di shopper. Merda. Speravo che quelle non le
trovasse.
Oh, mio Dio esclama, sinceramente inorridito. Becky, ma
di quante dannate "borse per la vita" hai bisogno? Quanto hai
intenzione di vivere?
Un giorno o l'altro si riveleranno utili mi difendo. E comunque
non hai ancora trovato i tuoi documenti. Stai perdendo
tempo.
In quel momento arriva Minnie, che spinge la sua carrozzina
di vimini per le bambole. Luke le d un'occhiata, poi sobbalza
ed esclama: Eccoli! e tira fuori dalla carrozzina un fascio
di carte.
Quelle sono mie, pap! dice Minnie arrabbiata, cercando
di riprendersele. Per la mia cacoccina.
"Cacoccina" sarebbe "carrozzina" nel linguaggio di Minnie. E
s, lo so che dovremmo correggerla, ma  talmente tenera. Cio,
parla benissimo. Si esprime in maniera molto articolata per la
sua et. (L'ha detto anche Miss Lucas quando ne abbiamo parlato).
 solo che sbaglia qualche parola, tipo "monter" invece di
"monster", "cacoccina" e "nanuncoli" per "ranuncoli".
Non sono per la tua cacoccina, amore le dice Luke. Sono
delle carte importanti di pap. Ecco qui. Avvolge la bambola
di Minnie in uno dei sacchetti di tela. E ce ne sono ancora
tante di queste copertine. D un bacio a Minnie e poi si rialza.
Passo io a prendere Minnie da Suze?
S, se per te va bene. Io vado in citt appena esco dal lavoro.
Sar meglio che mi dia una mossa con le compere di Natale.
Sospiro, un po' sconsolata. Non  mica uno scherzo organizzare
il pranzo di Natale da noi, sai.
Lo so. Luke mi guarda preoccupato. Becky, voglio davvero
aiutarti. Prima di Natale devo viaggiare parecchio, ma se
mi affidi dei compiti li porter a termine.
Okay. Quando mi bacia, sento il suo labbro superiore leggermente
pungente. Non ti sei fatto la barba oggi? mi stupisco.
Oh risponde lui un filo imbarazzato. Mi faccio crescere
i baffi.
I baffi? Non ci posso credere.
S, per l'iniziativa di Movember. Sai, no? Farsi crescere i baffi
per raccogliere fondi per la lotta ai tumori.
Bravo! mi affretto a sorridere. Certo. Ottima idea!
Non vado pazza per i baffi, a dire la verit. Ma per un'iniziativa
benefica ne vale la pena, perci  giusto dare il mio appoggio
a Luke. Sono gi carini aggiungo incoraggiante, e lo
bacio ancora. Ti stanno bene. A pi tardi!
Divrtiti con lo shopping risponde Luke, e lo guardo male,
un po' offesa. Allora proprio non mi ascolta.
Non vado a fare shopping. Sono compere di Natale.  tutta
un'altra cosa.  lavoro. Ho una lista lunga cos. Faccio un gesto
teatrale. Regali, decorazioni, cibo, articoli vari, extra...
Extra? Luke corruga la fronte. Quali extra?
Extra e basta. Lo sai, no, che ci sono gli extra.
Al momento non mi viene in mente nessun extra, ma so che
esistono, perch tutti i manuali su come si organizza il Natale
parlano degli "extra" dell'ultimo momento.
Aspetta, per. Luke si concentra per ricordare. Becky, non
hai gi fatto un po' di shopping natalizio? A quella fiera, quest'estate.
S! Hai comprato cinque cuscini di pelle cuciti a mano e
hai detto che sarebbero stati perfetti come regali di Natale. Erano
pesantissimi aggiunge con una smorfia. Me li sono trascinati
dietro tutto il giorno.
Sento che la mia faccia diventa di fuoco. Speravo che se ne
fosse dimenticato.
Ci hanno chiesto qualcosa per la vendita di beneficenza scolastica
cerco di replicare in tono indifferente. E cos ho offerto
quelli. Ho pensato che fosse la cosa pi giusta.
Li hai dati via tutti? chiede incredulo.
Per una buona causa! mi difendo.
Non aggiungo: "E poi ho capito che erano una schifezza quando
ho provato a metterli sul divano e scivolavano sempre via".
 tutta colpa del tipo del banchetto che aveva una faccia troppo
carina. Mi ha convinta a comprare i suoi stupidi cuscini, e
anche un elefante di pelle.
Be'... Non potremmo fare gli acquisti online? propone Luke.
Se ci mettiamo l insieme con il portatile sbrighiamo tutto al
volo. O se no affidami un compito. Posso ordinare le decorazioni.
Ci metto cinque minuti.
Luke? Ordinare le decorazioni?  matto? L'ultima volta che
ha ordinato delle decorazioni per Natale sono arrivate sei miserabili
palline violette e poi, quando mi sono lamentata, ha detto:
"Be', a me sembrano carine".
No, va bene cos mi affretto a rassicurarlo. Devo vedere
le cose dal vivo. E comunque, dobbiamo sostenere i commercianti
inglesi.
E allora non potresti andare in un negozio un po' pi vicino
di Selfridges?
Non importa. Faccio un piccolo sospiro da martire. A volte
 necessario sforzarsi un pochino. Ci vediamo pi tardi.
...
5.

Oddio. Quanto mi mancava lo shopping. E Londra. E tutto
quanto.
Mentre spingo le porte massicce di Selfridges, mi gira la testa.
Selfridges  tutto uno scintillio! Saremo anche solo a novembre,
ma qui  gi Natale. Luci e ghirlande dappertutto. Le scale mobili
sono decorate con enormi palle rosse. Si sentono canzoni natalizie
e l'aria  calda e profumata e non so proprio da dove cominciare.
Provo una sensazione mista di euforia e panico, quasi.
Dove vado? Sopra? Sotto? Sono secoli che non faccio shopping.
Cio, l'ho fatto online, ovvio. Ma  una cosa completamente
diversa. Anzi, secondo me dovrebbero inventare proprio un'altra
parola per definirlo. Ordinare online non  fare shopping.
 procurarsi qualcosa, Ti procuri tutto quello che vuoi online.
Ma ti manca l'emozione di entrare in un negozio e vedere tutte
quelle belle cose, e toccarle, carezzarle, lasciarti sedurre.
Faccio un passo avanti, semplicemente respirando l'atmosfera.
Vivere fuori citt  fantastico sotto molti punti di vista, ma
questo mi manca. Mi manca passare ogni giorno davanti alle
vetrine piene di eccitanti novit. Mi manca fermarmi a guardare
un'incredibile giacca di Chanel. Mi manca fare un salto da
Anthropologie mentre sono diretta da qualche parte e decidere
di andare a vedere cosa c' di nuovo da Zara, e trovare un
affarone da Topshop.
D'altra parte, sono stata obbligata a diventare efficiente. Vivere
fuori Londra significa imparare a sfruttare al massimo ogni
viaggio in citt. In sostanza, devi correre come una matta a comprare
tutto quello che puoi, perch chi lo sa quando ci tornerai?
Luke e io non siamo d'accordissimo su questa teoria. Ma non
c' nulla di strano, dato che non siamo d'accordo neanche sul significato
di "efficiente". Lui una volta mi ha detto che comprare
l'intera fornitura dei prodotti Clarins in offerta da TK Maxx
non era "efficiente", era "ridicolo". Ma lui cosa ne sa. Non capisce
quanto ho risparmiato? In soldi e in tempo! Cos ho sistemato
la questione creme per la pelle praticamente per tutta
la vita. E poi si tratta di due scatoloni in garage, niente di che.
(L'unico problemino - di cui non ho informato Luke perch
non  necessario che conosca ogni minimo particolare della mia
vita -  che quando ho portato gli scatoloni in garage ho trovato
una scatola piena di idratante L'Oral scontato di cui mi ero
dimenticata. Ma non importa, perch di creme idratanti non ne
hai mai troppe.  un bene di prima necessit).
Mi accorgo all'improvviso che sono ancora ferma nel reparto
profumi di Selfridges, e mi scuoto. Forza, Becky. Concntrati.
Shopping di Natale. Prendo il mio quaderno con l'elenco delle
cose da fare, lo esamino e mi sento male. Ieri sera mi sono lasciata
un po' trascinare, mentre buttavo gi le varie idee. Ci saranno
cento punti almeno, da "Nuove lucine che non sfrigolino"
a "tovagliette natalizie" a "CIOCCOLATINI!".
Da dove comincio?
Mi passa accanto un tipo con i baffoni e mi distraggo a guardarlo.
E se Luke si fa crescere dei baffi cos?
No. Non lo far. Non dire stupidaggini. E comunque.  per
una buona causa. Devo essere positiva. Faccio un passo avanti,
cercando di concentrarmi. Forza. Sono nel reparto profumi.
Cercher il dopobarba per Luke. S. Ottima idea.
Un tipo vestito di nero sta presentando un nuovo profumo
da uomo che si chiama Granite. Mi faccio dare una striscetta
campione, ma quando lo annuso mi fa tossire. Per me  un vero
mistero questo fatto che tanti profumi costosi in realt fanno
schifo. La maggior parte ha un odore come se qualcuno avesse
mescolato tutti i profumi che nessuno compra, avesse ficcato
il miscuglio in una bottiglia nuova e gli avesse dato un nome
tipo Celebrity Mix!
Luke usa da sempre il dopobarba di Armani, ma voglio prendergli
qualcosa di diverso. Andr da Prada, decido, vedendo il
loro banco pi avanti. Con Prada non sbagli mai, giusto?
Ma dopo tre minuti ho le idee ancora pi confuse. C' una tale
scelta. Annuso L'Homme Prada e Luna Rossa e Marienbad. Poi
torno a L'Homme Prada, e un simpatico ragazzo di nome Erik
comincia a spruzzare le striscette di cartone ed a farmele provare.
Quando me ne ritrovo otto davanti, ormai ho perso il filo. Erik
continua a parlare di note ambrate e suggestioni di cuoio, e io
ripeto: Oh, s, ma in realt quello di cui profumano  semplicemente
"dopobarba".
Pu farmi sentire di nuovo questo? chiedo indicando Prada
Man. Anzi, potrebbe farmeli sentire di nuovo tutti? E ce n'
uno che assomiglia un pochino a Babylon, ma non cos... Agito
le mani in un gesto vago.
Mi scusi. Una voce profonda mi interrompe e quando mi
giro mi trovo di fronte un tzio con un cappotto grigio e una
sciarpa blu che mi guarda accigliato e impaziente. Pensa di
metterci tutto il giorno?
Sto prendendo un dopobarba per mio marito gli spiego,
mentre Erik ricomincia a spruzzare le striscette.
E allora non potrebbe sbrigarsi e comprarlo?
No, non posso "sbrigarmi e comprarlo" ribatto, seccata dal
suo tono. Devo scegliere quello giusto. Annuso di nuovo Prada
Man e faccio una smorfia. No. Decisamente no.
Ah, lei  una di quelle dice l'uomo, sprezzante, e io lo guardo
indignata.
Come sarebbe "una di quelle"?
Ragazze che insistono a voler regalare un nuovo dopobarba
ai loro uomini per Natale.
In realt mio marito mi ha chiesto lui di prendergli un dopobarba
per Natale gli dico freddissima. Non che siano affari
suoi.
L'avr anche fatto ribatte l'uomo, imperturbabile ma intendeva
dire: "Comprami il mio solito dopobarba".
Non  vero.
S,  vero.
Lei neanche lo conosce, mio marito!
Non ce n' bisogno. Nell'intera storia dell'umanit nessuno
ha mai scelto con successo un profumo per un'altra persona.
L'Homme Prada Intense, per favore, da 100 ml. dice a Erik.
Pago alla cassa.
Lui gli porge la confezione luccicante e il tizio se ne va, dicendo:
Buon Natale mentre si allontana.
Pff. Che maleducato. Torno a concentrarmi su Erik e gli sorrido.
Lui s che mi capisce.
Ho fatto una selezione dico, agitandogli davanti al naso
tre striscette. Queste sono le mie opzioni.
Splendido! Erik  entusiasta. Ottima scelta! Sono certo
che gli piaceranno! Guarda i campioncini di carta e aggiunge:
Non  che potrebbe provarglieli sulla pelle? Perch la chimica
personale  tutto!.
Oh, per amor del cielo. Adesso, me lo dice? E se sulla pelle
di Luke fanno schifo e gli viene da vomitare? O viene da vomitare
a me?
Detesto doverlo ammettere, ma l'Irritante Sciarpa Blu non
ha tutti i torti. Regalare un dopobarba alla fine non  l'opzione
pi comoda.  l'opzione impossibile. O compri il preferito
di sempre, il che non richiede nessuna fatica ed  un po' banale,
oppure entri in un limbo in cui scegli qualcosa di nuovo che
probabilmente non gli piacer affatto, ma deve fingere di s. E
per tutta la vita non saprai mai se si  limitato a essere educato,
finch sul letto di morte non esploder gridando: "Ho sempre
odiato L'Homme Prada!" e tirer le cuoia.
(Ecco. Sarebbe la peggiore delle ipotesi).
Le interessa comprarne uno? Erik interrompe le mie riflessioni,
e mi riscuoto. Non voglio commettere un errore cos costoso,
ma non voglio neanche rinunciare.
In quel momento, l'Irritante Sciarpa Blu ripassa diretto all'uscita
e mi rivolge un sorrisetto sardonico.
Ancora l? dice. Si prenda una pausa caff.
C' chi  disposta a fare un piccolo sforzo in pi per trovare
il regalo di Natale al proprio marito gli rispondo glaciale.
Lui solleva le sopracciglia divertito e se ne va. Io lo guardo,
un po' innervosita, ma questo piccolo scontro ha soltanto
rafforzato la mia determinazione. Sono in grado di tramortire
Luke con un nuovo dopobarba perfetto. Devo soltanto agire in
modo scientifico.
Mi chiedevo dico rivolgendo a Erik il mio sorriso pi smagliante.
Avrebbe per caso dei campioncini?
Quando tre ore dopo arrivo a casa, mi sento modestamente orgogliosa
di me. Nessuno potrebbe accusarmi di non essermi applicata.
Ho annusato ogni singolo dopobarba in quel dannato posto
e adesso ho un sacchetto di Prada che contiene trentun campioncini,
di cui Luke non deve sapere niente. Devo nascondere anche
l'enorme e lucidissima borsa di Selfridges che tengo in...
Oh. Troppo tardi. Eccolo.
Come va? mi chiede entrando con un sorriso partecipe.
Hai l'aria esausta!
Tutto okay rispondo stoica. Niente male.
La prendo io. Luke allunga la mano verso la grossa borsa
di Selfridges. Cosa sono? Decorazioni? Regali?
Oh, ecco, s, roba di Natale dico in tono vago, stringendola
forte. La metto via.
Prima che possa farmi altre domande, schizzo su per le scale.
Allora, hai spuntato un sacco di roba dal tuo elenco? La
voce di Luke mi segue. Hai fatto progressi?
Ehm... pi o meno! gli rispondo salendo le scale. Mi precipito
in camera nostra e chiudo la porta. Getto sul letto il sacchetto
con i campioncini, poi prendo la grande borsa lucida. La
guardo per un attimo, quindi tiro fuori con reverenza il contenuto
avvolto nella carta velina. Mentre la strappo, inspiro profondamente.
Non riesco a credere di averlo fra le mani. Un vestito
di Alexander McQueen scontato del 70% solo perch ha un filo
tirato nella parte posteriore! Sar strepitosa il giorno di Natale!
E okay.  ovvio che "comprare un vestito nuovo" non era
compreso nel mio elenco. Ma lo sanno tutti che la chiave per
uno shopping ottimale  essere flessibili e saper cogliere al volo
le occasioni. Ero diretta al reparto Natale, decisissima a comprare
le decorazioni, ma ho casualmente attraversato il reparto
moda. E per pura coincidenza ho visto uno stand di abiti
scontati, dove c'era ad aspettarmi il pi incredibile Alexander
McQueen. Ha delle meravigliose maniche con i volants e decorazioni
di paillettes e l'unico minuscolo problema - ma proprio
una cosina da nulla -  che  leggermente piccolo per me.
Un niente. Un'idea.
Le cose stanno cos: era l'unico che avevano ed era scontato
del 70% e non potevo sopportare di non comprarlo. In pi, non
 che non ci entri.  solo un pochino... stretto. Ma il giorno di
Natale non  che stai sempre l a respirare, no? O a muovere le
braccia. E probabilmente prima di allora perder qualche chilo.
Forse. Oddio...
Fisso il vestito, ansiosa, e man mano che lo guardo mi sembra
che diventi sempre pi piccolo. Anche con lo sconto,  costato
molto. Non posso non entrarci, a Natale.
Mi viene in mente che forse dovrei lavorare sulla mia forma
fisica prima delle feste. Cominciare a fare ginnastica e bere succhi
verdi o quello che . Cos dimagrir e il vestito mi star, e
in pi ne guadagner anche la mia salute. Perfetto!
Rimiro con amore l'abito ancora per qualche secondo, poi lo
chiudo nell'armadio e prendo il quaderno nella borsa. Scrivo
"comprare un vestito nuovo per Natale" e poi lo spunto, tutta
soddisfatta.
Poi mi giro a guardare il sacchetto di campioncini sul letto.
Ho un piano che dovrebbe senz'altro funzionare, basta che
Luke si addormenti e poi continui a dormire. Nascondo il sacchetto
nel mio comodino e scendo trillando con voce innocente:
Luke! Festeggiamo! Versaci un bicchiere di vino!.
Tre ore dopo, sono a letto e fisso il soffitto, ribollente di frustrazione.
Non avevo mai notato che Luke ci mette cos tanto ad addormentarsi.
Cos'ha che non va?
Ogni tanto gli do un leggero colpetto per vedere se  crollato,
e lui dice "Eh?" o "Cosa" e allora io rispondo: "Scusa, mi
stavo stirando!".
Alla fine, apre gli occhi e sbotta, irritato: Becky, domattina
ho un volo presto per Madrid e sono distrutto. Potresti piantarla
di fare quei dannati esercizi di yoga a letto?.
Allora lascio perdere per un po', tamburellando impaziente
in perfetto silenzio, finch mi sembra finalmente addormentato
e non si muove neanche quando dico concitata: Luke, credo
di aver sentito un ladro!.
Poi mi viene paura di aver davvero sentito un ladro, perci
vado di sotto in punta dei piedi stringendo come arma
una scarpa con il tacco a spillo, accendo tutte le luci, mi aggiro,
non trovo nessun ladro, spengo le luci, controllo Minnie
e torno a letto.
A questo punto sono parecchio distrutta anch'io. Ma devo
mettere in pratica il mio piano. Tiro fuori dal comodino senza
far rumore il sacchetto e prendo quattro campioncini. Spruzzo
un po' di Royal Oud di Creed sul collo di Luke, sotto l'orecchio
sinistro. Gli metto un goccio di Luna Rossa di Prada sotto l'orecchio
destro. Poi faccio un piccolo segno in entrambi i punti con
il pennarello, "L" e "R", cos mi ricordo quali ho provato. Sul
polso destro gli spruzzo Quercus e su quello sinistro Sartorial,
e anche l scrivo piccolo piccolo una "Q" e una "S". Inalo i profumi
a turno, e prendo appunti sul mio quaderno. Questo turno
lo vince Sartorial,  fantastico.
Luke dorme cos profondamente che mi sento di rischiarne
un altro. Perci prendo nel sacchetto il campioncino di Pacific
Lime. Mi sporgo per spruzzarglielo discretamente sul petto, ma
proprio mentre sto premendo il beccuccio, arriva dal nulla una
falena enorme, che mi fa strillare ed alzare le braccia.
Argh! Luke salta su, portandosi una mano a un occhio.
Becky! Tutto bene? Che  successo?
Mi guarda confuso e ancora mezzo addormentato. E noto
che ha l'occhio bagnato. Merda! Gli ho spruzzato Pacific Lime
in un occhio! Speriamo che non ci faccia caso.
Tutto bene rispondo senza fiato. Scusa. Era solo una falena.
Cazzo. Ahi. Ho qualcosa in un occhio. Se lo sfrega, e l'occhio
comincia a diventare rosso.
Mi sento invadere dall'orrore. Oddio, ti prego, fa' che non
abbia accecato mio marito. Vedo gi il titolo sul "Daily World":
Le ironie della vita: moglie acceca il marito cercando il regalo perfetto
per lui.
Aspetta che ti porto qualcosa per sciacquarlo gli dico disperata.
Ci vedi? Vedi sfuocato?
Corro in bagno e gli porto un asciugamano sgocciolante. Glielo
sbatto in faccia e Luke impreca.
Mi hai bagnato tutto!
Meglio non rischiare replico, osservandogli l'occhio ansiosa.
Va meglio? Quante sono queste? Alzo le dita di una mano.
Quattro risponde bruscamente lui, e mi sento mancare.
Sbagliato! esclamo sgomenta. Oddio! Luke, dobbiamo andare
all'ospedale.
Non ho sbagliato! scatta Luke. Uno, due, tre, quattro.
Guarda.
Guardo la mia mano e mi rendo conto che effettivamente ho
sollevato quattro dita. Ah, okay.
Sto bene. Sbatte ancora un po' le palpebre, poi mi scruta
confuso. Cosa diavolo  successo? Io dormivo profondamente.
Una falena gli rispondo subito. Solo una falena.
Una falena ti ha svegliata?  incredulo.
Ehm... era enorme. Perch non ti rimetti a dormire?
Spero che Luke riprenda sonno, ma in quel momento lui abbassa
gli occhi sul suo polso. Fissa la Q per qualche secondo,
come per raccapezzarsi.
Qualcuno mi ha scritto "Q" su un polso dice poi.
Wow! esclamo, cercando di sembrare stupita. Che stranezza.
Sar stata Minnie. Comunque,  tardi...
E "S" sull'altro polso dice. Si alza di scatto e va verso lo
specchio. Che cazzo? Sta guardando le lettere che ha sul collo.
Poi si gira per controllare il letto e vede il pennarello, che ho
lasciato sul piumino. Sono un'idiota.
Becky? chiede minaccioso.
Okay, sono stata io ammetto precipitosamente. Ti provavo
dei dopobarba mentre dormivi. Per il regalo di Natale
aggiungo, sperando che la sua espressione cambi, e dica: "Oh,
tesoro, come sei premurosa! ".
Ma no. Non lo fa.
 l'una di notte dice, con l'aria di uno che sta cercando di
trattenersi. E sono tutto coperto di dannatissime scritte. Pensavi
che non me ne sarei accorto?
La mattina ti fai sempre la doccia per prima cosa non posso
fare a meno di ribattere, orgogliosa del mio piano. Ed  un
pennarello lavabile. Ero certa che sarebbe venuto via e non lo
avresti mai saputo.
 gi qualcosa grugnisce, tornando a letto. Poi si blocca, e fissa
il pennarello. Aspetta. Hai usato uno Sharpie. Sono indelebili.
No, non  vero.
S!
Solo quelli neri sono indelebili gli spiego. Io ne ho usato
uno blu.
Sono indelebili anche quelli blu! esplode Luke. Guarda.
Prende il pennarello e me lo mette davanti agli occhi, indicando
la scritta: "Indelebile".
Cosa?
Afferro il pennarello e lo osservo bene. Oddio, ha ragione. 
indelebile. Non lo sapevo. Sono anni che uso gli Sharpie e non
ci ho mai fatto caso! Che cosa buffa...
Poi guardo Luke, vedo la sua espressione e deglutisco.
Forse non  una cosa cos buffa.
Ho una "L" e una "R" sul collo dice Luke con voce infinitamente
calma. E domani ho un appuntamento con il ministro
delle Finanze spagnolo.
S. Mi spiace. Non  che potresti... tipo mettere la cravatta?
Luke non si prende neanche la pena di rispondere. (Non lo
biasimo, sia chiaro).
Mi dispiace tanto dico in tono terribilmente affranto.
Volevo solo farti un regalo di Natale perfetto. E dato che ne stiamo
parlando aggiungo speranzosa c' per caso uno di questi dopobarba
che preferisci? A me piace quello sul tuo polso sinistro.
Lo guardo in trepida attesa, ma Luke non fa alcun cenno di
volersi annusare il polso sinistro.
Mi piace il dopobarba che uso sempre dice. E ora si potrebbe
dormire un po'?

CRONOLOGIA RICERCHE.

quanto ci mettono a crescere i baffi?

baffi pi attraenti;

baffi fanno male alla salute;

sesso coi baffi;

perdere 20 chili per Natale;

perdere 6 chili per Natale;

personal traner online;

personal traner online non prepotente;

abbigliamento da palestra;

Sweaty Betty;

Lululemon;

leggings che donano;

leggings magici;

perdere due taglie grazie ai leggings;

dieta del cioccolato.
...
6.

Il mattino dopo Luke  decisamente di cattivo umore. Parlo di
mattino, ma in realt  pi il cuore della notte. Avrei detto che
essere il capo di un'azienda significasse non doversi alzare a
ore assurde per prendere un aereo, ma a quanto pare non funziona
cos.
Lo bacio e sussulto al contatto con i peli dei suoi nuovi baffi.
( per beneficenza, continuo a ripetermi). Guardo il suo taxi partire
e lo saluto con la mano, cercando di sembrare il pi affettuosa
e contrita possibile. Poi vado in cucina e crollo su una sedia.
Sono abbastanza di cattivo umore anch'io. Non ho dormito
a sufficienza, e mi sento malissimo per aver quasi accecato
Luke.  stato un completo disastro. Ho passato secoli a raccogliere
quei campioncini di dopobarba, e tutto per niente. Lui
non vuole un nuovo dopobarba. Vuole il suo solito vecchio dopobarba.
Questo  veramente contro lo spirito del Natale!
Immaginate se Babbo Natale aprisse le sue letterine e tutte dicessero:
"Caro Babbo Natale, per favore portami il solito". Per lui
sarebbe la fine.
Accendo il bollitore e ripenso a quel tipo irritante da Selfridges,
che mi ha detto che mio marito non voleva un nuovo dopobarba.
Detesto ammettere che avesse ragione, e rimango convinta
della mia risposta. C' chi  disposta a fare un piccolo sforzo
in pi per trovare il regalo di Natale al proprio marito. E cos
il cappotto non va e il dopobarba neanche. Non mi arrendo.
Sono sempre pi decisa ad individuare qualcosa che lasci Luke
a bocca aperta.
(In senso buono. Non perch  una giacca di mohair viola.
Anche se comunque avevo tenuto lo scontrino di quella giacca
viola, e sono ancora dell'idea che gli stesse bene.  stata tutta
colpa di mia madre che ha esclamato: "Oh, Signore!" in quel
tono inorridito quando lui l'ha provata. A volte non riesco proprio
a capire come faccio a venire da una famiglia cos ignorante
in fatto di moda, veramente).
Quando porto Minnie a scuola cerco Steph casomai voglia
fare due chiacchiere, ma non la vedo, cos vado al lavoro. Mi
preparo un caff e poi mi appoggio alla cassa e mi guardo intorno
in cerca di ispirazione per il regalo a Luke. Ma gli ho gi
portato la fiaschetta e la scatola di fazzoletti eleganti e il cioccolato
con il caramello al sale marino. (S, insomma, quello era
pi che altro per me).
Faccio un sospirone, maledicendo me stessa. Non avrei mai
dovuto regalargli la fiaschetta. Avrei dovuto segnarmela mentalmente
per Natale.
Suze arriva e mi guarda preoccupata. Tutto bene, Bex?
Ho dormito male dico imbronciata. Luke e io abbiamo
litigato.
Per cosa?
Regali di Natale e roba cos le rispondo tenendomi sul vago.
Non le racconto che ho scritto addosso a Luke con un pennarello
indelebile, sembrerebbe troppo assurdo.
Oh, i regali di Natale! Non me ne parlare. Anch'io e Tarkie
abbiamo litigato. Lui vuole regalare ai bambini un agnellino per
uno e io un porcellino. Chi vorrebbe un agnellino se pu avere
un porcellino? Mi guarda in cerca di solidariet.
Ehm... Personalmente non vorrei nessuno dei due, ma immagino
non sia la risposta che desidera Suze.
A Minnie piacerebbe un porcellino? Suze si illumina. Ne
regalo uno a lei?
Un porcellino? Nel nostro giardino? Che grugnisce e rovina
tutto e crescendo si trasforma in un maiale? Voglio un bene
dell'anima a Suze, ma ci sono aspetti della vita su cui proprio
non ci intendiamo.
Meglio di no le rispondo in tono cauto. Non  tanto un
tipo da porcellini, lei. Anzi, l'unica cosa buona che ho fatto finora
 stata comprare il suo regalo. Voleva assolutamente un
cestino da picnic e gliel'ho gi ordinato.
Mi aspetto che Suze esclami: "Brava!" o mi chieda di farglielo
vedere sul sito e invece mi sembra perplessa.
L'hai gi ordinato?
S. Perch?
Mmh... Suze fa una smorfia. Non  un po' presto? E se
cambia idea?
Cambia idea? Non ci avevo proprio pensato.
Non la cambia rispondo, con maggior sicurezza di quella
che provo.  da una vita che mi chiede quel cestino. Ma
Suze scuote la testa.
Sono del tutto inaffidabili. Io la definisco "la sterzata".
Dicono: "Voglio un pogo, solo quello, perpiacere perpiacere perpiacere
posso avere un pogo?". E poi, tre giorni prima di Natale,
vanno a casa di un amico e vedono una sirena parlante alla
tiv ed ecco che vogliono quella. Ma ormai non si trova pi
conclude con cupa soddisfazione. E cos devi prenderla su
eBay a tre volte il suo prezzo.
Minnie non cambier idea insisto. Va matta per quel
cestino.
Vedrai Suze sembra un vecchio pescatore che prevede una
bufera. Spunter una sirena parlante alla tiv e ciao ciao, cestino.
Be', non avr la possibilit di vedere la sirena parlante replico
irritata. Le impedir di guardare la televisione fino a Natale.
Eh, gi, certo mi prende in giro Suze. Hai intenzione di
trasferirti in un villaggio Amish?
Sto per ribattere "Forse!" e cercare su Google "villaggi Amish"
(ce ne sono nell'Hampshire?) quando arriva Irene porgendomi
un pezzo di carta.
Oh, Becky! esclama. Buone notizie. Ho trovato il nome
del giovanotto che ha chiesto di te.
Quello favoloso interviene Suze con un risolino.
Esatto! conferma Irene con un sorriso. Si chiama... legge
il foglietto. Craig Curton.
La fisso incredula. Craig Curton?
Lo conosci, Bex? mi chiede interessata Suze, mentre prendo
il biglietto.
S, lo conosco. Anzi... esito.  un mio ex.
Un tuo ex? Suze mi fissa incredula. Non me ne hai mai
parlato! A quando risale?
Secoli fa. All'universit.
Mi ero completamente dimenticata di Craig Curton. O almeno,
non proprio dimenticata, ma non posso certo dire di averci
pensato molto.
 davvero favoloso, Becky commenta Irene con gli occhi
che brillano. Bellissimo. Si allontana per accogliere una cliente
e Suze mi rivolge un sorrisetto maligno.
Irene  cotta del tuo boyfriend. Cos', un modello o roba
del genere?
Irene deve avere degli standard molto bassi dico ridacchiando.
Perch casomai  uno un po' strano. Sai, capelli nerissimi
e pallidissimo e denti tremendi. Suonava in un gruppo
aggiungo in fretta. Ci uscivo per questo.
Be', lo cerco online annuncia Suze ridacchiando. Voglio
vederlo con i miei occhi, questo dio greco.
Non  un dio greco. Anzi, non so proprio perch ci uscivo.
Aspetto la risposta di Suze ma lei sta fissando con tanto d'occhi
il suo telefono.
Sai cosa, Bex? dice lentamente.  abbastanza un dio greco.
A meno che non sia un altro.  lui?
Mi mostra il telefono e sobbalzo. Questo tipo  stupendo.
Non pu essere Craig Curton.
Fisso l'immagine, cercando di raccapezzarmi. Okay, in effetti
mi rendo conto che  proprio Craig. Pi adulto. Ma i suoi capelli,
che erano molto strani e informi, adesso gli scendono sulle
spalle in lucenti onde scure. E si  fatto sistemare i denti. Ed
 abbronzato. E guarda che braccia.
 strepitoso dice Suze, assorta.
 cambiato commento, ritrovando la parola. ... non era
mica cos. Per niente.
Che cosa fa? Suze fa scorrere la pagina del sito, che  un
network per professionisti. Musicista legge, quasi in tono reverente.
L'ultima uscita  Love Underneath.
Sul serio? Cerco di prenderle il telefono, ma Suze non lo
molla.
Non ho finito! dice. L'anno scorso  uscita Honest. Ha recentemente
fatto un tour in Germania con i Blink Rage. Chi
sono i Blink Rage?
Non ne ho idea ma non ho intenzione di ammetterlo.
Non hai mai sentito parlare dei Blink Rage, Suze? le dico
con un tocco di compatimento nella voce.
Ciao, Becky. All'altro capo del negozio una voce roca mi
saluta, entrambe solleviamo la testa e io quasi ci resto secca
dallo choc.
 lui.  lui.  qui. E noi lo stiamo cercando su Google. Cazzo.
Ciao! Suze praticamente squittisce, facendo cadere il telefono.
Ciao. Benvenuto al... Ciao! Mentre lui si avvicina lei
raccoglie il telefono e lo gira in fretta, ma non prima che sullo
schermo appaia la sua faccia in primo piano.
Avvampo all'istante. Che imbarazzo.
Ciao, Craig cerco di salutarlo con noncuranza. Ciao.
Stavamo... Ciao. Che sorpresa! Saranno...
Anni annuisce. Assurdo, eh?
Con quella voce roca sembra proprio il dio del rock. E ne ha
anche l'aspetto, con i capelli lunghi e il giubbotto di pelle sdrucito
e un teschio tatuato sul lobo.
Mi saluta con un bacio sulle guance, poi fa un passo indietro
e mi guarda con un sorriso sicuro, perfettamente a suo agio.
Anche questa  una novit. All'universit non sorrideva mica tanto,
mi leggeva sempre articoli deprimenti e mi diceva che avrei
dovuto impegnarmi di pi nelle lotte studentesche.
Ti presento Suze.
Ciao! dice lei e si stringono la mano, poi Suze lo guarda
trasognata, attorcigliandosi i capelli come una quattordicenne.
 tornato! esclama con voce squillante Irene, arrivando di
corsa. Che bellezza! Con mio grande orrore, si gira verso di
me e mima con le labbra "proprio favoloso" senza la minima
discrezione.
Oddio. Che sfigate.
Allora, Craig, che ci fai da queste parti?
Vivo qui adesso mi risponde lui, sempre con quel tono
tranquillo e sicuro.
Vivi qui? Sono stupefatta.
Ho affittato Lapwing Cottage. Si rivolge a Suze. Sono il
tuo inquilino.
Oh. Lei si illumina. Non sapevo che Lapwing Cottage fosse
stato affittato.
Solo Suze pu non sapere che  stato affittato un cottage nella
sua tenuta. Tra lei e Tarkie hanno talmente tante propriet e investimenti
e cose di ogni genere che non ce la fa a star dietro a tutto.
Una volta stavamo mangiando in una caffetteria qui vicino e
continuavano a offrirci dolci e a essere supergentili. Non riuscivamo
a capire perch, finch all'improvviso Suze si  resa conto di
essere la padrona del locale: se n'era semplicemente dimenticata.
 tutto a posto? chiede ansiosa. Per qualunque problema,
parla con Gordon, il nostro amministratore, si occupa lui
di ogni cosa.
 stupendo risponde Craig. Un incanto. Vecchio stile.
Rustico.
Come facevi a sapere che lavoro qui? gli domando.
Una di quelle piccole assurdit della vita mi risponde. Ho
affittato il cottage online. Volevo un rifugio fuori Londra. Un
posto dove scrivere canzoni. Rilassarmi, sai, no? Poi entro nel
negozio del villaggio per fare la spesa e vedo un cartello, "Vendesi
tre pale da giardino, mai usate, rivolgersi a Becky Brandon,
nata Bloomwood". E mi dico: non possono esserci due Becky
Bloomwood. Cos chiedo al tipo del negozio e lui mi racconta
che lavori qui. Pensa che caso!
Wow sospira Suze.
E quindi ho una domanda da farti aggiunge Craig, fissandomi
con i suoi occhi scuri. Tre pale da giardino?
Erano in saldo mi difendo. Cos ne ho comprate un po'.
Abbiamo un giardino abbastanza grande e pensavo che potessero
servircene parecchie. Ma non era vero.
Proprio da te commenta divertito. Bene, devo andare. 
stato bello rivederti, Becky. Dobbiamo bere qualcosa insieme.
Che hai combinato in tutti questi anni?
Oh... ecco... Ho il vuoto assoluto in testa. Che cosa ho combinato
in tutto questo tempo? Non mi viene in mente niente.
Un sacco di roba rispondo debolmente. Sai com'.
Figo annuisce. Mi hanno detto che hai una figlia.
S, Minnie.
Bello. Si rivolge a Suze. Avrei una domanda. Avresti qualcosa
in contrario se affittassi una vasca per idromassaggio da
mettere in giardino?
Una vasca da idromassaggio? Suze sembra perplessa.
Ho una passione per l'idromassaggio.
Sorride, mettendo in mostra i suoi abbaglianti denti nuovi e
io ho l'istantanea visione di Craig in una vasca da idromassaggio
con i capelli bagnati e tutti luccicanti e il petto villoso tipo
Ross Poldark.
Cio, non  mai stato tipo Ross Poldark, ma scommetto che
adesso lo .
Un idromassaggio. Suze mi sembra davvero sottosopra.
Santo cielo. Certamente! Cio, di solito non ... ma se vuoi...
Figo Craig annuisce. E penso che per Natale far una festa.
Mander l'invito a tutte e due.
Oh dice Suze. Grazie!
Ci vediamo, allora. Ci saluta con la mano ed esce camminando
a grandi passi. Non camminava cos, una volta. Deve
averlo imparato chiss dove.
Guardo Suze, che fa un gran respiro.
Wow.
S dico, ancora parecchio sbalordita. Be',  cos. Quello 
il mio ex.
 veramente figo. Mi guarda insospettita. Bex, ma tu all'universit
eri una strafiga?
Ho la tentazione di rispondere: "Perch, adesso non sono una
strafiga?". Ma sto parlando con Suze.
Sono stata un pochino, pochissimo, strafiga le rispondo
sinceramente. Per circa mezzo trimestre.
Suonavi anche tu nella band?
Io... ecco...
Mi schiarisco la voce, cercando di decidere come rispondere.
La band  un punto dolente, in realt, perch avrei dovuto
farne parte. Mi ero comprata un fantastico basso rosa e avevo
imparato un sacco di note, e Craig mi aveva detto che potevo
fare un tentativo. Ma dopo la prima prova il resto del gruppo
ha dichiarato all'unanimit che non ero abbastanza brava. Che
ingiustizia. Non mi lasciavano suonare neanche il tamburello.
Ero la sua ispiratrice dal punto di vista creativo dico poi.
C'era molta collaborazione tra noi. Bei tempi aggiungo, in
quel modo svagato da groupie.
E come mai vi siete lasciati?
La band aveva avuto un contratto per fare un disco e cos
hanno mollato l'universit.
Ma di! Suze si porta le mani alla bocca. Pazzesco! E dovrei
conoscerlo, questo disco?
No ammetto.  successo che sono andati tutti in un posto
nel Devon per registrare...
E tu? Sei andata?
No. Provo un lampo di antico rancore. Mamma e pap
non mi hanno permesso di lasciare gli studi. Comunque, sono
andati a incidere l'album ma continuavano a litigare su tutto.
Alla fine due di loro hanno fatto a botte e qualcuno ha chiamato
la polizia. Cos sono arrivati i genitori in massa e li hanno
fatti smettere di registrare, e costretti a riprendere l'universit.
Oh. Suze  chiaramente delusa.  evidente che sperava in
un finale pi tipo "e hanno fatto il tutto esaurito a Wembley!".
Craig ha litigato di brutto con i suoi continuo. Si  rifiutato
di tornare a Bristol. E poi la band si  sciolta.
E allora lui che ha fatto?
Si  preso un anno sabbatico ed  andato a Manchester. Ma
a quel punto l'avevo gi lasciato.
Per via della band completa Suze, un pochino affannata.
Perch pensavano che tu fossi Yoko.
Pi o meno. Esito, ma voglio essere onesta. E poi, allora
non era molto sexy. Anzi, era un po' irritante.
Decido che abbiamo parlato abbastanza di lui, perci mi sposto
e vado a sistemare un espositore di maglioni con atteggiamento
molto professionale. Ma Suze mi segue, imperterrita.
E adesso  venuto a vivere a Letherby dice. Dev'essere
strano per te.
Ma no.
Lo , un pochino, ma non voglio ammetterlo.
Dev'essere almeno un po' strano insiste Suze.
No, per niente rispondo decisa. Perch mai dovrebbe essere
strano?
Cio,  talmente diverso da Luke riflette lei, ignorando le
mie proteste. Ci vai alla sua festa di Natale?
Non so rispondo dopo averci pensato un attimo. E tu?
Ma certo! Dobbiamo andarci! Sar pazzesca, con tutti quei
musicisti e gente fighissima.
In quel momento una cliente rovescia una pila di barattoli di
toffee ed il fracasso interrompe la conversazione. Mentre li sistemo
di nuovo uno sull'altro, cerco di assimilare questa novit.
Craig Curton vive a Letherby. E il suo aspetto  cos diverso!
Le braccia. I capelli! Talmente folti e ondulati, e quella barba di
due giorni che gli sta troppo bene...
Per sbaglio rovescio di nuovo la pila di barattoli, e Suze mi
guarda mentre dico in fretta: Ooops!.
Distratta, Bex? chiede lei, sollevando le sopracciglia con
aria allusiva, e io alzo il mento tutta compunta. Non sono per
niente distratta. E comunque non lo ammetter mai con Suze.
Ma  inutile nasconderlo, rivedere Craig ha aperto una specie
di finestra sul passato. I ricordi dell'universit arrivano a valanga.
I jeans che portavo. E quel rossetto. Ma cosa avevo nella testa?
Quando io e Craig ci siamo messi insieme ero molto colpita
da lui. Pensavo che fosse un vero intellettuale perch parlava
di Schopenhauer e beveva una marca di gin di cui non avevo
mai sentito parlare. Ma adesso che sono matura capisco che
non avrei dovuto lasciarmi impressionare. Cio, chiunque pu
bere gin e parlare di tedeschi famosi. Proprio l'altro giorno ad
esempio io stessa parlavo di Heidi Klum.
Comunque,  passato tanto tempo. Tutti siamo usciti con dei
tipi assurdi da giovani. Quando ho conosciuto Luke, lui stava
con una tizia con la puzza sotto il naso che si chiamava Sacha
de Bonneville, quindi non pu dirmi niente. (Perch litigo mentalmente
con Luke su questo argomento? Non ne ho idea).
Metto a posto l'ultimo barattolo di toffee e scuoto la testa. 
solo una di quelle bizzarre coincidenze che cpitano. E Suze
ha ragione: se Craig fa una festa per Natale dobbiamo andarci.
Magari ci sar qualcuno di famoso. O magari suoner delle
canzoni nuove e io le sentir per prima.
Forse ci inviter al suo prossimo concerto, settore VIP! Mi sembra
di avere all'improvviso un nuovo status symbol che potr
citare con nonchalance durante le conversazioni. "Be', s, uscivo
con un musicista rock... S, ovvio, sono stata la sua musa ispiratrice...
Oh, certo, ha scritto una canzone su di me..."
E poi mi blocco. Oddio. E se l'ha fatto davvero?

CRONOLOGIA RICERCHE.

Craig Curton;

Craig Curton Becky Bloomwood;

Craig Curton testi;

Craig Curton canzoni ispirate da una donna misteriosa senza nome;

Craig Curton amici famosi;

Sacha de Bonneville;

Venetia Carter;

Sirena parlante;

Heidi Klum.
...
7.

Il mattino seguente ho gi cercato online i testi di ogni singola
canzone scritta da Craig Curton. Ne ho ascoltato dei frammenti
e ho dato un'occhiata ai video e non riesco ancora a capire se
qualcuna parla di me o no.
Di sicuro non sono la protagonista della sua canzone pi famosa,
Lonesome Girl. Inizia con "She's mesmerizing",  ammaliante,
e subito ho pensato: "Oh, potrei essere io, in effetti sono parecchio
ammaliante". Ma poi continua: "She's everywhere, she's
in the air, feel the pain, know the pain". Di che dolore parla? E comunque
non sono solitaria. Quindi no. Non sono io.
C' una canzone intitolata Girl Who Broke My Heart ma dice
che lei ha "French lips, French kisses, French soul, French heart". E
perci immagino di non essere neanche questa.
Preferirei non essere io ad avergli ispirato 23rd Century, perch
dice: che cosa imparerai da lei? E la risposta : odio, soltanto
odio, odio distorto. Il che non  per niente allegro.
In realt la musica di Craig non  fatta per tirare su il morale.
 parecchio rozza e urlata e i testi sono deprimenti.  molto
meglio guardare i video togliendo il volume. (A lui per non
penso che lo dir).
Ho iniziato anche a seguirlo su Instagram e devo dire che 
parecchio figo. Praticamente non lo vedo mai con addosso altro
che indumenti di pelle, magliette strappate, stivali con le
borchie e barba di due giorni. Il suo feed di Instagram consiste
in un sacco di foto di lui in locali pieni di fumo in cui circolano
soprattutto ragazze, tutte bellissime, con anelli al naso e tatuaggi
e ombretto blu elettrico. Le feste gli sono sempre piaciute.
Questo me lo ricordo. Quando uscivo con lui sono andata a
pi feste che in tutto il resto della mia vita. Non studiavo mai.
Anche quando non c'erano feste, facevamo sempre le ore piccole.
Rammento che stavamo svegli fino a notte fonda bruciando
incensi, stesi per terra a guardare il soffitto. Craig suonava
la chitarra piano, e parlava della politica dei paesi sudamericani.
Allora io non ne sapevo un granch di politica sudamericana,
ma seguivo un corso di spagnolo, perci ogni tanto lasciavo
cadere una frase tipo "Qu pena!". Mi sentivo speciale, come
se stessimo risolvendo i problemi del mondo, con in sottofondo
una favolosa colonna sonora acustica.
Permesso!
La voce di una donna anziana si fa strada tra i miei ricordi
e con un sobbalzo torno alla realt. Sono in Jermyn Street, circondata
da gente che fa spese per Natale, e blocco l'ingresso a
un negozio. Ops.
Scusi! dico, e mi scosto provando un acuto senso di colpa.
Okay, devo smetterla di pensare al mio ex. Concntrati, Becky,
concntrati. Devo occuparmi dello shopping di Natale, mi sono
presa un giorno di ferie apposta. Shopping di Natale.
Faccio qualche passo avanti, guardo tutte quelle vetrine decorate
e recupero lo stato d'animo adatto alla situazione. Sono
circondata da lucine sfavillanti, e questo aiuta, proprio come
sentire Last Christmas che arriva da non so dove. (Quanto mi
piace questa canzone).
Ieri sera ho sfogliato un po' di riviste natalizie, e la cosa mi ha
messa nel giusto mood. Dio, io adoro le riviste. Giri le pagine e
ti incanti beata, vedi decorazioni stupende, donne meravigliose
che ridono bevendo champagne e indossando top scintillanti
e allora pensi: "Oddio, voglio tutto questo e ho assolutamente
bisogno di un nuovo top con le paillettes e spero proprio che
la mamma compri questo pudding con il ripieno arancione".
Ma quest'anno naturalmente sono io che devo comprare il
pudding. Tocca a me. A volte mi sento un po' inadeguata alla
responsabilit che mi  stata affidata. Comunque per fortuna
quelle riviste erano piene di idee utili, ad esempio la decorazione
must-have per l'albero di quest'anno  un lama argentato con
la pelliccia scintillante e la scritta PACE NEL MONDO ricamata in
rosa su un fianco. A essere sincera non mi rendevo conto che esistessero
decorazioni must-have, ma l'ho visto su tutti i giornali,
cos ne ho ordinati sei. Avremo l'albero pi trendy del mondo!
Le riviste dicono anche di prenotare per tempo la consegna
del supermercato, e cos l'ho fatto. Anzi, l'ho fatto due volte. Ho
una consegna prevista per il 23 dicembre con il tacchino e tutte
le cose pi importanti, e poi una seconda per la vigilia di Natale,
casomai avessi dimenticato qualcosa. Organizzatissima, eh?
A quel punto ero parecchio carica, poi ho letto uno splendido
articolo intitolato: Non cercare di risolvere dieci problemi
contemporaneamente! Diceva che la soluzione per uno shopping natalizio
senza stress  assegnare delle priorit e fare una cosa per
volta. Perci oggi mi concentro su un unico compito: trovare il
regalo per Luke.
Ma cosa?
Non ne ho la minima idea. Ho girato in tutti i reparti uomo possibili
e immaginabili e, certo, ho visto delle belle cose, ma niente
che mi abbia fatto pensare: s! Cos sono venuta in Jermyn Street
perch qui c' il meglio della moda maschile, no? Solo, adesso
che giro da un po', ho capito che i completi devono essere tutti
rifiniti su misura, e questo  un po' complicato.
Oooh. Aspetta un attimo.
Mi blocco e guardo bene. Ho appena notato una vestaglia incredibile
in una vetrina.  blu scuro, tutta stampata a ghepardi
e sembrerebbe fatta di una seta favolosa.  il genere di vestaglia
che potrebbe mettere una star del cinema. In un film intitolato
La vestaglia.
Entro nel negozio, che si chiama Fox and Thurston, e ha una
quantit di panciotti e cappelli di paglia e calze chic. In fondo c'
un espositore di vestaglie, e vado dritta l. Eccola! Da vicino  ancora
pi sontuosa, e Luke in effetti ha bisogno di una vestaglia.
La esamino, ma non vedo il cartellino del prezzo. Perci mi
allontano veloce e prendo il telefono. La mia nuova regola nei
negozi di lusso: non chiedere il prezzo, cercalo online. Cos puoi
sbarrare gli occhi in privato, invece che sotto lo sguardo snob
della commessa.
Apro il sito di Fox and Thurston, clicco su "Vestaglie uniche".
Ne faccio scorrere un po' e finalmente ecco quella blu. Si chiama
Cheetah Cloud,  fatta di seta cinese tessuta a mano e costa...
Cosa?
Fisso la cifra, incredula. Quattromila sterline per una vestaglia?
Non esiste. Noto che la cintura da sola costa trecentocinquanta
sterline e trattengo una risata. Chi vuole una cintura da
vestaglia senza vestaglia?
Salve. Una bella ragazza magrissima con una cascata di capelli
biondi si avvicina sorridendo. Posso aiutarla?
Per un istante non so proprio cosa dire, poi mi viene un'idea
brillante.
Oh, salve le rispondo in tono professionale. Mi chiamo
Becky Brandon, nata Bloomwood. Le porgo la mano. Lavoro
nella promozione dei marchi.  lei la persona con cui parlare
di una questione d'affari?
La ragazza mi guarda stupita, poi dice:  meglio se chiamo
Hamish. Qualche istante dopo un tizio con la barba, pantaloni
rossi e panciotto a righe si avvicina a grandi passi.
Hamish McKay si presenta. Sono il direttore. Come posso
aiutarla?
Buongiorno gli stringo decisa la mano. Sono Becky Brandon,
nata Bloomwood. Mi occupo di consulenze relative agli
ambasciatori dei marchi, e mi chiedevo chi siano al momento
gli ambasciatori del vostro marchio.
Ecco. Hamish mi guarda incuriosito. Per quello che ne so
io, non ne abbiamo.
Veramente? Fingo di essere scioccata. Sa, tutti i brand pi
importanti li hanno. Credo che sia poco lungimirante non avvalersi
di questa straordinaria opportunit. Hamish apre la
bocca pronto a protestare, perci continuo in fretta. Per fortuna,
ho tra i miei clienti una persona disponibile e che sarebbe
un ottimo ambasciatore per voi. Molto attraente, molto chic,
molto high profile nel mondo della finanza.  esattamente ci di
cui avete bisogno.
Scusi, ma di che cosa si tratta? domanda lui, molto
perplesso.
 un accordo gli spiego con calma. Voi dovreste semplicemente
fornire un paio di capi, ad esempio un completo e
una vestaglia, e in cambio lui indosserebbe questi indumenti
in una serie di situazioni high profile. Conviene a tutti, e funziona
sempre.
Pausa, durante la quale Hamish mi scruta. Poi dice: Mi ripete
il suo nome?.
Becky Brandon, nata Bloomwood. Posso prendere io un paio
di articoli, se  pi comodo aggiungo con noncuranza, allungando
una mano verso la vestaglia. Se vuole facciamo cos e le
mando la documentazione pi tardi. So che questo mio cliente
ha in programma alcuni eventi high profile e per voi sarebbe veramente
una gran cosa se lui indossasse i vostri capi.
Una vestaglia? dice Hamish incredulo, guardandola gi adagiata
fra le mie braccia. Com' che mette la vestaglia durante
un evento di altissimo profilo?
Oh! Non ci avevo pensato.
Be'... oggigiorno, che significa "vestaglia"? ribatto coraggiosamente.
La si pu chiamare "vestaglia" quanto "giacca da
smoking"...
Non  una giacca da smoking mi interrompe Hamish. 
una vestaglia.
Le vecchie regole non valgono pi continuo, ignorandolo.
Il mio cliente potrebbe gettare questo indumento sopra lo
smoking, con scioltezza... potrebbe scegliere un look smorzato...
o potrebbe sovrapporla al cappotto...
Mettere la vestaglia sopra il cappotto? Hamish appare decisamente
disgustato.
Perch no? lo sfido, cercando di non pensare al momento in
cui dovr dire a Luke di indossare la vestaglia sopra il cappotto.
Questo  un capo molto costoso dice Hamish, riprendendosi
la vestaglia. Per cortesia non lo tocchi pi. Come si chiama
questo tizio?
Luke Brandon, Brandon Communications rispondo orgogliosa,
e vedo un lampo negli occhi di Hamish.
Quindi sarebbe suo marito?
Uffa. Avrei dovuto presentarmi con uno pseudonimo.
Pu darsi ribatto con aria di sfida. Ma questo  irrilevante.
Noi siamo dei professionisti e...
E lei sta semplicemente cercando di portarsi via dei vestiti
gratis continua lui, implacabile.
Gli rivolgo uno sguardo profondamente offeso. Vestiti gratis?
Dovrebbero essere entusiasti all'idea che Luke indossi i
loro abiti!
Mi sembra che lei non comprenda affatto il concetto di ambasciatore
del marchio gli dico, altezzosa.
No, penso di comprenderlo benissimo, invece. Adesso
Hamish  divertito. Apprezzo il tentativo, comunque.
Accidenti. Non ha intenzione di darmi la vestaglia, direi. Tanto
vale andarmene finch sono in vantaggio.
Bene, se  quello che pensa gli dico assumendo la mia
espressione pi dignitosa allora la saluto. La lascio a chiedersi
quello che sarebbe potuto essere. A pensare: "E se Luke Brandon
fosse stato il perfetto ambasciatore per il nostro marchio?".
Si pentir amaramente di aver rinunciato a questa opportunit.
Mi spiace per lei, davvero.
Getto indietro la testa, e mi avvio all'uscita, con una mezza speranza
che mi richiami: "Aspetti! Ha ragione! Ecco la vestaglia!".
Ma niente, non lo fa.
Esco in strada, di pessimo umore. E adesso che faccio? Decido
di andare a bere una tazza di t da Fortnum. Probabilmente
ho bisogno di un po' di zuccheri. Prender anche una brioche.
Ho camminato senza far tanto caso a dov'ero diretta, perci
torno indietro verso Piccadilly. Sto procedendo di buon passo,
guardando distrattamente le vetrine lungo il percorso, quando
qualcosa attira la mia attenzione. Mi blocco scioccata, con
il cuore in gola.
S! Ho trovato il regalo perfetto! Tanto per cominciare,  una
valigia.
Valigia.
Ho sempre avuto un debole per la valigeria, fin dal giorno
in cui Luke e io abbiamo scelto e comprato insieme delle valigie,
quando quasi neanche ci conoscevamo. (In realt erano per
Sacha de Bonneville, ma  inutile rivangare, e comunque chi 
che l'ha sposato? Ecco).
Secondo,  bellissima.  una valigia che aprendosi diventa una
specie di armadio con le grucce e gli scomparti e tutto. (So che
hanno un nome tutto loro, ma in questo momento non me lo ricordo).
 di una stupenda pelle marrone scuro ed  elegantissima.
Mi avvicino, e non posso crederci.  foderata di una stoffa
tipo seta ornata con un motivo di "LB" ripetuto. Le iniziali di
Luke! E anche sul lato  inciso "LB". E, oddio, al manico  appeso
un ciondolo di ottone composto dalle lettere L e B.
Lo fisso stupefatta. Com' possibile che una cosa tanto perfetta
fosse l ad aspettarmi? Gli Di del Regalo di Natale mi hanno
vista arrivare?
Alzo la testa per vedere di che negozio si tratta, ma non 
un negozio.  la vetrina di... che razza di posto  questo?
Fisso confusa la facciata di quella che parrebbe una casa privata.
 un edificio di stucco bianco con un grande portone dipinto.
Poi noto una discreta targhetta di metallo su un lato del portone,
"London Billiards", e sotto, pi piccolo, "The London
Billiards and Parlour Music Club, est 1816". Oh, certo, naturalmente.
 un club. Tutta questa zona di Londra  piena zeppa di
club eleganti. Anche Luke  membro di un club e qualche volta
mi ha portata con lui, ma  un posto tremendo. Non c' musica
e non servono mojito.
(A dire la verit anche Luke lo trova tremendo, per dice che
 utile per gli affari. Non so come possa essere utile starsene seduti
in una vecchia poltrona mangiando gamberetti stufati, ma
tant').
Comunque. Non mi importa che posto . Il punto  che voglio
comprare quella specie di valigia. Senza esitare suono il
campanello e dopo un attimo mi aprono. Entro in un'anticamera
con vecchie piastrelle a disegni geometrici, una scalinata
con la guida rossa e un uomo seduto a una scrivania, un signore
che dimostra pi o meno novantatr anni e sta parlando
a un telefono antiquato. Mette la mano sul ricevitore, dice: Un
minuto, signorina e riprende il discorso.
Dato che  occupato, vado all'altro capo dell'ingresso e do
un'occhiata attraverso una massiccia porta a due battenti che
comunica con una vasta sala. Ci sono un caminetto in marmo
e un'infinit di vecchie poltrone di pelle, proprio come nel club
di Luke. Ma santo cielo. In confronto a questo posto, il club di
mio marito vibra di eccitazione e modernit. Tanto per cominciare,
 mezzo vuoto. E poi tutti quelli che ci sono dimostrano
circa novantatr anni. Anche i pi giovani dimostrano novantatr
anni. Non ho mai visto tante toppe di pelle sui gomiti tutte
in una volta.
Mentre li guardo, arriva un cameriere raggrinzito che spinge
un carrello di legno pieno di bottiglie. Si ferma accanto a una
poltrona e si china verso uno dei novantatreenni pi in gamba.
Sherry? chiede in tono funereo, e mi scappa da ridere. Il
cameriere sembra il pi vecchio di tutti, e anzi mi stupisce che
riesca a sollevare la bottiglia.
Signorina? L'uomo alla scrivania mi chiama e io torno da lui.
Salve! gli dico con un sorriso cordiale. Sono Becky Brandon,
nata Bloomwood. Ho visto nella vostra vetrina una valigia
fantastica e vorrei acquistarla. Per cortesia aggiungo. Grazie.
L'uomo alla scrivania fa un sospirone stanco.
Signorina dice.
Becky lo correggo.
Becky ripete sprezzante, come se non avesse mai sentito il
nome "Becky" in vita sua e non gli piacesse affatto. Temo che
il portmanteau, il baule da viaggio in esposizione...
Portmanteau! Non posso evitare di interromperlo. Ecco
come si chiama!
Temo che non sia in vendita.  il premio della nostra lotteria
di Natale.
Una lotteria? Tipico.
Va bene, posso comprare un biglietto della lotteria, per favore?
Anzi, parecchi biglietti?
Decido all'istante di comprare tutti i biglietti che posso permettermi.
Cio, qualcuno dovr pur vincere, no? E perch non io?
La lotteria  riservata ai soci mi scoraggia lui.
Oh dico, avvilita. Ecco. Capisco.
Come la risolvo? Forse potrei chiedere a uno dei novantatreenni
di comprare venti biglietti per mio conto. Potrei cominciare facendogli
i complimenti per le sue toppe di pelle, e poi, da l...
Quanto costano i biglietti? gli chiedo con aria indifferente.
Cos per sapere...
Venti sterline mi risponde lui, e io lo fisso inorridita.
Venti sterline? Venti sterline? Per un biglietto? Uno? Non 
giusto.  contro le regole delle lotterie. Se fossi un membro di
questo club mi lamenterei.
Desidera altro? domanda l'uomo, sollevando un
sopracciglio.
Veramente, non c' bisogno di avere questo atteggiamento
snob... Ho la tentazione di ribattere: "S, sono un ispettore dello
sherry e sono venuta a controllare se il vostro carrello  in regola".
Direi di no rispondo invece. Grazie, comunque. Ah, come
mai vi chiamate London Billiards? gli chiedo ancora. Che ne
 stato della seconda parte, "musica da salotto"?
La musica da salotto  un genere in declino dice lui in tono
di disapprovazione, anche se non saprei dire se disapprovi la
musica da salotto od il suo declino.
Secondo me, un po' di musica da salotto qui ci vorrebbe
proprio.
Se la musica fosse di Beyonc e il salotto una discoteca.
Va bene, allora gli dico. E buona fortuna col biliardo.
Mi dirigo svogliata all'uscita, con lo sguardo sempre fisso sul
portmanteau. Sarebbe cos perfetto... cos perfetto... E poi di colpo
mi viene un'idea.
Scusi dico tornando velocemente alla scrivania. Potrebbe
gentilmente fornirmi nome ed informazioni su chi ha fatto il
portmanteau?
Sono piuttosto soddisfatta del "gentilmente fornirmi".  pretenzioso
il giusto.
Mi accorgo che l'uomo sta cercando una buona ragione per
dirmi di no ma non riesce a trovarla.
Benissimo risponde alla fine. Apre un registro, lo sfoglia,
strizza gli occhi per leggere, e poi scrive lentamente un nome
su un foglietto.  un tizio che si chiama Adam Sandford e sta
nel Worcestershire.
Grazie mille! Gli faccio un sorriso abbagliante. Cos  anche
meglio. Ordiner un portmanteau personalizzato per Luke!
Chi ha tempo non aspetti tempo, e quindi mando un'email veloce
ad Adam Sandford, direttamente l in strada. Poi, molto
soddisfatta di me stessa, decido di andare da Hamleys, il negozio
di giocattoli. Taglio dalla Burlington Arcade, che  piena
di meravigliosi ed enormi abeti luccicanti e di gigantesche palle
rosse, e arrivo in Regent Street, decorata con angeli luminosi.
Mentre mi avvicino alle famose bandierine rosse di Hamleys,
mi sento piena di energia. Davanti al negozio una macchina
spara bolle colorate. Gli altoparlanti diffondono canzoni di Natale
a tutto volume e due elfi con i collant a righe porgono cestini
all'ingresso. Sto per prenderne uno quando sento un ronzio
in tasca e tiro fuori il telefono.  lui! Adam Sandford mi ha
gi risposto!
Ma quando leggo quello che mi ha scritto la mia gioia svanisce.

Gentile signora Brandon, nata Bloomwood,
grazie mille per la sua richiesta relativa al portmanteau. Sarei felice
di crearne uno per suo marito, ma lei comprender certamente che
fabbricare a mano un articolo del genere richiede parecchio tempo
e che ho una lista d'attesa. Calcolo che potrei averne uno pronto per
lei tra circa 36 mesi. Pu andare bene?
Cordiali saluti,

Adam Sandford.

Trentasei mesi? Tre anni? Che senso avrebbe?
Mi scusi! dice una donna che regge almeno sei borse di
Hamleys, e io mi sposto rapidamente. Cammino sconsolata,
riflettendo. Adesso che ho visto il portmanteau, qualunque altro
possibile regalo per Luke mi sembra banale. Devo andare
personalmente da Adam Sandford? O chiedergli di consigliarmi
un altro fabbricante di bauli da viaggio? Ma perch mai dovrebbe
raccomandarmi un rivale? A meno che magari suo figlio
faccia lo stesso mestiere...
E poi, come un fulmine a ciel sereno, ecco la risposta.
Venti minuti dopo sono di nuovo davanti a The London Billiards
and Parlour Music Club, est. 1816. Ecco il mio piano: mi iscrivo
al club e partecipo alla lotteria. E se non vinco, convincer la
persona che vince a vendermelo. Perfetto! Probabilmente per entrare
a far parte del club ci vuole qualcuno che ti presenti o cose
del genere, ma su questo punto so come fare. Okay, andiamo.
Raddrizzo la schiena, entro e vado subito alla scrivania, dove
c' sempre lo stesso novantatreenne. Mi guarda perplesso, ma
io attacco a parlare prima che possa dire qualcosa.
Buongiorno a lei. Mi chiamo Becky Brandon, nata Bloomwood,
e vorrei iscrivermi al London Billiards and Parlour Music
Club annuncio in tono pomposo. Garantir per me Tarquin
Cleath-Stuart, i cui avi hanno inventato il biliardo inglese nel 1743.
Magari questo non sar vero, ma loro non possono saperlo,
e di sicuro Tarkie non mi smentir.
Si chiamava Billiard Cleath-Stuart aggiungo per sicurezza.
Da cui il termine "biliardo". L'altro mio garante  Danny
Kovitz, il famoso stilista, da sempre un sostenitore ed un testimonial
del biliardo.
Convincer Danny a fare una T-shirt con la scritta "I LOVE biliardo".
Sar stupenda.
Il mio terzo garante continuo, ma l'uomo solleva una mano.
Non mi sembra per nulla impressionato dal mio elenco, anzi,
pare ansioso di prendere la parola.
Signorina inizia.
Becky lo correggo.
Signorina ripete e sottolinea. The London Billiards and Parlour
Music Club  riservato esclusivamente ai signori uomini.
Lo guardo, sentendomi afflosciare. Signori uomini? Non 
giusto.
Oh. Devo presentarmi come uomo? Dire qualcosa tipo: "Scusi,
in realt non mi chiamo Becky, mi ero distratto un attimo,
sono Geoff".
No. Cos sarebbe troppo comodo. Devono permettere alle
donne di diventare socie del club. Perch mai non possono
esserlo?
Bene, vorrei contestare questa scelta puntualizzo. In quanto
donna appassionata sia di biliardo sia di musica da salotto,
trovo che escludermi sia un atto discriminatorio da parte del
club. A chi posso scrivere in merito?
L'uomo mi guarda gelido per un istante.
Il presidente  sir Peter Leggett-Davey risponde alla fine.
Pu scrivergli a questo indirizzo.
Grazie mille. Gli faccio un piccolo inchino. Le porgo i miei
pi cordiali eccetera.
Non so bene cosa significhi, ma mi  venuto cos.
Arrivederci dice l'uomo, in tono definitivo.
Arrivederci ripeto e mi giro con l'intenzione di uscire di
scena con stile, ma purtroppo la mia borsa sbatte contro la scrivania
e devo aggiungere: Ops, mi scusi.
Mi dirigo verso l'uscita, componendo gi mentalmente varie
lettere per sir Peter Leggett-Davey, perci faccio un salto
tremendo quando sento una mano sul braccio e qualcuno che
esclama: Signorina, lei  stata formidabile!.
Mi giro e vedo un anziano signore che mi fissa con gli occhi
sfavillanti.  alto e sottile, ha la pelle chiazzata per l'et, capelli
argentei piuttosto lunghi e una cravatta viola a disegni liberty
infilata dentro la camicia.
L'ho sentita parlare e sono assolutamente d'accordo con lei!
afferma con enfasi. Questo club  ancora fermo al Medioevo!
Stavo proprio cercando una donna con idee come le sue per sfidare
le regole, solo che a mia nipote non interessa.
Oh, be', a me interessa dico. Molto.
Mi chiamo Edwin. L'uomo mi stringe la mano. Lietissimo
di conoscerla. Posso offrirle qualcosa da bere e parlare un attimo
della sua campagna per ottenere l'ammissione?
Intende dire... l? indico il club.
Ma certo. Come mia ospite. Se non altro, le donne possono
entrare come ospiti.
Bene, okay! gli sorrido. Solo che ho poco tempo perch
sto facendo le commissioni di Natale.
Oh, un goccetto veloce. Edwin mi lancia un'occhiata complice.
Tranquilla.
Mi riporta dentro il club e segna il mio nome all'ingresso sotto
lo sguardo pieno di disapprovazione del vecchio alla scrivania,
mentre io sorrido soddisfatta. Poi mi fa entrare nella grande
sala con le poltrone ed il camino e il carrello dello sherry.
Adesso cerchiamo un angolino tutto per noi dice, guardandosi
attorno, ma il club si  riempito. Tutte le poltrone sembrano
provviste di gambe con pantaloni, o di un giornale aperto.
Lord Tottle? dice un uomo con il grembiule venendo verso
di noi. Posso esserle utile?
Le poltrone sono tutte occupate risponde Edwin, seccato.
Nessuno si muove. Anzi, Baines mi sembra decisamente morto.
Dovreste proprio impedire ai membri di morire sulle poltrone,
Finch.
Venga da questa parte, milord replica Finch suadente e ci
accompagna in un'altra stanza, facendoci sistemare accanto al
camino. Le mando il carrello dello sherry?
Mio Dio, no. Edwin  inorridito alla sola idea. Vogliamo
roba buona. Posso proporti un gimlet, Becky?
S! rispondo sorpresa. Ottimo! Grazie!
Non  neanche mezzogiorno, in effetti. Ma forse un gimlet mi
aiuter a sbrigare il mio shopping di Natale. Anzi, ne sono certa.
Finch  dalla nostra parte mormora Edwin, quando Finch
si allontana. Io e lui ci proviamo da dieci anni. Non ce l'abbiamo
mai fatta. Ma questa volta ho delle belle sensazioni. Credo
che tu ci riuscirai. Naturalmente sar io a presentarti, e ne trover
altri tre del club, cos sarai a posto.
Oh, grazie! gli sorrido ancora.
Conosco la famiglia Cleath-Stuart aggiunge. Non sapevo
che avessero inventato il biliardo inglese.
Oh, be',  un po' una leggenda dico precipitosamente. Tipo
una leggenda metropolitana, sai.
Finch porta i nostri drink ed Edwin alza il bicchiere per un
brindisi.
Alla tua ammissione al club! esclama. Ora, se non ti spiace,
ti aiuterei a scrivere la lettera per sir Peter. Io so esattamente
quali tasti toccare, con quel pallone gonfiato.
Ma certo! Grazie.
E poi la questione verr trattata all'assemblea annuale di dicembre.
Edwin mi guarda sollevando il bicchiere e noto che
ha degli straordinari gemelli di smalto rosa. Ce la fai a parlare
in pubblico, Becky? A scriverti il discorso ci penso io, molto
volentieri, se tu sei in grado di interpretarlo con brio.
Certo rispondo decisa.
Splendido. Tocca di nuovo il mio bicchiere con il suo. Ti
informer di tutti i particolari e poi li sistemeremo insieme.
Sono amico di chi non ha diritti, cara, lo sono sempre stato, e
sar felicissimo se avremo la meglio. Ed  magnifico incontrare
un'appassionata di biliardo come te aggiunge, illuminandosi.
 una cosa insolita e molto piacevole.
Ah, gi. Mi ero dimenticata della storia del biliardo.
Ecco dico dopo un attimo. Sai com'. Cio, il biliardo. 
talmente... Allargo le mani in un gesto espressivo. Come fai
a non amarlo?
Infatti! Edwin mi sembra entusiasta. Accavalla le gambe e
noto che ha le calze viola coordinate con la cravatta. Trovare
un altro fan  sempre una gioia.
Ho una domanda soltanto dico, cercando di avere un tono
noncurante. Quando si tiene la lotteria?
La lotteria? Edwin  perplesso.
La lotteria di Natale. Ho visto un avviso nell'atrio.
Oh. Edwin torna a sorridere. Quella. S, di solito  subito
dopo l'assemblea. Beviamo il vin brl e cose del genere. Brindisi
per le feste. Mi fa l'occhiolino. Speriamo di avere noi qualcosa
a cui brindare, cara!
Gli sorrido anch'io tutta contenta e sorseggio il mio gimlet.
S, le cose si mettono bene. Andr all'assemblea, legger il discorso
che mi avr scritto Edwin, entrer a far parte del club,
parteciper alla lotteria e avr il portmanteau. E Luke ci rester
secco. Ah!
Quando arrivo alla stazione di Letherby sono ancora di ottimo
umore. Ho passato un pomeriggio fantastico. Non soltanto
ho fatto passi da gigante nella ricerca di un dono pazzesco
per Luke, sono anche tornata da Hamleys e ho trovato un meraviglioso
unicorno di peluche che piacer troppo a Clemmie.
Sono un genio!
Dovrei andare a prendere Minnie da Suze, ma decido di passare
prima da casa per nascondere l'unicorno.  enorme ma riesco
abbastanza...
Becky.
Sento una voce roca che conosco, sobbalzo e mi giro. Craig
sta uscendo dalla stazione e mi viene incontro, con lo stesso
giubbotto di pelle sdrucita dell'altra volta e dei jeans neri coperti
da graffiti.
Oh, ciao! esclamo, sollevando l'unicorno per riuscire a vederlo
bene. Craig! Come va?
Si vede che eravamo sullo stesso treno e non ce ne siamo accorti.
Mi sorride. Dammi qualcosa da portare.
Oh. Grazie. Gli porgo le mie borse, goffamente. Lui guarda
incuriosito l'unicorno, poi si avvia accanto a me lungo la
via principale.
Craig cammina con un ritmo diverso da Luke, anzi, tutto quello
che fa ha un ritmo diverso.  molto pi misurato. E guai a fargli
fretta. Ora me ne ricordo. (La trovavo una cosa molto irritante).
Si accende una sigaretta. Ne vuoi una?
No, grazie. Lo guardo inspirare e soffiare una nuvola di
fumo, poi chiedo: Come ti trovi a Letherby?.
 proprio quello che cercavo risponde, assorto. Parecchio
tranquillo, no? Un posto sonnacchioso, nel bel mezzo del nulla,
dove non succede niente. Perfetto.
Mi viene da difendere Letherby. Non  vero che non succede
niente. Ci sono il negozio del paese e quello di Suze, e c' il
Lamb and Flag, che fa un ottimo pranzo la domenica. Ma non
glielo faccio notare ed invece dico: Probabilmente  quello di
cui hai bisogno.
Dillo a me annuisce con forza. Sono appena stato in tourne
per due mesi pieni. E prima ho vissuto a Kiev per sei mesi.
Cio, sai com' la scena a Kiev, no? Mi lancia un'occhiata. Feste
pazzesche.
Kiev? Non so niente di Kiev tranne che ho mangiato il pollo
alla Kiev. Ma non ho intenzione di ammetterlo.
Oh, Kiev annuisco, cercando di avere il tono di quella che
 stufa di girare il mondo e ha un sacco di esperienza. Dio, s.
Che scena. Estrema. Sono proprio... pazzi!
 la nuova Berlino. Craig d un altro tiro alla sigaretta.
S annuisco con ardore. Lo dico sempre anche io.  la nuova
Berlino.
Per Tbilisi continua Craig pensoso. Anche l, la scena 
grandiosa.
Tbilisi! esclamo entusiasta. Assolutamente. Tremenda. 
la nuova Kiev azzardo.
Ma dov' esattamente, Tbilisi?
Ci sei stata? Craig mi guarda con interesse. Quando?
Se ci sono stata? ripeto, per guadagnare tempo, e stringo
gli occhi come se cercassi di ricordare. Mmh... era Tbilisi o...
Tenerife? E comunque, li senti ancora gli altri della band? gli
chiedo in fretta, per cambiare argomento.
Oddio, no. Craig sembra stupito alla sola idea. Non ho
pi nessun contatto con quegli sfigati. Ma, Becky. Si concentra
su di me come se mi notasse solo ora. Questo weekend andiamo
a Varsavia, siamo in un po', vogliamo provare un nuovo
locale. I ragazzi dei Blink Rage e qualcun altro... Vuoi venire?
Incredibile. Mi sta invitando ad andare per locali a Varsavia
con i Blink Rage? Per un attimo mi ci vedo, con l'ombretto blu
elettrico e delle scarpe pazzesche (che dovrei comprare), mentre
ballo a un ritmo forsennato in un club e la gente mi chiama "La
Ragazza con Quel Fantastico Ombretto", ma lo dice in polacco...
Poi mi scuoto e mi ricordo che il sabato Minnie ha danza. E
ho promesso a Suze di tenerle tutti e tre i bambini domenica,
perch lei e Tarkie devono partecipare a una funzione in ricordo
di un amico. E arriva anche la consegna del supermercato.
Sarebbe stupendo gli rispondo con rammarico. Ma ho degli
impegni. Magari un'altra volta.
Certo risponde Craig, con la solita indifferenza. Camminiamo
ancora un po' insieme, poi riprende, rilassato: Ti ho sempre
pensata, sai, Becky. Mi chiedevo cosa facevi, com'eri adesso.
Anch'io ribatto in fretta. Non  del tutto vero, ma non posso
mica dirgli: "In realt mi ero completamente dimenticata di
te". Dopo qualche altro passo aggiungo, con finta noncuranza:
Allora? Sono come ti aspettavi?.
Mmh... Craig ci pensa su un attimo, poi alza lo sguardo:
Sinceramente? Pensavo che tu fossi pi rock.
Ci resto secca. Pi rock?
Sono rock! Cerco di ridacchiare con aria ironica. Dio, se
sono rock!
Veramente? Craig non sembra convinto. Perch quello
che vedo io  un paesino sonnacchioso, marito, figlia, tweed...
D un'occhiata all'unicorno. ... questo, qualunque cosa sia.
 un unicorno preciso, e lui solleva un sopracciglio.
Ecco, appunto.
Ma questa  soltanto una parte di me! ribatto, un po' offesa.
Sono ancora rock, tantissimo. Sono... tutto quanto. Ci sto
dentro. Spacco. Sono alternativa.
Oddio, che cosa sto dicendo? Nessuno usa il termine "alternativa"
tranne gli hippies ottantenni.
Be', ma ci sta. Alza le spalle. La gente si rilassa. Hanno i
figli, diventano teneri.
Io non mi sono rilassata!
Cerco di gettare i capelli indietro per sfoggiare un look pi
rock, desiderando di avere un tatuaggio da mettere in mostra
con nonchalance.
Figo. Craig sorride, ma capisco che lo dice per tenermi
buona. Arriviamo alla svolta per il suo cottage e ci fermiamo
sul marciapiede.
Te lo porto io fino a casa? chiede, indicando l'unicorno.
No, non ti preoccupare. Ce la faccio. Lo riprendo. Grazie. E
mi raccomando, contami la prossima volta che andate a Varsavia!
aggiungo. Ci vado ancora alle feste, mi sbatto, sono rock, sono...
Oh, signora Brandon! Una voce allegra mi chiama e vedo
Jayne, l'infermiera della scuola che si avvicina, tutta elegante
per una serata fuori. Che stupendo unicorno! Accarezza incantata
il manto di pelo bianco. Che fortuna incontrarla, dato
che non l'ho vista all'uscita. Mi spiace ma a scuola si  verificato
un caso di pidocchi.
Pidocchi. Tra tante cose di cui poteva parlarmi, i pidocchi?
Oh, che peccato le dico in fretta. Bene, grazie.
Perci abbiamo chiesto a tutti i genitori di controllare i bambini
stasera. Si ricordi che i lendini sono bianchi e i pidocchi
sono scuri. Sorride a Craig. Salve!
Ciao dice Craig, divertito.  meglio che io vada. A presto,
Becky.
Si allontana a passo dondolante e io provo un raptus di frustrazione.
Non  giusto. Nessuno pu sembrare figo parlando
di pidocchi. Nemmeno Kate Moss sarebbe figa parlando di
pidocchi.
Finalmente Jayne termina di spiegarmi come si usa il pettine
apposito e ci salutiamo. Io riprendo la strada verso casa, sempre
stringendo i pacchetti, un po' agitata. So che era solo un commento
casuale, ma il giudizio di Craig mi ha toccata sul vivo.

Da: Myriad Miracle
A: Becky Brandon
Oggetto: Benvenuta!
Cara signora Brandon (nata Bloomwood),
benvenuta nel Myriad Miracle Training SystemT!
Ci congratuliamo con lei per la scelta di rivoluzionare la sua vita grazie
al nostro programma Lifestyle and Health, completamente rinnovato
e studiato da esperti del settore.
Grazie al nostro "Exer-Monitor" high tech, il team di Myriad Miracle
sar in grado di seguire e guidare la sua routine quotidiana, osservando
i suoi livelli di attivit attraverso la nostra app interattiva. La
bombarderemo di divertentissimi messaggi motivazionali, consigli
alimentari e il quotidiano "Esercizio del giorno".
Ogni giorno!
Lei ha scelto Ultra Miracle, il programma pi avanzato. Formidabile!
Questo significa che oltre a inviarle l'email settimanale con l'analisi dei
suoi esercizi, della sua alimentazione e della sua attivit di mindfulness,
la sosterremo con messaggi illimitati e la possibilit di sessioni dal
vivo su Skype.
Signora Brandon, lei  una persona davvero speciale. Si goda la vita.
Si goda la ricerca della salute. Si goda il successo di Myriad Miracle.
Cordiali saluti

Russ Danbuster
(fondatore).
...
8.

Sono ancora rock. S, dai. Un po'. O no?
Il giorno dopo mentre andiamo a Shoreditch continuo a ripensare
a quella conversazione. Non riesco a togliermi dalla testa
lo sguardo di commiserazione di Craig. Quando scendiamo
dalla macchina sono cos preoccupata che chiedo: Luke, tu mi
vedi come una tipa rock?.
No, sei molto carina mi risponde con aria assente, e io ci
resto abbastanza male.
Quindi secondo te faccio schifo dico imbronciata, e lui alza
la testa di scatto.
Cosa? Mi guarda stupefatto. Becky, ti ho appena detto
che sei molto carina. Come diavolo fai a trasformarlo in "faccio
schifo"?
Hai detto che non sono rock. Ma "rock"  bello. Cerco di
farglielo capire.  bello,  positivo.
Ah. Luke sembra confuso. Allora s, certo, sei rock. Se ti
vedessi per strada, direi: "Wow, che tipa rock".
Mmh. Non mi prende sul serio, eh?
Mentre camminiamo sul marciapiede mi osservo con occhio
critico nei finestrini delle macchine. Cio, okay, non sono pi
una studentessa. Non esco pi tutte le sere. Ma  peggio di cos?
Sono diventata davvero una sfigata di provincia?
Mi ripeto che la mia nuova jumpsuit di raso  molto cool.
Per, d'altra parte, guarda gli stivaletti con il mezzo tacco che
ho messo con i jeans skinny. Sono comodi. Sono pratici. Sono
"stivaletti da mamma che lavora", mi rendo conto con orrore.
Devo buttarli via! Devo passare all'azione! Devo darmi una bella
scrollata prima che sia troppo tardi.
Ehi, Luke gli dico con nonchalance dovremmo andare a
fare un weekend a Varsavia. Non credi?
A Varsavia? Luke aggrotta la fronte perplesso, poi si illumina.
Hanno aperto un nuovo centro commerciale?
No! Sono un po' offesa. Volevo dire che dovremmo andarci
per fare un giro dei locali. C' una scena techno underground
da paura aggiungo disinvolta. Sai che questo weekend
al Luzztro c' il DJ set di LL Dee? Quest'anno  il top, sembra.
Scusa, chi? Luke  in confusione totale, e mi prende una
botta di frustrazione. Io sto cercando di essere rock, e mio marito
non ha mai sentito parlare di LL Dee!
Cio, okay, neanch'io ne avevo mai sentito parlare fino a ieri
sera quando ho fatto un po' di ricerche su Google, ma almeno
mi sono impegnata.
Mi stupisce che tu non conosca LL Dee, Luke dico. Lavori
nella comunicazione. Dovresti tenerti al corrente di quello che
succede nel mondo.
Mi occupo di PR nel mondo della finanza, amore mio risponde
gentile lui. I deejay techno non rientrano esattamente
nel mio campo.
Veramente. Luke a volte dimostra una mentalit cos ristretta.
Lo guardo, pronta a dirglielo, ma una fitta di sconforto mi blocca.
 circa la millesima fitta di sconforto che ho da quando  tornato
da Madrid con quei baffi che ormai sono proprio.... baffi.
Cerco di essere aperta e disponibile, ci provo sul serio, e continuo
a ripetermi che  per beneficenza. Vorrei solo che alla beneficenza
non fosse mai venuta questa idea dei baffi.
Non sono ancora del tutto cresciuti, e spesso li sbircio di sottecchi
per capire in che direzione vanno. Diventeranno grossi e
cespugliosi come un bruco grasso, o invece sottili come spaghi?
Continuo a digitare "baffi" su Google per cercarne un tipo che
mi piaccia, ma tutti quelli che ho trovato finora non mi piacciono.
Guarda il coniglietto! Minnie interrompe i miei pensieri,
indicando tutta eccitata una donna con i capelli rosa, che marcia
verso di noi spingendo un passeggino.  nel pacceggino,
mamma! Nel pacceggino!
Esterrefatta, scopro che Minnie ha ragione: la donna porta
nel passeggino un coniglio. Oh, mio Dio. La guardo passare,
poi scambio un'occhiata con Luke. A Letherby di sicuro non si
vede in giro niente del genere.
Non sono stata spesso a Shoreditch e per me ha ancora il fascino
dell'esotico. Assomiglia pi al Meatpack District di New
York che a Londra,  tutto edifici di mattoni rossi e graffiti e negozi
curiosi da ogni parte e gente che porta in giro conigli nel
passeggino.
Mi rendo conto che i miei genitori vivono in un posto che 
pi rock di quello in cui sto io. Oddio.  contro la legge di natura,
no? I genitori dovrebbero essere meno fighi dei loro figli.
Dovremmo trasferirci di corsa a Shoreditch anche noi? O
in un posto ancora pi figo, tipo Dalston? Ho quasi voglia di
prendere il telefono e digitare "quartieri di Londra veramente
fighissimi e troppo di moda". Ma gi mentre ci penso mi rendo
conto che non lo voglio veramente. Minnie  felicissima nella
sua scuola ed  stupendo essere cos vicina a Suze. E comunque
posso essere rock anche a Letherby, no?
Sono regali per i tuoi? chiede Luke, guardando i pacchetti
che ho in mano.
Lo champagne  per loro, ma questo  un regalo di benvenuto
per Jess dico, sollevando il sacchetto pi piccolo e quadrato.
Crema per il corpo alle erbe.
Un regalo per Jess! esclama Luke, divertito. Non  un po'
un azzardo?
 una crema vegana spiego. Ed  stata prodotta da un collettivo.
Deve piacerle per forza.
Lo so perch sogghigna, Luke. Qualche volta in passato mi
 capitato di sbagliare i regali per Jess. Come quando le ho preso
un nuovissimo mascara supertecnologico e invece di dire:
"Oooh, che bello, grazie!" come una persona normale, lei mi
ha fatto un'interminabile lezione sull'impatto ambientale dei
cosmetici.
Ma oggi le faccio il regalo pi sostenibile del mondo.  vegano
ed  ecologico ed  di un verdastro naturalissimo. Sono parecchio
soddisfatta di me.
Eccoci Luke si ferma davanti a un portoncino doppio. The
Group.
Cos si chiama l'edificio in cui abitano i miei genitori: The
Group. Sembra una vecchia fabbrica, con gli infissi neri di metallo
e archetti di mattoni, e murales di elefanti. Guardo la facciata
e devo ammettere che resto parecchio colpita.
Be' dice Luke. E bravi i tuoi. Sembra un gran bel posto.
 pazzesco!
"Vivi, lavora, rilssati" legge Luke su una targa. "Co-living
oggi". C' il citofono?
Mi guardo intorno in cerca di pulsanti quando il portone si
apre e mia madre esce a razzo.
Ce l'avete fatta! Benvenuti! grida tutta emozionata. Janice
e Martin sono gi arrivati, e anche Jess, e pap sta preparando
gli Espresso Martini.
Espresso Martini?
Sto per chiedere "E da quando pap conosce gli Espresso Martini?",
quando all'improvviso mi rendo conto di com' vestita
la mamma. Ha un paio di pantaloni larghi arancioni che sembrano
presi in prestito da un monaco buddhista, accoppiati a
una T-shirt con la scritta "Stronza, non mi scassare".
Ma... cio?
La mamma nota il modo in cui la guardo e mi sorride radiosa.
Vero che sono super, i miei pantaloni nuovi? Li ho comprati
a un banchetto in Brick Lane. Sono comodissimi. Venite, che
vi faccio vedere la casa!
Ci fa attraversare l'atrio con mattoni e rivetti a vista dappertutto,
pi scritte al neon che dicono "Lavora", "Gioca" e "Rilssati".
Questa  una delle nostre aree per rilassarsi. Apre una porta
che d su una stanza piena di poltrone sacco e lunghi divani
bassi. L'illuminazione  soffusa, si sente una musica soft e in
un angolo c' un ragazzo con i dread che sembra addormentato.
Minnie si fionda immediatamente verso una delle poltrone
sacco, ma Luke la riacchiappa al volo.
Scusa per il disturbo, Kyle! dice la mamma in un sussurro
molto rumoroso, e richiude la porta. La poltrona sacco  meravigliosa
dice soprattutto per il mio alluce valgo! Adesso venite
a vedere il "giardino pensile"...
E senza aspettare risposta ci conduce lungo un corridoio fino a
una porticina che si apre su un terrazzo molto chic. Ci sono piante
appese nei cestini, un paio di divani da esterno e un barbecue.
Wow! esclamo, ammirata.
 uno spazio simpatico dice la mamma, tutta tronfia. Le
api sono sul tetto. E l c' il deposito per le biciclette, dove pap
tiene il suo monociclo.
Il suo cosa?
Si  iscritto a un laboratorio di attivit circensi ci spiega raggiante.
Si diverte un sacco. E qui abbiamo l'"hub".
Apre un'altra porta ed ecco una grande sala luminosa, con i
lucernari e un enorme tavolo al centro. Ci sono una decina di
persone che scrivono al computer, quasi tutte con gli auricolari,
e qualcuno fa un cenno di saluto e dice: Ehi, Jane.
Ehi, Lia risponde allegra la mamma. Ehi, Tariq. Questi sono
mia figlia Becky, suo marito Luke e la mia nipotina Minnie.
Ciao! li saluto anch'io con la mano e un sorriso caloroso.
Tesoro mi sussurra la mamma all'orecchio. Posso darti un
consiglio? Qui nessuno dice "ciao". Fa un po' "vecchio parruccone".
Dicono tutti "ehi".
Ah, okay rispondo, mortificata.
Di cosa si occupano queste persone? chiede Luke, guardando
i computer.
Soprattutto startup risponde la mamma. Anzi, anch'io e
pap pensavamo di lanciare una piccola startup. Nel tempo libero.
 la cosa che va di pi, adesso.
Bello. Luke trattiene un sorriso. Grande idea.
Adesso andiamo su. La mamma ci fa uscire dall'"hub" e ci
conduce a un vecchio ascensore sferragliante. Beviamo qualcosa
e poi abbiamo prenotato un tavolo per il brunch. Jess  emozionata,
non vedeva l'ora che voi arrivaste.
L'ha detto lei? Sono stupitissima, perch di solito Jess non
 mai cos sentimentale.
Be', non proprio ammette la mamma dopo una breve pausa.
Ma sono sicura che era quello che intendeva.
Okay. Dico solo che qualcuno, se rivedesse la sua sorellastra
dopo secoli, magari le correrebbe incontro ad abbracciarla. Ma
ormai lo so com' Jess. Quando la mamma ci fa entrare in casa,
posa il suo drink, solleva una mano e dice: Ciao, Becky con
voce perfettamente calma.
Cio, veramente. Pensa per caso che io risponder "Ciao,
Jess" nello stesso tono e chiuso l'argomento saluti?
Jess! Mi precipito ad abbracciarla fortissimo anche se lei
non vuole.  pi magra e muscolosa che mai,  abbronzata e
ha i capelli schiariti dal sole.
Dov' Tom? Mi guardo intorno. Non c'?
No mi risponde lei.
Come mai? chiedo stupita, e vedo che Jess ha un fremito.
Jess non freme mai.  di pietra. Sta succedendo qualcosa?
Doveva occuparsi di alcune cose in Cile replica rigida,
evitando il mio sguardo. Sai che lavora per un'organizzazione benefica.
Verr appena possibile. Naturalmente ci tiene a vedere
i suoi genitori, perci...
Non finisce la frase, come se non sapesse cosa dire, il che per
lei  strano.
Oh, ho capito. Peccato che non abbiate potuto viaggiare
insieme.
Avevo gi accettato di tenere una serie di conferenze sulle
rocce magmatiche a Londra risponde lei impassibile. Le
date erano fissate.
Okay annuisco come una che sa benissimo cosa sono le rocce
magmatiche. Be', comunque... bentornata!
Zia Jess! Minnie le abbraccia le gambe ed anche Luke viene
a darle un bacio, e le sue guance si tingono di rosa come se in
realt le facesse piacere. Forse bisogna solo coccolarla un po'.
Com' andato il volo? le chiedo. E il jetlag? Ti ho portato
un piccolo regalo di benvenuto...
Porgo il pacchetto a Jess e mentre lei lo apre mi guardo intorno.
L'appartamento ha finestre a parete, un divano di velluto
color foglia di t e luci insolite un po' dappertutto. Ed ecco
pap, con i jeans stinti e una maglietta grigia mlange con le
maniche lunghe, che prepara degli Espresso Martini al bancone
di rame, mentre Janice e Martin se ne stanno appollaiati sugli
sgabelli da bar.
Lo guardo a bocca aperta, proprio come prima ho guardato
a bocca aperta la mamma. Mio padre non mette mai magliette
con le maniche lunghe. Non mette mai i jeans. Il capo di vestiario
pi casual che gli ho visto addosso finora  una polo del
suo club del golf.
Felice casa nuova, pap! dico, baciandolo e porgendogli lo
champagne.  pazzesca!
Ti piace, Becky? sorride orgoglioso.
 cos diversa!
 proprio diversissima, eh, tesoro? dice Janice con voce
tremula. Tanto diversa. Porta un completo a fiori molto frou
frou, con la gonna a pieghe, e appare decisamente fuori posto
arrampicata su quello sgabello da bar, mentre si guarda intorno
nervosa come se fosse piombata all'improvviso nel deserto
del Gobi.
Espresso Martini, Martin! Pap ride e gli porge un bicchiere
da cocktail. Martin lo guarda dubbioso, poi assaggia un sorso.
Rinfrescante commenta dopo un attimo.
Minnie, ecco qui il tuo succo... Pap le offre un bicchiere
di plastica e lei lo prende tutta contenta e si siede per terra a
gambe incrociate per berselo. E per te gin tonic, giusto, Janice?
Che gin preferisci?
Che gin? Janice rotea gli occhi incerta, come se fosse una
domanda tranello. Ehm... Gordon's? sussurra.
Janice! la sgrida mio padre. Un po' pi di spirito di avventura!
L'altra sera siamo andati a una degustazione di gin
artigianali. Questo  giapponese. Fa vedere una bottiglia a
Janice. Provalo.
Bello! Janice  chiaramente sconcertata. Benissimo. Guarda
mio padre che affetta un cetriolo, poi dice: Ci siete mancati,
al circolo del bridge. Lo dicevano tutti: peccato che non ci
siano i Bloomwood.
Qui organizzeremo delle serate di poker! annuncia mia madre,
fiondandosi al mobile bar per aprire un sacchetto di chips
alla barbabietola.
Poker! esclama Janice. Santo cielo!
Grazie, Becky dice Jess alle mie spalle, e quando mi giro le
vedo in mano la crema per il corpo verdastra.
Che ne pensi? le chiedo ansiosa, cercando di capire dalla
faccia se le piace.  vegana e il contenitore  di vetro riciclato,
e la scatola  di cartone sostenibile.
Ho visto. Viso totalmente inespressivo. Grazie.
Provo un attimo di frustrazione. Almeno per una volta, non
potrebbe esclamare: "Che meraviglia, mi piace da matti!" e
abbracciarmi?
Lo so che sei contraria al consumismo eccetera continuo
ma ho pensato che questo andasse bene perch l'ha fatto un
collettivo di donne.
S, ho letto l'etichetta annuisce Jess.  una buona iniziativa.
Guardo la sua espressione impassibile, ma mi piacerebbe tanto
che aggiungesse qualcosa di pi. Lo so che sono patetica, ma
ci tengo alla sua approvazione. Vorrei che dicesse: "Wow, Becky,
 il regalo perfetto!".
Devi ammettere che  una scelta assolutamente ambientalista
continuo con una risatina. Sotto tutti i punti di vista. Cio,
 praticamente perfetto, no? Non puoi trovare niente da ridire.
Be'... inizia Jess, e poi si ferma.
Cosa? La fisso stringendo gli occhi.
Lo apprezzo, Becky.  stato un pensiero molto premuroso e
generoso. Sei sempre generosa. Grazie. La posa su un tavolino.
Allora cosa mi racconti? Come si trova a scuola Minnie?
Sta schivando la domanda.
Cosa? insisto. Cosa c' che non va nel mio regalo? Perch
non  perfetto? Dimmelo!
Jess sospira. La confezione rappresenta un problema. Sono
sicura che lo capisci benissimo. Indica la pellicola di plastica
sulla scatola.
 riciclabile! ribatto stupitissima. Ho controllato. C' la
scritta: "Riciclabile al 100%".
Jess mi guarda senza vedermi. Non possiamo pensare che
"riciclare" basti per portarci fuori dalla catastrofe di inquinamento
da plastica che sta devastando il nostro pianeta in questa
dissennata frenesia consumistica. Per grazie, davvero continua.
Come ti ho detto, sei stata molto premurosa.
Mi cadono le braccia. Fantastico. Ogni volta che penso di essere
verde abbastanza per Jess, lei diventa ancora pi verde. Per
Natale le regaler qualcosa di talmente verde che non potr crederci,
giuro a me stessa. Le regaler... delle foglie.
Suona il citofono, e la mamma prende il ricevitore. S? Oh,
Suzie! Vieni! Terzo piano!
Luke, vedo che punti sull'ornamento pilifero! dice pap in
tono gioviale. Molto di moda. Che ne pensi dei baffi di Luke,
Becky?
Alzo la testa e vedo che tutti mi stanno guardando. Merda.
Okay, devo incoraggiare Luke.
La ritengo una brillante iniziativa benefica rispondo, evitando
la domanda e tutti devono sostenerlo.
Per Natale potremmo regalarti una lozione per baffi, Luke!
propone Janice, e il mio sorriso si trasforma in un ghigno orripilato.
Lozione per baffi?
Non ci saranno pi, a Natale dico un po' troppo
precipitosamente.
Be'... Luke si strofina il labbro superiore, compiaciuto. L'idea
era quella. Ma se ti piacciono, Becky...
Mi piacciono?
Ti piacciono, tesoro? chiede interessata mia madre.
Accidenti. Mi hanno messa in mezzo. Non voglio dire niente
di negativo, ma come faccio a rispondere che mi piacciono?
Marito e moglie non dovrebbero parlare di baffi in societ, decido
in questo momento. Dovrebbe essere una regola del bon ton.
L'altro giorno hai detto che erano favolosi aggiunge Luke.
Giusto commento in tono un po' stridulo. S, gi, l'ho detto,
eh?
Allora! La mamma porge un Espresso Martini a me ed a
Luke. A proposito di Natale, vogliamo parlarne un attimo?
Aspettiamo Suze. Verranno da noi anche loro.
Oh, che bello! esclama mia madre. Sar una giornata meravigliosa.
Pensa, Graham! Non dovr cucinare, n decorare la
casa... Far tutto Becky!
Tutto? ripeto, un po' sconcertata.
Lo so che Natale sar a casa mia, ma la mamma non vuole
fare qualcosa lei? Tipo... quasi tutto?
Tesoro, non intendiamo condizionarti risponde lei con l'aria
di farmi un favore.  il tuo Natale.
Prima che io riesca a dire: "Lo condividerei volentieri" suona
il campanello e pap apre la porta.
Suze, cara! la saluta. Benvenuta nella nostra nuova casa.
Wow! Suze si guarda attorno con gli occhi grandi come
piattini. Accidenti. Che posto! E Jess, eccoti qui, e Jane, sei vestita
da urlo e... Oh, mio Dio, Luke! esclama, come se fosse la
cosa pi incredibile di tutte. Hai i baffi.
A Becky piacciono la informa zelante Janice, e Suze mi fissa
stupitissima.
Veramente?
Per adesso la correggo subito. Mi piacciono per adesso. Le
cose ti possono anche piacere per un po'. Ti piacciono un sacco e
poi... non ti piacciono pi tanto. Mi schiarisco la voce. Cpita.
Ah Suze ha l'aria confusa. Non credevo proprio che... Si
ferma di botto. Cio, s, certo. Bravo Luke. Sono... sono proprio...
Sembra in cerca della parola giusta. Wow!
Percorriamo la strada principale di Shoreditch diretti al ristorante.
Minnie mi prende la mano e camminiamo insieme a Suze
e a Jess, mentre gli altri sono un po' pi avanti.
Hai visto cosa c' scritto sulla T-shirt di tua madre? mi chiede
Suze, appena la mamma non pu sentirci. Sembra sull'orlo
di un attacco di risa isteriche, proprio come me, del resto.
Lo so! Per fortuna Minnie non sa leggere.
E gli Espresso Martini.
E il laboratorio circense.
Pap ci ha fatto vedere qualche esercizio con il suo nuovissimo
diabolo, subito prima di uscire. Abbiamo battuto le mani e
chiesto il bis, e Janice ha strillato solo una volta, quando il diabolo
ha mancato di poco la testa di Martin.
Credo che tutti i pensionati dovrebbero trasferirsi a Shoreditch
afferma decisa Suze. Fa solo bene.
Jess ha camminato insieme a noi in silenzio, e adesso dice: I
tuoi genitori sono stati molto generosi a cedermi la loro casa.
Non era necessario.
Ma ci tenevano! replico. Si stanno divertendo un mondo
qui! Per loro  un'avventura. Quando arriver Tom? aggiungo
cos, per fare conversazione, e vedo che Jess ha un fremito,
proprio come prima.
Non so ancora dice. Appena... Quando gli... Si ferma e
prende tempo. Non so ancora. Non lo so.
Okay. Che risposta bizzarra. Jess ha la mascella serrata e lo
sguardo fisso davanti a s. Guardo Suze  vedo che anche lei
 perplessa.
Come va il suo lavoro in Cile? azzardo.
Bene.
E ci sono novit per l'adozione? chiedo ancor pi titubante.
No, nessuna. Jess adesso ha un'espressione molto chiusa,
e noto che stringe i pugni.
L'ansia mi attanaglia lo stomaco. Mia sorella parla a monosillabi,
ancora pi del solito. Ha gli occhi velati di tristezza. E
okay, lo so che siamo sorelle soltanto a met, ma c' un collegamento
psichico fra noi, di sicuro. (Una volta abbiamo montato
esattamente lo stesso armadietto, lei per le rocce, io per le
scarpe). Sento di conoscerla e in questo momento sono certissima
che c' qualcosa che non va fra lei e Tom.
La guardo preoccupata, ho una gran voglia di abbracciarla
e dirle: "Jess, che succede?  Tom?  sempre stato un tipo assurdo,
non badarci". Ma non so bene come reagirebbe. Non 
una che chiacchiera e si confida. Meglio andarci con i piedi di
piombo.
A proposito, Suze dice Jess, sempre con lo sguardo fisso
davanti a s. Non ci siamo pi viste dopo... la tua perdita. Mi
 dispiaciuto tanto.
Grazie. Anche lo sguardo di Suze si offusca.  stato... be',
ecco...  andata cos. Mi guarda e io le faccio un mezzo sorriso.
Camminiamo per un po' in silenzio e sono abbastanza sicura
che stiamo tutte pensando ai bambini. Io mi chiedo, con un
po' di malinconia: "Ce l'avremo mai, io e Luke, un altro figlio?".
Per mi sento subito in colpa per aver desiderato qualcos'altro
oltre a Minnie, e le stringo forte la manina, per farle sentire
quello che provo.
Poi mi viene in mente che magari Jess non sta affatto pensando
ai bambini, e invece si chiede: "Come faccio a dire a tutti
loro che io e Tom ci siamo lasciati?".
L'idea mi provoca un brivido, ma non posso dire che sia proprio
uno choc. Dev'essere difficile per loro vivere cos lontano.
E lavorare tanto, tutti e due. E Tom sar sempre circondato da
giovani volontarie sexy in shorts color kaki (immagino).
Magari si  innamorato di una di loro.
O  Jess che si  innamorata di un tipo con gli shorts color
kaki? O di una tipa con gli shorts color kaki?
Cio, tutto  possibile.
Guardo di sottecchi Jess e mi chiedo se insistere sull'argomento
o no. Ma, dopo tutto,  appena arrivata ed  circondata
dalla famiglia. Uno di questi giorni la porto fuori a bere qualcosa
e le parlo, decido. Una bella chiacchierata fra ragazze, tranquilla
e rilassata. Cos si aprir pi facilmente.
Bex, sei tremendamente fuori forma dice Suze. Hai il respiro
affannoso!
Oh. La guardo confusa. No,  che stavo pensando a...
tante cose. Mi chiedo se Jess abbia intuito le mie empatiche riflessioni
di sorella, ma lei mi guarda tutta seria e dice: Dovresti
fare un po' di ginnastica intensiva, Becky. Tu non hai mai fatto
cardiofitness, vero?.
L'empatia svanisce all'istante. Io non ho mai fatto cardiofitness?
Ma figrati!
Anzi, ho un nuovo personal traner online le comunico
con aria altezzosa. Seguo un programma di esercizi
personalizzato.
Wow! esclama Suze. Non lo sapevo!
Ecco, ho comprato un vestito nuovo per Natale spiego. Un
Alexander McQueen scontato del 70%.
Alexander McQueen! Suze sgrana gli occhi.
S! Ma  leggerissimamente piccolo. Perci ho pensato di
prendermi un personal traner per poter mettere il vestito, e in
pi mi fa bene alla salute. Doppio vantaggio.
Jess si acciglia.
Quanto ti costa il programma di fitness? Di sicuro alla fine
spenderai di pi che se tu avessi comprato fin da subito un vestito
che ti andava bene, o meglio ancora se tu avessi messo un
vestito che hai gi.
Non mi ricordavo questa abitudine di Jess, di fare domande
seccanti e poi guardarti in attesa della risposta, serissima.
La prossima cosa che dir sar: "Perch non fai semplicemente
cento flessioni al giorno?" o "Perch non mangi solo acqua
e patate?".
La salute non ha prezzo le rispondo in tono vivace.  un
investimento.
In quel momento la mamma ci fa segno dall'ingresso del ristorante
e grida: Siamo qui!  questo!.
Aspetta dice Suze. Avrei bisogno di parlarti un attimo,
Becky. Jess, ti spiace? Puoi entrare tu con Minnie?
Suze aspetta finch Jess non ha varcato la soglia del locale,
tenendo Minnie per mano. Poi si gira verso di me e mi chiede
a bassa voce: Cosa ne pensi veramente dei baffi di Luke?.
Li detesto bisbiglio. Ma devo essere solidale.
Capito. Suze annuisce, poi, mentre entriamo nel ristorante,
rivolge a Luke un sorriso smagliante.
A proposito, Luke. Fantastici quei baffi.
Ci mettiamo qualcosa come un'ora ad ordinare tutti il brunch,
perch Janice non riesce a pronunciare "chia" e Martin non
vuole la curcuma nel suo succo di mango, mentre la mamma
vuole una spruzzata extra di spirulina su tutto, compreso il t.
Pap ordina toast di avocado su pane di lievito madre, con l'aria
dell'habitu, e la mamma mi dice: Mangia avocado tutti i
giorni, Becky! Tutti i santi giorni!.
Ma finalmente il cameriere ha preso gli ordini e noi cominciamo
a bere caff e succhi mentre Minnie colora l'album Quando
il Grinch rub il Natale. Le sto giusto dicendo che il Grinch non
deve necessariamente essere verde, pu benissimo essere rosa
(ci manca il pastello verde), quando la mamma richiama la nostra
attenzione battendo sul piatto.
Allora, gente dice. Voglio darvi il benvenuto a Shoreditch
e ringraziarvi per essere venuti a vedere la nostra nuova casa!
Applaudiamo tutti e la mamma sorride.
E adesso continua passo la parola a Becky, che quest'anno
ci invita da lei per Natale. Becky, tesoro, questo  il tuo Natale. La
tua giornata. Noi non ci immischieremo affatto. Fai tutto come
piace a te! Purch possiamo guardare il discorso della regina.
Come repubblicana, io boicotter il discorso della regina
dice subito Jess alzando la mano. Ma mi pare di capire che voi
sostenete la monarchia e le sue tradizioni repressive e tossiche.
Avvertitemi solo quando sar finito.
A me basta che ci sia il tacchino dice Martin con una risatina
nervosa. A Natale mi piace che ci sia il tacchino.
Una volta sua sorella ha fatto il pasticcio di pesce spiega Janice
in un sussurro tormentato, come se confessasse un omicidio in
famiglia. Pasticcio di pesce a Natale! Ma si pu?
Certo che ci sar il tacchino dico. E anche un tacchino vegano
per Jess aggiungo con orgoglio.
L'ho trovato online, un tacchino di soia e funghi, per fatto
proprio a tacchino, con le zampe e tutto!
Grazie, Becky. Jess  contenta.  davvero bello da parte
tua.
E il ripieno dice Martin. Mi piace tanto il ripieno. E i fagottini
di wrstel...
Salsa di pane aggiunge pap.
A me piacciono i cavolini di Bruxelles con le castagne dice
Janice. C' una ricetta super di Delia, Becky. Te la mando.
Ma no! Mia madre scuote la testa. I cavolini di Bruxelles
sono meglio semplici. Basta bollirli e metterci un po' di burro.
Io non mangio burro interviene subito Jess.
Ci saranno tutte queste cose prometto. E il pudding e il
dolce di Natale e... e...
Cos'altro c'? Ho un vuoto mentale.
I Christmas crackers! dice Suze. Li porto io. A meno che
li voglia portare tu, Jess.
I Christmas crackers rappresentano un problema risponde
impassibile Jess. Le sorpresine che contengono sono inutili
cianfrusaglie di plastica che contribuiscono al soffocamento
della natura e alla distruzione del nostro ecosistema. Ma se vi
fa piacere ne porter qualcuno.
Bene. Suze mi sembra leggermente traumatizzata. O se
no... anche... possiamo farne a meno.
Ne trover un tipo ecologico dico subito.
Martin e io pensavamo che si potrebbe fare una pignatta!
interviene Janice Ai bambini piacerebbe.
Una pignatta? chiedo perplessa. Cosa c'entra con il
Natale?
Abbiamo visto un programma intitolato Natale nel mondo,
cara mi informa Janice. Lo danno nel pomeriggio su BBC2.
Molto educativo. E i messicani a Natale fanno la pignatta! E
quindi perch non potremmo farla anche noi?
Ecco... Sono sconcertata. Ehm...
Vorremmo festeggiare anche Santa Lucia continua Janice.
Ti metti delle candele in testa e un vestito bianco e intoni canti
svedesi.
Bello! Mia madre  entusiasta. Facciamo un Natale
internazionale!
Si tratta di appropriazione culturale commenta Jess in tono
critico.
Se per prendi da tutte le culture non lo  pi.  un atteggiamento
imparziale.
L'albero di Natale  una tradizione tedesca interviene pap.
Li ha introdotti il principe Alberto.
L'albero di Natale rappresenta un problema comincia Jess,
ma credo che nessuno l'ascolti.
Ges non era inglese riprende Janice. Non vorrei mancargli
di rispetto od altro, ma non lo era. Si guarda intorno, come
aspettandosi di essere smentita.
 ovvio che Ges non era inglese... inizia Luke.
Lo vedi allora! esclama la mamma trionfante. Possiamo
fare la pignatta! Becky, te ne puoi procurare una, vero, tesoro?
Eh... certo! Prendo il mio quaderno del Natale e scrivo: "pignatta,
candele, canti svedesi???".
L'albero di Natale rappresenta un problema ripete Jess, a
voce pi alta. L'alternativa migliore sarebbe decorare qualcosa
che si trova gi in casa, tipo una scopa. Si rivolge a me. Puoi
addobbarla con materiale riciclato, ad esempio dei vecchi barattoli
a cui dare la forma di decorazione natalizia con l'aiuto
del martello.
Una scopa? Non ho intenzione di appendere dei barattoli a
una scopa e chiamarlo albero di Natale. Proprio no.
Sono certo che riusciremo a trovare un albero che sia ecologicamente
corretto interviene Luke con fermezza, vedendo
la mia faccia.
E che mi dite dei regali? domanda Suze. Qualcuno ha qualche
richiesta? Perch io non so mai cosa prendere.
Io ho intenzione di regalare a tutti una seduta di make-up
afferma Janice. Lo so, vi ho rovinato la sorpresa, ma almeno
sapete che quel giorno sarete bellissimi!
Mi si affloscia la mascella e scambio un'occhiata con Suze.
Wow, Janice! esclama lei. Che idea... Ma cosa intendi di
preciso?
Per le ragazze ci sar il mio specialissimo contouring. E ai maschi
far lo scrub del viso e la pulizia. Mi porter il kit completo.
Bene dico a fatica. Favoloso.
Me l'ha gi fatto, Janice, il suo make-up contouring specialissimo.
Prima mi ha disegnato delle righe in faccia come se
dovesse tracciare le strisce pedonali. Poi ha cercato di usare lo
scotch per dare all'ombretto "un bel contorno netto" e ho perso
circa quattro strati di pelle.
Comunque...  un pensiero gentile e magari nel frattempo 
migliorata.
E indovinate un po'? Jess e Tom faranno dei regali a "spreco
zero"! continua Janice tutta orgogliosa. Jess me l'ha gi raccontato,
vero, tesoro? Un'idea originalissima!
E di cosa si tratter, Jess? chiedo, senza riuscire a evitare
un tono di sfida.
So che non dovrei, ma aspetto di coglierla in fallo. Qualunque
cosa sia, riuscir a trovare qualcosa che "rappresenti un
problema". Se anche fosse un cestino comprato in un negozio
di beneficenza, scuoter la testa con rammarico e dir: "Oh,
Jess, e lo spreco di elettricit per mandare avanti il negozio di
beneficenza?".
Be' risponde Jess dopo un attimo. Penso di potervelo dire
senza togliervi del tutto la sorpresa. A Tom e a me piacerebbe
molto regalare a ciascuno di voi una... parola.
La fisso, sentendomi spiazzata. Una parola?
Sarebbe una parola fatta con le lettere di legno da posare sulla
mensola del camino? chiede la mamma, perplessa.
No, una parola e basta risponde Jess. Diremo la parola ad
alta voce e quello sar il vostro regalo.
Caspita. Suze non si raccapezza. ... non mi  mai...
Un po' difficile da impacchettare scherza mio padre.
Sar avvolta nel suo significato profondo risponde Jess imperturbabile,
e pap tossicchia.
Ma certo, certo! dice.
E che parola ci darai? chiedo, quando riesco a parlare.
Se te lo dico, ti rovino la sorpresa. Vogliamo regalare a ciascuno
di voi una parola diversa, a seconda... Si guarda attorno,
ed esita. Comunque sia. Questa  la nostra intenzione.
La guardo, intrigata. Che parola mi regaler? Darei non so
cosa per saperlo. E sar meglio che sia una parola carina.
Oddio. Basta che non sia "estratto conto della Visa".
No. Tutto okay. Sono quattro parole.
Ehi, Bex mi sussurra Suze all'orecchio, e la vedo accanto a
me con la sua tazza del caff. Una parola, eh?
Lo so dico, alzando appena gli occhi al cielo. Figrati se
Jess non vince la gara del regalo pi virtuoso.
Be', stavo pensando: e se quest'anno ci scambiassimo anche
noi dei regali antispreco? Cio, invece di essere consumiste
e superficiali eccetera?
Suze mi guarda ansiosa e rimpiango molto di non averci pensato
prima io.
S! mi associo con entusiasmo. Solo, che cosa? Non una parola,
perch copieremmo Jess.
No. Ma forse... Riflette per un attimo. Potremmo scrivere
una canzone l'una per l'altra? E come regalo cantarcela?
Cosa? Inorridisco. Suze, sei fuori di testa?
Oppure potremmo fabbricare qualcosa con oggetti di recupero.
Suze si illumina. Sarebbe divertente.
Divertente? Sto cercando un modo carino per spiegare a Suze
che mi sembra la cosa meno divertente del mondo, quando mi
viene un'ispirazione.
Lo so! dico tutta eccitata. Ci regaleremo una cosa che abbiamo
gi.  ecologico,  facile e il regalo sar comunque una
cosa bella.
Oh, mio Dio!  una grande idea, Bex!
Segue un breve silenzio. Sto gi passando mentalmente in
rassegna il guardaroba di Suze. Ha talmente tanti vestiti favolosi.
E se mi desse il suo cappotto viola ricamato?
No. Non lo farebbe.  troppo prezioso. Ma magari, chiss...
Mi accorgo che Suze ha la stessa espressione assorta.
Suze, dimmi cosa ti piacerebbe le dico. Qualunque cosa
sia,  tua.
No! protesta. Non vale chiedere qualcosa. Non  questo lo
spirito del Natale.
Dammi solo un piccolo indizio propongo.
No! Sar felice di qualunque cosa mi regalerai, Bex. Non
importa cosa.
Ma mentre beve il caff la vedo di nuovo concentrata. A cosa
sta pensando? Le mie nuove scarpette argento. O... no. La mia
borsa leopardata?
Argh. Impossibile! Forse le dar pi di una cosa.
Smoothie al mango, latte di soia, toast di avocado con pane
di lievito madre... Un cameriere ci interrompe e lo guardiamo.
Meglio che torni al mio posto dice Suze. Bon apptit!
Il cameriere inizia a distribuire piatti e bicchieri, e io tiro fuori
la penna per prendere appunti sul quaderno di Natale prima
di dimenticarmi tutto. Scrivo: "regalo per Suze, ripieni, salsa di
pane, Christmas crackers ecologici, albero ecologico (NON una
scopa)". Poi mi fermo.
Non so fare la salsa di pane, in realt. L'ho sempre e solo vista
comparire a tavola, in una coppa, ogni Natale. Come si fa
a trasformare il pane in una salsa? E dove lo trovo un albero di
Natale ecologico?
Sono l con la fronte aggrottata quando Luke viene a sedersi
vicino a me.
Tutto bene? chiede.
Benissimo! rispondo automaticamente, ma mi ricordo dei
fagottini di wrstel, e li aggiungo ai miei appunti. Poi scrivo:
"fagottini di wrstel vegani???". Esisteranno? Senza volerlo,
mi scappa un sospirone, poi alzo gli occhi e vedo Luke che mi
guarda.
Becky mi dice a bassa voce. Non ti agitare. Niente di tutto
questo  davvero importante. Se anche non riusciamo a procurarci
i fagottini di wrstel, Natale sar bello lo stesso.
Lo so. Gli sorrido, grata.  solo che vorrei che fossero tutti
felici...
Lo saranno mi dice in tono deciso. Minnie, tesoro, mi presti
un attimo il tuo libro?
Prende il libro del Grinch e lo sfoglia fino alla pagina in cui
i Chi si tengono per mano e cantano, senza preoccuparsi affatto
perch il Grinch ha rubato tutta la loro roba.  una pagina
che amo moltissimo.
Questo  Natale dice, indicando la fila di Chi felici. Ricordi?
Famiglia e amici riuniti che festeggiano. Non i regali, non
le pignatte, le persone.
Lo so, ma...
Tutto quello che il Grinch pu rubare, non  Natale
conclude Luke, convinto.
Le sue parole mi si rigirano in testa. "Tutto quello che il Grinch
pu rubare, non  Natale". Mi piace. Devo solo cercare di ricordarlo.
Guardo ancora per un attimo il quaderno, poi di impulso
do un bacio a Luke.
Hai ragione. Grazie.
Amo davvero mio marito. Anche con i baffi.

MESSAGGI.

Janice.

Becky, ecco la ricetta per i cavolinl di Bruxelles con le
castagne. Sono deliziosi! Janice xxx

Mamma.

Non dar retta a Janice, tesoro. I cavolini di Bruxelles
sono buoni semplici. Puliscili e falli bollire, stop. Facile.
Mamma xxx

Suze.

Bex, a me i cavolini di Bruxelles non piacciono, si potrebbero
fare i broccoli invece?
Suze xxx

Bex.

Ciao Jess!
Penso che la tua idea di regalare a tutti una parola per
Natale sia fantastica!!! Mi chiedevo solo se ti farebbe
piacere un piccolo suggerimento per la mia parola? Perch
in caso,  solo un'idea, mi piacerebbe "rock".
Bx

Bex.

O "cool"
Bx.

Bex.

O "la Ragazza con l'Ombretto Blu". Lo so che sono tante
parole, ma cio, comunque sono gratis, no?
Bx

Jess.

Becky, non ho intenzione di dirti cosa ti regaler.
Jess.

Da: Myriad Miracle
A: Becky Brandon
Oggetto: questionario fitness
Cara signora Brandon (nata Bloomwood),
grazie per aver risposto al questionario online. Speriamo che per
lei sia una bella emozione iniziare il nuovo programma del Myriad
Miracle Training SystemT!
Temiamo per che lei abbia frainteso alcune delle domande e gliele
riproponiamo per le nostre analisi.

DOMANDE DA RIPROPORRE

12. Qual  il suo scopo specifico?
Ci aspetteremmo un obiettivo di fitness o benessere piuttosto che:
"Infilarmi nel vestito di Alexander McQueen".
13. C' qualche zona che la preoccupa particolarmente?
Ci aspetteremmo un'indicazione tipo "percentuale di grasso corporeo"
o "cardiofitness" piuttosto che "cerniera lampo".
Attendiamo le sue risposte corrette.
Auguri per il suo percorso verso salute e benessere!
Debs
(assistenza clienti).
...
9.

Sono ancora bella rock. S.
Mi guardo allo specchio prima di andare al lavoro luned mattina,
mentre tiro e aggiusto il mio completo di tweed Letherby,
che ho appena "destrutturato". Mi ha ispirata Danny Kovitz,
il mio amico stilista. Lui  capace di prendere un sacco, pizzicarlo
qua e l, sfrangiarlo all'orlo in un paio di punti... e trasformarlo
in un vestito spettacolare. Perci ho pensato di fare
la stessa cosa. Solo che non sono sicurissima di aver ottenuto
proprio lo stesso effetto.
Ho scucito un paio di cuciture, sfrangiato gli orli con le forbicine
da unghie e aggiunto dei fermagli qua e l. Ho provato
anche a raccogliere la giacca in certi punti, per creare una nuova
forma e una nuova linea, solo che invece ho creato una specie
di rigonfio molto strano. Forse dovrei scucirlo subito.
Io vado, Becky dice Luke entrando in camera da letto, con
la valigetta in mano. Quando mi vede, si blocca. Wow dice
con cautela. Hai un aspetto... diverso.
 uno stile pi rock replico subito. L'ho destrutturato.
Poi mi accorgo che sta guardando la mia faccia. Oh, l'ombretto
dici? S, ho pensato di puntare a un look pi deciso.
Ieri tornando da Shoreditch ho fatto un salto da Boots e ho
comprato una palette di trucchi che si chiama "Ultimate Drama"
e ho appena seguito un tutorial di YouTube per ottenere
un "look estremo nero-blu".
Cio, lo so, per il luned mattina  un filo melodrammatico.
Ma perch poi il luned mattina non si dovrebbe osare con il
trucco?
Ah ah dice Luke lentamente. Ma quella ciocca blu nei
capelli?
 piccola. Alzo le spalle.
E che musica stai ascoltando? mi chiede curioso, e inclina
la testa per ascoltare il suono martellante che invade la stanza.
Spittser gli rispondo come se niente fosse. Il deejay, lo conosci?
 pazzesco. Ieri sera ha fatto un DJ set a Danzica. Peccato
non esserci stati.
L'ho letto in un sito ieri sera. E ho scaricato le "dieci tracks
essenziali dell'underground clubbing".
Danzica ripete Luke, perplesso. Becky... c' qualche motivo
per cui mitri questo improvviso interesse per i locali dell'Europa
dell'Est?
Non  improvviso lo contraddico. Sono sempre stata appassionata
di musica indie, lo sai.
Il Natale scorso ci hai costretti tutti a sentire il CD con i
greatest hits degli ABBA mi rammenta Luke.
Sono eclettica  la mia gelida risposta. Si pu essere eclettici,
ti informo.
A Luke scappa da ridere, ma lo ignoro deliberatamente. Infilo
un bracciale di pelle sopra la manica della giacca e mi rimiro
soddisfatta. Intanto lo sguardo di Luke si  spostato verso le
mie nuove scarpe nere.
Quelli s che sono favolosi dice.
Ah, questi? domando in tono indifferente.
Non sono certa di riuscire a camminare con questi stivaletti,
ma sono la cosa pi cool che abbia mai posseduto. Li ho presi
online, consegna in 24 ore. Hanno tacchi micidiali, occhielli, borchie
di metallo, e anche delle catenelle che penzolano sul tallone.
Sono sexy commenta Luke, folgorato.
Ah. Bene. Gli stivaletti hanno fatto colpo,  chiaro. La sua
voce si  arrochita di almeno cinque tacche, e quando i nostri
sguardi si incontrano i suoi occhi scuri scintillano.
Sono contenta che ti piacciano gli dico, pavoneggiandomi.
Oh, s, tanto. Annuisce lentamente.
Luke ha una passione per gli stivaletti. Avrei dovuto metterli
ieri sera. E adesso, il modo in cui mi guarda mi fa trattenere
il fiato. Lo fisso anch'io in silenzio e mi batte forte il cuore.
Spesso ho pensato che dovrei scrivere una Guida al matrimonio
secondo Becky Brandon, nata Bloomwood. Potrei buttare gi qualche
osservazione utile. E la prima sarebbe che l'amore nel matrimonio
 come uno di quei grafici altalenanti in cui la penna
continua a schizzare su e gi ed  impossibile fare previsioni.
Ovviamente amo Luke sempre, come una specie di musica
di fondo costante. Ma quegli inebrianti assoli di chitarra in cui
mi ritrovo a pensare: "Oh, mio Dio, ti voglio adesso" arrivano a
casaccio. (Succede solo a me? Devo chiedere a Suze).
E questo  un esempio perfetto. Ieri sera abbiamo fatto una piacevole
cenetta  deux che avrebbe dovuto essere romanticissima.
Ma io continuavo a fissare il labbro superiore di Luke e pensare:
"Perch dovevi farti crescere i baffi, non potevi limitarti a una
donazione?". Mentre stamattina, tutti e due di fretta e pronti a
uscire, il mio pensiero ossessivo : "Non me ne importa niente
dei baffi, tu sei il mio assoluto dio dell'amore". Mi sento tutta
calda, agitata.  il modo in cui mi guarda, l'intenzione che leggo.
A che ora torni? gli chiedo con voce roca. Hai delle riunioni
tardi?
Le annullo mi risponde, tenendo sempre gli occhi fissi nei
miei. Se tu non ti togli quelle scarpe.
Mamma! Minnie arriva di corsa, spezzando l'incantesimo.
Mi scuoto e poi faccio a Luke un sorriso carico di rimpianto.
Mamiiiii! Mi prende la mano e tira. Dov' il mio
giaddino-sul-vassoio?
Non preoccuparti, amore mio la rassicuro.  pronto.
Devo correre. Luke mi rivolge un sorriso altrettanto nostalgico.
Ci vediamo dopo. Oh,  appena arrivata un'email dalla
scuola aggiunge uscendo dalla stanza. Qualcosa a proposito
di pidocchi.
Veramente. Ogni volta che cerco di fare qualcosa di rock, la
scuola salta fuori con i pidocchi. Scommetto che lo fanno apposta.
Prendo l'impermeabile dall'armadio in anticamera e decido che
per accompagnare Minnie a scuola metter le scarpe da ginnastica
e gli stivaletti fighi li porter in una borsa. Non perch io
non riesca a camminare su quei tacchi a spillo, ma semplicemente
perch la strada  piuttosto fangosa. E poi oggi devo fare
tipo settantamila passi, per recuperare quei pochi che ho lasciato
indietro nei giorni scorsi.
Oooh, chiss se il sesso conta? Brucia calorie, no?
Camminando, un po' ascolto Minnie che parlotta del "certo"
che vuole per Natale, un po' tengo d'occhio il "giardino d'inverno
sul vassoio", in bilico sull'altra mano. Ogni volta che lo
guardo mi scappa un sospirone. Ero seriamente intenzionata
a fare faville con la prossima attivit manuale, ma me ne sono
dimenticata finch non siamo tornati da Shoreditch e cos ho
fatto una corsa in giardino a raccogliere frettolosamente qualche
bacca e qualche ramoscello che poi ho altrettanto frettolosamente
assemblato. Non sembra affatto un giardino d'inverno
su un vassoio, sembra "roba a casaccio su un vassoio".
Mentre aiuto Minnie ad appendere il cappotto, vedo arrivare
Steph con Harvey e li aspetto per entrare in classe insieme. Lei
 pallida e stravolta, ma mi rivolge un sorriso incerto.
Bello il tuo giardino dico, anche se  perfino peggio del mio:
c' solo una zolla di erba fangosa con sopra una foglia marrone.
S, s replica lei bruscamente. Certo. Oddio!
Seguo il suo sguardo e sbarro gli occhi.  appena arrivata
Suze, raggiante, che porta il pi bel "giardino d'inverno sul
vassoio"che io abbia mai visto. (In tutto ne ho visti tre). Ci sono
muschio, rami e neve e piccoli personaggi fatti con le ghiande,
che fanno un picnic. Quanto ci avranno messo?
Mamma mia! esclama Miss Lucas. Che meraviglia, lady
Cleath-Stuart!  un vero nido, quello?
L'abbiamo trovato su un albero dice Suze. Era gi abbandonato
aggiunge subito.
Un vero nido ripete incredula Steph, e la vedo guardare il
giardino di Suze con una specie di esausta malinconia.
Oh, Bex! dice Suze, girandosi per andarsene. Non ti avevo
vista... Si interrompe e mi scruta. Che hai fatto agli occhi?
Ho deciso di provare un nuovo look rispondo con noncuranza.
Che te ne pare?
Ehm... s! risponde lei dopo un attimo. Molto... Vuoi un
passaggio al lavoro?
No, grazie, vado a piedi. Devo camminare un po'.
Figo. Va bene, ci vediamo l. Ciao, Steph! aggiunge passando.
Steph borbotta: Ciao, girandosi in fretta in modo da nascondere
il suo grumo di terra fangosa.
Per fortuna, Minnie e Harvey non si sono accorti di quanto 
migliore del loro il giardino di Suze. (La cosa fantastica dei bambini
 che non fanno caso a niente). Inoltre devo ammettere che
Miss Lucas ha accolto con lo stesso entusiasmo il suo e i nostri.
Harvey! dice. Minnie! Che belli i vostri giardini d'inverno!
Gi ripete Steph cos piano che la sento solo io. Il nostro
 stato selezionato per il Premio Turner.
Rido, poi per la guardo e vedo che ha gli occhi lucidi. Oddio.
Scommetto che si tratta di quell'orribile bastardo di suo
marito, solo che non posso parlarle qui in mezzo al corridoio
della scuola.
Sono contenta di vedere proprio voi due dice Miss Lucas.
Abbiamo appena assegnato le parti per la recita di Natale, e
sia Minnie sia Harvey faranno i re magi!
Un re! Sorrido a Minnie, tutta felice.
Il costume  semplicissimo continua Miss Lucas allegramente.
Ecco il cartamodello... Porge a ciascuna di noi una grossa
busta e il mio sorriso si congela. Cartamodello? Ma tipo per
cucire? Basta un semplice punto filza continua l'ignara Miss
Lucas e magari delle pinces in alcuni punti. Se doveste aggiungere
ricami o nastri sarebbe magnifico, ma non  indispensabile.
E ci fa un altro sorriso beato.
Pinces? Ricami?
Mi ricordo benissimo di quando siamo venuti a visitare questa
scuola, ma non ricordo che la direttrice abbia detto: "E naturalmente,
se i vostri figli verranno da voi, ci aspettiamo che
voi siate in grado di cucire pinces e ricamare". Per non posso
dire niente. Minnie mi guarda speranzosa.
Nessun problema rispondo in tono leggero. Probabilmente
aggiunger anche delle paillettes, e magari qualche altro dettaglio
cucito a mano.
Splendido! Miss Lucas accenna un applauso.
Steph non ha detto niente, si  limitata a cacciare la busta nella
borsa con lo sguardo perso. Mentre ci incamminiamo dopo aver
salutato i bambini, dice: Ci vediamo, Becky e si infila a razzo
nei bagni prima che io riesca a risponderle. Resto un attimo
l, incerta, poi la seguo. Voglio solo essere sicura che stia bene.
Dentro ci sono un po' di mamme, come sempre. Non perch
abbiano bisogno del bagno, ci vanno solo per spettegolare.
Steph si fa largo fino a uno dei due lavandini, si guarda desolata
allo specchio, poi inizia a rifarsi il trucco. Decido di darle
il tempo di finire, e poi di prenderla da parte per dirle due parole
di incoraggiamento.
Fa molta fatica a truccarsi, per, perch i suoi occhi si riempiono
di lacrime e lei deve asciugarli di continuo. Dopo un po'
una donna che non conosco la scruta attentamente e chiede:
Scusa... stai bene?.
Io? Steph salta come un gatto scottato. Certo, benissimo.
Benissimo!
Mi lancia uno sguardo disperato e poi si tuffa in uno dei cubicoli.
Mi precipito subito in quello accanto. Vorrei mandarle un messaggio
ma qui il segnale fa schifo. Se sussurro, le altre potrebbero
sentire... e se batto sulla parete divisoria, sentiranno di sicuro...
Idea: prendo nella borsa una penna e un vecchio scontrino.
 per tre siero numero 7 che era in offerta speciale da Boots.
Oooh. Dov' che li ho messi?
Comunque. Non c'entra. Scrivo: "Sei sicura di stare bene? Baci
Becky XX" e lo faccio passare sotto la parete divisoria.
Qualche secondo dopo il biglietto ritorna e Steph ha scritto:
"No, mica tanto".
Lo sapevo.
Le scrivo: "Andiamo da qualche parte a parlare. Nella tua
macchina?" e lo ripasso. La risposta arriva immediatamente:
"S, ti prego. Grazie. X".
Venti minuti dopo ne so molto pi di quanto avrei mai potuto
immaginare sulla vita di Steph, quella di suo marito Damin
e la loro ultima orribile vacanza a Cipro. A dire la verit, sono
piuttosto scossa. I matrimoni dovrebbero essere come lo scotch.
Ben attaccati. Ma non  cos, basta un po' di vapore e si staccano
e a volte poi  impossibile riattaccarli bene.
Suze aveva preso una sbandata quando eravamo in California,
e ho temuto il peggio. Poi c' Jess che ieri era cos cupa, e
adesso questo. A quanto pare Damin non sente ragioni e non
vuole vedere un consulente matrimoniale. Da principio ha detto
che non c'era un'altra donna, ma  venuto fuori che invece c'era
eccome.  una sua collega. Lui lavora nel reparto informatico
della ditta e lei organizza eventi. Sono dovuti andare a Manchester
per un congresso e il patatrac  successo al Malmaison
Hotel. (Ho l'impressione di venirne a sapere un pochino troppo,
su questa faccenda, ma non voglio interrompere Steph mentre
mi apre il suo cuore).
Siamo parcheggiate in una stradina laterale, e Steph continua
a parlare, interrompendosi ogni tanto per controllare compulsivamente
se qualcuno ci guarda. Ha la paranoia che si venga
a sapere. Perch in questo caso potrebbero dirlo ad Harvey. E
quello che lei desidera veramente  che Damin capisca di essere
un idiota e torni a casa e Harvey non debba mai scoprirlo.
Cio, alla fine Damin ha pure ragione dice, guardando
fuori dal finestrino con una faccia disperata. Non sono una
compagnia piacevole in questi giorni. Non faccio tante battute.
Se andiamo a cena fuori,  probabile che io crolli addormentata
sul tavolo. Fa un gran sospiro. Ma  difficile, portare Harvey
a scuola e arrivare in ufficio in orario e poi in questo periodo
sto seguendo un progetto molto importante... Si sfrega la fronte
come se cercasse di eliminare i pensieri con un massaggio.
Abbiamo traslocato in questa casa sei mesi fa e non ho ancora
scelto un colore per le pareti della camera da letto. E neanche
svuotato tutti gli scatoloni. Abbiamo litigato per questa cosa e
lui mi ha detto che sono diventata un disastro. E aveva ragione.
Mi monta la furia contro questo tizio che fa sentire una merda
una donna che si ammazza di fatica come Steph. L'altro giorno
l'ho visto a scuola e l'ho silenziosamente valutato, e l'impressione
non  stata buona. Aveva i soliti jeans sbiaditi che porta
abitualmente e stava sempre al telefono. Teneva Harvey per
mano e non lo guardava neanche. In pi ride in modo fastidiosissimo.
Cio, ma chi si crede di essere?
Steph, tu non sei un disastro,  lui che  un bastardo! le
dico impetuosamente. Sei fantastica! Sei forte, positiva e sempre
presente per Harvey. E poi chi ce l'ha, il tempo per divertirsi?
Siamo tutti troppo impegnati a fotografare i nostri piatti
di spaghetti!
Cerco di farla ridere, e in effetti le scappa un mezzo sorriso.
Ho tre scatoloni ancora da svuotare dopo il trasloco dal mio
appartamento a Fulham aggiungo. E non ho idea di cosa ci
sia dentro. E comunque, se ci tiene tanto, perch non li svuota
lui gli scatoloni?
Steph fa un'altra mezza risatina, ma non mi risponde, e non
mi sembra di conoscerla abbastanza per potermi permettere
di insistere.
E tua madre? azzardo. Cosa pensa di questa situazione?
Non gliel'ho detto ammette Steph dopo un attimo. Tu sei
l'unica persona a cui ne ho parlato, Becky.
Fallo! esclamo di impulso, anche se non so niente della
madre di Steph.
Magari. Lei si morde le labbra, poi prova a sorridere. Devo
andare. E anche tu devi andare, immagino. Grazie.
Non ho fatto niente le rispondo, scoraggiata.
E invece s. Mi stringe in un rapido abbraccio. Lo apprezzo
molto, Becky. Ti accompagno io al lavoro.
Steph mi porta davanti ai cancelli di Letherby Hall e io faccio
di corsa il viale alberato fino all'ingresso principale. Quando
entro nel gift shop mi preparo a spiegare a Suze i motivi del
mio ritardo, ma ad accogliermi trovo Tarquin, suo marito.
Conosco Tarquin da secoli. Ha avuto i suoi alti e bassi ma al
momento  in formissima. Dopo che siamo tornati dagli Stati
Uniti, si  messo a gestire Letherby Hall impegnandosi anima e
corpo. Ha un sacco di ottime idee per gli affari e ne parla spesso
con Luke, e secondo lui Tarquin sta finalmente assumendo
in toto il suo ruolo.
D'altra parte, resta comunque un tipo bizzarro. In un modo
carino, tutto suo. Oggi ha una maglia da rugby stretta e piena
di buchi, che di sicuro risale ai tempi del liceo, e mi fissa con
uno sguardo intenso dicendo: Ho saputo che veniamo da voi
per Natale, Becky. Fantastico!.
S! Spero che ci divertiremo!
Lo so che  presto per entrare nei dettagli, ma immagino che
starai gi pensando a come passeremo la giornata. Te lo chiedo
perch il giorno di Natale trasmetteranno il Parsifal dal Met.
Sarebbe... Wagner? azzardo, perch Tarkie  fissato con
Wagner.
La sua opera pi sublime e trascinante. Un capolavoro. E
cos pensavo che dopo pranzo potevamo radunarci tutti davanti
al televisore e guardarla. Credo che per i bambini sarebbe tremendamente
stimolante.
Un'opera di Wagner? A Natale?
Wow. Cerco di non lasciar trapelare l'orrore che provo.
Sar... ecco... super. Cio, io adoro Wagner... come tutti. Solo,
mi chiedevo... ehm... lo trovi natalizio?
 senza tempo mi risponde convinto Tarkie.  una fonte
di ispirazione. Gi il preludio  un regalo di Natale per chiunque.
Taa-daaah-daaah hmm hmm... Comincia a cantare, sempre
tenendo fisso su di me quello sguardo inquietante.
Taaa-aah-daaaa-dee-daaah...
Tarkie! Con mia enorme gioia la voce squillante di Suze ci
interrompe. Sta arrivando a grandi passi, e guarda suo marito
con estrema diffidenza. Stai cantando Wagner? Conosci la regola:
niente Wagner in negozio.
Tarkie mi stava dicendo che il giorno di Natale danno il
Parsifal alla tiv spiego allegramente. Una bella notizia, eh?
Non guarderemo quel maledetto Wagner a Natale! sbotta
Suze, e io mi lascio scappare un sospiro di sollievo.
Volevo solo essere d'aiuto per organizzare la giornata si difende
Tarkie. L'opera  una forma d'arte che tutti sono in grado
di apprezzare, giovani e vecchi.
Nient'affatto ribatte Suze.  una forma d'arte che trasforma
la maggior parte delle persone in statue irrigidite dalla noia,
ma non possono andarsene perch i fan della lirica fanno "Ssh"
appena uno muove un muscolo. E dura sei ore.
Il Parsifal non dura sei ore... ribatte Tarkie, ma Suze lo ignora.
Natale  la festa dei bambini. Si gira verso di me. Penso
che l'ideale sia organizzare qualche attivit, tipo colori a dita,
colla glitter, quelle cose l.
Mi viene male. Ancora con queste attivit manuali?
Stiamo parlando del giorno di Natale. A Natale non si dipinge
con i colori a dita. A Natale si sta seduti sul divano a mangiare
i Quality Street e a guardare i programmi di Natale alla tiv
mentre i pap cercando di trovare le pile per tutti i giocattoli
nuovi e ne rompono la met e alla fine i bambini piangono.
Questa  tradizione.
Forse s dico un po' incerta. Solo che Jess considera il glitter
il male assoluto.
Mmh... Suze riflette perplessa. E usare della pasta di pane
fatta in casa?
Magari dico, cercando di sembrare entusiasta. O se no anche
guardare la tiv...
Okay, senti, aspettiamo a vedere che cosa danno a Natale
dice Suze. E poi faremo i nostri piani. Oh, a proposito, stasera
posso ritirare Afrodite ed Ermes aggiunge cambiando argomento.
Il carrello elevatore  tornato dall'officina. Porter
con me uno degli uomini.
Suze le dico precipitosamente, sentendomi in colpa. Non
prendere quelle statue obbrobriose. Sono strafelice che veniate
a passare il Natale con noi, veramente. Tu non le vuoi, quelle.
S che le voglio! Ho avuto un'idea brillante. Le useremo l'anno
prossimo ad Halloween. Le battezzer Grottesco e Grottesca.
Oh. Mi sento vagamente offesa. Be'. Okay. E sto per togliermi
il cappotto quando Suze mi tocca una spalla.
Senti, Bex dice a bassa voce. Ancora una cosa. Prima che
arrivino i clienti, volevo chiederti... Ci ho pensato un po' e...
Abbassa ancora la voce. Secondo te Jess sta bene? Ieri mi 
sembrata un pochino strana.
S! Ho pensato esattamente la stessa cosa! Era inquieta e...
non so... diversa.
Esatto! Quando ho nominato Tom si  irrigidita, e ho pensato...
ho temuto che magari...
Il viso di Suze esprime ansia e preoccupazione, e so che cosa
sta pensando.
Shorts kaki? dico di getto.
Cosa? Suze  confusa.
Ho pensato che forse Tom  scappato con una delle volontarie
che lavorano con lui, una con gli shorts kaki, sai... O magari
 scappata Jess. Insomma, cose del genere.
Oddio. Suze mi fissa, infelice. S, pi o meno  quello che
ho pensato anch'io. Solo che me la vedevo con i bermuda sfrangiati
al ginocchio e una bandana. Restiamo un attimo in silenzio
e io immagino Tom che amoreggia con una ragazza con i
bermuda sfrangiati e una bandana rossa. Poi la bandana la faccio
diventare di un verde disgustoso e il naso pi grosso,
perch cos era troppo carina. Poi mi figuro dei bermuda bruttissimi
che le stanno male e lei che si mette le dita nel naso. Dio,
che ragazza volgare. Com' possibile che Tom preferisca lei?
Magari non  cos dico alla fine. Magari hanno solo litigato.
S. Suze prende in considerazione questa possibilit. Cio,
credo che lo stress di aspettare un'adozione sia tremendo.
Tremendo confermo. E laggi loro due sono soli, senza
nessuno che li incoraggi... Comunque, avevo pensato di portarla
fuori a bere qualcosa. Vuoi venire anche tu? Magari si rilassa
e ci racconta che succede.
Non  una che parla tanto replica Suze dubbiosa. E beve?
O no?
Va bene, allora andremo in una cantina sociale a mangiare
avena equa e solidale ribatto con una certa impazienza. Il
punto  che si sta tenendo tutto dentro. Dobbiamo aiutarla ad
aprirsi e a condividere quello che la fa soffrire.
Dopo la sessione con Steph mi sento un'esperta di pene coniugali.
Gi ci vedo, Suze e io sedute a un tavolo che mangiamo
avena e stringiamo le mani di Jess mentre lei in lacrime ci
racconta i suoi guai con frasi smozzicate, e poi dice: "Ma voi
ragazze mi avete aiutata tantissimo, specialmente tu, Becky".
Cio, non  obbligatorio che dica "specialmente tu, Becky",
per potrebbe succedere.
Povera Jess dice Suze mentre mi tolgo l'impermeabile. Ho
sempre pensato... Si interrompe di colpo e quando mi giro vedo
che sta fissando il mio completo di tweed destrutturato. Oddio,
Bex, che  successo al tuo tailleur?
Non sembra entusiasta del mio lavoro di personalizzazione.
Anzi, ha un tono sospettosamente vicino all'orrore.
Oh, be' cerco di apparire convinta mentre sistemo la giacca
sfrangiata. Ti piace? Ho deciso di giocarci un po'.
L'hai fatto tu? Apposta?
S proclamo. L'ho personalizzato.
Ah dice Suze, dopo una lunga pausa. Ehm... forte!
Mi guarda cambiare le scarpe da ginnastica con gli stivaletti
borchiati e spalanca ancora di pi gli occhi. Wow.
Quelli sono... potenti.
Ti piacciono? chiedo, subito all'erta. Li vorr mica per Natale?
Li ho appena comprati, ma alla fine Natale  questo, no?
Regalare. Ti starebbero benissimo aggiungo generosamente.
Vuoi provarli?
No! Suze si ritrae visibilmente. No, grazie! Cio, addosso
a te sono stupendi, ma...
Becky, tesoro! Arriva Irene e mi esamina spaventata. Santo
cielo, che  successo ai tuoi abiti? Hai avuto un incidente?
Veramente. Possibile che nessuno sia in grado di riconoscere
uno stile rock?
 destrutturato spiego un po' irritata. Si chiama moda.
Ah, ecco commenta debolmente Irene. Molto moderno,
cara. Oh, che scarpe! Si porta una mano alla bocca.
Ti sei tinta delle ciocche blu? Suze scruta incredula i miei
capelli.
S. Alzo le spalle con indifferenza. Sai che mi piace mischiare.
Vivere pericolosamente.
In realt non  niente di pericoloso:  tintura per bambini,
lavabile ed atossica. Ma non  questo il punto. Vado verso lo specchio
cercando di stare in equilibrio sui tacchi a spillo, e guardo
la mia immagine. Non  quella di una banale mammina di
provincia, per niente. Sembro piuttosto una...
Be', in ogni caso non ho l'aria noiosa di sicuro.
 una mattina molto tranquilla, e alle undici ho un male ai piedi
da morire, anche se non lo ammetterei mai. Proprio quando
penso di sgattaiolare fuori a mangiarmi un KitKat, un gruppo
di donne, tutte molto eleganti e con in mano la loro brava copia
di Guida a Letherby Hall, entra nel gift shop. Devono aver
appena finito il giro della casa.
La Galleria Lunga non mi  sembrata granch sta dicendo
la bionda con la coda di cavallo mentre esamina una fila di
giacche di tweed di vari colori, e io la guardo indignata. Come
pu dire una cosa del genere? La Galleria Lunga  fantastica.
Ha una quantit di quadri e statue sensazionali di cui un giorno
o l'altro voglio imparare tutto. Per fortuna Suze non le ha
sentite, ci rimarrebbe troppo male.
Il Rodin era interessante dice la sua amica bruna, ma la
bionda odiosa sbuffa.
Un clich commenta con disprezzo.
Un clich? Lei  un clich.
Vorrei risponderle per le rime ma naturalmente non posso. I
piedi mi fanno un male infernale e sono molto irritata, ma Suze
ed Irene sono sparite chiss dove, perci mi costringo ad accostarmi
al gruppetto con un bel sorriso.
Buongiorno, posso aiutarvi?
Intanto sottopongo la Stronza Bionda ad una veloce radiografia
completa e capisco che dev'essere piena di soldi. Il cappotto
 un Net--Porter da ottocento sterline.
Grazie, diamo un'occhiata risponde la tipa simpatica a cui
 piaciuto il Rodin.
Quel completo di tweed  un modello standard? interviene
la Stronza Bionda, e mi rendo conto che la radiografia completa
l'ha fatta lei a me. Perch non l'ho visto in esposizione
aggiunge, osservando bene la sfrangiatura.  in vendita?
Mmh. Be', questa donna sar antipatica, ma almeno lei apprezza
la mia opera d'arte.
 un abito personalizzato su ordinazione le dico, ammorbidendomi
un po'. Qui a Letherby pensiamo che il tweed non
debba essere necessariamente noioso. Pu essere sfrangiato,
pieghettato, pu essere rock, vibrante... ha possibilit illimitate
termino, sulle ali dell'ispirazione. Potrei diventare la portavoce
del Consorzio per il tweed! Le interessa ordinare un tailleur
personalizzato?
Glielo modifico io stessa, penso leggermente eccitata. Inizier
una nuova attivit! Chiamer il mio marchio Becks Bespoke
Tweed, e la gente dir...
No mi risponde lei decisa. Mi chiedevo solo come mai lei
avesse questo strano look.
Strano?
La mia eccitazione si sgonfia e a fatica mi trattengo dal guardarla
male. Invece dico, pi educatamente possibile: Bene, allora
vi lascio continuare il vostro giro.
Fingo di darmi da fare attorno all'espositore di borse di
tweed, ma mentre le donne si allontanano lancio un'occhiataccia
alla Stronza Bionda. Se dice anche solo un'altra cosa
sgradevole...
Guardano i saponi e gli shampoo ma non mettono niente nei
loro cestelli. Neanche le marmellate. Poi si fermano a osservare
il mio stupendo tavolo hygge.
Collezione hygge? La Stronza Bionda legge con disprezzo
il mio cartello scritto a mano. Per amor del cielo, ancora?...
Ormai questo hygge non ci ha stufati a morte?  sorpassato...
Okay, stop. Ne ho abbastanza. Nessuno mi pu dire che sono
"sorpassata".
Oh, vi prego di scusarci dico soavemente, andando a togliere
il cartello. L'indicazione  rimasta per sbaglio. In realt
questa  la nostra nuova collezione sprygge.
Cancello con un tratto "Collezione hygge", giro il cartello, scrivo
decisa "Collezione sprygge" e lo rimetto sul tavolo.
Sprygge? La Stronza Bionda mi guarda stupita.
S, sprygge. Non ne avete sentito parlare, eh? aggiungo in
tono di compatimento. In effetti qui da noi  ancora una novit.
Una cosa un po' di nicchia. Norvegese aggiungo per sicurezza.
A dire la verit vera, la parola sprygge mi  saltata fuori cos.
Ma adesso che l'ho scritta, mi sembra niente male.
Che cosa significa? chiede un'altra del gruppetto.
Se non parli norvegese,  difficile da capire dico per prendere
tempo. Ma ecco...  un concetto di positivit. Una sensazione
gioiosa e raggiante, ma complessa. Pi intensa di hygge.
Una specie di... turbo-hygge.
Turbo-hygge? La Stronza Bionda  scettica.
S continuo in tono di sfida.  quel senso di euforia e sollievo
che provi quando sembrava che le cose dovessero mettersi
disperatamente male, ma poi alla fine tutto si risolve. 
quella sensazione.
S, conosco quella sensazione! dice la bruna.
Ecco! le sorrido. Immagini di stare per perdere il treno e
di essere in preda al panico, ma poi corre come una pazza lungo
il binario e riesce a prenderlo. E quando si siede ansante, la
sensazione da cui si sente pervadere  sprygge.
Non sapevo che esistesse una parola per definirla dice la
terza donna, incuriosita. Il linguaggio  cos interessante.
Infatti! E questi prodotti accuratamente preparati accompagnano
quella meravigliosa sensazione. Indico il tavolo. Le
candele profumate placano la tensione... la copertina vi rassicura
e conferma che adesso va tutto bene... e i cioccolatini dicono:
"Brava, ce l'hai fatta, ti meriti un piccolo piacere!".
La Stronza Bionda mi guarda ancora con aria di superiorit,
ma le sue amiche sembrano folgorate.
Io prendo una candela dice la bruna.
Io un po' di cioccolatini interviene la terza. Direi che ci
meritiamo un piccolo piacere, no?
Be', potrei magari comprare una copertina dice riluttante
la Stronza Bionda.
Quasi incredula, vedo le tre donne cominciare a scegliere i
vari articoli dal tavolo e studiarli con un nuovo interesse. Lo
sprygge ha funzionato!
In fondo al negozio Suze e Irene mi stanno guardando e sorrido
sprizzando orgoglio.
Vi lascio tranquille a curiosare dico alle tre donne. Chiamatemi
se avete bisogno di aiuto.
Vado verso Suze ed Irene e mimo con la bocca "Vittoria!" stringendo
con discrezione il pugno.
Complimenti, Bex dice Suze quando la raggiungo. Sei
stata super.
Molto interessante, mia cara commenta con ammirazione
Irene.
Guardate, stanno comprando di tutto! aggiunge Suze in
un sussurro. Bex, dove le hai trovate tutte quelle informazioni
sullo sprygge?
Apro la bocca per spiegare che mi sono inventata tutto, poi mi
blocco. Vedo un lampo di pelle nera sulla porta. Non sar mica...
S.  lui. Craig. Wow. Non mi aspettavo che tornasse cos
presto.
Cio, intendiamoci, non lo aspettavo affatto. Solo che...
Comunque.  qui. Istintivamente, getto indietro i capelli e mi appoggio
con noncuranza al banco sfoggiando un'aria distaccata.
Che stai facendo, Bex? chiede Suze sorpresa, poi si gira a
seguire il mio sguardo. Oh oh! Si volta a fronteggiarmi e dice:
Oh con un'altra intonazione. Il suo sguardo passa lentamente
dalla ciocca blu fino agli stivaletti borchiati. Oh ripete,
enfatizzando molto la sillaba. Oooh.
Insomma. Non potrebbe smetterla di dire: "Oh?".
Cosa? le chiedo, cercando di non stare sulla difensiva.
Oggi hai un look da autentica groupie, eh? Suze mi sta ancora
scrutando minuziosamente. Mi stavo proprio chiedendo
cosa stessi combinando.
Groupie? Cerco di avere un tono stupitissimo. Davvero,
Suze...  semplicemente...  il mio solito look.
Solito? sbuffa Suze. Per te quegli stivaletti sarebbero "il
solito"? E la ciocca blu? Abbassa la voce. Vuoi essere figa per
il dio del rock.
Non  vero! ribatto, sussurrando ma furiosa. E comunque
anche tu! aggiungo, accorgendomi che Suze si  velocemente
sciolta i capelli e se li sta sistemando. Ssh... sta arrivando!
Oh, ciao dico in tono noncurante appena Craig pu
sentirmi. Com' andata a Varsavia? Com' andata con i Blink
Rage? C'era giro?
 stato bello risponde Craig con la sua voce pigra e rauca.
Avresti dovuto venire, Becky.
Varsavia? chiede Suze. Non sapevo che saresti andato a
Varsavia. Tu come lo sai, Becky?
L'altra sera Becky e io ci siamo incontrati alla stazione
risponde lui, tranquillo.
Ah, s? Suze solleva le sopracciglia. Ma pensa un po'.
Il cottage  superlativo dice Craig, spostando su di lei il
suo sguardo intenso.  arrivato anche l'idromassaggio. Non
me ne andrei pi.
Wow Suze arrossisce lievemente. Sono contenta che ti
trovi bene.
Lo adoro dice lui con enfasi. Lo adoro. Poi guarda di
nuovo me.
Allora Becky, dobbiamo bere qualcosa insieme uno di questi
giorni. Farci qualche shot di tequila.
Oh, certo deglutisco, e cerco di rispondere disinvolta. S!
Shot di tequila! Assolutamente!
Ci vediamo al Lamb and Flag? Andiamo l? Porta tuo marito
continua mi farebbe piacere conoscerlo. Siete liberi stasera?
Ehm... s rispondo, un po' agitata. Cio, devo trovare una
baby-sitter...
Se vuoi la tengo io, Minnie dice Suze, lanciandomi un'occhiata
sardonica. La prendo quando vengo per le statue. Tu
esci pure a folleggiare.
Grande! Craig sorride e gli si formano le rughette agli angoli
degli occhi. Diciamo... alle sette?
Perfetto!
Ci vediamo, Becky. Mi posa una mano sul braccio e lo stringe,
poi guarda verso il basso. Belli, gli stivaletti aggiunge e
mi fa l'occhiolino.
E se ne va, con il suo passo calmo e strascicato. Lo guardo allontanarsi,
e mi rendo conto che sto trattenendo il fiato. E direi
proprio che Suze fa lo stesso.
Oh, mio Dio dice Suze appena Craig  uscito. Che cos'era
quello?
Quello cosa? fingo di non capire.
Quello! Agita le mani. Tutti quegli sguardi infuocati!
Ma quali sguardi infuocati, dai!
S, sguardi infuocati, eccome! Ti sei praticamente sciolta sotto
i suoi occhi.
Be', anche tu ribatto, mettendola chiaramente in imbarazzo.
Okay, forse un pochino ammette. Ma non conta, perch
io non gli interesso. Non ha dato appuntamento a me, stasera.
Non  un appuntamento sbuffo con disprezzo. E non gli
interesso affatto.
E allora cos'era quella mano sul tuo braccio? chiede Suze.
C'era una chiara tensione sessuale, l'ho vista benissimo.
Provo un brividino d'orgoglio, mio malgrado. Il che non significa
che Craig mi interessi, ovvio. Naturalmente non mi interessa.
 solo che se un tuo vecchio e mediocre ex inaspettatamente
diventa un dio del rock,  molto lusinghiero che lui abbia
ancora... insomma, s.
Cio, sono umana dopo tutto.
Hai parlato di Craig a Luke? chiede Suze.
Ehm...
Mi fermo a riflettere. In effetti, no. Strano. Perch non gliene
ho parlato?
Mi spremo le meningi, cercando di capire. Immagino che
semplicemente non sia saltato fuori. Ma non c' nulla di sinistro
in questo. Non gli sto nascondendo niente. Siamo semplicemente
due persone molto occupate e non ci raccontiamo tutte
le nostre giornate minuto per minuto.
Per se lo ammetto con Suze, lei avr una reazione esagerata.
Penser che nascondo qualcosa a Luke. Cio, in realt lei 
ipersensibile su questo punto, e non la biasimo. Ha combinato
quel pasticcio con Tarkie ed effettivamente gli ha tenuto nascoste
delle cose. (E anche a me. E al resto del mondo). Ma in
questo caso non  affatto cos.
Ma certo che gliene ho parlato! dico, incrociando le dita
dietro la schiena. La trova una cosa troppo divertente. Ci abbiamo
scherzato su.
Oh. Suze sembra presa in contropiede. Oh, va bene.
 una mezza verit, mi dico fra me, perch lo far appena
vedr Luke stasera. Gli racconter di Craig e ci rideremo su e
sar tutto a posto.
Bene, divrtiti dice Suze, quasi con aria di sfida.
Spassatela.
Suze, ti va di venire? le chiedo di getto. Sono sicura che
fossi invitata anche tu.
Oh, no! esclama lei, in tono vagamente offeso.  un tuo
amico. Perch mai dovrei venire? Fammi sapere se la serata finisce
nell'idromassaggio aggiunge, sempre con quello sguardo
beffardo. E ricrdati di mettere in borsa il bikini.
...
10.

Addirittura. Prendere il bikini. Che idea ridicola.
Per... dovrei? Per sicurezza?
No. No. Non finiremo nell'idromassaggio, figuriamoci. Andiamo
semplicemente a bere qualcosa al pub del villaggio, da
persone civili.
Seduta in cucina a colorare con Minnie, in attesa che Luke
torni dal lavoro, sono un pochino preoccupata all'idea di dirgli
tutto in una volta che: 1) Un mio ex  venuto a vivere qui e
2)  un musicista rock e 3) Ci ha proposto di vederci stasera.
Cio, non  un problema.  solo che sono un bel po' di informazioni,
cos senza preavviso. Suze ha ragione, avrei dovuto
parlargli prima di Craig. Non so perch non l'ho fatto.
Quando sento la porta che si apre, trattengo il respiro, pronta
a dare il via alla mia spiegazione, ma Luke entra di slancio,
pieno di energia, e parla per primo.
 tutto il giorno che penso alle tue scarpe sexy dice avvicinandosi
con uno scintillio negli occhi. E sono anche meglio
di come me le ricordavo. Non  ora di dormire, per Minnie?
La guarda. Sono sicuro che ha bisogno di andare a nanna presto,
vero, tesoro?
Le sue intenzioni sono cos evidenti che non posso fare a
meno di ridere. Mi alzo e chiedo: Com' andata la giornata?
con l'idea di arrivare poi rapidamente all'argomento Craig, ma
Luke ignora la domanda.
Mi  venuta un'idea dice, abbracciandomi. Che ne diresti
se dopo Natale facessimo un viaggetto io e te? Se vuoi andare
a Varsavia, si potrebbe fare. Durante la pausa pranzo ho dato
un'occhiata e ho trovato un hotel fantastico con la spa, proprio
accanto al palazzo presidenziale. Sono previsti anche massaggi
per la coppia conclude con uno sguardo allusivo.
Stupendo commento, un po' affannata, perch adesso sono
davvero impaziente di affrontare il discorso su Craig. Sai, 
successa una cosa buffa! Mi fermo, cercando le parole giuste,
ma Luke neanche mi sente.
Quello che mi hai detto l'altro giorno mi ha davvero colpito
riprende, pi serio. Hai ragione, dobbiamo restare connessi.
Tu sperimenti sempre cose nuove, con i vestiti e con la musica,
e io sono rimasto indietro. Perch non fare un giro dei locali di
Danzica? Perch non passare un weekend a Varsavia? Per caso
parli un po' di polacco? E mi fa un gran sorriso. Ho cercato
"splendidi stivaletti" su Google Traduttore. In polacco si dice:
wietne buty pronuncia con grande soddisfazione. Swietne
buty, kochanie. Cio: splendidi stivaletti, dolcezza.
Bello! Voglio assolutamente interrompere questo monologo
entusiasta. Comunque, devo dirti una cosa.
Cosa? chiede Luke, passandomi una mano lungo la schiena
e stringendomi le cosce. Hai comprato altre tre paia di quelle
scarpe e le hai nascoste sotto il letto? Per me va benissimo,
purch te le porti a Varsavia.
No! Faccio una risatina nervosa.  solo che...
Yu-hu! La voce allegra di Suze mi interrompe, e la vediamo
l sulla porta, con uno scatolone in mano. La porta di casa
era aperta e sui gradini c'era questo.
Oh, s. Luke si batte una mano sulla fronte. Volevo tornare
a prenderlo ma mi sono lasciato distrarre dalla mia bellissima
moglie.
Mentre ci guarda, l'espressione di Suze si addolcisce. Posa lo
scatolone sul tavolo e ridacchia.
Mi spiace aver interrotto un momento d'amore. Sono venuta
a prendere quelle disgustose statue.
Eccellente! dice Luke. Questa giornata non fa che migliorare.
Un bicchiere di vino, Suze? Stavamo progettando un viaggetto
a Varsavia.
Varsavia! Suze  sorpresa, poi si illumina. Ci andate con
Craig?
Craig? ripete Luke.
S, sai, l'ex di Becky risponde lei tranquilla. Lo scorso
weekend  andato a Varsavia, no? Becky ti ha raccontato dell'idromassaggio?
aggiunge ridacchiando. Sono appena passata
a vedere com'. Enorme. Non ho il coraggio di dirlo a Tarkie,
sclerer.
Guarda Luke, ma lui non reagisce: rimane l con la bottiglia
del vino in mano e un'espressione confusa.
Un ex di Becky? dice dopo un attimo.
In realt, Suze... non ho ancora parlato di Craig a Luke.
Cerco di avere un tono indifferente, ma lei mi fissa inorridita.
Per mi hai detto che l'avevi fatto! esplode. Mi hai detto
che gliene avevi parlato!
Che nervi. Perch Suze deve reagire in questo modo? Adesso
fa sembrare tutto quanto strano, mentre non lo  affatto.
Ma s, niente di che dico subito con una risatina, e mi rivolgo
a Luke. Questo tipo, Craig, con cui uscivo secoli fa, all'universit,
 venuto a stare in un cottage di Suze. E ci ha proposto
di andare a bere qualcosa insieme stasera. Tutto qui.
Bene. Luke assimila l'informazione. E cosa c'entra con
Varsavia?
 stato a Varsavia nel weekend. Ti aveva invitata, no, Bex?
aggiunge Suze, e io vedo un lampo di irritazione passare sul
viso di Luke.
Ho capito. Il tono  freddo. Ecco perch... adesso arriva
il vino.
Mi ha dato l'idea, tutto l dico. Dobbiamo proprio andare
a Varsavia, Luke! Sar fantastico!
Sto cercando di ricatturare l'atmosfera di prima, ma non mi
pare che funzioni. Luke versa tre bicchieri di vino e quando alza
la testa  di nuovo sorridente, perch lui  fatto cos.
Come mai  a Letherby, questo tizio? chiede.
 distrutto dopo un tour lo informa Suze.  un vero... insomma,
un vero rocker. Giubbotto di pelle, stivali, tatuaggi, capelli
lunghi... Un po' grunge. Niente a che fare con te, Luke
continua zelante.  completamente diverso.
Credo che Suze in un certo senso stia cercando di rassicurare
Luke. Ma vorrei tanto che non lo facesse.
Ho capito ripete lui, e vedo che esamina la mia ciocca blu,
poi sposta lo sguardo sul vestito sfrangiato e alla fine sui miei
stivaletti nuovi. Li fissa in silenzio per un attimo, e poi torna a
studiare la mia faccia, che sta avvampando, non so perch.
Restituisco lo sguardo, pensando: "No! Non  vero!".
Ma che cosa, di preciso, non  vero? Non voglio neanche
provare a indovinare quello che sta pensando Luke. Non voglio
trasformare un niente in qualcosa, mentre  niente. Niente.
Comunque. Tento di avere un tono disinvolto. Ci ha chiesto
di andare a bere qualcosa con lui stasera. Gli piacerebbe conoscerti.
Suze ci fa da baby-sitter.
Splendido. Luke  sempre molto freddo. Sar divertente.
La testa mi pulsa e vedo che Suze mi fissa cercando il mio
sguardo, ma io evito di incrociare il suo. Vorrei fare la perfetta
battuta lieve ed allegra che sistemer le cose al volo. Al momento,
per, non mi viene proprio in mente.
Mentre attraversiamo le viuzze gelide di Letherby diretti al
Lamb and Flag, il villaggio  uno spettacolo magico. Le finestre
dei cottage sono tutte illuminate ed in piazza c' un albero
di Natale scintillante di luci.  un luogo idilliaco e lo amo.
Anche se non  alla moda come Shoreditch.
Per non riesco a godermi in pieno la passeggiata, perch sono
un po' nervosa. Dopo aver saputo che avremmo bevuto qualcosa
con un mio ex, Luke non ha detto molto. Ha lo sguardo distaccato
e la mascella rigida. Difficile capire a cosa stia pensando.
Cio, per, dai! Non  successo niente. Non dovrebbe, almeno.
Luke e io siamo una coppia solida, felice. Il fatto che Craig
sia un mio ex non ha nessuna importanza. Luke dovrebbe avere
una mentalit un po' pi aperta. Io al suo posto ce l'avrei,
mi dico convinta. Anzi, ho gi dimostrato una mentalit aperta,
quando ci siamo imbattuti in Venetia, una sua ex, qualche
anno fa. L'ho dimostrata.
(Finch non abbiamo litigato furiosamente, ma in sguito a
una smaccata provocazione).
Il fatto  che Craig  un tipo interessante e pieno di talento ed
 un nostro vicino e dovremmo fare amicizia con lui.
Allora immagino che vorrai sapere tutto di Craig gli dico
a un certo punto lungo la strada.
No, non ci tengo risponde Luke, in tono indecifrabile.
Ah. Ecco. Be', comunque... siamo stati insieme pochissimo
blatero nervosa. Quindi. Non lo si pu neanche definire un ex.
Mmh dice Luke, come se la cosa non gli interessasse affatto.
Cio, in un certo senso  come te continuo dopo averci pensato
un attimo, Viaggia moltissimo.
Dicendolo, mi vedo per un attimo Luke che va all'aeroporto
con il soprabito e la ventiquattrore, e lo confronto con Craig
su Instagram, stravaccato nel pullman della tourne, hashtag
#doposbornia. Devo ammettere che hanno ben poco in comune.
Ma evito di insistere sull'argomento.
Ci fermiamo a un incrocio e io mi sistemo i collant nuovi
con stampa a teschi. Li ho presi nello stesso sito degli stivaletti
e sono un po' stretti, ma sono veramente fighi. Tutto il mio
look  molto rock, stasera. Sotto il cappotto ho una T-shirt grigia
(con i bordi strappati) e una mini di pelle nera. Ho messo
anche i miei nuovi orecchini a teschio d'argento, e l'ombretto
blu elettrico. In pi mi sono fatta la coda fermata con un laccio
di cuoio.
Luke ha ancora il suo completo da lavoro e quando lo guardo
provo una fitta di insoddisfazione. Andiamo a bere tequila
con un musicista rock, ma lui sembra pronto per una riunione
del consiglio di amministrazione.
Perch non sbottoni la camicia? suggerisco. Rilssati, Luke!
Entra nello spirito della cosa!
Gli scompiglio i capelli e gli slaccio il primo bottone. Spero
che serva a scioglierlo un po', ma lui mi guarda e basta.
Vuoi che vada a casa a mettermi un giubbotto di pelle con
i tagli?
No! dico ridendo. Non essere sciocco! Esito, poi chiedo:
Perch ce l'hai, un giubbotto di pelle con i tagli?
Mi lancia un'altra occhiata e io mi mordo il labbro. Okay.
Niente.
Riprendiamo a camminare, e lui continua a tacere. Me lo immagino
io, o la tensione sta crescendo? Di tanto in tanto lo sbircio,
e vedo che ha la mascella sempre pi rigida. E quando siamo
quasi arrivati al pub mi viene il dubbio di aver commesso
un errore madornale.
Sto rimuovendo? C' davvero una tensione sessuale tra me
e Craig?
Cio, okay, s. In tutta sincerit, oggi ho cercato di avere un
look pi rock. Per via di quello che ha detto Craig. Ma non perch
lui mi piace.
O s?
Vabbe', s, magari un pochino mi piace, solo perch  obiettivamente
attraente e piacerebbe a chiunque. (Guarda Suze). Ma
non significa che lo desidero.
O s?
Oddio. Lo desidero forse senza rendermene conto? Il mio subconscio
vorrebbe una storia con Craig?
Cammino in silenzio, leggermente affannata, mentre scruto
nei pi remoti angoli della mia mente. Ma il problema, quando
chiedi al tuo subconscio che cosa vuole,  che lui scoppia a
ridere e risponde: "Scoprilo da sola, cretina".
E Luke? Sembra calmo, ma dentro ribolle silenziosamente di
gelosia e odio? Quando arriviamo all'ingresso del pub, ho la
gola chiusa dalla preoccupazione. Dovrei annullare tutto finch
sono in tempo e dire: "Torniamo a casa"? Ma se lo faccio,
non sembrer ancora peggio?
E se Luke e Craig si mettono a litigare? O si sfidano a duello?
Non so proprio da dove arrivi questo pensiero, ma all'improvviso
vedo Luke con il suo completo di Armani e Craig con il
giubbotto di pelle, che incrociano le spade, rovesciano gli sgabelli
e saltano sul bancone del pub, mentre io grido disperata:
"Vi prego! Non vi battete per me! Le vostre vite sono troppo
preziose!".
Becky? Luke mi guarda in modo strano. Entriamo?
S, s. Mi riscuoto sbattendo le palpebre ripetutamente. S.
Facciamo questa cosa, dai.
Dentro c' un bel calduccio, con il fuoco che scoppietta nel camino.
In sottofondo la voce di Chris Rea canta di un ritorno a casa
in macchina per Natale, e nell'aria c' profumo di vin brl. Mentre
mi tolgo il cappotto, noto che la barista mi guarda incuriosita.
Vai a una festa in maschera?
Ma veramente. A Shoreditch non me lo chiederebbero.
No. Solo una serata con amici rispondo freddamente.
La parola "amici" suona criptica e misteriosa alle mie stesse
orecchie. Non mi sono mai sentita una femme fatale, ma ora
mi sembra di essere la protagonista del triangolo amoroso in
un film noir, e che questa sia la scena madre.
Luke, lo sai che ti amo, vero? gli chiedo, con una voce
improvvisamente bassa e vibrante.
S. Luke mi guarda come se fossi un'idiota.
Cosa ti porto, Becky? chiede cordialmente Dave, il proprietario.
Ma prima che io possa rispondere sento la porta aprirsi
alle mie spalle e la voce di Craig, che nella mia testa ha un sottofondo
di violini.
Becky.
 praticamente uguale a quella scena in Casablanca. (Tranne
che siamo in un pub. E non siamo in bianco e nero. E non siamo
a Casablanca).
Craig dico con voce rotta, e mi giro. Poi sbatto le palpebre
incredula. Niente giubbotto di pelle. Ha un cappotto. E si
 fatto la barba?
Mi saluta con un bacio sulle guance, poi io mi rivolgo a Luke,
con un certo imbarazzo.
Luke... lui  Craig annuncio.
Non so che cosa mi aspetto, di preciso. Una sfida immediata?
Naturalmente, per non succede niente del genere. Si stringono
la mano e Luke dice: Benvenuto a Letherby al che Craig
risponde: Ti ringrazio. Che freddo stasera. Cosa prendete?.
E l'atmosfera da film noir si disperde. Sembrano semplicemente
due tizi in un pub.
Cosa ti porto? ripete Dave. Il solito? Baileys con ghiaccio?
Che imbarazzo. Il Baileys con ghiaccio non  il solito per me.
L'ho preso solo qualche volta.
Tequila, grazie replico con voce gelida, e lanciando un'occhiata
a Craig. Tequila bum bum, no?
Tequila bum bum? Luke  sbalordito, ma io faccio finta di
non sentirlo.
Non per me dice Craig, alzando una mano, e io lo guardo
incredula.
Come sarebbe?
Non dicevo sul serio riguardo agli shot di tequila mi risponde
con un sorrisetto mesto. Non posso pi permettermela,
visto come ho ridotto il mio stomaco. Prendo un bicchiere
di vino. Ma voi fate pure continua rivolto a Luke.
Anche per me vino dice Luke senza esitare. Qui hanno
un buon Malbec...
Malbec! Craig annuisce entusiasta. Ottimo, s. L'ho preso
domenica a pranzo.
Malbec? E da quando un divo del rock beve Malbec?
Sconfitta, guardo Dave versare due bicchieri di vino e uno
shot di tequila. Mi sento stupida. Non voglio fare tequila bum
bum da sola.
Cin cin dice Craig, e brindiamo. I due uomini sorseggiano
il loro vino e io butto gi la tequila.
Oooh.  molto forte. L'aria intorno a me si intorbida appena.
Ne vuoi un altro? chiede Dave, guardandomi incuriosito.
Ehm... magari tra un attimo rispondo, e tiro fuori un fazzolettino
di carta per tamponarmi gli occhi.
E cos ti intendi di vini? Craig si rivolge a Luke.
Un pochino. E tu?
Mi sono appassionato di recente risponde Craig, in quel
suo tono rauco e rilassato. Il mio amico Adam, il cantante dei
Blink Rage, ha appena comprato una cassetta di Chteau Lafite
da Sothebs. Del 1916.
S, l'ho letto. Luke si illumina. L'asta  andata alle stelle,
se non sbaglio.
S,  stata molto accesa. Ero con Adam. Lui faceva le offerte
per telefono, e impazziva... Ehi, vogliamo metterci accanto al camino?
chiede, vedendo un gruppetto di persone che si alzano.
S dice Luke. Buona idea.
Li guardo spostarsi verso il fuoco, e mi sembra di aver subto
un affronto. Va bene che Luke e Craig vadano d'accordo, ma
non che si mettano a parlare di vino ignorandomi.
Becky, vieni? Luke si gira a guardarmi. Ti ordino un'altra
tequila? chiede.
Mi prende in giro?
Prender un bicchiere di vino rispondo con molta dignit.
Aspetto che Dave mi porti il vino e chiedo anche qualche pacchetto
di patatine. Sto per raggiungere Luke e Craig quando la
porta si apre ed entra una ragazza. Ha pi o meno la mia et,
e sotto il cappotto porta un tailleur grigio molto aderente, che
mette in mostra una scollatura notevolissima. Ha lunghi capelli
lisci, abbronzatura artificiale color biscotto e sopracciglia molto
curate. E le labbra sono sicuramente rifatte. (Due volte, direi.
Scommetto che la prima ha detto: "Falle naturali". E la seconda:
"Mi piacciono. Dacci dentro!").
Osserva stupita i miei collant coi teschi e gli orecchini,
trattiene un sorrisetto e poi passa in rassegna il pub.
Craig! esclama con voce nasale.
Amore! Il viso di Craig si illumina e lui balza in piedi. Amore,
siamo qui! Luke, Becky, vi presento Nadine, la mia ragazza.
La sua...
Cosa?
E perch mai Craig non dovrebbe avere una ragazza? Ma certo
che ce l'ha. Non so perch non mi sia mai venuto in mente
che di sicuro aveva una ragazza. Non  affatto una sorpresa.
Quello che per  una sorpresa ...
Ecco. Lei.
Se mi avessero detto "ragazza di Craig", mi sarei immaginata
una tipa molto cool. Una rocchettara. Con l'ombretto blu
elettrico e collant grunge, come le ragazze che lui posta su Instagram.
Ma Nadine non  niente del genere.
Va a prendersi da bere e torna da noi, e io non riesco a smettere
di fissarla incredula. Non pu essere la ragazza di Craig,
dai. Eppure lo .  molto raffinata, guida una Fiat e a quanto
pare detesta la musica che fa Craig. E lui continua a ripeterlo,
come se fosse una cosa positiva.
Non viene mai ai miei concerti dice ridendo. E non viene
in tour. Vero, piccola? Si rifiuta.
Blink Rage! risponde Nadine, e beve un sorso di prosecco.
Che razza di nome ? E avete idea del rumore che fanno?
Esamina ancora da cima a fondo i miei collant con aria sprezzante.
Ma forse tu sei una fan di quel tipo di musica, Becky?
Io sono eclettica replico noncurante, con un'alzata di spalle.
A Bristol giravo con la band di Craig.  cos che ci siamo
messi insieme. Bei tempi aggiungo, in tono nostalgico.
Mi aspetto che Nadine faccia altre domande, ma lei dice:
Mmh... con assoluta mancanza di interesse, poi si rivolge a Luke.
Conosco benissimo la tua agenzia. Brandon Communications.
 famosa. E io un giorno vorrei arrivare dove sei arrivato
tu. Tu credi a me, sei la mia fonte di ispirazione.
Si sporge in avanti e fissa su Luke i suoi occhi azzurri. E mi
accorgo che spinge in su il dcollet con un braccio.
Nadine va fortissimo con la sua agenzia di marketing dice
Craig. Ha un nuovo cliente. Abbigliamento sportivo. Beve
un sorso di vino e le d una pacca sul braccio, tutto orgoglioso.
Mi piacerebbe imparare da te, Luke continua Nadine con
voce roca. Tutto quello che puoi insegnarmi. Come hai cominciato?
Com'era i primi tempi? Sei un vero e proprio modello,
per me.
Ogni volta che parla, si solleva un po' di pi le tette. Ma 
mai possibile? Do un'occhiata a Luke sperando di incrociare il
suo sguardo, ma lui sembra affascinato da Nadine.
Non credo che tu ci tenga ad ascoltare un lungo e tedioso
resoconto del mio percorso nel mondo degli affari dice con
una risata.
Oh, s, invece! Nadine sbatte le ciglia. Tu credi a me,
vorrei sapere ogni minimo particolare. Ho tanto da imparare.
 vero conferma Craig. Mi  stata addosso un sacco: "Presentami
a Luke Brandon". Cio, di conoscere i Blink Rage non
gliene importa niente. Non le interessa. Vuole conoscere te.
Be'. Luke ha l'aria divertita. Sono lusingato. Vuoi un altro
bicchiere di vino, Craig?
Prendo io da bere risponde Craig alzandosi. Voi due chiacchierate
pure. Becky, tutto okay? Mi guarda per un attimo.
Certo! rispondo con un gran sorriso. Meglio di cos!
Ma non  affatto tutto okay. Un'ora dopo, il mio sorriso si 
pietrificato. Questa serata  l'esatto contrario di quello che mi
aspettavo.
Luke e Nadine sono immersi in una noiosissima discussione
tecnica sul marketing, a cui nessun altro pu partecipare.
Nadine ha ripetuto migliaia di volte che Luke  la sua fonte
di ispirazione, "Tu credi a me, Luke". (Ripete "tu credi a
me" ogni cinque minuti e questa cosa mi sta facendo diventare
pazza). Ma lui non ci fa neanche caso.  felicissimo di tutta
quella attenzione.
Nel frattempo Craig ha ignorato i miei tentativi di conversazione.
Ho provato qualunque argomento, dalla musica a Kiev
(ho fatto qualche ricerca) a un racconto del nostro brunch a
Shoreditch. Ma ogni volta lui a met mi interrompeva per dire
a Luke che gran lavoratrice  Nadine, o quanto ne sa di informatica,
tanto che ha addirittura riprogettato lei il suo sito.
Ancora un drink, Luke? chiede Nadine, vedendo che ha
il bicchiere vuoto, e lui d un'occhiata all'orologio e poi a me.
Ho paura che sia ora di andare dico cercando di suonare
dispiaciuta. Ho detto a Suze che non avremmo fatto tardi. Mi
ha fatto molto piacere conoscerti, comunque.
S, anche a me, Becky replica lei in tono insincero, poi guarda
i miei stivaletti borchiati. Non ti fanno male da morire? Io
non sopporto i tacchi. Non sopporto la musica rock e i tacchi di
pi di due centimetri. Fine. Rivolge a Craig un'occhiata compiaciuta
e lui la ricambia adorante.
Nadine sa quello che vuole, poco ma sicuro dice in tono
orgoglioso. Lo sa sempre.
Sei andata anche tu a Varsavia per il weekend? le chiedo.
Varsavia? Nadine getta indietro la testa. Non esiste! Lavoravo.
E poi non mi piacciono gli amici musicisti di Craig.
Troppo grunge. Arriccia il naso. E non mi piace tanto viaggiare.
Okay, io questo rapporto non lo capisco. Non le piace la musica
rock, non le piacciono i musicisti, non le piace viaggiare.
Che cos'hanno in comune? Cosa?
Bene, allora ci vediamo dico alzandomi.  stato proprio carino
fare due chiacchiere, e benvenuti a Letherby...
Dovete venire a trovarci dice Craig, alzandosi anche lui.
Al cottage. A provare l'idromassaggio.
Oooh, l'idromassaggio. Nadine mostra finalmente un po'
di entusiasmo. Quello s che mi piace. Ci potrei stare dentro
tutto il giorno. Ti piace l'idromassaggio, Luke?
La guardo con sospetto. Si avvicina tantissimo a Luke per
parlargli. Pensa che sia sordo, per caso?
Mi piace l'idromassaggio risponde Luke all'istante, e le mie
antenne si drizzano. Non so neanch'io perch.  il modo in cui
ha detto "idromassaggio". Calcando su "massaggio".
A proposito, adoro i tuoi baffi, Luke. Nadine li guarda con
aperta ammirazione.  tutta la sera che voglio dirtelo. Fanno
molto Tre moschettieri.
Oh! Luke se li tocca, un po' imbarazzato.  solo per un'iniziativa
benefica.
Dovresti tenerli.
Ci ho pensato dice lui, evidentemente compiaciuto.
Ti stanno cos bene tuba Nadine. Sono perfetti, su di te.
Cosa? Non  vero! "Sta' zitta, Nadine" penso infuriata. "Tu
non c'entri niente con i baffi di Luke".
Oh, Luke, prima che andiate continua lei posso chiederti
un'ultima cosa? Ho creato questo sito per un cliente e non sono
sicura di... Comincia a digitare sul cellulare e Luke guarda lo
schermo insieme a lei mentre io comincio pian piano a infuriarmi.
Ehi, Becky. La voce di Craig mi arriva all'orecchio, tutta
gentile. Mi spiace che ti abbiamo ignorato.
Non essere sciocco! gli rispondo con un sorriso automatico.
Ma s,  vero. Mi guarda con un certo rammarico. Scusa.
Nadine era cos eccitata all'idea di conoscere tuo marito, di potergli
chiedere dei consigli, quella roba l. E io sono proprio contento
che Luke vada d'accordo con Nadine, come io con te... Ci
troviamo bene noi quattro, eh? E adesso abitiamo cos vicini.
Possiamo essere davvero tutti amici. Non pensi?
Ecco... Mi rilasso un pochino. Perch no?
Ci teniamo davvero che veniate a trovarci. Craig  a pochi
centimetri da me e mi tiene gli occhi fissi addosso. Per passare
un po' di tempo insieme. Rilassarci. Goderci l'idromassaggio
e... quello che cpita, no? Solo noi quattro, una cosa simpatica,
privata. Mi appoggia una mano sul braccio. Vi suoner
le mie ultime canzoni. Ti va l'idea?
Ci suona le sue ultime canzoni? Okay, questo sarebbe carino.
Purch Nadine non lo interrompa di continuo per parlare
di incassi e fatturato, o quelle altre cose di cui blatera a getto
continuo.
Sarebbe bello, s dico, sincera.
Allora  fatta. Deciso. Nadine! Alza la voce. Una di queste
sere Becky e Luke vengono da noi!
Fantastico! sospira Nadine. Non vedo l'ora di rivederti,
Luke. Oh, e anche di rivedere te, Becky.
Ci salutiamo con baci e abbracci ripetendo quanto  stato bello,
e poi Luke e io ce ne andiamo. Lui resta in silenzio, e ancora
una volta non riesco a capire cosa stia pensando.
Allora? dico dopo un po'. Che impressione hai avuto? Mi
spiace, avrei dovuto parlarti prima di Craig...
No, va benissimo mi risponde. Tutto a posto. Simpatica, la
ragazza aggiunge, e subito le mie antenne si drizzano di nuovo.
Simpatica la ragazza? O simpatico flirtare con lei?
Ma poi mi sgrido da sola. Non devo essere sospettosa. Se io
posso essere amica di Craig, Luke pu essere amico di Nadine,
anche se ha le labbra come due canotti. Precise.

Da: servizioclienti@gardendecorations.co.uk
A: Becky Brandon
Oggetto: ORDINE 7654
Cara signora Brandon,
purtroppo  seguenti articoli non sono al momento disponibili. La
transazione  stata annullata e la somma rimborsata sulla sua carta.

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Elegante ornamento per l'albero argento e rosa con nastro argentato
per appenderlo.

CHAT.

Hai creato il gruppo "NATALE!"

NATALE!

Becky.

Ciao a tutti! Ho creato questo gruppo WhatsApp per organizzare
il pranzo di Natale!
Comunicatemi idee e richieste!
Becky XXX

Janice.

Tesoro, volevo dirtelo gi al brunch, per noi Natale non 
Natale senza Quality Street.

Martin.

A me piacciono i Matchmakers. Quelli arancioni.

Suze.

Tarkie va matto per quei cioccolatini fatti a conchiglia, com'
che si chiamano?

Jess.

Mi piacerebbe che ci fossero solo cioccolatini equi e solidali,
o magari un sostituto pi sano come le carrube.

Suze.

Ehi Bex da Teseo vendono delle lucine a peperoncino,
dovresti prenderle!

Janice.

Da Sainsbury ci sono le luci a banana.

Martin.

Che c'entrano le banane con Natale?

Mamma.

Pap propone il tema avocado. Oggi  top. Abbiamo appena
comprato le lucine avocado per la nostra serata gin
e cactus.

Janice.

Che cos' una serata gin e cactus?

Mamma.

Bevi gin e fai vedere i tuoi cactus. A Shoredtch lo fanno
tutti, tesoro.

Janice.

Immagino che a Shoredtch ne facciano di tutti  colori.

Jess.

Le lucine rappresentano un problema.
...
11.

Okay, forse creare il gruppo Natale  stato un errore.
Ho ricevuto centotrentaquattro messaggi e abbiamo iniziato
solo ieri sera. Non provo neanche a star dietro ai milioni di
suggerimenti che mi arrivano da chiunque. In mezz'ora s e no
siamo passati dai cioccolatini migliori alla migliore mince pie, ai
migliori film di Natale alla versione migliore di Canto di Natale.
(Quella dei Muppets,  ovvio. Pap non  d'accordo, perch
lui non riesca ad accettare il fatto che si chiamino Muppets, non
Puppets. E questo ha significato tipo dieci messaggi almeno).
Continuo a ripetermi di stare calma. Continuo a ripetermi:
"Tutto quello che il Grinch pu rubare, non  Natale". Sono
dettagli trascurabili. Rumore bianco. Non ha importanza che
mince pie mangeremo, giusto? O con che tipo di burro al brandy
sar decorato.
Ma non sono soltanto le richieste a inquietarmi,  il tono della
discussione. Ho perfettamente capito come mai al governo
sono tanto preoccupati che i social causino il bullismo in certe
generazioni, perch la mamma e Janice cominciano a essere
parecchio brusche l'una con l'altra.
La mamma continua a raccontarci che cosa fanno a Shoreditch,
e a vantarsi di tutti i suoi impegni e a citare gli assaggi di gin
artigianali. Janice alla fine le ha scritto: "Sei sicura di avere tempo
per il Natale, con questa vita sociale cos intensa?".
Accidenti. Comunque Janice non ha torto. Gioved la mamma
avrebbe dovuto venire con me alla Fiera del Natale, ma ieri
sera alle dieci mi ha chiamata per scusarsi. Dice che si  iscritta
ad un laboratorio di teatro sperimentale e pu frequentarlo
solo quel giorno l.
Cio, va benissimo, il teatro sperimentale  un'ottima idea,
ma a Natale? E io?
Il giorno dopo, quando arrivo al lavoro, ho ancora la testa che
ribolle di messaggi sul Natale, ma appena Suze mi vede attacca:
Allora? Allora?, come se fosse chiarissimo di cosa sta parlando.
Il burro al brandy di Waitrose va benissimo replico, un
po' confusa, ma lei fa schioccare la lingua con aria impaziente.
Ma no, allora, cosa  successo? Com' andata con Craig? Ieri
sera ti avr mandato almeno sei WhatsApp!
Ah, s. Cerco di concentrarmi. Scusa. Mi sono distratta con
la chat di Natale. Ehm... tutto bene. A posto. Ha una ragazza.
Una ragazza? Suze sembra presa in contropiede.
Per un attimo mi chiedo se dire: "Non lo sapevi che ha una
ragazza?" e far finta di esserne gi al corrente. Ma non sono sicura
di riuscire a essere credibile, e comunque preferisco spettegolare
apertamente.
Sono rimasta sorpresa anch'io ammetto. E sai cosa?  completamente
diversa da lui! Si chiama Nadine,  una donna d'affari,
tutta precisa. Detesta la musica di Craig, e anche viaggiare
e tutto quello che fa lui.  una storia strana.
Ah. Suze digerisce l'informazione mentre apre uno scatolone
di cardigan.
Non so cosa abbiano in comune continuo. Ma alla fine abbiamo
passato una serata piacevole. Penso che diventeremo amici.
Ah ripete Suze. Si accovaccia sui talloni e mi osserva.
E dov' finito il tuo look da rocchettara, Bex?
Stamattina non ho messo il completo destrutturato, perch...
Okay, a essere sincera non l'ho messo perch quando mi sono
svegliata l'ho guardato e ho pensato: "Ma cosa avevo nella testa?".
Devo trovare il modo di ristrutturarlo. In quanto agli stivaletti,
Nadine non aveva torto. Oggi ho cos male ai piedi che
non avrei potuto indossarli. Ma con Suze non lo ammetterei mai.
Oh. Alzo le spalle. Ho preferito uno stile diverso. Mischio,
sai com'.
Adesso che pensi che a Craig piacciano le donne d'affari,
punti sul look donna d'affari? Mi rivolge uno sguardo acuto e
io sussulto quando capisco il senso della sua domanda.
No! rispondo seccata. Naturalmente no... No! Suze, cosa
vorresti dire?
Lo sai benissimo ribatte lei cupa, e tra noi scende il silenzio.
Credo di saperlo, s.
E se poi invece intendeva qualcos'altro?
O anche un'altra cosa ancora?
Dillo. Sollevo il mento con aria di sfida.
Non hai raccontato a Luke che era comparso un tuo ex.
Conta sulle dita. Ti vesti per far colpo su di lui. Vai a bere con
lui. Adesso mi dici che Craig e la sua ragazza non hanno niente
in comune. Ma tu e lui invece s, Bex? Solleva le sopracciglia
con aria accusatoria.
Okay, so cosa voleva dire, e si sbaglia.
Smettila replico indignata. Non  come... non  affatto cos.
Mi stai dicendo che Craig non ci sta provando con te?
insiste Suze. Che non ti sta dietro?
S! esclamo.  esattamente quello che ti sto dicendo. Se
proprio lo vuoi sapere, mi hanno ignorata per quasi tutta la
serata. Facevano il filo a Luke, piuttosto. Soprattutto Nadine.
Non gli levava mai gli occhi di dosso. Se c' qualcuno che deve
preoccuparsi, quella sono io aggiungo per sottolineare il punto.
Io, casomai.
Mmh... Suze non sembra convinta.
Suze, cosa vorresti insinuare? le chiedo offesa. Credi che
voglia avere una storia?
Non ho detto questo risponde Suze dopo un attimo. 
solo che... Esita. So che queste cose possono succedere. Devi
stare attenta.
Non mi guarda in faccia, e so che si riferisce al suo momento
di follia in California.
Non ti preoccupare ribatto con grande dignit. Il mio matrimonio
 al sicuro.
Restiamo per un po' in silenzio. Lei sta ancora spacchettando
i cardigan e io li metto sulla rastrelliera.
Allora ci vai alla festa di Natale di Craig? chiede dopo un
po', e io mi sento leggermente in colpa. Adesso ho capito. Suze
si sente tagliata fuori. Ecco cosa c'.
Andremo tutti rispondo decisa. E devi assolutamente venire
anche tu la prossima volta che ci vediamo. Ah, ti andrebbe
di accompagnarmi alla Fiera del Natale gioved prossimo?
aggiungo, ricordandomene all'improvviso. Mia madre non pu.
Pago io un aiuto volante per il negozio. Possiamo chiedere alla
nipote di Irene, lo fa sempre volentieri. A mie spese.
Oh, Bex sospira Suze, afflitta. Mi sarebbe piaciuto un sacco.
Ma ho un progetto importante che devo portare a termine
entro un paio di giorni. Non posso proprio.
Che progetto importante? Sono stupita.  la prima volta
che sento parlare di un progetto importante.
Una... cosa per il negozio risponde in tono vago. Vedrai.
Cosa?
 un segreto. Ti piacer aggiunge con un sorrisetto. Te lo
giuro. Anzi, lo adorerai. Ma ho bisogno di tutto gioved per finire.
Mi prendo la giornata libera.
Okay, non importa.
Mi chiedo a chi altro potrei proporlo. Jess  in Cumbria e comunque
non approverebbe lo stile della Fiera del Natale. Si aggirerebbe
lanciando sguardi severissimi agli stand, e dicendo
ai venditori che non va bene vendere lucine a peperoncino,
dovrebbero fare candele riciclando i peperoncini, oppure semplicemente
sedere al buio secondo natura.
Poi mi viene un'idea. Prendo il telefono e mando un messaggio
a Janice:

Ciao Janice! Gioved vuoi venire con me alla Fiera del Natale? Ho un
biglietto in pi. Becky xxx.

Mi risponde immediatamente:

Oh, tesoro, che bellezza! Certo! Non vedo l'ora! Janice xxx

Il suo entusiasmo mi fa davvero piacere. Janice era proprio
la persona giusta a cui proporlo. Le offrir un buon pranzo e
tutto il resto. Sar un vero divertimento.

Ti mando il biglietto elettronico e ci vediamo l. Evviva! Becky xxx

Sto per mettere via il telefono quando arriva un altro messaggio
da Janice:

Ma non ci vai con la tua mamma? O  troppo impegnata a"Shoreditch"?
Janice xxx.

Oddio. Quelle virgolette. Sono virgolette parecchio risentite.
Non voglio mettere zizzania fra loro, perci ci penso un attimo
e poi mando una risposta deliberatamente vaga:

Ha da fare! Non importa, ci divertiremo un sacco! Ora vado che sono
al lavoro! xx

Quando metto via il telefono, Suze guarda l'ora e si avvia ad
aprire il negozio. Ma ho l'impressione che la nostra conversazione
non sia conclusa.
Suze, aspetta le dico, e lei si volta.
Cosa?
So che le tue intenzioni sono buone, ma non devi preoccuparti.
Non ho intenzione di avere una storia con Craig.
Bene, evitalo, per favore ribatte con forza. Rovinerebbe
il Natale a tutti.
Rovinerebbe il Natale? Okay, anche se non sto assolutamente
pianificando un adulterio, questa affermazione non posso
accettarla.
Non  vero la contraddico. Nessuno lo saprebbe.
S, invece sbuffa lei. Tu non sei capace di tenere un segreto,
Bex. Probabilmente il giorno di Natale ti presenteresti alla
famiglia riunita per chiedere: "Che ne dite della mia gonna per
Donna con l'Amante? Non  super?".
Non si merita neanche una risposta.
Per il resto della giornata abbiamo parecchio da fare in negozio
e nessuno pi nomina Craig, perci considero chiuso l'argomento.
Vendiamo una quantit di cornici fatte a mano da
Suze (in offerta speciale), due bastoni da passeggio, un cappotto
di tweed, un paio di cesti da picnic e un bel po' di marmellata.
Nella pausa pranzo Suze e io aiutiamo Irene a scegliere un
maglione per sua nipote in Australia, dopo aver visitato circa
seicento siti, e aver rischiato di fondere il computer a furia di
cliccare freneticamente. (Non mi ero mai resa conto di quanto
sia indecisa Irene).
Ma poi, quando stiamo andando via alla fine della giornata,
Suze mi trattiene e mi dice in un tono un po' forzato: Oh, Bex,
volevo parlarti ancora di una cosa.
Aspetta che Irene non possa pi sentirci, poi si schiarisce
la voce e mi guarda come se non sapesse da dove cominciare.
Che cosa? le chiedo perplessa.
Okay si butta. Ecco qui. Ho cercato Craig su Google per
vedere che tipo .
Suze. Le lancio un'occhiataccia. Ancora? Sei ossessionata?
Lo so, lo so mi risponde mortificata. Non sono affari miei.
Ma comunque, ho trovato questa intervista online, e... Ecco.
Credo che dovresti vederla. Mi porge il telefono e io guardo
una schermata di testo incomprensibile, accompagnato da una
foto di Craig.
 in... Faccio una smorfia. Che lingua ?
Oh, scusa, questo  l'originale.  lettone. Bisogna farlo tradurre
da Google.
Cosa che immagino tu abbia gi fatto le dico in tono d'accusa.
Dato che sei una stalker ossessiva.
Leggi. Suze mi porge la versione in inglese. Ti ho evidenziato
dei passaggi.
Prendo il telefono, chiedendomi se per caso non mi abbia citata
nell'intervista. Oh, mio Dio! E se ha detto che a ispirarlo 
ancora e sempre il suo primo amore, Becky Bloomwood, e che
non avrebbe mai dovuto lasciarmi andare? E se sono famosa
in Lettonia?
Ma scrutando lo schermo non vedo il nome Becky da nessuna
parte. Invece,  un'altra la parola che mi balza agli occhi: orge.
Orge dice Suze, indicandomela come se io non sapessi leggere,
e io reagisco con una certa irritazione.
Come sarebbe? Cos' questa roba, Suze? Parla di me? le
chiedo di impulso.
No. Ma parla di parecchie altre cosette. Leggi.
Sbuffo esasperata, e ricomincio a far scorrere il testo, soffermandomi
sulle frasi evidenziate.

... "non credo nella monogamia" dice Curton... frequenta regolarmente
i sex party di Mosca... ha conosciuto la sua ragazza
in un club malfamato... "La sperimentazione sessuale  l'unica
strada... Quando mai l'amore in due  stato sufficiente?" Ride...

Alzo gli occhi e guardo Suze, con un turbinio di pensieri in
testa.
Okay, fa una vita sregolata commento fingendo la massima
tranquillit. E quindi cosa vorresti dire?
Forse vuole coinvolgere te e Luke nella sua vita sregolata.
Suze inarca le sopracciglia molto allusivamente. Vuole
voi due, Bex.
Cosa... Mi interrompo quando capisco dove vuole arrivare.
No! Suze, tu sei pazza! Come ti  venuta un'idea del genere?
Esaminiamo i fatti. Inizia a camminare avanti e indietro
come un principe del foro che discute un caso all'Old Bailey.
Ieri sera ti sei chiesta cosa avessero in comune Craig e la sua
ragazza. Ho visto Craig filtrare con te e sappiamo quanto  sexy.
Adesso tutti e due si sono buttati su Luke. La verit ... Pausa
ad effetto. Che vi vogliono tutti e due.
Figrati! sbuffo, ma Suze mi ignora.
La mia ipotesi  che il fattore mancante che collega Craig e
la sua ragazza sia semplicemente il sesso. Sesso multiplayer.
Sesso multiplayer? ripeto incredula. Si chiama cos?
Non so ammette Suze. Ma hai capito, no? Scommetto che
si sono conosciuti in uno di quei club e sono appassionati di
quella roba. E adesso vogliono farlo con te e Luke. Scambismo.
Multiplayer. Quello che .
Stronzate commento in tono veemente.
Secondo te a cosa serve la vasca idromassaggio? ribatte,
con il tono di chi mette gi la carta vincente.
L'idromassaggio?
S! L'idromassaggio!  l apposta per i sex party! Non so
proprio cosa dir Tarkie aggiunge preoccupata, passando bruscamente
alla modalit padrona di casa. Si vede dalla strada.
Qualcuno si lamenter.
Ha un'espressione cos indignata che mi viene da ridere.
Okay, Suze le dico cercando di placarla. Se Craig ci invita
a un sex party ti avverto cos puoi chiamare la polizia.
Lo trovi divertente? Vedrai quando sarete l e Craig ti chieder:
"Perch non ti metti qualcosa di pi comodo?" e arriver
Nadine, avr gi addosso una vestaglietta sexy e dir: "Wow,
Becky, ma sei eccitante da morire..." e comincer a tirarti gi le
spalline e... Comunque. Si blocca di colpo, come se non se la
sentisse di procedere oltre con quella fantasia.
Tu sei malata! Piantala!
Sono preveggente. Suze non si lascia intimidire. L'ho vista,
la tensione sessuale fra te e Craig. Vi chiederanno di unirvi a loro
nell'idromassaggio per fare sesso tutti insieme. Multiplayer.
In realt l'ha gi fatto ammetto. Cio, ci ha chiesto di fare
l'idromassaggio con loro, non il sesso multiplayer preciso subito,
ma Suze mi punta contro un dito trionfante, come se questa
fosse la prova definitiva.
Vedi?
No, non vedo! Suze, tanti hanno l'idromassaggio! E non tutti
fanno sesso multiplayer! Incrocio lo sguardo di Suze e capisco
che anche lei comincia a vedere il lato ridicolo della cosa.
Be', comunque dice. Ti ho avvertita.
Ti ringrazio molto le rispondo con cortesia esagerata. E
apprezzo la tua preoccupazione. A domani.
Rimuovi pure, Bex dice Suze, mentre usciamo. Ma ho
ragione.
Ripensando alla nostra conversazione mentre percorro di buon
passo il vialetto, mi viene da ridere. Ma veramente. Sesso multiplayer.
Suze  pazza.
Anche se...
No. Smettila.
Ma  inutile, mi torna in mente Craig ieri sera, quando ci ha
invitati. Come mi stava vicino parlandomi. E quella voce dolce
mentre diceva: "Goderci l'idromassaggio e... quello che cpita,
no? Solo noi quattro, una cosa simpatica, privata".
Come mi ha messo la mano sul braccio. E come mi guardava,
cos intensamente.
Cio... non  che...
Non stava mica...
No, Becky. Naturalmente no. Non essere ridicola.

Da: Myriad Miracle
A: Becky Brandon
Oggetto: una domanda!
Salve signora Brandon (nata Bloomwood),
ci auguriamo che sia soddisfatta del Myriad Miracle Training SystemTM.
Il nostro team ha notato che fino a questo momento la sua attivit
di allenamento  valutata come "minima".
Ha dei problemi nell'utilizzo del nostro sistema interattivo?
La preghiamo di contattare il nostro servizio clienti, che la aiuter
ad impostare il programma in modo che tutti i suoi esercizi siano
monitorati correttamente.
Debs
(servizio assistenza).
...
12.

Ma l'idea non svanisce. Alle 9.30 di gioved ho lasciato Minnie
a scuola e sono seduta al tavolo di cucina, intenta a tagliare la
stoffa per il suo costume da re magio, ma ho tutt'altro per la
testa. Un po' penso "Concntrati" e un po' penso "Oddio, non
l'ho mai fatto in quattro".
E tra l'altro, com' che funziona? Cio, tipo, ma la logistica?
Ho la tentazione di cercare su Google "cosa succede veramente
nei sex party?" solo che se entrasse Luke potrebbe farsi
delle idee sbagliate. E infatti eccolo che arriva in cucina.
Gliene devo parlare?
No, perch sembrerei pazza.  una idea folle, in effetti.
Come va? Esamina il mare di seta blu che occupa tutto il
tavolo. Che bellezza.
Vero? Mi costringo a riportare la mia attenzione al costume
di Minnie. Sta venendo molto bene, grazie.
Non per vantarmi, ma ho scelto un materiale favoloso.  una
sontuosa seta blu notte, costellata di puntini d'oro. Certo, non
era la soluzione pi economica, ma quante volte succede che la
tua bambina faccia il re magio in una recita di Natale? Ho comprato
anche dei nastri di velluto dorato, e dei lustrini. Minnie
sar magnifica.
Sto tagliando seguendo il cartamodello dico con il tono sicuro
della sarta esperta, e riprendo in mano le forbici. Non specifico
che  la seconda volta che taglio la stoffa. La prima  stato
un disastro totale, ma questa volta ho comprato degli spilli.
Sono comodissimi! Qualcuno avrebbe dovuto parlarmene prima.
E se non altro avevo materiale in abbondanza. (Mi sono lasciata
un po' trascinare nel negozio di stoffe, pensando che magari
potevo fare un vestito anche per me, uguale. Ma questo 
un filo meno probabile, a dire la verit).
Preparo un po' di caff da portarmi via dice Luke. Ne
vuoi?
S, grazie gli rispondo automaticamente, mentre ricomincio
a tagliare. Mi piace il rumore metallico che fanno le forbici
scivolando attraverso la stoffa. Mi sento cos professionale.
Seguo con attenzione la curvatura della manica, poi alzo gli occhi
e vedo Luke che mi guarda, con un'espressione piena d'amore.
Che c'? chiedo.
Niente. Pensavo solo che Minnie  fortunata.
Oh. Sento un calore che mi si sprigiona dentro. Be', sai
com'. Voglio che abbia il miglior costume possibile. Anche se
non  detto che sia fortunata aggiungo per onest. Potrei benissimo
combinare un disastro. Queste attivit manuali non
sono affatto il mio forte. Non sono come Suze. Mi scappa un
sospirone. Dovresti vedere che cosa riesce a fare.
Becky mi interrompe Luke con decisione. Tu sei tu. Gli altri
sono gli altri. Sar un costume sensazionale, e Minnie sar un
re magio sensazionale. Deve imparare qualche battuta? chiede,
interessato. Dobbiamo farla provare?
No dico ridacchiando. Devono inventarsi loro le battute.
Miss Lucas  una fan dell'improvvisazione. Pensa che aiuti a
sviluppare la creativit dei bambini.
Improvvisazione? Luke solleva le sopracciglia. Non  una
strategia un po' rischiosa, a quell'et?
Sembrerebbe, s. A quanto pare durante una delle ultime
prove uno dei pastori ha detto alla sua pecora di sbrigarsi altrimenti
la prendeva a sberle.
Lui ride. Be', non invidio Miss Lucas.
Mi mette davanti una tazza di caff, prende la sua tazza termica
(di bamb, un regalo di Jess) e mi bacia. Divrtiti oggi
alla Fiera del Natale.
Certo!
Quando lui  gi sulla porta, gli chiedo impulsivamente: Ehi,
Luke. Sai Craig e Nadine?.
S? Si gira e io esito, perch non so bene come continuare.
Quello che vorrei veramente dirgli : "Credi che vogliano fare
sesso con noi nell'idromassaggio?".
Ma non posso. Cio,  ridicolo.
Niente dico alla fine. Solo...  stato carino, l'altra sera.
S annuisce. Divertente. A dopo.
La Fiera del Natale si tiene a Earl's Court, e mentre ci vado mi
faccio un bel discorsetto. Ho passato troppo tempo a pensare a
Craig e ai sex party e agli idromassaggi. Sono tutte sciocchezze
che mi distraggono dal vero problema, e cio che quest'anno
il Natale si fa da me. E ormai manca soltanto un mese. Devo
concentrarmi.
Sul metr sfoglio l'ennesima rivista natalizia per rassicurarmi,
ma succede l'esatto contrario. Ci trovo un sacco di domande
insidiose a cui non so rispondere, tipo: "Perch non fare delle
ghirlande di carta ritagliata come un merletto?" e "Perch non
riempire un cassettone scandinavo di stoviglie e vasellame natalizi,
pronti per i vostri ospiti?".
Sto gi cercando su Google "cassettone scandinavo consegna
prima di Natale" prima di rendermi conto che non saprei
dove metterlo, e che comunque non riuscirei mai a convincere
Luke che abbiamo bisogno di tre renne di peluche a grandezza
naturale da piazzare davanti al cassettone svedese, come nella
foto. Devo restare con i piedi per terra, mi dico con fermezza.
Essere pratica e realistica e pensare a quello di cui ho veramente
bisogno.
E s, okay, lo so che Natale  la festa della famiglia e degli amici,
ma devo dire che la mia famiglia e i miei amici sono piuttosto
esigenti. Janice continua a chiedermi quale sar "il tema
della tavola", e io non mi so decidere. Devo buttarmi sullo stile
scandinavo? Moderno metallico? Scozzese? Ogni volta che
apro una rivista e vedo una foto penso: "Oooh, questo  veramente
carino" e cambio idea.
Comunque, ho fatto un elenco che inizia con "tovaglia,
tovaglioli, candele". Ho deciso che oggi scelgo un tema e poi me
lo tengo. Non mi far distrarre e non comprer un sacco di cose
inutili che non mi servono. Assolutamente.
Per, oddio. Appena entro nell'immenso salone resto abbagliata
da quell'atmosfera cos terribilmente... natalizia. Gli stand
si susseguono a perdita d'occhio, tutti decorati a festa. Ci sono
regali e ghirlande e palle colorate e dolci e un sacco di gente
che si aggira emanando un contagioso senso di frenesia. Mando
un messaggio a Janice per dirle "ci vediamo nella corsia A"
e poi mi tuffo fra la folla, senza fiato dall'emozione.
Si fa presto a dire: concntrati su quello che ti serve. A volte
non sai di cosa hai bisogno finch non ce l'hai sotto gli occhi.
Ad esempio, ecco lo stand che vende grembiuli natalizi. Sono
di lino e hanno delle incantevoli stampe tipo agrifoglio e pettirossi.
Devo prenderli per tutta la famiglia. Indossarli non sarebbe
il modo migliore di accogliere i nostri ospiti?
Esamino con calma i vari motivi e alla fine scelgo agrifoglio
per me, pettirossi per Minnie e pudding per Luke. Se ne compri
tre c' lo sconto, meglio ancora, e mentre mi allontano con
la mia borsina di lino, mi sento molto carica. Ho cominciato!
Il banco successivo vende alzate per dolci fatte con vasellame
vintage riciclato. Non sapevo di averne bisogno, e invece
me ne serve proprio una.
Glielo mando alla zona ritiro? chiede il venditore mentre
pago, e io gli sorrido felice.
S, grazie!
Cos  perfetto. Non mi devo trascinare dietro quell'affare.
Adoro questo posto.
Mentre prendo il biglietto per ritirare gli acquisti, intravedo
Janice fra la folla, e agito una mano per richiamare la sua
attenzione.
Becky! Arriva di corsa, indossando un cappotto con la cintura
e il collo di pelliccia che era di mia madre, e un nuovo virulento
rossetto viola.
Janice! La saluto con un bacio. Non  fantastico? Hai gi
comprato qualcosa?
S! Mi agita la borsa davanti agli occhi. Polverina dorata
commestibile e scorzette d'arancia ricoperte di cioccolato. E
ho visto una ghirlanda favolosa, fatta di campanellini rossi.
Oooh. E se come tema scegliessi i campanellini rossi? Sto
per chiederle dove ha visto la ghirlanda, quando mi accorgo
che continua a lanciare sguardi bramosi verso la zona caff
qui accanto, e le dico: Ci foraggiamo con un caff e una fetta
di torta?.
Splendida idea! esclama lei, e mi trascina verso un tavolino
libero. Ci sediamo l con un cappuccino e una fetta di dolce
di frutta secca a testa, e io mi guardo intorno, godendomi il
trambusto festoso.
Grazie per avermi invitata, Becky dice Janice. Anche se,
come ti ho detto, sono molto stupita che la tua mamma non sia
riuscita a venire.
Oh, be' misuro le parole. Sai com'. Cpita.
In questo periodo  super impegnata continua Janice, con
lo sguardo perso in lontananza. Le vedo passare per la mente
mille pensieri, e provo un lampo di inquietudine.
S ammetto. L'hai vista spesso?
Pochissimo risponde lei.  molto presa dalla sua nuova
vita, sai. In questo famoso "Shoreditch". Manda una quantit
di foto su WhatsApp, per far vedere quanto si diverte. A noi di
Oxshott ci ha dimenticati.
Si picchietta il naso con un fazzolettino, e non riesco a capire
se sia dispiaciuta, arrabbiata o un po' entrambe le cose.
La mamma ha detto che voleva invitarvi a un sacco di eventi
azzardo. Non l'ha fatto?
Ci ha proposto una lettura di poesie risponde dopo un attimo
Janice. E ha parlato di un corso di ballo. Ma non siamo
andati.
Perch no?
Perch non  roba per noi, tesoro mi risponde lei con fervore.
Sono tutti giovani. Si vestono in un altro modo. Tutti
questi cibi nuovi e parole nuove ed un nuovo modo di vedere
la vita... Non ci troveremmo, Martin e io. Noi non siamo tipi
da "gin e arte".
E invece s! la incoraggio. Potreste esserlo benissimo!
Non  roba per noi, cara. Janice mi appare molto decisa,
e non so cosa dire. Per fortuna per ho una nuova amica a
Oxshott aggiunge con un certo distacco. Si chiama Flo.
Abbiamo cominciato a prendere il caff insieme dopo la zumba.
Dillo pure a tua mamma.
La guardo desolata. Questo  anche peggio dei messaggi sarcastici
su WhatsApp. La mamma e Janice non staranno mica litigando?
Non  possibile. Sono amiche da prima che io nascessi.
Se si separano, sar la fine della mia famiglia!
Janice... inizio, ma non so come continuare. Non posso parlare
a nome della mamma. Non so come fare a sistemare le cose.
So soltanto che tutto questo non va bene.
Comunque! riprende Janice vivacemente prima che io trovi
le parole giuste. Non parliamone pi. Come va la preparazione
del tuo Natale, Becky? I prodotti per il make-up natalizio
mi sono arrivati, quindi quella  fatta, anche se mi hanno mandato
l'highlighter sbagliato, roba da non credere...
Mentre lei continua a parlare dei suoi ordini online, a poco a
poco mi tranquillizzo. Ho esagerato a preoccuparmi tanto. Non
 possibile che la mamma e Janice litighino seriamente. Sono
amiche da troppo tempo.  solo un piccolo bisticcio. Ne parler
con la mamma e tutto andr...
Un attimo. Cos' quello?
Ho appena visto un lampo argenteo. Mi giro di scatto e scruto
fra la folla. C' qualcosa che spunta dalla borsa di una donna.
Sar mica il lama che tutti vogliono?
Strizzo gli occhi, cercando disperatamente di localizzarla, ma
la donna  gi sparita tra la folla. Forse era soltanto un pezzetto
di stagnola. Per rimediare al momento di distrazione, mi concentro
di nuovo su Janice, che ha cambiato argomento.
Non ha badato a quello che faceva! sta protestando. Cio,
lo capisci perch mi sono arrabbiata, no?
Ehm... Scusa, Janice, mi sono persa un pezzo. Cosa dicevi?
Lei sospira. Ti dicevo che Martin ha combinato un gran
pasticcio nel mio armadio dei regali. Ha staccato tutte le etichette,
e sono spariti gli elenchi che avevo preparato... Adesso
come faccio?
Avevi gi fatto pacchetti, bigliettini e tutto? chiedo stupita.
Che efficienza.
Etichetto i regali ogni anno a Santo Stefano, tesoro.
A Santo Stefano? La guardo incredula.
Mentre guardiamo Oklahoma! Il giorno di Natale apriamo i
regali. Elenca sulle dita. A Santo Stefano appiccico le etichette
con il contenuto e li metto nell'armadio dei regali. Poi, il dicembre
successivo, li riassegno e li incarto nuovamente.  il mio
sistema, tesoro. E Martin lo sa.
Riassegno?
Vuoi dire che... li ricicli?
Ma certo, cara. Janice sembra sorpresa dalla domanda. Lo
fanno tutti.
Tutti riciclano qualcosa. Tu ricicli tutti i regali che ricevi?
Janice riflette per un attimo sorseggiando il cappuccino, poi
risponde: Non quello che pu andare a male.
Ma tutto il resto s? Tutto il resto?
 logico! si difende lei.
Oh, mio Dio, Janice! Sei una riciclatrice compulsiva! Non
l'avrei mai detto!
Sto molto attenta, Becky. Ora sembra un filo imbarazzata.
Li maneggio con i guanti di cotone e controllo sempre che
nulla sia sciupato od abbia difetti. Nessuno riceve un dono di
bassa qualit.
Poco alla volta mi rendo pienamente conto di tutte le conseguenze
di una simile scoperta. Sapevo che a Janice piaceva "portarsi
avanti con gli auguri di Natale", ovvero comprava i biglietti
a met prezzo la vigilia di Natale, li scriveva il primo gennaio e li
teneva in un cassetto per il resto dell'anno. Ma questo  peggio.
Quindi vorresti dirmi che tutti i regali che ti ho fatto nel corso
degli anni sono passati direttamente nell'armadio per essere
riciclati? Sono offesa e non lo nascondo.
Oh, tesoro. Janice mi d un colpetto sulla mano. Guarda
che li ho apprezzati eccome. Ogni regalo che ricevo  uno in
meno da comprare l'anno successivo, no?
Ma non  quello lo scopo dei regali! Che ne  stato del Manuale
del make-up di Bobbi Brown che ti ho dato?
L'ho passato a mia sorella Anne ammette.
E lo shaker? Non l'hai usato neanche per un cocktail?
Ah! Janice alza un dito, trionfante. Quello ha funzionato
alla grande. L'abbiamo girato a Judy, la nipote di Martin. Lo
usa tantissimo!
Sar, penso un po' risentita. Ma io non volevo che lo usasse
Judy, la nipote di Martin, volevo che lo usassero Janice e Martin.
(E, a proposito, non mi stupisce che la sua tecnica di make-up
non sia migliorata).
Janice, le persone ti fanno regali perch ci tengono cerco di
spiegarle. Perch ti vogliono bene. Sperano che tu quei doni te
li goda. Sono una gioia, e sono gesti d'amore, non qualcosa con
cui riempire un armadio.
Lo so, Becky. Mi sorride malinconica. Lo so che dovrei godermi
i regali, ma non riesco a non essere pratica.
Non le far una predica, perch se sei una riciclatrice compulsiva
non puoi farci niente, no? Probabilmente  un fatto genetico
che un giorno sar oggetto di una ricerca scientifica. Ma
giuro che quest'anno regaler a Janice qualcosa che non possa
riciclare. Qualcosa da mangiare, molto lussuoso ma che abbia
una scadenza. Oooh, tipo un'aragosta. Mi viene da ridere all'idea
di regalarle un'aragosta viva, e lei subito mi chiede: Cosa
c', tesoro?.
Niente. Poso la tazza. Dai. Cominciamo!
Entriamo nel reparto cibo, che presenta il notevole vantaggio
degli omaggi. Ogni stand offre qualcosa da assaggiare, dalla
mou soffiata al dolce di Natale alla vodka natalizia.
Esiste la vodka natalizia? chiedo incerta a Janice, ma lei ne
ha gi presi due bicchierini per noi.
Ma certo che esiste, tesoro! mi risponde, buttando gi il
suo in un unico sorso. Guarda, la bottiglia  decorata con la
stagnola. Proviamo tutti i gusti? C' al limone, e alla cannella!
S, effettivamente la vodka  parecchio natalizia, se  aromatizzata
alla cannella e se la bevi cantando con Mariah Carey.
Passiamo al gin natalizio e poi al tradizionale idromele natalizio,
dopo di che Janice comincia a rifare il giro chiedendo un
secondo assaggio. Se non intervengo, passer tutto il giorno
nel settore alcolici.
Janice dico alla fine. Dobbiamo muoverci. Il vin brl lo
assaggiamo un'altra volta, okay?
Mentre la tiro per un braccio, noto uno stand l accanto che
vende salmone affumicato, una voce compresa nel mio elenco.
C' una lunga coda, il che  buon segno, perci mi infilo anch'io.
Sto allungando il collo per riuscire a leggere il cartello
sull'affumicatura con legno di melo quando, con la coda dell'occhio,
colgo un altro lampo argenteo e mi giro speranzosa...
S!  l'irrinunciabile ornamento per l'albero a forma di lama!
 appeso al manico di un passeggino e scommetto quello che
volete che la mamma del bambino l'ha comprato qui!
Questa volta non me lo lascer scappare.
Janice le dico affannosamente. Per favore, potresti comprare
tu il salmone affumicato per me? Ecco la mia carta di credito.
Le porgo la Visa e aggiungo in un sussurro: Il PIN  465.
Spendi il necessario. Io devo correre a prendere un'altra cosa.
Ma certo, tesoro! mi assicura lei. Quanto? Non so i prezzi
del salmone, io!
Non preoccuparti del prezzo, prendine un bel po'. Oppure
guarda se c' qualche offerta speciale. Janice fa per chiedermi
qualcos'altro ma io aggiungo precipitosamente: Grazie! e mi
lancio fra la folla. Devo rintracciare il lama argentato.
Marcio decisa tra gruppi di persone finch non vedo la mamma
con il passeggino. Ed eccolo l! Il lama argentato, appeso a un
anello di velluto. Ha un mantello di peli scintillanti e la scritta
PACE NEL MONDO forma un elegante ricamo su un fianco. Capisco
perfettamente perch quest'anno  la decorazione must-have.
Scusi! Tocco la donna su una spalla e lei si volta.
S?
L'ha comprato qui? chiedo, indicando il lama.
S. In quello stand laggi. Indica l'angolo pi lontano del
salone.
Grazie mille dico, e poi le grido dietro, mentre lei si allontana
con il passeggino:  la decorazione dell'anno! Esaurita
dappertutto! Rarissima!.
Mentre procedo veloce verso il punto indicato dalla donna,
mi arriva un messaggio.

Tesoro, lo vuoi affumicato con legno di quercia, di melo od a freddo?
Janice x

Mi fermo un istante a rispondere:

Non importa. Facciamo melo? Bx

Riprendo la mia marcia frenetica, ma il mio telefono squilla
e vedo sul display che  Janice.
Ciao, Janice dico senza fiato. Tutto a posto?
C' un'offerta speciale! esclama tutta trionfante. Fanno pacchi
da venti, da trenta o da quaranta. Per, anche se hai detto di
non preoccuparmi del prezzo, non vorrei essere io a decidere.
Fai trenta la interrompo. Perfetto. Grazie mille.
Mi fiondo a perdifiato e riesco ad arrivare all'angolo prima
che Janice mi mandi un altro messaggio:

Scusa, ho sbagliato, con quello affumicato al melo il pacco da trenta
non lo fanno. Janice x

Ma insomma. Come se qualcuno fosse in grado di notare la
differenza, soprattutto dopo aver bevuto un paio di bicchieri.
Cercando di non mostrare la mia impazienza scrivo:

Prendi un pacco qualsiasi di qualsiasi tipo. Grazie mille, Janice, lo
apprezzo moltissimo! Bx

Davanti a me la folla si  miracolosamente diradata, perci
aumento il passo, senza fermarmi neanche quando il telefono
squilla di nuovo. Sar una domanda a caso su come confezionarlo
o roba del genere. Dovr decidere Janice, questa volta.
Termino la traversata del salone, mi guardo attorno freneticamente,
ed eccolo!  appeso al lato di uno stand: un lama argentato
con la scritta PACE NEL MONDO in rosa, su un fianco. Yeah!
Riprendo fiato, raggiungo lo stand e sorrido alla venditrice,
che a sua volta mi sorride dolcemente, mentre si pulisce gli occhiali
con la montatura dorata. Ha un cartellino appeso al collo,
e vedo che si chiama Yvonne Hanson.
Buongiorno, Yvonne! la saluto. Che bello stand.
Grazie mi risponde soddisfatta. Faccio del mio meglio.
Cosa desidera?
Vorrei il lama argentato, per favore rispondo cercando di
non far capire quanto ci tengo. Anzi... ne vorrei pi di uno...
diciamo tutti quelli che ha.
Purtroppo il lama  esaurito replica Yvonne con garbo,
rimettendosi gli occhiali. Mi spiace tanto.
Esaurito? Ma se ce n' uno proprio qui davanti a me.
Allora, per favore, pu darmi quello? chiedo educatamente,
indicandolo.
Ah. Corruga la fronte. Temo di no. Quello  in esposizione.
La guardo incredula. Ma tanto  esaurito.
Infatti annuisce. Come le ho detto.  esaurito.
Perci... non potrei prenderlo?
Quello  in esposizione ripete lentamente, scandendo le
parole. Esposizione.
Non capisco dico cercando di non perdere la pazienza. Se
non ne ha pi da vendere, a cosa serve averne uno in esposizione?
Perch  in catalogo. Sorride.  molto popolare.
Ma nessuno lo pu comprare! sbotto per la frustrazione. 
esaurito! Quindi  fuorviante. Lei attira le persone al suo stand
come un miraggio nel deserto! Lei si trastulla con le speranze
della gente! Le pare giusto? Corretto? Umano?
Mi rendo conto di aver alzato la voce, e che qualcuno mi fissa,
compresa Yvonne, il cui sorriso si  leggermente irrigidito.
Temo che il lama sia esaurito mi dice educatamente, riprendendo
daccapo la nostra conversazione. Vuole invece la tartaruga?
 coperta di lustrini,  molto popolare.
Do un'occhiata alla tartaruga con i lustrini, niente a che fare
con il lama, e poi guardo di nuovo Yvonne. Resto in silenzio per
un attimo. Non sono un tipo vendicativo, ma ce l'ho a morte con
Yvonne, lei e i suoi occhialini dorati e il suo delirio di potere.
Posso dare un'occhiata al lama, per cortesia? chiedo dopo
un attimo.
Yvonne stringe gli occhi, ma  evidente che non trova una
buona ragione per dire di no, perci alla fine mi risponde:
Naturalmente. Lo stacca dal chiodo e lo posa di fronte a me, dicendo:
Come le ho spiegato,  esaurito.
Certo. Uso lo stesso tono amabile. Capisco benissimo che 
esaurito e che lei non pu vendermi questo anche se ce l'ho in
mano in questo preciso momento.  una cosa perfettamente logica.
Yvonne non mi risponde, ma lanciandole un'occhiata glielo
leggo chiaramente in faccia. Siamo nemiche.
 bello, vero? dico facendo scorrere le dita fra i lunghi peli
argentei. Stupendo. Mi chiedo quanto siano resistenti questi...
Faccio scorrere ripetutamente le dita fra i fili metallici, poi con
cautela ne strappo uno. Trattengo il fiato, fingendo orrore. Oh,
no, l'ho rotto. Come ho fatto a essere tanto sbadata?
Cosa? Yvonne cerca di riprendersi il lama, ma io lo sposto
in modo che non possa raggiungerlo e spalanco gli occhi.
Che tremendo incidente mi scuso. E adesso che ha subto
un danno lei naturalmente non pu pi tenerlo in esposizione,
perci devo comprarlo, per rimediare. Le rivolgo uno sguardo
innocente. A prezzo pieno naturalmente. Insisto.
A me non sembra che abbia subto nessun danno interviene
un'anziana signora che si  appena unita a noi, ma sia Yvonne
che io la ignoriamo. Questa  una battaglia vis--vis.
Quanto le devo? continuo, e prendo il portafoglio, ma
Yvonne non mi risponde. La guardo e le vedo uno scintillio di
trionfo negli occhi, che mi provoca un brivido di apprensione.
Oh, non potrei mai vendere un articolo difettoso dice, con un
sorriso ancora pi dolce di prima. Temo di doverlo togliere dal
banco. Le spiace darmelo? Preferisco non avere in esposizione articoli
difettosi, comprometterebbero i miei standard qualitativi.
Allunga una mano e io la guardo malissimo, cercando una
risposta all'altezza, poi sono costretta a porgerle il lama.
Ma  perfetto! insiste la signora anziana, eppure nessuna
di noi due batte ciglio. Non riesco a credere che Yvonne sia stata
pi furba di me.
Non potrei acquistarlo come merce difettosa?  il mio ultimo
tentativo. Non credo che lei butti via gli articoli difettosi.
Ma non  difettoso ripete ancora una volta la signora anziana,
perplessa.
In giugno far una vendita di merci difettose ribatte Yvonne
in tono conclusivo. Trover tutte le informazioni nel mio sito.
Butta il lama in uno scatolone di cartone e per sicurezza lo
chiude con il nastro adesivo, lanciandomi un'occhiata di trionfo.
Bene. Buon Natale, allora le auguro in tono tenebroso,
sperando che le arrivi il sottotesto: "Non te lo meriti affatto".
Anche a lei! risponde tutta pimpante, e il senso : "Ho vinto
io, quindi non mi interessa quello che pensi". Cosa desidera?
Si rivolge alla signora anziana e io le lancio un ultimo sguardo
pieno di rancore prima di allontanarmi. Lo shopping di Natale
 una faccenda brutale. Brutale.
Sto per mandare un messaggio a Janice per chiederle dov'
quando mi sento chiamare dalla sua voce allegra: Becky, eccoti
qui. Buone notizie, tesoro! Ho ordinato il salmone affumicato
e ho comprato i dolci di Natale e mi sono procurata un po'
di brandy natalizio!.
Solleva due bicchierini e io praticamente gliene strappo uno
di mano. Dopo uno scontro con una burocrate dispotica, il brandy
natalizio  ci che ci vuole.
Delizioso! dico, buttandolo gi in un sorso. Proprio quello
di cui avevo bisogno. Andiamo a farcene dare ancora.

Da: malcolm@christmaswholesale.co.uk
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: crisi lama argentato
Cara signora Brandon, nata Bloomwood,
grazie per la sua email.
Mi spiace sentire che non ha potuto acquistare la decorazione a
forma di lama argentato. Purtroppo qui nella sede centrale non ne
abbiamo pi nessuno in magazzino, perch si tratta di un articolo
che  piaciuto moltissimo.
Le auguro di decorare con successo la sua casa per Natale, e le consiglio
di sfogliare il catalogo allegato, che presenta una vasta gamma di
ornamenti per l'albero.
Le faccio i miei migliori auguri per le feste.
Cordiali saluti,
Malcolm.

Da: malcolm@christmaswholesale.co.uk
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Re: Re: crisi lama argentato
Cara signora Brandon, nata Bloomwood,
grazie per la sua email.
Le assicuro che non stiamo deliberatamente bloccando le scorte
della decorazione argentata a forma di lama con lo scopo di creare
una situazione tipo "la bolla dei Mari del Sud".
Di conseguenza non stiamo facendo un "gioco pericoloso", come
lei sostiene. E non siamo d'accordo con la sua insinuazione che le
nostre azioni "probabilmente minacciano l'economia e causeranno
una crisi globale".
Le faccio i miei migliori auguri per le feste.
Cordiali saluti,
Malcolm.

CHAT NATALE!

Martin.

Becky, la schiena mi d molto fastidio, a Natale potrei
portare da te il mio sgabello ortopedico?

Becky.

Ma certo!

Jane.

Martin, mi spiace tanto che tu abbia problemi alla schiena!
Qui a Shoreditch, nella nostra via, c' un nuovo fantastico
terapista che lavora nella Cooperativa tantrica per
la schiena. Ti prendo un appuntamento?

Janice.

Qui a Oxshott preferiamo affidarci a medici qualificati,
tesoro.

Jane.

Cosa stai cercando di dire, Janice?

Janice.

Niente, Jane.

Jane.

E invece s.

Janice.

E invece no. Casomai, cosa stai cercando di dire TU.

Martin.

Signore, signore!

Janice.

Sta' zitto, Martin.
...
13.

Oddio, la mia testa.
Ho un dolore martellante e la luce mi d cos fastidio che devo
tenere gli occhiali scuri.  stato il brandy natalizio a darmi il
colpo di grazia. O forse la pia colada natalizia, che Janice ha
trovato in non so quale stand. Ma come le  venuto in mente?
(Anche se  talmente squisita che ne ho ordinato una bottiglia).
Mi ero messa la sveglia per il Black Friday, ma ho continuato
a dormire e cos non ho concluso neanche un affare online
e adesso sono in ritardo. Peggio ancora, ho dato un'occhiata a
quello che ho comprato ieri, e devo dire che sono andata parecchio
fuori strada.

Articoli che avevo intenzione di acquistare:
Tovaglia.
Tovaglioli.
Candele.
Carta da regalo.

Articoli che ho acquistato:
Grembiuli natalizi per tutta la famiglia.
Alzata per dolci.
Salmone affumicato.
Pia colada natalizia (una bottiglia).
Mojito natalizio (due bottiglie).
Ghirlanda di vischio gonfiabile.
Dodici sfere musicali, che suonano Jingle Bells.
Albero di Natale di feltro con bastoncini di zucchero sempre di
feltro (adorabile).
Albero di Natale bianco con luci a led e strass (strepitoso, cio,
si fermavano tutti a guardarlo).
Albero di Natale di cartapesta coperto di stelle di cioccolato avvolte
nella stagnola rossa (come si fa a non comprare un albero
di Natale coperto di stelle di cioccolato rosse tutte luccicanti?)

Fanno tre alberi di Natale. In pi ho fatto un ordine per un
enorme abete norvegese, che non posso annullare perch Luke
dice che l'odore dell'albero  la cosa che gli fa pi Natale. E mi
manca ancora l'albero ecologico per Jess.
Il che fa... cinque alberi di Natale in tutto.
Smetto di spazzolarmi i capelli e rifletto.  possibile avere
cinque alberi di Natale? Cerco di immaginarmi mentre dico a
Luke che abbiamo cinque alberi di Natale e mi mordo il labbro.
 che sembrano... insomma... decisamente troppi.
E se li spargessi un po' in tutta la casa? Magari nessuno li
noterebbe.
Oh... idea! Non li chiamer alberi di Natale. Chiamer albero
di Natale solo quello vero e gli altri saranno "cespugli di Natale".
Avr una specie di boschetto di Natale. Geniale. E poi...
Oddio, guarda che ora si  fatta. Devo darmi una mossa.
Per fortuna  una giornata limpida e luminosa con uno di quei
cieli invernali tanto azzurri da sembrare irreali, perci nessuno
fa caso ai miei occhiali scuri quando accompagno Minnie a
scuola. E quando arrivo a Letherby Hall mi sento un pochino
pi umana. Basta che nessuno faccia troppo rumore...
Stop! Bex, stop! Suze mi strappa alle mie fantasticherie arrivando
di corsa e agitando freneticamente le mani.
Ssh... Fai piano! Che succede? Un incendio?
No dice Suze, ansante Ma voglio farti vedere la sorpresa!
Ah, gi, la sorpresa. Me n'ero dimenticata. Sar un nuovo
modo di disporre le borse o roba del genere. Ma non voglio
scoraggiarla. Perci trovo la forza di sorridere e dire: Dai! Che
emozione! Sono pronta!
Okay, chiudi gli occhi. Suze  tutta eccitata. Scommetto
che non indovineresti mai...
Chiudo gli occhi (e questo  un bel sollievo) e inciampo nel
gradino mentre Suze mi porta dentro il negozio.
Ta-daaa! grida e quando apro gli occhi ancora un po' annebbiati
vedo un grande striscione che dice: GRAZIE A SPRYGGE
 VENERD'!
Lo guardo confusa per qualche istante, chiedendomi se sia
un assurdo miraggio post sbornia.
Ccc...osa? riesco a dire, alla fine.
Guarda! Suze gesticola eccitata verso il tavolo che sta sotto
lo striscione. Guarda bene tutto!
Lo faccio, e vedo un cartello che recita: ESCLUSIVO - LA NUOVA
COLLEZIONE SPRYGGE. C' una pila di cartoncini di auguri con
la scritta "We wish you a sprygge Christmas!". Accanto, un cuscino
su cui  stato ricamato "Don't worry, be sprygge!". E una fila
di mug con lo slogan "Vai con sprygge", e un cestino pieno di
portachiavi con la targhetta #sprygge.
Non riesco a parlare. Ma Suze non ci fa caso.
 la nostra nuova serie sprygge! si entusiasma.  su questo
che ho lavorato in segreto. Oh, Bex,  gi molto popolare.
Ieri abbiamo venduto tantissimo! Solo che dovresti scrivere che
cosa esattamente significa sprygge aggiunge dopo un istante
perch i clienti ce lo chiedevano e Irene e io non ci ricordavamo
bene.  tipo sentirsi felici, no? In pratica? Mi guarda speranzosa.
Una cosa del genere? L'ho cercato su Google ma non
l'ho trovato.
Oh, Becky, eccoti qua. Irene arriva di corsa. Mi puoi dire
come si pronuncia, di preciso? Dovrai darci lezioni di norvegese!
 un tale successo! Cos nuovo. Siamo le prime a vendere
articoli sprygge in Gran Bretagna?
Credo proprio di s conferma Suze tutta contenta. Un sacco
di clienti dicono che non ne avevano mai sentito parlare!
Noi giochiamo d'anticipo dice Irene. Becky  sempre al
corrente delle ultimissime novit.
Oh, s, Bex coglie al volo tutto quello che c' nell'aria.  una
che le mode le crea.
Suze... comincio, ma le parole mi evaporano dalle labbra.
Non so come dirglielo. Oddio. Non posso dirglielo.
Ma devo. Devo farlo.
Suze, vieni un attimo. La trascino via dal tavolo sprygge e
la porto in un angolino ben lontano da Irene.
Ascolta le sussurro concitata. Sprygge me lo sono inventato
io.
Cosa? Mi guarda senza capire.
Ho tirato fuori sprygge solo per mettere a posto quella donna
odiosa. Non so neanche da dove sia saltato fuori.  una parola
che non esiste.
E Suze finalmente capisce.
No balbetta. Vuoi dire che... Vedo il suo sguardo saettare
verso il tavolo. Vuoi dire che... Oh, mio Dio. Deglutisce. Stai
scherzando, vero?
No confermo affranta. Mi spiace.
Ma hai fatto tutto quel discorso! Ne hai parlato in modo cos
convincente! Abbiamo creduto tutti che fosse vero!
Lo so! Stavo per dirti che era una mia invenzione, ma... mi
fermo un attimo, cercando di ricostruire perch non glielo avevo
detto, e poi mi ricordo.  entrato Craig e me ne sono dimenticata
le confesso imbarazzata.
Suze sta fissando il tavolo sprygge. Dal suo sguardo capisco
che ha mille pensieri per la testa, e non sono pensieri belli.
Non riesco a credere che tu ti sia inventata una cosa del genere
dice poi. Come hai potuto? Mi rivolge uno sguardo accusatorio.
Non pensavo certo che avresti fatto fare un mucchio di cuscini
con su scritto "Don't worry, be sprygge!" mi difendo. Come
potevo prevederlo?
Ma  contro le regole del commercio! dice Suze, indicando
il negozio intorno a noi con gesti concitati. Abbiamo detto
a tutti che  una tradizione norvegese, potrebbero denunciarci!
Farci causa! Dobbiamo mandare ogni cosa al macero. Si prende
la testa fra le mani e io mi sento tremendamente in colpa.
Suze, clmati. La abbraccio. Nessuno ti far causa.
Guardiamo entrare le prime clienti della giornata: due donne
di mezza et. Vanno dritte al tavolo sprygge e sentiamo i loro
commenti interessati.
Devo andare ad avvertirle che  tutto falso. Suze si avvia
sconsolata.
Non farlo! la blocco impulsivamente. Non mandare tutto
al macero. Sarebbe un tale spreco.  solo una parola. E le cose
che hai realizzato sono stupende. Che c' di male se un po' di
gente ha in casa un cuscino con sopra scritto sprygge?
Ma diciamo che  norvegese replica Suze avvilita. Non
 onesto.
E allora... non diciamolo propongo dopo un attimo di riflessione.
Diciamo: "Alcuni credono che sia un termine di origine
norvegese". Il che  verissimo. Ad esempio, tutti i clienti
di ieri lo credono. E poi continuo, folgorata da una nuova idea
il linguaggio  in continua evoluzione.  fluido. Ogni anno nel
dizionario entrano nuove parole! Perch mai non potrebbe entrarci
anche sprygge?
Cosa vorresti dire? Mi guarda con sospetto.
Se cominciamo a usare tantissimo il termine sprygge forse lo
faranno anche altri, ed entrer nel lessico comune. Il linguaggio
 questo cerco di convincere Suze. Si sviluppa cos. Se qualcuno
ci chiede, possiamo rispondere che  praticamente norvegese.
Che  una parola "in sospeso", in attesa di essere inserita
nella lingua norvegese.
Una delle clienti sta riempiendo il suo cestino di mug sprygge,
tutta felice.
A mia figlia piaceranno molto dice all'amica. Questi oggetti
sono cos diversi!
Cos originali! concorda l'amica, e prende in mano un cuscino.
Non li ho visti da nessuna parte.
Vedi? dico a Suze. Sono entusiaste. Se dicessimo la verit,
gli rovineremmo la festa, e secondo te  questo lo spirito
del Natale? No. Secondo me, no. Io la penso cos: che se la parola
sprygge rende felici le persone, perch mai noi dovremmo
stroncare questa felicit?
 una bella parola ammette con riluttanza Suze.
 una parola fantastica rilancio per darle sicurezza. 
una parola positiva che comunica gioia e non importa da dove
arriva.
Sto per andare ad aiutare le clienti con i loro acquisti quando
sento arrivare un messaggio. Lo apro e lo leggo. E poi lo rileggo,
con una certa ansia.
Che c'? chiede Suze, osservandomi.
Ehm... niente.  solo... Craig, che invita me e Luke ad andare
da loro pi tardi, per bere qualcosa. Cerco di avere un
tono indifferente. Dice: "Passiamo una serata speciale, solo
noi quattro".
Una "serata speciale solo voi quattro"? ripete Suze, con
aria scandalizzata. Bex, tu lo sai cosa vuol dire!
Sono gi arrivata alla stessa conclusione, ma non lo ammetter
con Suze. E neanche con me stessa.
No, affatto ribatto con forza. Tu hai troppa fantasia.
Ah, s? O magari sei tu che sei troppo ingenua per vedere
quello che hai sotto gli occhi. Mi mette le mani sulle spalle
e mi guarda tutta seria. Promettimi solo che stabilirete una
safeword nel caso in cui vi trovaste in difficolt.
Una safeword? Scoppio a ridere. Non ci penso neanche!
Hai paura che voglia chiuderci in una segreta?
Non mi sorprenderebbe dice lei in tono tragico. Non si
pu sapere che cos'abbia in mente.
Il cottage ha una segreta?
Be', no ammette dopo averci riflettuto un istante. Ma potrebbe
aver trasformato il secondo bagno in una sex room.
Suze, tu sei pazza! Andiamo da loro per bere qualcosa,
tutto l. Fine della discussione. E adesso fammi andare ad aiutare
le clienti, visto che sono pagata per quello.
Mentre raggiungo il tavolo sprygge, arriva un altro messaggio.
 di nuovo di Craig e mi fa trasalire.

Porta il costume cos ci godremo tutti insieme l'idromassaggio! O
preferisci nature? :)

Non credo che lo dir a Suze.
Oddio...
Per le sei e mezza ho scelto come vestirmi per andare da Craig.
Pantaloni neri, con una camicetta accollatissima e pure con un
fiocco ben chiuso. Pi una mantellina da sera abbottonata (l'ho
comprata in saldo e dopo ho pensato: "Accidenti, che errore.
Quando mai avr bisogno di una mantella?". Ecco, adesso lo so).
Sono seduta in cucina con Minnie che beve il latte, e digito una
parola dopo l'altra sul mio cellulare, sentendomi una che ha una
torbida doppia vita. Ecco la mia innocente bambina che beve il
suo latte, e io che scelgo una safeword. Finora ne ho prese in considerazione
una decina, tra cui "Chanel", "Dolce" e "Gabbana".
Poi mi rendo conto che potrebbe essere un po' difficile introdurle
nella conversazione. Forse la parola di sicurezza dovrebbe
essere qualcosa di pi generico, tipo "ciao" o "acqua".
Ma se poi voglio un bicchier d'acqua?
Veramente. E comunque, come funzionano le safewords? Di
certo la migliore in assoluto dovrebbe essere "stop". O anche:
"adesso vado a casa, ne ho abbastanza e a dire la verit il sesso
multiplayer non fa per me, preferisco lo shopping". (Okay,
questa non  una parola ma un'intera frase).
Quando Luke entra in cucina sono un fascio di nervi e farfuglio:
Allora ci andiamo davvero?.
Cosa? Luke mi guarda perplesso. Certo che ci andiamo.
A meno che... Hai cambiato idea? Non ti senti bene?
Sto benissimo! quasi strillo. Sar divertentissimo! Non
vedo l'ora! Ehm, Craig ha parlato di provare... ehm... Tossicchio.
L'idromassaggio.
L'idromassaggio? Luke ride. Be', vedremo se arriveremo
fino a quel punto.
Lo guardo incerta, chiedendomi che cosa intenda con "fino a
quel punto". Oddio. Ha ragione Suze? Sono davvero troppo ingenua
e tutto ha un significato nascosto che non ho mai capito?
Luke non ci starebbe al sesso multiplayer.
O s?
In quel momento arriva la baby-sitter, Kay, una simpatica signora
sui sessanta, sempre al corrente degli ultimi pettegolezzi
locali. Mettiamo a letto Minnie insieme, e intanto lei mi racconta
per filo e per segno l'operazione al cane della sua vicina.
E poi, prima di rendermene davvero conto, ecco che attraversiamo
il villaggio buio e gelido diretti a Lapwing Cottage.
Luke parla della bottiglia di vino che portiamo e di come prima
o poi dovremmo andare in Francia a visitare dei vigneti e io
annuisco commentando S, certo, borgogna, favoloso, senza
avere la minima idea di quello che sto dicendo. Sono pi agitata
ad ogni passo che facciamo. Continuo a ripetermi che sono
ridicola. Non succeder niente.
E se poi invece succedesse? Cosa farei? Oddio, siamo quasi
arrivati. Devo dire immediatamente qualcosa a Luke?
Lapwing Cottage  in un viottolo non illuminato, una traversa
della strada principale. Ma non  completamente buio, c'
una luce fioca che immagino arrivi dalla casa. Avvicinandoci,
la luce diventa sempre pi forte, finch arriviamo e resto quasi
abbagliata. Wow. Il cottage  completamente ricoperto di lucine,
bianche e colorate, alcune intermittenti. Minnie lo adorerebbe.
Adesso siamo di fronte al cottage e Luke fa un fischio.
Ecco l'idromassaggio. Fa una risatina. Guarda.  davvero
notevole.
Indica il giardino posteriore, dietro la siepe. Incredibile. Sul
prato non c' soltanto una vasca gigantesca, c' anche un bar
stile hawaiano, tre lettini, cinque o sei stufe da esterno e alcune
palme in vaso.
Si sono portati loro le palme? Luke non si capacita. E i
lettini da spiaggia? Non  proprio la stagione giusta. In quanto
alle stufe da esterno, l'altro giorno ho letto che... E attacca
a parlare del riscaldamento globale, ma io non lo ascolto, perch
fisso leggermente terrorizzata quelle palme.
Palme.  quello il segnale? Non  quello che gli scambisti tengono
nei loro giardini per farsi riconoscere da altri scambisti?
Mentre percorriamo il vialetto d'ingresso, il mio cuore batte
furiosamente.  vero.  cos. Suze aveva ragione. Devo dirlo
subito a Luke.
Gli afferro un braccio prima che suoni il campanello.
Luke sussurro angosciata. Non sono sicura che vogliano
parlare di vino.  una copertura.
Cosa? Si volta stupito.
Credo che vogliano... sai, no? Mi faccio forza e sussurro,
ancora pi piano. Un'orgia.
Cosa? Luke fa una gran risata, poi mi osserva con attenzione:
Becky, ma parli sul serio?.
S! Craig pratica il sesso a tre, a quattro e a... a chiunque.
Suze l'ha visto online.  un frequentatore abituale di sex party.
E guarda quelle palme. Gesticolo frenetica in direzione del
giardino.  il segno! Degli scambisti!
Sono sicurissimo che il segno degli scambisti  l'erba delle
Pampas ribatte lui, calmo.
Palma... pampa...  lo stesso. Ci serve un piano insisto.
Un segnale.
Ehi, ragazzi, eccovi qui! La voce roca di Craig ci saluta e io
sobbalzo, perch sembra che arrivi dal nulla.  affacciato a una
finestra del piano di sopra, ha una camicia con il collo sbottonato
e un ampio sorriso.
Oddio. E se ci ha sentiti? No. Non credo.
Ciao! Ho la voce strozzata. Stavamo solo... ehil.
Ciao ciao! Luke  tranquillissimo.
Scendo subito... La testa di Craig scompare e lo sento gridare:
Nadine, sono arrivati!.
Sento gi rumore di tacchi dietro la porta. Merda.
La safeword  sprygge farfuglio impanicata. Okay?
Cosa? Luke  perplesso.
Sprygge! Safeword! Sprygge!
Non ho il tempo di dire altro prima che la porta si apra e appaia
Nadine, con una camicia di seta che mette in mostra la solita
scollatura pazzesca, e un penetrante profumo al muschio.
Ragazzi dice abbracciando prima Luke e poi me.
Benvenuti!
Ciao la saluta Luke in tono disinvolto. Vi abbiamo portato
una cosina.
Nadine prende la bottiglia e i nostri cappotti e la seguiamo in
una grande stanza con il fuoco acceso nel camino e ghirlande
di luci che decorano la mensola.  un misto tra cottage di campagna
e studio di registrazione. Ci sono divani e poltrone con
le fodere di lino, ma anche tre chitarre appoggiate ai loro supporti
e un paio di enormi amplificatori.
Ragazzi! Craig ci viene incontro, con i soliti jeans strappati
e in mano una bottiglia di vino che dev'essere molto costosa.
(L'etichetta  davvero vecchia e un po' strappata, lo capisco
da quello).
Mi bacia e d una bella stretta di mano a Luke. Ed eccoci seduti
sul divano, attorno al fuoco scoppiettante, con le luci sulla
mensola del camino che si accendono e si spengono. Nadine
distribuisce olive e noccioline, Craig mette della musica e io comincio
a rilassarmi un pochino. Non sembra affatto un sex party.
Non che io sia mai stata ad un sex party.
Che ne dici di questo vino, Luke? chiede Craig. Ancora
un po'?
Luke, vieni pi vicino al fuoco trilla Nadine. Sei comodo
su quel divano? Vuoi un altro cuscino? Ancora due olive?
E subito il mio radar si accende. Stanno tutti e due addosso
a Luke, proprio come al pub. Forse per vogliono soltanto essere
carini.
La casa  incredibile! dico per fare conversazione. Tutte
quelle luci fuori! Bellissime!
Ho costretto Craig a montarle spiega soddisfatta Nadine.
Gli ho detto qualcosa tipo: ehi, prendi la scala e fallo subito.
Il boss  lei ridacchia Craig. Dovresti vederla in ufficio,
come fa filare tutti. Ancora un po' di vino, Luke? Cosa fate a
Natale?
Per la prima volta abbiamo invitato tutti da noi spiega
Luke. Sar Becky a organizzare la festa.
Tutti da te a Natale! Nadine sospira e alza gli occhi al cielo.
Ricordo quando l'ho fatto io. Sono quasi impazzita. La mia
famiglia mi bombardava: "Vorrei questo... a me piace quello...".
Alla fine ho detto: "Basta! Lo faremo come decido io".
Oh, mio Dio! esclamo, e per la prima volta sento una minima
affinit con Nadine. Per me  lo stesso! Ho creato un gruppo
WhatsApp sul Natale e mi stanno facendo diventare matta.
Tutti vogliono cioccolatini diversi, dolci diversi, e il rispetto di
tradizioni diverse. Mia sorella  vegana e la mia migliore amica
vuole organizzare attivit per i bambini, e suo marito vuole
guardare l'opera alla tiv e la nostra vicina Janice vuole una
pignatta. Non si pu fare contenti tutti.
Quanti ne hai invitati? mi chiede comprensiva Nadine,
riempiendomi il bicchiere.
Veramente si sono praticamente invitati da soli rispondo,
dopo averci pensato su un attimo.
Invitati da soli? Nadine  incredula.
Cio, io desidero che vengano mi correggo immediatamente.
Voglio un mondo di bene a tutti loro. Sar fantastico! Solo
che... ecco... c' tantissimo da fare.
E certo. Nadine annuisce. Tu credi a me, Becky, devi importi
e mettere un limite.
 solo tanto impegnativo. Bevo un sorso di vino. E adesso
mia madre e Janice hanno litigato, e verranno tutte e due...
Oh, no! esclama Nadine con una smorfia. Non  certo
l'ideale.
No, per niente. Faccio un sospirone. Non mi ero resa conto
di quanto mi avesse stressata questa faccenda di Natale. 
un vero sollievo poterne parlare con qualcuno che non c'entra.
Io vorrei soltanto che passassimo una bella giornata. Che tutti
fossero felici di stare insieme, senza preoccuparsi di come sono
stati cucinati i cavolini di Bruxelles.
E non farli i cavolini di Bruxelles, ecco il mio parere afferma
decisa Nadine. Vaffanculo ai cavolini.
Non sono i cavolini l'importante, a Natale commenta Craig,
tutto serio. La sua voce  cos rauca, da rockstar, che pare stia recitando
i versi di una perfida canzone di Natale, e mi metto a ridere.
Me lo ripeto sempre confermo. I particolari non sono importanti,
giusto? L'unica cosa che conta  stare tutti insieme attorno
a una tavola. Amici. Famiglia. Ecco cosa conta, a Natale.
E a questo brindiamo dice Craig, alzando il bicchiere.
Evviva! Anche Luke brinda.
Non potrei essere pi d'accordo dice Nadine. Ed  cos affettuosa,
in questo momento, proprio come un'amica, che mi
sento sempre pi bendisposta nei suoi confronti.
Noi abbiamo un motto le confido. Tutto quello che il Grinch
pu rubare, non  Natale.
Mi piace. Craig annuisce con aria saggia. S, mi piace. In
pi, i cavolini di Bruxelles mi fanno schifo.
Rido ancora, e Nadine mi d una pacca su un ginocchio.
Avrai il tuo Natale con la famiglia e con gli amici, Becky
mi consola. Ma, mi raccomando, cerca di godertela anche tu,
la giornata.
Godermela? Non ho neanche pensato alla possibilit di godermela,
mi basta assicurarmi che non sia una totale catastrofe.
Ma le sorrido e dico: S, ci prover, grazie.
Segue un momento di silenzio, durante il quale mangiucchiamo
le olive e Craig abbassa un pochino le luci. L'atmosfera mi
piace. Comincio a rilassarmi.
E adesso... Craig torna a sedersi, e allunga le gambe. Lancia
un'occhiata allusiva a Nadine, poi si rivolge a Luke.
Allora. Immagino che lo abbiate intuito. Abbiamo qualcosa in...
agenda per stasera.
Mi irrigidisco all'istante. In agenda?
Craig si sporge in avanti, lentamente, lo sguardo serio concentrato
su Luke, e lo stesso fa Nadine. Improvvisamente c'
tensione nell'aria, e mi sento fremere. Allora  vero. Ci vogliono.
Non mi sarei mai dovuta rilassare, non avrei mai dovuto
abbassare la guardia...
In agenda? chiede Luke, tranquillo. Pensavo fosse un incontro
conviviale.
S, be'. Craig ride. Prima di andare a letto con qualcuno
ci si conosce sempre un po', no?
Andare a letto. Oddio....
Non so quanto tu sia disponibile a questo genere di cose...
interviene Nadine con voce sensuale, gettando indietro i capelli
e guardando Luke dritto in faccia. La luce si riflette sul suo lucidalabbra,
sulla scollatura e sulla camicia luccicante ed  davvero
spettacolare.
Il cuore mi batte all'impazzata, ma non riesco ad aprire bocca.
 una sensazione surreale. E mi chiedo cosa dir Luke.
Temo di non esserlo affatto dice lui seccamente, e io provo
una meravigliosa sensazione di sollievo.
(Cio, ovviamente lo sapevo che avrebbe detto cos).
Va bene. Nadine non batte ciglio.  un vero peccato. Ma
forse riusciremo a farti cambiare idea.
Oggi ho imparato una parola nuova dico, ritrovando la
voce. Sprygge.  norvegese. Sprygge. Guardo intensamente
Luke. Sprygge!
Ma gli altri neanche si voltano.
Pensavo che tu avessi una mentalit aperta, Luke continua
Nadine, sempre sensuale, sempre pi china su di lui, il
seno bene in vista. E voglio essere onesta con te, okay? Ci tengo
tantissimo. Voglio assolutamente farti la mia presentazione.
La fisso senza capire. "Presentazione?" Come sarebbe?  per
caso un termine dello slang pansessuale feticista che non ho mai...
Poi i miei pensieri si bloccano, perch leggo la parola PRESENTAZIONE
su un documento ai piedi di Nadine, mezzo nascosto
sotto il divano.
Scusa un attimo. Ma presentazione nel senso di...
presentazione?
Okay, cosa sta succedendo?
Posso darti dei consigli. La voce di Luke  rilassata. Ma
non sono un investitore.
Per fondi ne hai. Nadine sbatte le ciglia. Hai un'impresa
che potrebbe espandersi. Tu hai l'esperienza, io ho il talento.
Vuoi dei soldi? sbotto sconvolta, e Nadine si volta, con
aria seccata.
Voglio entrare in societ dice. Non  per i soldi,  per mischiare
il talento e le idee.  per indirizzare la mia energia verso
orizzonti pi vasti. Poi mi guarda, attenta. Cosa credevi
che volessi?
Sesso! mi scappa di bocca.
Silenzio generale. Craig sbarra gli occhi. Luke si gira a guardarmi
con un'espressione che sono troppo agitata per decifrare.
Sesso? ripete alla fine Nadine. Mi guarda con un'aria talmente
divertita che mi inalbero. Non  il caso di trattarmi come
se fossi una perfetta deficiente ad averlo anche solo pensato.
Una mia amica ha letto online che voi frequentate i sex party
dico a Craig, in tono accusatorio. A Mosca eccetera. Cose a
tre e... tutto il resto. Se Nadine non sapeva dei sex party a Mosca,
peggio per lei. Benvenuta a bordo.
Ma lei non fa una piega. Anzi, sbuffa impaziente come se la
stessi semplicemente distraendo da quello che ha in programma.
S, certo, lo facciamo. Craig alza le spalle, come se stesse
dicendo che durante il weekend ogni tanto gli piace giocare a
golf. Ma stasera non  questo che avevamo in mente.
Quello che facciamo sono affari nostri dice Nadine, un
po' seccamente. Ma se credete che vi abbiamo invitati per
quello... Si interrompe e squadra la mia abbottonatissima camicetta
come se la trovasse molto divertente. Diciamo che...
non sei il tipo.
Non sono il tipo? Mi sento mortalmente offesa. Ci stanno rifiutando?
Su che base? Perch io non dovrei essere il tipo?
Io sono fantastica a letto ribatto indignata. E Luke  anche
meglio!
Tesoro interviene Luke. Grazie per la raccomandazione.
Ma... eccesso di informazioni?  stata una bella serata continua
con garbo, posando il bicchiere. E grazie a entrambi. Ma
forse...
Non vorrete andarvene? La voce di Nadine adesso  tesa.
Non mi dai neanche una possibilit? Perch pensi... Si interrompe
bruscamente e sorride di nuovo. Ho la presentazione
qui. Pronta. Penso di meritare questa opportunit.
Guardo Luke e capisco che si sente in trappola.
Va bene dice lui dopo un attimo. Sar lieto di ascoltarti.
Andiamo nell'altra stanza. Nadine si alza e getta indietro
i capelli. Ho tutto pronto di l. Perch non ti porti il bicchiere?
Mentre si avvia con Luke verso una porta alle nostre spalle,
mi lancia un'occhiata di traverso. Non preoccuparti, Becky,
non gli salter addosso.
Ah ah ah, che ridere.
Quando Luke e Nadine sono usciti, Craig ravviva il fuoco che
scoppietta e scintilla, e poi restiamo seduti in silenzio. Mi sento
tremendamente imbarazzata, a differenza di Craig che non
lo  affatto. Anzi, mi sembra che non si accorga neanche della
mia presenza.
Come va la musica? chiedo alla fine. Hai qualche nuova
canzone da farci sentire?
Cosa? domanda in tono assente. No, direi di no.
Allora... dove farai il prossimo viaggetto? Altri weekend a
Varsavia?
Non so ancora risponde Craig, sempre distrattamente.
E... dimmi... cosa ne pensi della situazione in Venezuela?
butto l, ormai disperata.
Venezuela? Mi guarda senza capire.
Come fa a non capire? Il Venezuela  praticamente il suo cavallo
di battaglia! Vorrei gridare: "Ma se una volta non facevi
altro che martellarmi con il Venezuela! E stavi sempre a suonare
la chitarra! Ed eri in grado di fare conversazione!". Ma credo
che non mi sentirebbe neanche.
Se Suze ci vedesse, dovrebbe ritirare tutto quello che ha detto.
Tensione sessuale? Flirt? Che ridere! Non mi guarda neanche.
Continua a sbirciare la porta dietro cui sono scomparsi Luke e
Nadine, e a bere grandi sorsi di vino.
Chiss come sta andando dice, con una certa tensione nella
voce. Nadine ha tanto di quel talento. Si merita un'occasione,
sai? Lavora con un tale impegno ai suoi progetti. Le dico
sempre: "Piccola, dai, fai una pausa", ma lei niente.  ambiziosa,
ecco cos'. Ambiziosa.
 molto diversa da te.
S, per questo la ammiro A Craig brillano gli occhi. Lei s
che ha le idee chiare. Sa dove vuole arrivare.  la prima donna
che ho incontrato con un suo progetto preciso.
Vorrei protestare. Io ho sempre avuto una quantit di progetti!
Solo che lui non li ascoltava. Ma a dire la verit sono un
po' stufa di parlare con Craig. Oltre al giubbotto di pelle ed alla
voce roca, non c' granch.
Vuoi guardare la tiv? mi chiede all'improvviso, e io non
mi capacito.  la goccia che fa traboccare il vaso. Ci ha invitati
a bere qualcosa e adesso vuole accendere il televisore?
D'altra parte mi sto annoiando parecchio, quindi perch no?
Finiamo su un film di Natale in cui Rae, una ragazza di citt
stressatissima, finisce bloccata in una stupenda cittadina alla
vigilia di Natale: ci trova neve e cioccolata calda, e un bellissimo
taglialegna che si chiama Chris e ha la barba di due giorni.
Rae sta giusto decidendo di partecipare alla gara per "il pi
bell'albero di Natale" e Chris si offre di tagliare un abete per
lei... quando la porta si apre ed appare Nadine, seguita da Luke.
Sbatto le palpebre, ancora presa dal film di Natale, e chiedo:
Ehi, ciao, avete finito?.
Come ti dicevo, Luke Nadine mi ignora ci sono parecchie
altre strade che possiamo prendere. Tu credi a me, uno dei miei
punti forti  un atteggiamento molto aperto nei confronti del
futuro. Qualunque versione del futuro. Perch il futuro  oggi.
Certamente. Il tono di Luke  indecifrabile.
Allora aspetto una tua chiamata?
Cosa ne pensi? interviene ansioso Craig. Nadine ha molto
talento, vero?
Molto. Luke sorride a Craig. Ma ci sono tanti elementi da
considerare. Forse per il momento possiamo lasciar perdere ed
occuparcene poi in orario di ufficio.
Sono molto flessibile anche sulle cifre aggiunge subito
Nadine. Avrei dovuto precisare anche questo.
Bene dice Luke. Buono a sapersi.
Craig ha abbassato il volume della tiv e segue con attenzione
la conversazione, ma io sono ancora presa da quello che
succede sullo schermo. Rae e Chris stanno litigando. Lei agita
minacciosa l'accetta mentre i suoi capelli si agitano al vento in
modo molto pittoresco. Perch? Cos' successo?
Comunque. Il tono deciso di Luke mi scuote. Ascoltare
le tue idee  stato molto interessante, Nadine, e grazie per quel
vino delizioso, ma credo che la nostra baby-sitter non possa
fare tardi, vero, Becky?
Ah. Vuole andare.
Oooh, se ci sbrighiamo a rientrare posso finire di vedere il
film a casa!
E l'idromassaggio? protesta Nadine. Potremmo continuare
a parlare l, bere ancora un po' di vino...
S, dovete provare la vasca dice Craig.
Credo che a questo giro passiamo. Luke mi guarda. S?
Non ho nessuna intenzione di entrare in un idromassaggio
con Nadine. Perci s, certo.
Benissimo dico alzandomi in piedi. Dobbiamo andare, ma
grazie per la bella serata aggiungo mentendo spudoratamente.
Una bella serata. Puah. Sorbirsi discorsi di affari e guardare
la tiv e sentirsi dire che non siamo adatti a una cosa a quattro?
Preferirei che fossimo semplicemente andati al Pizza Express,
almeno avrei mangiato la pizza.
 andata esattamente all'opposto di quello che mi aspettavo.
E la delusione pi grossa  Craig.  passato da ipnotico seduttore
a... bleah.
Li salutiamo e sia Craig che Nadine ripetono non so quante
volte "grazie" a Luke e gli danno la mano e Craig addirittura
lo stringe in un lungo abbraccio. (A me non mi abbraccia, noto).
Ma finalmente siamo fuori e riattraversiamo il villaggio, con
una bella luna sopra la testa e i gufi che fanno il loro verso in
lontananza. Sembra tutto un sogno surreale.
Strani dice Luke alla fine.
Strani confermo. Che ne pensi della sua presentazione?
Orribile risponde Luke, ed  cos definitivo che mi viene da
ridere. Tremenda. Ancora non ho idea di quale sia il suo progetto,
se non che prevede che la Brandon Communications le
dia un mucchio di soldi e le fornisca uno staff e una macchina.
Oddio. Non posso fare a meno di ridere. Le hai detto no?
Le dir no quando ne riparleremo. Volevo soltanto farla
smettere. Me ne liberer con garbo continua, in tono pi gentile.
Ci sono delle persone che potrebbero esserle utili. Le far
un elenco, le fornir qualche contatto. Cio,  stata coraggiosa
a volerci provare. Ha solo bisogno di idee un po' pi forti. Ha
tantissimo da imparare.
Gli stringo una mano perch  proprio da lui volerla aiutare
comunque. Com' possibile che Nadine non desiderasse fare
sesso con lui?, penso indignata, e poi mi censuro subito. Ovviamente
non avrei voluto che lo facessero. Ma comunque. Nadine
non ha proprio gusto.
Quando siamo quasi a casa, mi fermo sotto un cespuglio di
agrifoglio e di impulso bacio Luke, un lungo bacio. Lo so che
dovrebbe essere vischio, ma non saprei dove trovarlo. (Dovrei
portarmi in giro la mia ghirlanda di vischio gonfiabile). Baciarsi
per strada  sexy. Mi ricorda i primi tempi. Dovremmo baciarci
in strada pi spesso.
A dirla tutta, i baffi non sono l'ideale. Ma a parte questo, 
perfetto.
Comunque secondo me siamo una coppia molto sexy dico
alla fine, quando ci stacchiamo. Io avrei fatto sesso con noi
eccome.
Anch'io conferma Luke. Peggio per loro. Tira il fiocco
della mia camicetta. Si pu disfare?
Forse. Lo guardo provocante mentre lui lo scioglie. Tutta
questa storia del sex party mi ha eccitata. Appena Kay se ne va
accenderemo le candele... sposteremo il tappeto davanti al camino...
metteremo un po' di musica sexy... mmh.
Oh, ma il film di Natale? Me ne sono ricordata adesso. E Rae
e il taglialegna? Devo sapere cosa succeder...
No, che importa, lo recupero in streaming on demand. Dio,
la tecnologia, che cosa meravigliosa!

CHAT.

SUZE & BEX.

Suze.

Allora??? Siete nella vasca tutti ingarbugliati con Craig
e Nadine?

Bex.

No! Sto guardando un film di Natale con Luke.

Suze.

Guardate un film? Che  successo?

Bex.

Non volevano una cosa a tre. O a quattro. Non volevano
niente del genere.

Suze.

Veramente??? Ti giuro che ho letto che Craig fa queste
cose.

Bex.

Le fa. Le fanno. Ma non con noi.

Bex.

Hanno detto: non siete il nostro tipo.

Bex.

Suze? Ci sei?

Suze.

Scusa. Ridevo cos tanto che mi  caduto il telefono.

BECKY & JESS.

Becky.

Ciao Jess! Mi chiedevo una cosa: siamo sicuri che Tom
arriver per Natale?

Jess.

S.

Becky.

Perch  gi un bel po' che  via, eh?

Jess.

S.

Becky.

Per te dev'essere dura.

Jess.

S.

Becky.

Comunque, Suze e io ci chiedevamo se ti va se una volta
ci vediamo. Andiamo da Waste Not Foods?  un negozio
senza imballaggi con caffetteria vegana. Non sarebbe
perfetto?

Jess.

S.

Becky.

Sei sicura che fra te e Tom vada tutto bene?

Jess.

S.

Becky.

Perch a me tu puoi dire tutto, lo sai?

Jess.

S.

Becky.

Quindi tra te e Tom  proprio tutto okay?

Jess.

S.

Da: Tom Webster
A: Becky
Oggetto: per tua informazione
Cara Becky,
Jess mi ha inoltrato il vostro recente scambio su WhatsApp.  evidente
che ritieni che noi abbiamo dei problemi. Vorrei informarti che:
il nostro matrimonio va benissimo.
Ripeto:
IL NOSTRO MATRIMONIO VA BENISSIMO.
Ciao.
Tom.

Da: Anders Halvorsen
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Una nuova eccitante parola per il vostro dizionario:
sprygge!
Cara signora Brandon, nata Bloomwood,
grazie per la sua email. Devo per ammettere che non ho capito
bene di che si tratta.
Per rispondere alla sua domanda: no, non posso inserire "sprygge"
nel dizionario della lingua norvegese. Non conosco questa parola.
Non credo che "sia ormai entrata nell'uso quotidiano del norvegese".
E neanche che sia "sulle labbra di tutti, attualmente".
Che cosa significherebbe esattamente, secondo lei?
Cordiali saluti,
Anders Halvorsen
Redattore
Dizionario ufficiale della lingua norvegese.
...
14.

 passata una settimana e a Craig e Nadine non ci penso pi.
Perch la cosa migliore nella vita  dimenticare i momenti imbarazzanti
e passare oltre, anche se tuo marito continua a prenderti
in giro. Ieri mi ha mandato questo messaggio:

Il mio collega John ci ha invitati a cena con sua moglie. Sono abbastanza
sicuro che abbia in mente proprio una cena e non sesso a
quattro nell'idromassaggio.

Ah ah ah, che ridere.
Invece sono preoccupata per Jess, perch l'email di Tom non
mi ha affatto rassicurata. Nessuno scrive una cosa del genere se
il suo matrimonio va a gonfie vele. Tom mi sembra addirittura
un po' fuori di testa. Anche se, ammettiamolo, non  mai stato
proprio un tipo normalissimo. Non  passato tanto da quando
si era messo a costruire un enorme capanno nel giardino di
Janice e Martin, annunciando che sarebbe andato a vivere l.
Sabato mattina, mentre glasso la torta di compleanno di Minnie,
sono piuttosto in pensiero per loro, anche se quella stupida
torta al momento  il problema principale. Il pan di spagna
si sbriciola appena cerco di spalmarci sopra la crema al burro.
Pensavo che a farlo non ci avrei messo pi di dieci minuti
e avrei finito tutto mentre Minnie era a lezione di danza, invece
 un vero disastro.
Suze, aiuto esclamo disperata quando lei entra in cucina.
La torta si sbriciola appena provo a glassarla.
Hai fatto prima lo strato antibriciole? mi chiede lei.
Certo che no. La guardo. Che strato? Cosa ne sai tu?
Suze alza le spalle, il che significa che probabilmente l'ha imparato
alla scuola d'lite che ha frequentato. Salta sempre fuori
con qualche finezza che le hanno insegnato l, tipo come si
serve un pasto di sei portate o si indirizza una lettera ad un vescovo.
Sto per chiedere: "Adesso  troppo tardi per fare quello
strato l?", quando Luke entra in cucina.
Ges dice, e fa un gran respiro.
Che c'?
Ho appena parlato con Nadine.
Nadine? Poso il coltello e lo guardo. Come mai?
Mi ha chiamato per il suo progetto.
Di sabato?
Dice che ha aspettato ansiosamente una mia telefonata. Ha
un brivido. A quanto pare si  fatta un'idea... diciamo sbagliata
su come sono andate le cose quando ci siamo visti.
In che senso?
Nel senso che credeva che fossi sul punto di farle un assegno,
darle una macchina e ribattezzare la mia agenzia "Brandon
e Nadine Communications".
Oddio.  terribile, per mi viene anche un po' da ridere.
Ma  ridicolo! Non le hai promesso niente. Le hai detto: "Ci
sono tanti elementi da considerare". Ti ho sentito con le mie
orecchie.
Certo che non le ho promesso niente!  una che ci prova. O
un'illusa. O entrambe le cose. Ciao, Suze aggiunge.
Ciao, Luke lo saluta lei, e poi, con noncuranza dice: Quindi
Craig e Nadine non sono i vostri nuovi migliori amici? Peccato.
Le lancio un'occhiata piena di sospetto. Le sento nella voce
il solito buon vecchio: "Te l'avevo detto", anche se lei negherebbe:
"Ma figrati!".
Sapete una cosa? Luke comincia a preparare il caff. Nadine
era parecchio aggressiva al telefono. Mi ha fatto capire che hanno
bisogno di soldi.
Hanno bisogno di soldi? Sono sorpresa. Com' possibile?
A quanto pare, Craig  al verde. Luke alza le spalle. O almeno
cos ho capito da quello che diceva lei.
Ma  una rockstar! Non mi capacito.  andato a Varsavia!
Non pu essere al verde!
Hai ragione, Bex commenta serissima Suze. Le rockstar
non vanno mai a Varsavia se sono senza soldi. Vanno a fare le
pulizie ed usano i buoni sconto.
Ah ah ah!
Povera Bex continua lei, intenerita. Vedo che hai eliminato
le ciocche blu. E dove sono finiti gli stivaletti assassini da
sgualdrinella? Li metterai mai pi nella vita?
Sono di sopra  la mia dignitosa risposta. E sicuramente
li indosser ancora, nelle occasioni giuste.
A me piacciono gli stivaletti da sgualdrinella dice Luke allegramente.
Non me li insultate. Qualcuno vuole un po' di caff?
No, grazie dico. Noi andiamo a pranzo con Jess. Vai tu a
prendere Minnie, te lo ricordi?
Invece quegli stivaletti s che sono carini dice Suze,
squadrandomi i piedi. Sono nuovi?
S! Nuovi di zecca!
Sono stivaletti alla caviglia color caramello che mi ero completamente
dimenticata di aver ordinato finch non sono arrivati
stamattina. Li mostro a Suze, e poi mi viene in mente che
forse  un velato suggerimento.
Suze, prendili le dico di impulso.
Prenderli?
Per Natale! Comincio a sfilarmene uno. Provali.
No! Non voglio i tuoi stivaletti nuovissimi che non hai mai
messo! Suze sembra quasi arrabbiata. Rimettitelo, Bex.
Dobbiamo andare. Cos'hai intenzione di fare con quella torta?
Non so ammetto, rimettendomi la scarpa.
Ah,  una torta? chiede Luke stupito, fissando il mucchio
informe di pan di spagna e crema al burro. Credevo... Si interrompe.
Comunque a Minnie piacer moltissimo.
Mettila in freezer mi consiglia Suze. E dopo fai un altro
po' di crema al burro e gliela spalmi sopra. La crema al burro
non  mai troppa. E per completare, una bella spruzzata di glitter
commestibile. Sar perfetta. Andiamo.
Ho sempre desiderato vedere com' un negozio senza imballaggi,
dove si acquistano i prodotti sfusi, ed entrando da Waste
Not Foods ho una vera rivelazione. Ecco dove dobbiamo fare
la spesa. Sempre! Sempre qui!
Cio, basta guardarlo. Ci sono cassette di legno piene di patate
e carote sporche di terra. Uova con ancora attaccate le piume.
E una quantit di grandi contenitori di vetro, come nei negozi
di dolciumi di una volta, pieni di noci e cereali e cose del
genere. Ti servi da solo!  geniale!
Buongiorno dice la ragazza alla cassa. Ha un anellino al
naso, i capelli legati con un pezzo di spago e porta una di quelle
tuniche di lino marrone stile artista che ho sempre una mezza
voglia di comprarmi se non fosse che mi fanno sembrare
un sacco.
Lei non sembra un sacco.
Cio, magari s, un pochino, ma probabilmente non le importa
di sembrare un sacco.
Buongiorno! Le sorrido. Che bel negozio! .
Accanto alla porta sono appese calze di iuta che contengono
ciascuna una tavoletta di cioccolata equo solidale avvolta in
carta riciclata, una tazza termica ecologica e un libro intitolato
Siamo tutti condannati. Di sicuro torner a prenderne una per
Jess. Le piacer da matti.
Hai intenzione di comprare qualcosa? chiedo a Suze.
S, ho bisogno di riso risponde lei, e prende nella borsa due
vaschette da gelato. E magari un po' di pasta. E quelle patate
dolci sembrano belle, eh? Parlando tira fuori anche una borsa
di cotone ed un paio di sacchetti di carta.
Guardo vaschette e sacchetti sentendomi sconfitta. Li hai portati
apposta?
Be', certo. Suze sembra sorpresa. Qui la roba la vendono
sfusa, Bex. Devi avere con te i contenitori.
Giusto.
Cio, ovvio che lo sapevo. Solo che...
Oddio. Perch non mi sono portata niente? Con un brivido di
orrore mi rendo conto di non avere con me neanche una borsina
di tela del supermercato. Ma non ho certo intenzione di ammetterlo.
Ci mancherebbe.
Mi aggiro tra i grandi vasi di spezie e legumi, che sono per
me fonte di ispirazione e frustrazione nello stesso tempo. Vorrei
tutto! Ma mi serve qualcosa in cui metterlo. Mi serve un barattolo
od un sacchetto o qualcosa del genere...
Poi, fortunatamente, vedo uno scaffale dietro la cassa, pieno
di grandi vasi di vetro. Ottimo. Comprer un bel po' di quelli
e far finta di averne sempre avuto l'intenzione.
Salve! dico avvicinandomi di nuovo alla ragazza alla cassa.
Il vostro negozio mi ha convinta. Voglio comprare esclusivamente
prodotti sfusi.
Oh, bene dice lei.
Perci pu darmi trenta barattoli, per favore? Quindici di
quelli pi grandi e quindici piccoli.
Trenta barattoli? ripete facendo tanto d'occhi.
Per metterci dentro le cose le spiego.
Ho deciso che ho proprio chiuso con la roba confezionata. La
vedo gi, la mia cucina, con file e file di barattoli di vetro tutti
con la loro brava etichetta. Sar fantastica!
Ma la ragazza mi sembra perplessa.
Non li ho neanche, trenta barattoli in negozio dice. E poi
come li porta, trenta barattoli?
Oh. Non ci avevo pensato.
La maggior parte dei clienti arriva con dei vecchi contenitori
di plastica continua lei. Noi incoraggiamo molto il riciclo.
Non ha niente con s? Guarda le mie mani vuote.
Proprio niente?
Non vedo la necessit di usare quel tono condiscendente.
Non utilizzo la plastica rispondo con aria schifata. Benissimo,
allora mi dia sei barattoli, per cortesia. Per il momento.
La ragazza solleva le sopracciglia, cosa che ritengo del tutto
superflua, ma si gira, prende sei barattoli e li mette sul banco.
Sono piuttosto massicci. Bellissimi, per!
Prendo un cestino di vimini, ci metto dentro i vasi di vetro,
raggiungo un contenitore pieno di legumi e riempio un barattolo.
Poi guardo quello che ho comprato. Fagioli mungo! Non
ho idea di cosa farne, ma di sicuro trover una ricetta.
Sto per riempire di orzo il secondo barattolo quando mi arriva
un messaggio di Luke: "Puoi prendere le uova? Sono finite".
Gli rispondo "Ma certo" e mi dirigo verso le uova con
ancora attaccate le piume. Ne prendo due, poi mi chiedo cosa
farne. Sono sciolte, quindi come le trasporto?
Non ha un vecchio contenitore? mi chiede la ragazza alla
cassa, che mi sta osservando. I nostri clienti lo sanno che se
vogliono le uova devono portarsi una vecchia confezione.
Altrimenti  possibile comprare un portauova di bamb riutilizzabile,
a una sterlina, ma ovviamente noi incoraggiamo il riciclo.
Lo vuole?
Interpreto perfettamente la sua espressione di scherno. Mi sta
dicendo: "Vuoi inquinare ulteriormente il pianeta, razza di cretina
che non ha pensato a portarsi qualcosa in cui mettere le uova?".
No, grazie ribatto a muso duro. Ho gi i miei contenitori.
Non pu mettere le uova nei barattoli mi dice come se fossi
un'idiota.
Certo che posso la contraddico.
Metto piano piano due uova in uno dei vasi di vetro e chiudo
bene il coperchio, e poi faccio lo stesso con altri tre barattoli.
Devo solo stare attenta a portarli.
Ciao, Becky! Sento la voce di Jess e mi giro.
Ciao, Jess! La abbraccio. Questo posto  fantastico!
Che stai facendo? Fissa i miei barattoli, perplessa.
Compro le uova. Porto i barattoli alla cassa, e la ragazza li
guarda incredula. Ecco dico con noncuranza. Vorrei pagare.
Perch non hai comprato un contenitore per uova? mi chiede
Jess.
Perch non voglio distruggere il pianeta con un gesto di consumismo
inutile rispondo virtuosa. Che domande.
Ma met delle sue uova sono gi rotte mi informa la ragazza.
Accidenti.
Tanto dovrei usarle per fare le uova strapazzate ribatto subito.
Perci va benissimo. Quanto fa?
45 sterline e 89. Ha una borsa o ne vuole una?
Resto in silenzio per un attimo. Non ammetter mai che ho
dimenticato di prendere con me una borsa.
Non credo nelle borse rispondo poi. La mia regola : compra
solo quello che puoi portare.
Ma non pu portare tutta questa roba.
Mi aiuter mia sorella ribatto prontamente. Vero che mi
dai una mano a portare questa roba fino alla macchina? E anche
tu, Suze? Alzo la voce. Non vorrei distruggere il pianeta,
perci potresti aiutarmi?
Portiamo i barattoli fino alla macchina di Suze e li sistemiamo
nel baule, poi torniamo nel negozio perch Suze deve ancora
pagare.
Mi scusi mi dice la cassiera. Ha dimenticato un barattolo.
Mi porge il contenitore vuoto e io lo prendo con aria molto
disinvolta, per fare colpo su Jess.
Grazie. Quasi quasi lo riempio di... fagioli neri.
Non ho la minima idea di come usare i fagioli neri, ma mi
sembrano molto virtuosi.
Adoro i fagioli neri dico a Jess. Sono cos vegani.
Raggiungo un enorme distributore di vetro con l'etichetta
"Fagioli neri", ci metto sotto il barattolo e giro la manovella.
Una cascata di piccoli fagioli neri scende all'istante, e io sorrido
a Jess. Quando il mio contenitore  quasi pieno provo a girare
la manovella per chiudere, ma non va. Ci riprovo, ma 
bloccata. Merda.
Merda.
Vedo con orrore i fagioli traboccare dal vaso e spargersi per
terra. Tiro disperatamente la manovella ma non si muove ed i
fagioli scendono a precipizio.
Cosa diavolo succede? dice la ragazza alla cassa, mentre
tutti si girano a guardare me ed il torrente di fagioli. Giri la manovella,
presto!
Ci sto provando! urlo, il viso in fiamme. Cosa crede che
stia facendo?
La ragazza salta su dalla sua sedia e corre verso di me, ma
ormai  troppo tardi. Il fracasso  finito. Il distributore  vuoto.
Il pavimento  coperto di fagioli. Sento una specie di risata
soffocata e mi giro: Suze ha una mano sulla bocca.
Naturalmente li compro, tutti dico prima che la ragazza
dica una sola parola. Tutti. Sono utilissimi per... tante ricette.
Li compra tutti? La Ragazza nel Sacco mi guarda incredula.
Certo!
Ah-ah. Riflette per un attimo e poi alza le sopracciglia. E
come pensa di portarli via? Le farebbe mica comodo una borsa,
per caso?
Ha un tono cos indisponente che mi indigno.
No, grazie, non mi farebbe comodo una borsa. Come le ho
detto, sono una consumatrice etica che non utilizza borse.
Perci li porter... ehm... nella gonna replico, seguendo un'ispirazione
improvvisa.
Nella gonna?
S continuo in tono di sfida. Creo una specie di amaca con
la mia gonna midi - che sembra fatta apposta - e comincio a
buttarci dentro fagioli. Visto?
Suze emette un altro suono soffocato e mi viene vicino.
Bex,  un piano magnifico. Ovvio. Ma se non ti spiace arrivare
a un piccolo compromesso con i tuoi princpi etici...
magari potremmo usare uno scatolone?
Uffa. Continuo a pensare che avrei potuto portarmi via quei fagioli
nella gonna. Potevo metterne un po' nello scomparto del
cruscotto e un po' nel baule. La macchina sarebbe diventata il
nostro deposito di fagioli neri.
D'altra parte, abbiamo effettivamente fatto prima a rovesciarli
in uno scatolone, pagarli e passare alla caffetteria. Adesso
siamo tutte e tre comodamente sistemate a un tavolo vicino
alla finestra. Abbiamo ordinato e, mentre beviamo un po' d'acqua,
Suze e io continuiamo a guardarci.  arrivato il momento
di inchiodare Jess, con tutta la sensibilit e l'empatia possibili.
Vedrai il tuo tacchino vegano, a Natale  il mio approccio
iniziale. Ti stupir!
Grande dice Jess.
Lancio un'altra occhiata a Suze, chiedendomi come procedere.
Il nostro piano era di aiutare Jess ad "aprirsi", ma in che modo?
Allora... come va la vita in Cile? inizio cautamente. Dev'essere
dura. E Tom? Come sta?
Sta benissimo, grazie taglia corto Jess. Va tutto benissimo.
Ma mi accorgo che ha irrigidito i muscoli del collo. E stringe
forte il bicchiere. Chi vuole prendere in giro?
Jess, tu sei molto forte ed indipendente le dico in tono partecipe.
E per questo ti ho sempre ammirata. Ma vorrei che tu
sapessi che... noi ci siamo, per te.
S, assolutamente. Ci siamo conferma Suze.
Se ci fosse qualcosa.... Non so come continuare.
Tutta questa faccenda dell'adozione dev'essere terribilmente
stressante per tutti e due. Vero? chiede Suze a bassa voce.
Segue una pausa molto pi lunga e io resto senza parole,
perch Jess adesso ha gli occhi lucidi. Non l'ho mai vista con gli
occhi lucidi. Ho sempre pensato che fossero di granito, come i
suoi addominali.
S,  uno stress notevole risponde alla fine in tono soffocato.
 molto pi difficile di quello che avevamo previsto.
Credi di essere paziente, di saperla prendere con filosofia...
per poi...
Si interrompe, e resta in silenzio. Oddio. Dobbiamo muoverci
con la massima cautela. Guardo Suze che mi risponde con una
smorfia di incoraggiamento.
C'... cio... esito. Avete...
Non so neanche cosa chiedere. Quello che realmente vorrei
sarebbe che Jess si confidasse spontaneamente e io le dicessi
qualcosa di saggio e poi ci prendessimo tutte per mano.
Ma lei si sta gi ricomponendo. I suoi occhi non sono pi lucidi.
Forse dovremmo ordinare anche un po' di pane dice,
lanciando un'occhiata al banco.
Jess, non parlare del pane! la esorto, cercando di incoraggiarla.
Siamo qui, solo noi tre in un posto tranquillo. Perch
non ci dici...
Cosa? Mi guarda accigliandosi.
Qualunque cosa! Agito una mano Qualunque cosa! Il
Cile... Tom...
Appena pronuncio il nome "Tom", Jess reagisce.
Cos' questa storia? chiede, guardando me e poi Suze.
Ricominci con Tom? Pensavo che ti avesse scritto spiegandoti che
 tutto a posto, no?
Ecco le rispondo dopo un attimo. S, certo.
Non voglio aggiungere: "E dopo quell'email sono pi preoccupata
che mai!". E non voglio neanche domandarle di nuovo:
"Quand' che torna in Inghilterra?".
Va tutto bene. Jess mi guarda malissimo. Cosa ti aspetti
che ti dica, Becky? A cosa alludi?
A niente! Faccio una rapidissima marcia indietro. No! 
solo che... se c' qualcosa che vuoi condividere... dopo tutto
sono tua sorella... Le poso una mano su un braccio e cerco di
non far caso al fatto che si ritrae.
E io sono tua amica interviene Suze, mettendo una mano
sull'altro braccio di Jess e guardandola con i suoi occhi pieni di
calore. Perci, se vuoi confidarci...
Non vuole confidarvi niente! interviene sardonica la Ragazza
nel Sacco, che a quanto pare funge anche da cameriera e
sta passando accanto al nostro tavolo. Ges! Lasciate in pace
quella poverina!
Non sono affari suoi! protesto indignata, ma Jess ha gi
sottratto le braccia alla nostra presa. Le infila sotto il tavolo, e
sembra spaventosamente a disagio.
Mi spiace, Becky, ma ha ragione dice a bassa voce, tesissima.
Lascia perdere. Smettila di inventare problemi che non
esistono.
Ma...
Lascia perdere mi interrompe Jess, e io faccio un sospiro
di pura frustrazione. Come facciamo a parlare... se lei non vuole
parlare?
Apro la bocca, e poi la richiudo. Vorrei disperatamente
aggiungere qualcos'altro, ma l'espressione decisa di mia sorella
mi blocca. Servirebbe soltanto a farla arrabbiare, e questa  l'ultima
cosa che desidero.
Se proprio vuoi preoccuparti per qualcosa, non  del mio
matrimonio continua Jess con decisione. Ma casomai di tua
madre e Janice. Quello  il rapporto che sta andando a pezzi.
Non si parlano neanche pi, a quanto ho capito.
Cosa? Suze  scioccata, e mi rendo conto che non l'ho aggiornata
sulla situazione.
S, la mamma e Janice hanno litigato ammetto. Brutta
storia.
Ma perch? chiede Suze. Cos' successo?
Janice si sente ignorata spiega Jess senza giri di parole. Ha
l'impressione che i tuoi genitori ormai abbiano altri interessi e
si siano dimenticati di lei.
La mamma e pap hanno invitato Janice e Martin a Shoreditch,
a fare delle cose con loro dico, cercando di difenderli.
Lo so. Jess alza le spalle. Non sto prendendo le parti di
nessuno. Janice non collabora. Ha una specie di blocco riguardo
a Shoreditch. La sua ultima mania  controllare le statistiche sui
casi di accoltellamento. Continua a dire cose tipo: "Be', speriamo
che i poveri Jane e Graham non finiscano aggrediti da uno
spacciatore in moto" e "Speriamo che i poveri Jane e Graham
non vengano coinvolti in una guerra fra bande".
L'imitazione della voce tremolante di Janice  cos perfetta
che mi scappa una risata.
E comunque,  molto turbata conclude.
Non tanto da non riuscire a farsi una nuova amica protesto.
Oddio! Jess alza gli occhi al cielo. Flo.
Flo? Suze non capisce. Chi  Flo?
La nuova migliore amica di Janice spiego.
Non riesco neanche a immaginare Janice che ha una nuova
migliore amica. Suze  esterrefatta.  incredibile.
 ripugnante Jess scuote la testa.
Non sei una fan di Flo? dice Suze con una risatina. Scusa
aggiunge. Lo so che non  divertente.
In quel momento arrivano le nostre ordinazioni e cos ci interrompiamo.
Sto prendendo il tovagliolo quando sento arrivare
un messaggio. Controllo per vedere se  Luke che mi chiede
di comprare qualcos'altro, ma appena lo leggo mi porto una
mano alla bocca.
Non  possibile dico.
Cosa? chiede Suze.
 Janice dico, e giro il telefono in modo che possano leggere
anche loro.

Becky, tesoro, sar felicissima di venire al compleanno di Minnie, e se
non ti spiace porter anche la mia nuova amica Flo. Baci.
Janice xxx

Da: Anders Halvorsen
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Una nuova eccitante parola per il vostro dizionario:
sprygge!
Cara signora Brandon, nata Bloomwood,
grazie per la sua email.
La sua definizione di "sprygge" per me non ha alcun significato.
Non ricordo nessun mito norvegese in proposito, come lei suggerisce,
n "filastrocche imparate sulle ginocchia della mamma", n battute e
scherzi in cui sia compreso il termine "sprygge".
Devo quindi reiterare la mia precedente risposta: che non posso
inserire "sprygge" nel dizionario ufficiale della lingua norvegese.
Grazie per la sua offerta di una T-shirt con la scritta "Per noi  sempre
sprygge", che declino.
Cordiali saluti,
Anders Halvorsen
Redattore
Dizionario ufficiale della lingua norvegese.
...
15.

Cio, questa  una dichiarazione di guerra. Lo so che sembra
esagerato, ma di fatto Janice porta una nuova amica nel nostro
territorio. Sa che ci sar la mamma. Sa che c' tensione fra loro.
Lo fa apposta per agitare le acque.
Al momento per non ho tempo di pensarci, perch sono
troppo impegnata ad ammassare crema al burro sulla torta di
Minnie. Ne ho preparata un bel po'. Tipo due ciotole piene.
Osservo la torta, che  ancora un po' sbilenca, e aggiungo un paio
di centimetri di crema al burro. E ancora uno strato. Poi penso:
"Oh, all'inferno!" e impilo tutto il resto nel mezzo. Come ha
detto Suze, la crema al burro non  mai troppa. Adesso  spessa
almeno cinque centimetri e la torta  stupenda.
Minnie ha passato una bellissima mattinata, aprendo i suoi
biglietti di auguri e giocando con il suo nuovo monster truck e
un morbido gattino interattivo. (L'ha visto alla tiv e l'ha subito
chiesto, ma questo a Suze non l'ho detto). Adesso sono arrivati
Suze ed i suoi bambini, ed  scoppiato il caos. Minnie e Wilfie
fanno correre i monster trucks in soggiorno, mentre Ernest
strimpella qualcosa con il vecchio pianoforte (che era gi nella
casa ed  completamente scordato). Intanto Clemmie ha trovato
le palline "Jingle Bells" e le fa suonare una dopo l'altra.
Quel gattino  fantastico dice Suze, entrando in cucina con
Jess. Fa le fusa, beve il latte, fa tutto! Dove l'hai trovato?
Oh... l'ho visto in giro rispondo stando sul vago. Ovviamente
ne ho cercato una versione sostenibile, di legno aggiungo
con un'occhiata a Jess. Su Giochisostenibilidilegno.com. Ma
non ce l'avevano. Peccato.
L'industria del giocattolo ha molte colpe risponde severa
Jess.
E sai cosa? Minnie per Natale vuole sempre il cesto da picnic
informo Suze, cercando di non avere un tono troppo compiaciuto.
Gliel'ho chiesto ieri sera. Vuole solo quello. Ero certa che
non avrebbe cambiato idea.
Non darti tante arie sbuffa Suze. C' ancora tempo per
un voltafaccia.
E invece no. Le lancio un'occhiataccia.  inutile che cerchi
di farmi paura.
Mancano ancora parecchie settimane a Natale. C' tutto il
tempo per un voltafaccia. Fa la vocetta da bambina. Mammina,
vorrei tanto una sirena che parla! Se Babbo Natale mi vuole
bene davvero, mi deve portare quella. Sa che ho cambiato idea
perch lui  magico!
Piantala! Lo fai apposta.
Non mi vuole bene... Babbo Natale? continua Suze con la
voce rotta della bambina che sta per scoppiare in singhiozzi. Non
ho fatto la brava, mammina?  per questo che mi ha portato questo
schifo di cestino da picnic di cui non me ne faccio niente?
Sta' zitta! le intimo ridendo. Sei un mostro!
Bello quello, tra l'altro dice Suze, smettendola finalmente
e indicando il mio grembiule natalizio.
Oh, ti piace? L'ho preso alla... Oooh... mi interrompo. Lo
vuoi per Natale?
Bex, piantala! esclama Suze, esasperata. Piantala di cercare
di darmi tutto quello che ti sei appena comprata! Per Natale
abbiamo deciso di regalarci qualcosa che abbiamo gi spiega
a Jess. Sai, per non essere consumiste eccetera.
 un'idea sensata Jess annuisce.
Solo che Suze non mi d il minimo suggerimento protesto.
In certe culture, se tu manifesti ammirazione per qualcosa,
il proprietario te la regala immediatamente dice Jess.
Oddio. Suze ride. Te lo immagini? Bex e io non faremmo
altro che levarci quello che abbiamo addosso per donarcelo.
"Belle scarpe, Bex", "Eccole!", "Belle ciglia, Suze", "Aspetta
che te le do!"
Mi viene da ridere all'idea di Suze che nel bel mezzo di una
festa si toglie le ciglia finte e me le porge.
Ciglia? Jess  perplessa. Intendi ciglia finte?
Be'... s.
Suze, tu usi le ciglia finte? Jess  addirittura inorridita, e io
indietreggio in fretta prima che mi chieda se lo faccio anch'io.
Ogni tanto risponde Suze cauta, e lei la guarda
preoccupatissima.
Non trovi tragico il bisogno di aumentare la superficie del
tuo corpo in base agli stereotipi sessisti correnti?
Solo per le feste replica Suze. Sono bio, mi pare aggiunge
un po' vaga, guardando il soffitto.
Sta incrociando le dita dietro la schiena. Non sono bio per
niente.
Oh! aggiunge subito, sentendo suonare alla porta. Saranno
i tuoi, Bex?
Meno male, perch ho l'impressione che Jess stia per chiedermi
perch mi spazzolo i capelli dato che le spazzole sono un
oggetto sessista, o qualcosa del genere. Mentre cospargo velocemente
la torta di glitter commestibile, sento Luke che va ad
aprire e dopo un attimo arriva la voce di mia madre: Luke!
Tanti auguri, Minnie! Tesoro della nonna!.
Completo la torta con una fatina piazzata nel mezzo, e poi
copro il tutto con un'enorme insalatiera di legno che ho ordinato
un po' per sbaglio.
(Okay, del tutto per sbaglio.  il guaio degli acquisti online:
non sai mai quanto sono grandi le cose. Cio, lo so che c' scritto:
"54 centimetri". Ma chi sa quanto sono 54 centimetri?
Nessuno. Infatti).
Mi levo il grembiule, poi corro nell'ingresso dove mamma e
pap si stanno togliendo i cappotti.
Okay. Wow. Ci metto un attimo a raccapezzarmi. Mi ero dimenticata
del nuovo look dei miei genitori. Mi ero immaginata
di vederli arrivare con i loro classici vestiti da Oxshott.
Magari un blazer, o uno chemisier a fiori.
Macch. La mamma ha un abito psichedelico e un'assurda
collana che le arriva fino all'ombelico, fatta di....  nastro delle
vecchie audiocassette? Invece di una delle sue borsette, ha una
borsa a tracolla con la scritta "postino". Mentre pap indossa
uno strano berretto di lana tutto ripiegato, accompagnato da
una T-shirt con i disegni di "Rick and Morty" e dei jeans skinny
stinti. Tutto ci mi fa venire i brividi. I jeans strettissimi hanno
l'aria di essere molto scomodi e non credo che pap in vita sua
abbia mai guardato un episodio del cartoon "Rick and Morty".
Ma devo essere solidale.
Ciao! Li abbraccio. Come state? Come vanno le cose a
Shoreditch? Mi interrompo notando qualcosa. Ehi, che ti 
successo al piede?
Il piede sinistro di mio padre  tutto bendato. E non avevo
visto che appoggiata al muro c' una stampella.
Oh, niente di che risponde subito pap, porgendo il cappotto
alla mamma e recuperando la stampella. Solo un piccolo...
ehm... incontro con il terreno. E dov' la mia bellissima
nipotina?
Mentre pap raggiunge Minnie in soggiorno zoppicando,
domando spiegazioni a mia madre.
Cos' successo?
Oh, tesoro. Abbassa la voce. Pap non vuole tanto parlarne.
 caduto dal monociclo.
Oh, no! esclamo inorridita.
Non  stata colpa sua lo difende la mamma. Sta diventando
bravissimo. Ma si stava allenando nel Green Space sul
tetto e una delle api dell'alveare condominiale l'ha punto. Per
lo choc,  caduto.
Povero pap! Be', ho preparato i sandwich all'avocado che
gli tireranno su il morale.
Oh, Becky. La mamma abbassa ancora di pi la voce. Non
ti ho dato la brutta notizia, vero? Si interrompe, e sento un brivido
di terrore. Pap ha scoperto che  intollerante all'avocado.
Sembra talmente affranta che mi viene una gran voglia di
scoppiare a ridere, ma lo so che  sbagliato.
S sospira.  andato dal dottore. Ha dovuto rinunciare. E
per solidariet ho rinunciato anch'io.
Si gratta il collo e sistema la collana di nastro delle cassette,
che, devo dire, non ha l'aria di essere comoda da portare.
Quella collana ti irrita la pelle? le chiedo, notando che ha
una chiazza rossa sul collo. Perch non te la togli?
Oh. La mamma si arrende. Ecco... magari. Ma  un pezzo
unico, sai? L'ha fatta Lia, una nostra vicina. Rappresenta il Caos.
Bella! mento. Molto... artistica!
Mentre la mamma si toglie la collana e la mette nella sua nuova
tracolla, noto che ha un'espressione un po' avvilita. Be', ci
credo. Le api, il monociclo e l'avocado li hanno delusi. Adesso
magari scopriranno anche di essere allergici al gin artigianale.
Mamma, state bene? Le stringo un braccio. Vi divertite
sempre a Shoreditch?
Ma certo, cara mi risponde lei con enfasi.  sempre un'avventura.
Ogni mattina pap e io ci svegliamo pensando: "Cosa
succeder oggi?". Dopo un attimo, continua. Per ci mancano
i nostri vecchi amici.
Gi replico con cautela. Credo che anche Janice abbia sentito
molto la tua mancanza.
Ah, s? Non  mai venuta a trovarci. La mamma sorride,
ma mi accorgo che ci soffre. Non la biasimo... Shoreditch  un
bel viaggetto da Oxshott. Per poteva almeno rispondere alle
mie telefonate.
Cio? Come sarebbe?
Le ho lasciato dei messaggi, ma lei non mi ha mai richiamata.
La mamma mi fa un gran sorriso. Comunque, sar stata
troppo occupata.
Credo che Janice pensi che sia tu a essere troppo occupata
per lei suggerisco. Non fai che mettere foto su WhatsApp di
tutte le cose che fate nella vostra nuova vita.
Be', ma WhatsApp serve a quello. La mamma sembra stupita.
Condividere le foto.
La guardo per un attimo, poi mi scatta qualcosa.
Mamma, intendi dire Instagram, vero?
Oh, be', sono la stessa cosa, no? ribatte lei disinvolta.
Sto per spiegarle che no, non sono la stessa cosa, quando il
campanello suona di nuovo e avverto una leggera stretta allo
stomaco. La mamma lo sa che Janice porta la sua nuova amica?
Anzi, lo sa che Janice ha una nuova amica? Apro la porta,
ed eccola l, Janice, con in mano un mazzo di orribili fiori rosa.
Appena vede la mamma, assume una posa guardinga.
Ciao, Becky dice con voce tremula, ignorando completamente
la mamma.
Janice! Benvenuta! Sto per aggiungere: Dov' la tua amica?,
quando vedo la mamma precipitarsi verso di noi.
Janice, cara! esclama, stringendola in un abbraccio. Quanto
tempo! Oh, tesoro, ho tante di quelle cose da raccontarti. Non
hai avuto il mio messaggio in cui ti proponevo di andare a teatro?
Comunque, mi spiace che tu non sia venuta, ma lo faremo
un'altra volta, e devi assolutamente darmi il tuo parere su quella
mia idea delle dalie. Si interrompe e guarda Janice in attesa
di una risposta, ma lei appare totalmente confusa.
L'idea delle dalie? ripete.
Ti ho lasciato un messaggio in segreteria! In quel momento ero
sul tapis roulant quindi forse avevo la voce un po' affannata...
Non ho ricevuto nessun messaggio... Janice  sconcertata.
Ma te ne ho lasciati non so quanti! insiste mia madre. Ecco
perch non mi hai detto niente della nuova serie di Poirot. Vestito
malissimo, cos sciatto continua arricciando il naso. Poirot
non  mai stato sciatto. Dov' Martin?
Al... al pranzo del golf balbetta Janice. Jane, non ho trovato
nessun tuo messaggio in segreteria. Neanche uno.
Nel frattempo  arrivato anche Luke, che interviene: In questo
momento parecchie segreterie telefoniche non funzionano.
 successo anche a un mio collega. Ha perso tutti i messaggi.
Janice, ce l'hai il backup su cloud?.
La mamma e Janice si voltano a guardarlo, sempre pi smarrite,
poi la mamma chiede, ansiosa: Ho fatto qualcosa di
sbagliato?.
Non  colpa tua, Jane.  il sistema.
Luke inizia a spiegare, ma Janice lo interrompe e dice con
voce flebile: Flo sta parcheggiando.
Flo? La mamma corruga la fronte.  una tua amica, Becky?
No,  una mia amica risponde Janice con voce tremante.
Tu non c'eri, Jane, e non ti ho mai sentita e pensavo... Comunque,
Flo  la mia... nuova amica.
Segue un lungo, sgradevole silenzio. Guardo Luke e poi Jess,
che ci ha raggiunti nell'ingresso e osserva la scena attentissima.
La tua nuova amica ripete dopo un attimo la mamma con
la voce pi strana e tesa che le abbia mai sentito. Capisco. La
tua nuova amica. Bene... che bello, Janice! Non vedo l'ora di
conoscerla!
Oddio. La tensione intorno a noi  assurda. Guardo Luke senza
riuscire a interpretare la sua espressione, poi Jess, che si passa
un dito sul collo facendo il gesto di tagliarsi la gola, quindi
la mamma, che ha sempre quel sorriso fisso scolpito in faccia,
ma Dio solo sa a che cosa sta pensando.
Quando suonano alla porta, saltiamo tutti come delle molle.
Bene... dico, un po' troppo vivacemente. Allora... vado.
Apro la porta ed ecco una donna con un cappotto beige ed il
cappellino, che mi guarda attraverso un paio di occhiali con la
montatura a giorno.
Oh, ciao dice con una vocina timida, esile, che quasi non
si sente. Sei Becky? Io sono Flo.
Okay. So che non dovrei farne una questione personale. Ma Flo?
Al posto della mamma?
Sono assolutamente d'accordo con Jess. Flo  ripugnante, nel
senso di molliccia e floscia. Quando arrivo in soggiorno con lei,
Janice e la mamma, Minnie strilla: Janice! Nonna!  il mio coppleanno!
Guardate i regali!.
Mentre Janice e la mamma ammirano il gattino, arriva Suze
con un vassoio di bevande calde che ha appena preparato con
la sua tipica efficienza.
Ciao saluta Flo con un bel sorriso. Sono Suze, un'amica
di Bex. Vuoi un po' di t o caff? Il t  nelle tazze azzurre ed il
caff in quelle bianche. Il latte  nella brocca.
Oh dice Flo. Ecco. Santo cielo. Si guarda intorno,
incerta, come se aspettasse il parere di qualcuno. S. Grazie.
Se non  di disturbo... Ma non ha importanza, davvero. Non
preoccuparti.
 tutto qui sul vassoio. Suze  un po' sconcertata da quella
reazione. T o caff? Srviti.
Quello che  pi semplice dice Flo con un sorrisetto inerme.
Be', ci sono tutti e due, quindi sono tutti e due semplici.
Suze le porge il vassoio. T? Caff?
Per me  lo stesso. Flo sussulta. Vanno bene tutti e due.
Decidi tu insiste con garbo Suze.
Oh... Flo allunga una mano e poi la ritrae. Non saprei...
Mi accorgo che Suze sta per perdere la pazienza e non mi
sorprende. Mentre Flo li guarda esitando, t e caff stanno diventando
freddi.
Bene decide Suze allora che ne dici del t? Bex, prendi tu
una tazza di t per Flo?
Ci scambiamo uno sguardo, mentre io prendo una tazza e
sospingo Flo verso il divano.
Prego, accmodati le dico educatamente.
Oh. Santo cielo. Flo guarda il divano vuoto come se fosse
un campo minato. Dove posso sedermi?
Dove vuoi! rispondo cercando di essere il pi cordiale
possibile.
Ah, ecco. Flo si dirige verso l'angolino del divano, poi si
ferma con l'aria persa. Dove preferiranno sedersi gli altri? Non
vorrei stare fra i piedi. Mi fa di nuovo quel sorrisetto molle, e
io devo trattenermi per non esclamare: "Ma siediti dove ti pare,
lagna che non sei altro!".
Lascio qui il tuo t le dico gentilmente ed appoggio la tazza
sul tavolino basso. E tu decidi dove metterti.
Poi mi sento in colpa per aver pensato che  una lagna, sia
pure solo fra me e me. Forse si sente solo in imbarazzo, in mezzo
a persone che non conosce. Quando finalmente si siede,
decido di fare ancora un piccolo sforzo.
Allora, Flo, l'hai visto il nuovo Poirot alla tiv?
S mi risponde in tono estremamente guardingo, come se temesse
che io possa usare le sue parole contro di lei in tribunale.
E cosa ne pensi di questa versione?
Non saprei. Mi guarda allarmata. Bisognerebbe chiedere
agli esperti, no?
S. Be'. A te  piaciuto? insisto.
Non saprei dire. E fa di nuovo quel sorrisetto smorto.
Oddio. Avevo ragione.  una lagna. Come fa Janice a essere
sua amica?
Leggendomi quasi nel pensiero, Janice viene a sedersi accanto
a lei con la sua tazza. Un attimo dopo la mamma si sistema
davanti a loro, e tutte e tre bevono il t senza dire una parola.
Hanno lo sguardo fisso nel vuoto.  una situazione cos imbarazzante
che non la sopporto.
Torta! strillo.  ora di mangiare la torta di Minnie!
Mi fiondo al sicuro in cucina, sistemo le candeline, le accendo
e porto la torta in soggiorno, chiamando a raccolta i bambini.
Cantiamo Tanti auguri a te e Minnie, al settimo cielo, spegne
le candeline. Poi poso la torta sul tavolino per tagliarla, mentre
Luke prende piattini e forchette.
Che torta enorme! dice Janice mentre comincio a tagliarla. E
che forma interessante, Becky. Hai usato una fortiera a cupola?
Ehm... no... Le rispondo a fatica perch sono troppo impegnata
a cercare di tagliare la torta. C' qualcosa di strano. Il
coltello affonda nella crema al burro, ma non trova niente da
affettare.
Che problema c', tesoro? chiede la mamma, che mi sta osservando.
Fai fare a me.
Mi toglie di mano il coltello, affonda energica nella crema al
burro, poi guarda il dolce, perplessa. Becky, dov' la torta?
 l da qualche parte rispondo affannosamente, poi riprendo
il coltello e lo pianto qua e l. So che l dentro c' una torta.
L'ho vista. L'ho fatta io!
Quale proporzione fra torta e crema al burro hai applicato?
chiede Jess, una domanda proprio da lei.
Forse ti serve un cucchiaio cerca di aiutarmi Suze. E anche
per mangiarla, potremmo usare il cucchiaio. Potremmo considerarla...
una mousse?
Ecco. Luke mi porge un cucchiaio. Servila con questo.
Non posso distribuire cumuli di crema al burro dico a Luke
in un sussurro disperato. Verr un infarto a tutti! Non so cosa
sia successo!
Torta! Minnie mi porge il piatto e gli altri bambini arrivano
di corsa gridando: Torta! Torta!.
Fisso sconsolata la torta, o meglio la montagna di crema al
burro, e Luke interviene: Adesso la porto in cucina e la esamino
bene. La prende ed uscendo dice ad alta voce: Becky sta
facendo un fantastico costume a Minnie, per la recita di Natale.
Dovreste vederlo.
Un'ondata di amore per lui mi travolge:  cos evidente che
sta cercando di farmi sentire meglio... E tutti lo seguono su questa
strada.
Wow! esclama Suze. Fantastico, Bex!
Brava, tesoro! dice mio padre.
Faccelo vedere, dai propone Suze, ma scuoto la testa.
Dev'essere una sorpresa. Ehm... vado un attimo a vedere
la torta...
In cucina Luke sta attaccando la crema al burro con una
spatola.
Effettivamente l dentro c' un po' di torta dice, scrutandola
attentamente ma non molta. La tiriamo fuori per darla
ai bambini?
Non so proprio cosa sia successo replico sconsolata. Si sar
sciolta nella crema al burro?
Perch, le torte si sciolgono nella crema al burro? domanda
Luke.
Non ne ho idea gli rispondo, e proprio in quel momento suonano
alla porta. Oddio, chi sar? Vai ad aprire e io cerco la torta.
Recupero tutta quella che riesco a trovare e la metto in quattro
piattini. Per fortuna per i bambini l'aspetto non conta.
Metto i piatti su un vassoio e li sto portando in soggiorno quando
sento una voce nasale che ci metto un attimo a riconoscere.
Oddio.  Nadine?
Poso il vassoio per terra e corro alla porta, che  socchiusa.
Luke e Nadine sono sui gradini, e Nadine parla a raffica mentre
Luke cerca di interromperla. Quando li raggiungo, lui sta
dicendo: Mi spiace, Nadine, ma non si pu fare.
Prendi almeno questo gli porge un documento stampato,
poi mi vede e mi guarda storto. Oh, ciao, Becky.
Ha un tailleur, anche se siamo nel weekend, ed  profumatissima.
Mi sembra tutto un po' strano.
Ciao. Che sorpresa!
Nadine  venuta per parlare d'affari chiarisce Luke, un po'
teso. Ma, come sto cercando di spiegarle, non prevedo alcun
tipo di collaborazione fra noi.
Nadine non lo ascolta neanche. Non mi hai dato nessuna
possibilit. Non puoi ignorarmi e basta. Non puoi scartarmi.
La voce  ferma, ma ha il respiro affannoso.
Non ti sto scartando, affatto ribatte Luke. Per...
 un'opportunit per entrambi lo interrompe lei.  la mia
unica chance. Non puoi dirmi di no e basta.
Luke tace per un istante, poi replica: In realt s, posso. E
non credo proprio che sia la tua unica occasione....
Leggi questo. Nadine prova di nuovo a mettergli in mano
il documento. Leggilo.  diverso da quello che ti ho presentato.
Ho ascoltato quello che mi hai detto. L'ho cambiato. Gi
cambiato. Vedi? Va alla seconda pagina e indica un paragrafo
con un'unghia rosa, perfetta.  quello che mi hai detto tu.
Parola per parola. Hai detto che non era ben focalizzato, che non
era abbastanza professionale. Questo  professionale...
Nadine, questo non  professionale! esclama Luke, indicando
lei. Non puoi piombare a casa di qualcuno durante il
weekend! Ti ho detto che potevamo sentirci al telefono...
Tanto per togliermi di torno. Gli rivolge una occhiataccia.
Cos' che hai detto? "Magari dopo Natale".
Prima di Natale devo viaggiare parecchio e non sar possibile
contattarmi regolarmente, come ti ho spiegato risponde.
Luke parla con calma. Ma nel nuovo anno sar felice di parlarti
e darti qualche indicazione...
Oh, indicazioni. Il modo feroce con cui pronuncia questa
parola mi provoca un brivido. Questa donna  disturbata:
adesso c' la festa di Minnie, e non voglio avere a che fare con
niente del genere.
Nadine, dobbiamo rientrare le dico. Abbiamo gente.
Guardo Luke, che annuisce.
Prendiamo un appuntamento telefonico, va bene? Ma adesso
dovresti proprio andare.
Lei non dice niente e respira sempre pi affannosamente.
Sembra che da un momento all'altro debba esplodere in quella
giacca cos stretta. Sarebbe divertente, se il suo sguardo non
fosse tanto ostile.
Perch diavolo credi che abbiamo affittato quel cottage di
merda? esplode all'improvviso, furiosa. Per conoscere te.
Cosa? La fisso sbalordita.
Che cosa credevi? Che volessimo vivere in questo buco di
culo?
Ehi, per favore! esclamo indignata, ma Nadine ormai 
partita.
Una volta ci stavamo raccontando dei nostri ex, e Craig mi
parla di una sua ex, Becky Bloomwood. Mi suona un campanello.
Non  sposata con Luke Brandon? Sarebbe un modo per
arrivare a Luke Brandon?  la mia grande chance? Avevo gi
scritto alla tua agenzia continua rivolta a Luke e qualche impiegatuccio
del cazzo mi aveva rimbalzata.
Oddio.  una stalker.
Nadine, adesso devi andare le dico, calma.  il compleanno
di Minnie. Ci sono le nostre famiglie e gli amici.
Ah, certo. Sposta la sua attenzione su di me. La tua preziosa
famiglia, i tuoi preziosi amici.
S rispondo secca. Famiglia e amici sono preziosi, per me.
Nadine ci fissa entrambi con quei suoi occhi rabbiosi, poi d
l'impressione di cedere.
Va bene, mi spiace di avervi disturbati in questa lieta occasione
dice in tono sarcastico. Passate una splendida giornata.
E una splendida vita.
Si gira e se ne va. Io e Luke la guardiamo percorrere il vialetto.
Sono parecchio scossa.
Wow dice Luke quando Nadine sparisce dalla vista, e io
mi affloscio.
Accidenti.
Non me l'aspettavo proprio riflette lui.
E chi poteva aspettarselo? Sospiro e restiamo entrambi in
silenzio per un attimo. Poi lo guardo, mortificatissima.
Oddio, Luke, mi dispiace tanto, scusami. Non avrei mai dovuto
presentarti a Craig, non avrei mai dovuto farli entrare nella
nostra vita...
E nella mia mente aggiungo: non avrei mai dovuto vestirmi
da groupie per far colpo sul mio ex.
Non dire sciocchezze! replica Luke. Non potevi certo prevedere
tutto questo. E comunque se n' andata. Non  successo
niente.
 cos calmo, ragionevole ed equilibrato che provo un immenso
impeto d'amore per lui. Il nostro matrimonio  attaccato
ben bene con il nastro adesivo e non si scoller mai.
Abbraccio Luke e lo guardo, l'uomo che adoro, e sull'onda di questa
emozione mi sento dire: Mi piacciono tanto i tuoi baffi.
Aspetta. E questa da dove esce?
Veramente? Sembra davvero sorpreso e commosso. Oh,
amore mio.
Mi bacia e io lo stringo ancora pi forte, mentre il mio cervello
protesta: un attimo. Perch l'ho detto?
Adesso non se li taglier pi. Come mi  venuto in mente?
 solo che in quel momento lo amavo tanto, e mi  scappato
di bocca.
Ci stacchiamo e Luke mi guarda con un'espressione molto
tenera.
Tesoro mio mormora, accarezzandomi una guancia. Ti
amo.
Anch'io ti amo gli dico un po' affannosamente.
Devo aggiungere: "Per non dicevo sul serio, a proposito
dei baffi"?
No. No. Non  una buona idea.
Lui si gira per rientrare in casa.
Meglio che torniamo dentro dice. Questa cosa teniamocela
per noi, okay? Se ci chiedono, diciamo che era qualcuno che
stava facendo una raccolta di beneficenza.
S. Sono totalmente d'accordo. Buona idea. C' gi abbastanza
tensione.
Vorrei chiedergli "Che ne pensi di Flo?", ma dobbiamo rientrare
ed in ogni caso la risposta la conosco.
Luke recupera il vassoio coi piattini di torta, li guarda per un
attimo e dice: Comunque, ha l'aria di essere squisita.
Mi sento sciogliere. Quanto  caro.  un marito bravissimo.
Non gli dir mai la verit sui baffi, ho deciso. Invece far... ah,
ecco, mi far ipnotizzare e convincere che mi piacciono i baffi.
S! Ottimo piano. Cercher un ipnotizzatore online.
Mentre apro la porta del soggiorno, suona il mio telefono. Insomma.
Possibile che non possa fare una festa di compleanno
in santa pace? Penso di ignorare la chiamata, ma do comunque
un'occhiata al display e vedo il nome "Edwin".
Mmh... Meglio rispondere.
Arrivo subito mi scuso. ... una telefonata per una cosa
di Natale.
Luke porta la torta in soggiorno, e io corro in cucina e chiudo
la porta.
Ciao, Edwin. Come stai?
Benissimo, grazie! mi risponde la voce raffinata di Edwin.
E tu?
Tutto a posto, grazie.
Solo una cosina veloce, carissima. Purtroppo devo andare
nel Sud della Francia, una terribile seccatura, quindi non avr
tempo di scrivere il tuo discorso per la riunione. Riesci a buttare
gi qualcosa tu?
Resto in silenzio, sconcertata. Che cosa? Si basava tutto su
quello, sul discorso che mi scriveva lui.
Va bene. Mi schiarisco la voce. Okay... penso di s. Cosa
devo dire?
Oh, sono certo che lo sai benissimo risponde vago Edwin.
Il tuo entusiasmo per il biliardo, come ti senti esclusa in quanto
donna, quelle cose l. Giustizia sociale. Discriminazione. Fai
in modo che quelli l si sentano schiacciati dal senso di colpa.
Mi sono dimenticato di chiedertelo, hai per caso avuto un'infanzia
di stenti?
Ecco... insomma... tergiverso, pensando che i miei genitori
sono qui in casa mia proprio adesso e che una villetta indipendente
a Oxshott non si pu proprio definire "stenti". Cio,
insomma, immagino che qualche piccolo stento ci sia stato...
Splendido! Insisti tanto su quello. Adesso devo andare,
carissima. Ci vedremo l, vero?
Ma certo! E sto per aggiungere: "Cosa dovrei dire esattamente,
sul biliardo?". Ma ha gi riattaccato.
Resto un attimo immobile, a riflettere. Un discorso sul biliardo.
Sono in grado di farlo? Oddio. Non sar troppo? Non faccio
prima a regalare a Luke il suo solito dopobarba, mettendoci
trenta secondi online, e scordarmi il portmanteau?
Ma ritrovo subito la mia determinazione. Dai. Posso farcela.
Lo far. Per Luke. Che sar mai, dire due parole sul biliardo?
Alla fine,  solo un gioco che si fa con sei palle.
O sono otto?
Un certo numero di palle. Controller. Adesso per  meglio
tornare alla festa.
Mi metto il telefono in tasca e torno in soggiorno, dove tutti
i bambini sono impiastricciati di crema al burro, Flo sta commentando
con voce affranta: Devo dire che le torte non sono
tanto il mio genere, e la mamma sembra essere sul punto di
esplodere.
Mi guardo intorno e cerco di entrare nello stato d'animo piacevole
e rilassato da festa in famiglia. Vorrei sorridere e godermi
il momento. Ma non riesco. C' troppo che mi turba, in questo
momento. Flo... il disastro torta... Nadine... il discorso per il
biliardo... per non parlare di Natale, che incombe su tutto come
una specie di sberluccicante esame che devo superare.
Qua si potrebbe mettere una ghirlanda sta dicendo Suze a
Jess, indicando la mensola del camino. O magari qui. Poi si
rivolge a me. Ci chiedevamo quando hai intenzione di decorare
la casa per Natale, Bex.
E lo so che  solo una domanda, so che Suze  sempre cos,
artistica e creativa... ma non posso fare a meno di cogliere una
nota critica.
Ho pensato di aspettare. Di fare prima la festa per il compleanno
di Minnie, e poi le decorazioni di Natale.
Ah, a proposito di Natale, cara interviene mia madre. Hai
visto la ricetta per il ripieno che ti ho girato?
Ehm... Cerco di ricordare in quale dei suoi milioni di messaggi
WhatsApp parlava del ripieno.
L'ho gi mandata io a Bex, la ricetta per il ripieno obietta
Suze.  deliziosa: albicocche e nocciole.
La mia  mirtilli e castagne ribatte la mamma. Fa molto
pi Natale.
E perch non salvia e cipolla? interviene Janice. Ah, Becky,
possiamo fare una bella passeggiata tonificante, a Natale, anche
se Graham si  fatto male al piede? Perch pensavo che ci
stava bene prima la passeggiata, e poi la pignatta.
La pignatta rappresenta un'appropriazione culturale disapprova
Jess. Ve l'ho gi detto. E spero che tu non abbia in mente
di accendere il camino, Becky. Perch bruciare legna  catastrofico
per il pianeta...
Suze la interrompe, guardandosi attorno: In questa alcova
puoi mettere una fantastica decorazione. E l'albero dove lo fai?.
Oh, io... Non ho ancora deciso dove farlo, ma non voglio
ammetterlo.
E hai scelto i canti di Natale, Becky? chiede Janice. Perch
personalmente adoro Il buon re Venceslao...
Vuoi che venga un giorno e ti aiuti a decidere il posto per
l'albero? interviene ancora Suze. E anche a sistemare le
ghirlande?
No! esclamo, perch non sopporto pi tutte quelle voci.
No, grazie! Le decorazioni le faccio io, a modo mio. E decider
io il ripieno. E non accender il camino. E tutto quello che
volete ci sar, okay?
Taccio, con il respiro affannoso, rendendomi conto di quando
devo essere apparsa stressata. Scusate aggiungo, cercando
di calmarmi.  solo che  un po'...  tutto un po'...
Certo dice Suze, lanciando un'occhiata a mia madre. Bex,
non preoccuparti di nulla. Rilssati e bevi una tazza di t.
Mi siedo accanto a Flo, faccio un paio di respiri profondi e
piano piano il mio cuore si placa. Ho avuto una reazione eccessiva.
Andr tutto bene. So che mia madre e Suze si scambiano
occhiate con Janice, ma non me ne importa. Se le scambino pure.
Allora chiedo a Flo, in uno sforzo di buona educazione.
Dove passerai Natale, Flo?
Oh, Natale... risponde con aria dubbiosa. Non sono mai
stata tanto una da Natale.
Sul serio? Okay, pu bastare. Qualcuno dovr dirlo a Janice:
Flo deve sparire.

DISCORSO PER IL LONDON BILLIARDS CLUB
del futuro membro Rebecca Brandon, nata Bloomwood
copyright Rebecca Brandon, nata Bloomwood.
STRETTAMENTE CONFIDENZIALE.
Vietata ogni riproduzione fino all'11 dicembre.
PRIMA STESURA.

Il biliardo  molto.
Il biliardo  molto.
Il biliardo  molto.
Oddio.

Da: Myriad Miracle
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Re: una domanda!
Cara signora Brandon (nata Bloomwood),
speriamo che lei sia soddisfatta del Myriad Miracle Training SystemTM!
Grazie per aver verificato il sistema interattivo sulla sua app. Abbiamo
monitorato i suoi progressi e ci risulta che il suo allenamento quotidiano
sia passato da "trascurabile"a "da trascurabile a zero".
La filosofia del Myriad Miracle Training SystemTM prevede che noi
forniamo stimoli ulteriori e pi forti ai clienti la cui attivit  diminuita.
Perci vorremmo offrirle una sessione complementare via Skype con
la nostra traner, Olga Ritsnatsova. Olga  stata a lungo allenatrice
delle campionesse olimpioniche di sollevamento pesi. Presto la
chiamer per stabilire quando effettuare la sessione complementare
di tre ore, che include:
- esercizi di potenziamento ad alta intensit
- un'ora di esercizi di resistenza
- conversazione sull'alimentazione
- bagno di ghiaccio per facilitare il recupero.
Auguri per il suo percorso verso salute e benessere!
Debs
(assistenza clienti).

Da: Myriad Miracle
A: Becky Brandon
Oggetto: Re: Re: Re: Re: una domanda!
Cara signora Brandon (nata Bloomwood),
grazie per la sua pronta risposta.
Mi spiace che lei si sia rotta una gamba.
Olga attende con impazienza di sentirla e fissare la sua sessione Skype
di tre ore non appena si sar ristabilita.
Auguri per il suo percorso verso salute e benessere!
Debs
(assistenza clienti).

CHAT.

NATALE!

Janice.

Cara Becky, ieri  stato proprio bello. Grazie davvero per
averci invitate. Ho una piccola richiesta: posso portare
anche Flo a festeggiare il Natale con noi?

Suze.

Oh, Bex, ma hai visto cos'ha chiesto Janice? Vuole portare
Flo a Natale! Quella lagna allucinante!

SUZE & BEX.

Bex.

Suze!!! Hai sbagliato chat!!!!!

Suze.

Merda. Credi che Janice l'abbia visto?

Suze.

Accidenti. Due spunte blu. L'ha visto.

NATALE!

Suze.

Oh, Janice. Accidenti. Mi spiace, non volevo mandare quel
messaggio. In realt, parlavo di un'altra Flo che ho conosciuto
a un'altra festa a cui siamo andate io e Bex, tu
non c'eri. Non la trovi una coincidenza divertentissima?
Ti confermo, perci: era un'altra Flo. Non la tua amica.

Suze.

Janice???

Suze.

Ehi! Lo so che hai letto il mio messaggio.

Suze.

Okay, lascia perdere. S, parlavo PROPRIO della tua amica
perch la troviamo tutti TREMENDA.
...
16.

Okay. Niente panico. Niente panico, Becky.  solo Natale. Questo
 quello che continuo a ripetermi, ma il problema  che non
credo pi a me stessa. "Solo Natale" non esiste.
Non riesco a tenere tutto sotto controllo. Ad esempio: 1) le
ghirlande continuano a cadere dalla mensola del camino,
nonostante abbia provato con nastro adesivo e Blu Tack e a legarle
e, per la disperazione, abbia anche messo i miei pesi da palestra
per tenerle ferme; 2) Dalla palla di neve gigante con il
villaggio natalizio dentro ieri  uscita acqua sul pavimento; 3)
Il vestito di Alexander McQueen non mi entra ancora, anche
se prima di provare a metterlo ho fatto venti crunch e ho trattenuto
il respiro.
(Alla fine, sarebbe meglio fare la sessione di tre ore su Skype
con Olga?)
(No. Cio, bagno di ghiaccio? Vogliamo scherzare?)
Ma la cosa che sta andando completamente fuori controllo
: 4) Gli ospiti.
Tra Suze e Janice  un macello. Dopo il suo passo falso su
WhatsApp, Suze ha deciso di difendere mia madre e ha detto
a Janice che non avrebbe dovuto avere tanta fretta di farsi una
nuova migliore amica. Al che Janice si  offesa e ha minacciato
di non venire a Natale. Poi per ha cambiato idea e ha detto che
riteneva che l'invito fosse da parte della "cara Becky", quindi
Suze non c'entrava niente e forse era lei che doveva cambiare i
suoi programmi per Natale.
Argh.
La mamma si  scelta il ruolo di martire e dice cose tipo:
"Janice pu fare quello che vuole, se ha deciso di avere una
nuova amica e ignorare i miei messaggi in segreteria, buon per
lei, posso benissimo dare indietro il regalo che le avevo preso".
(Informazione chiave: Janice non ha ignorato i suoi messaggi,
sono andati perduti, ma ormai pi nessuno tiene in considerazione
i fatti).
Jess non prende le parti di nessuno, anzi, non comunica proprio.
In questi giorni si esprime solo a monosillabi e non  di
nessun aiuto. Le ho mandato un'email di due pagine in cui le
chiedevo cosa dovevo fare e lei mi ha risposto, letteralmente:
"Non lo so".
Quando mi sono rivolta a mio padre, lui ha detto: "Oh, si sistemer
tutto, vedrai". Allora ho domandato a Luke cosa ne pensasse
e lui pi o meno mi ha risposto la stessa cosa. (Ha parlato
molto pi a lungo ma in sostanza il discorso si riduceva a :
"Oh, si sistemer tutto, vedrai"). Inoltre pensa che non dovrei
farmi coinvolgere. Ieri sera mi ha detto: "Becky, non puoi fare
tutto.  gi abbastanza impegnativo organizzare il Natale, non
 il caso di organizzare anche le emozioni altrui".
Il che  giusto. Ma forse non ho scelta. Forse "emozioni"  un
altro elemento di cui la brava padrona di casa deve occuparsi,
come tovaglioli e tartine. Perch forse se non lo faccio non
ci sar nessun Natale.
Tutti quei WhatsApp agitati mi frullano in testa e continuo a
pensare "Dev'esserci un modo per far andare tutti d'accordo".
Ma adesso non ho il tempo di pensarci. Perch, in mezzo a tutto
questo, devo preparare il discorso sul dannatissimo biliardo.
Cammino in St James's Street, sono elegante e con i capelli
attentamente acconciati, e sto facendo un ripasso dell'ultimo
minuto sul funzionamento del biliardo. Quella specie di bastone
si chiama stecca, questo lo sapevo gi. Ma tutto il resto, tipo
come si gioca,  parecchio confuso. Ci sono la "baulk", l'"imbucata"
e la "carambola". Se fai settantasei carambole consecutive
 fallo, questo l'ho capito. Solo che non mi ricordo che cos'
una carambola.
Continuo a ripetermi che non devo partecipare a un quiz sul
biliardo. E mi sono preparata qualche frase da lasciar cadere
durante la conversazione, in modo da passare per professionista,
tipo: "L'altro giorno ho subto una doppia baulk, un incubo
totale". Ma tutto sommato quello che spero  di entrare,
fare il mio discorsetto e filarmela con il portmanteau. Comunque
Edwin si occuper di me. Lui  in grado di fare conversazione
sulla doppia baulk e tutta quella roba l.
E s, certo, ho preso in considerazione l'idea di lasciar perdere.
Quello che mi ha detto Luke  vero: non si pu fare tutto.
Io non so niente di niente sul biliardo. Lui non ha idea dell'esistenza
del portmanteau.
Ma tutto questo casino natalizio ha rafforzato la mia determinazione.
Magari al momento non posso far riconciliare la
mamma e Janice. Magari non riesco a far stare su le ghirlande.
Ma posso fare un discorso sul biliardo a una platea di uomini
con le toppe ai gomiti.
Quando arrivo, il club  tutto illuminato da una gran quantit
di candele accese nei candelieri di ottone, e i membri si aggirano
con un bicchiere in mano. Sembra quasi un luogo dove
c' vita. Mi avvicino al novantatreenne all'ingresso, e lui mi rivolge
la solita occhiata "fila via".
Buonasera dico tutta compita. Lord Edwin Tottle mi aspetta,
penso.
Lord Tottle  in ritardo mi risponde l'uomo, consultando
un foglietto che ha sul tavolo. Arriver a breve.
Ho un tuffo al cuore. Edwin non c'? Pensavo che mi avrebbe
guidata passo passo, dicendomi quello che dovevo fare.
Non importa gli rispondo in tono sicuro. Ha lasciato altri
messaggi? chiedo, vedendo che il foglietto  scritto fitto fitto.
S risponde il vegliardo con riluttanza. Mi ha chiesto di riferirle
quanto segue: "Fagli vedere l'inferno, Becky, so che puoi
farcela. Arriver prima possibile".
Grazie. Allora... posso entrare?
Le  stata accordata una dispensa speciale replica lui in
tono di suprema disapprovazione. Da sir Peter Leggett-Davey
in persona.
Mi porge un cartoncino con scritto "Pass ospite" e io me lo
metto in tasca.
Grazie! Mi rianimo. Bene, allora viva questa splendida
serata. Lei come si chiama?
Sidney risponde lui con distacco.
Ciao, Sidney. Io sono Becky, ma questo gi lo sai. A che ora
 l'assemblea ?
L'assemblea  iniziata oggi alle ore sedici dice Sidney,
indicandomi una porta chiusa. Credo che il suo... intervento
sia il numero cinquantasei del programma. Un po' di sherry?
Prendo un bicchierino ed entro nella sala con il camino, che 
stata risistemata per l'occasione. C' un lungo tavolo a cui sono
seduti cinque novantatreenni, che hanno di fronte il pubblico.
Davanti a loro, file di sedie quasi tutte vuote, tranne pochi novantatreenni
sparpagliati qua e l che sorseggiano lo sherry e
ascoltano. O dormono, anche.
Non mi sorprende. Quando mi siedo, un tizio con la barba
bianca sta declamando, con la voce pi tediosa che io abbia mai
sentito: Numero cinquantaquattro: i lavori nella sala da pranzo.
Il comitato per i lavori ha riferito a proposito del preventivo
e vorrei richiamare la vostra attenzione sui punti seguenti...
Continua per un po' una nenia sui tarli e io smetto di ascoltare,
e mi guardo attorno. Ed eccoli l, disposti su un tavolo,
i premi della lotteria. Ci sono il portmanteau, una cassetta di
sherry e un libro sul biliardo inglese. Appena sar stata accettata
come membro, mi comprer i biglietti, decido. In quel momento
preciso.
Passo in rassegna gli occupanti della mia fila e sbatto le palpebre
incredula quando vedo una faccia che conosco. ... aspetta,
chi ? Un pap della scuola? Mi spremo le meningi e alla fine
ci arrivo.  quel tipo!  l'Irritante Sciarpa Blu di Selfridges! Che
ci fa qui? Non ha novantratr anni!
Quando mi vede, anche lui si stupisce, poi si sposta per venire
a sedersi vicino a me.
Salve mi dice. Allora la donna  lei.
Che donna?
La donna che sta tentando di cambiare una tradizione di
duecento anni.
Ah rispondo orgogliosa. S, sono io. Lei  un membro del
club?
No, sono qui con la delega. Mio padre mi ha mandato a votare
contro di lei.
Contro di me?
Ma se non mi ha ancora sentita parlare! sussurro indignata,
perch i novantatreenni nei pressi gi ci lanciano occhiatacce.
Come fa a sapere che mi voter contro?
Non mi sono neanche posto il problema. Alza le spalle. 
il club di mio padre, non il mio. Io sono qui soltanto per fargli
un favore.
Be', se lo ponga adesso, il problema! scatto. Io sono qui
in nome della modernit. In nome del cameratismo. In nome
del biliardo.
Lo fisso intensamente, proprio mentre il tipo con la barba
bianca al tavolo sta dicendo: Punto numero cinquantacinque:
Notizie. Tutte le informazioni per la newsletter dei club londinesi
devono pervenire ad Alan Westhall entro venerd. Punto
cinquantasei: iscrizione di Rebecca Brandon, nata Bloomwood.
Sono io! Tocca a me! Il cuore mi balza in petto e scatto in piedi,
cercando in borsa i fogli con il discorso.
Il mio discorso.
Dove diavolo  finito?
Qualcosa non va? domanda l'Irritante Sciarpa Blu, mentre
io frugo furiosamente dentro la borsa.
No, no. Alzo lo sguardo, il viso in fiamme. So che il discorso
 nella borsa. Ne sono certa. Ma ho guardato in tutti gli scomparti
e non lo trovo. Penso furiosa che non avrei mai dovuto
comprare una borsa con gli scomparti.  molto meglio quando
 tutto un unico casino gigante.
In quel momento la porta della sala si apre ed una fiumana di
novantatreenni con in mano il loro bicchierino di sherry si riversano
nella sala chiacchierando fra loro. Vanno a sedersi, e
quasi tutti passando mi lanciano un'occhiata.
Che succede? chiedo sorpresa. Come mai arrivano tutti
adesso?
Sono venuti per votare sulla sua mozione dice l'Irritante
Sciarpa Blu. Lei  l'unico argomento interessante. Buona fortuna
aggiunge con nonchalance. Li stenda tutti.
Mi tremano le gambe, ma non posso pi tirarmi indietro. Mi
avvio verso il tavolo e lungo il percorso un novantatreenne con
una giacca da smoking di velluto mi afferra una spalla.
Becky! dice. Ti stavo cercando! Sono John, un amico di
Edwin. Sono uno di quelli che ha appoggiato la tua richiesta.
In bocca al lupo. Edwin ha detto che sarai favolosa.
Oh, be', speriamo replico ostentando un sorriso pieno di
sicurezza. Grazie!
Almeno so che c' qualcuno dalla mia parte. Mi avvicino al
tipo con la barba bianca.
Coma va? gli chiedo cortesemente. Sono Rebecca Brandon,
nata Bloomwood. Prima di tutto, volevo dirle che trovo il vostro
club strepitoso...
Grazie mi interrompe freddamente l'uomo. Sono sir Peter
Leggett-Davey. Parler quando sar il suo turno. Si sieda qui,
per cortesia.
Indica una sedia accanto a lui e io mi siedo, offesissima. Non
 necessario essere cos snob. Sono sempre pi decisa a farmi
ammettere in questo stupido club. Potrei persino imparare a
giocare a biliardo.
Buonasera a chi si  appena unito a noi dice sir Peter rivolto
alla platea. Siamo arrivati al punto pi controverso dell'ordine
del giorno. La domanda di essere ammessa a far parte del
club, fatta da una persona di sesso femminile e sostenuta da
parecchi membri oggi qui presenti. Ovviamente per accettare
la richiesta dovremmo operare una modifica nel nostro statuto,
come proposto da lord Edwin Tottle. Vi prego di esaminare
il documento che sta circolando. E inizier io, dicendo che si
tratta di una disgraziatissima idea.
Disgraziatissima?
Mi indigno sempre pi mentre lui continua a blaterare di
quanto  speciale questo club e di come le femmine lo rovinerebbero
e di come Lord Tottle ce l'abbia con lui personalmente,
fin dal penoso incidente del carrello dello sherry nel 2002,
come molti soci ricorderanno.
Okay. Quest'uomo ha decisamente bisogno di farsi una vita.
Finalmente smette di parlare ed una serie di novantatreenni
si alzano uno dopo l'altro, dicendo tutti le stesse cose sulla tradizione
e la sacralit e i "servizi", ovvero i gabinetti. Dopo un
po' smetto di ascoltare e cerco su Google "carambola a biliardo
cos'?", anche se non so esattamente come introdurla nel
mio discorso.
Signora Brandon, desidera rispondere? La voce di sir Peter
interrompe i miei pensieri e tiro su la testa di scatto. Merda.
Tocca gi a me.
Certo dico tutta impettita. Grazie mille. Le porgo i miei
pi rispettosi eccetera.
Infilo per l'ultima volta la mano nella borsa, un gesto disperato
per recuperare il mio discorso, ma non c'. Dovr improvvisare.
Cammino lentamente fino al centro dello spazio, mi giro verso
il pubblico e dico: Buonasera. Sono Rebecca Brandon, nata
Bloomwood, e come voi sono un'amante del biliardo.
Sono tutti in perfetto silenzio, e aspettano che continui.
Intravedo perfino Sidney, laggi in fondo, appoggiato alla porta.
Potrei parlare di... carambole. Allargo le braccia in un gesto
disinvolto. Potrei raccontarvi della doppia baulk in cui sono
incappata l'altro giorno. Un incubo! Faccio una risatina da
esperta. Ma oggi preferirei parlarvi delle... palle da biliardo
dico, grazie a un'ispirazione improvvisa. Pensateci, a queste
care palline. Le lucidiamo. Le rispettiamo. Grazie a loro possiamo
praticare questo gioco che tanto amiamo. Ma dovremmo
anche imparare da loro.
Cosa? Cosa dice? abbaia un uomo in prima fila che dimostra
circa centotr anni, e il suo vicino novantatreenne gli risponde
fortissimo: Dice che dovremmo imparare dalle palle
da biliardo, sir Denis.
Dopo tutto, quando una palla ne colpisce un'altra, non fa
che stabilire una connessione continuo. Le palle da biliardo
non discriminano. Le palle da biliardo sono tolleranti. Sono felici
di rotolare dove cpita, sul tavolo, di vederne tutti i lati, di
interagire con tutte le altre palle, maschi o femmine che siano.
O intersex aggiungo, dopo un attimo.
Di cosa sta parlando? chiede sir Denis, e il vicino novantatreenne
urla. Di sesso, sir Denis!
Sesso! ripete sir Denis, molto colpito.
Le palle da biliardo si connettono senza pregiudizi continuo,
cercando di ignorarli. A differenza dei circoli del biliardo.
Fisso molto severamente sir Peter. I circoli del biliardo
dicono: "No, le palle rosse non possono interagire con le palle
bianche, perch le palle rosse sono maschi e le palle bianche
femmine". E quindi cosa succede? Che nessuno vince. E il mondo
 un posto peggiore.
Grazie mille, signora Brandon comincia sir Peter in tono
gelido, ma alzo una mano per fermarlo.
Non ho ancora finito. Qui davanti a voi ci sono io, un'appassionata
del biliardo, nonch grande estimatrice della musica da
salotto, che  stata esclusa dalla pi importante esperienza che
un giocatore di biliardo possa vivere. Far parte di questo venerabile
club. E perch? Per via di una vecchia regola sorpassata
e nata dal pregiudizio che non pu avere posto nel cuore di un
sincero amante del biliardo. Voi non volete veramente scacciarmi.
Ve lo leggo negli occhi. Negli occhi di tutti voi.
Mi muovo fra le sedie, guardando i novantatreenni negli occhi,
uno dopo l'altro, e fermandomi in particolare davanti a sir
Denis, che mi fa un gran sorriso.
Di cosa avete paura? chiedo, pi dolcemente. Siate coraggiosi.
Rispettate ci in cui credete. E permettetemi di far parte di
questo club, di cui far del mio meglio per essere degna. Grazie.
Faccio un piccolo inchino e partono applausi sporadici. Sir
Denis esclama addirittura: Brava! Brava!.
Bene, se  tutto dice sir Peter mentre torno a sedermi propongo
di...
Un attimo! Una voce lo interrompe. Vorrei dire due parole.
Si sente una specie di poderoso fruscio mentre un centinaio
di giacche di tweed si girano a guardare, e con mio grande stupore
si tratta di Irritante Sciarpa Blu, in piedi in fondo alla platea.
Mi fa l'occhiolino, poi comincia: Permettetemi di presentarmi.
Sono Simon Millett e mio padre oggi mi ha mandato qui
con la delega per votare contro questa mozione. E sapete cos'altro
mi ha detto? Ha detto: "Vorrei che ti iscrivessi anche tu,
ragazzo mio, avremmo bisogno di un po' di sangue giovane".
Simon fa una pausa. A essere sincero, non ho mai pensato di
unirmi a questo club perch mi sembra rimasto al Medioevo.
Le persone che lo frequentano e i loro atteggiamenti non hanno
nulla a che fare con me. Ma oggi avete l'occasione di cambiare
le cose. Perci permettetemi di darvi un consiglio... Guarda
per un attimo la platea di novantatreenni che lo ascoltano a
bocca aperta. Fate qualcosa che renda orgogliosi i vostri nipoti.
E magari si iscriveranno anche loro. Tutto qui.
Si siede e io mimo silenziosamente con le labbra un "grazie"
rivolto a lui.
Segue un po' di trambusto tra i membri, poi sir Peter dice,
a labbra strette: Allora, si proceda con la votazione. Tutti coloro
che sono favorevoli a modificare lo statuto e ad accogliere
come membro del club la signora Rebecca Brandon, nata
Bloomwood, alzino la mano.
Scatta una foresta di mani, e io inizio a contarle ma perdo subito
il filo. Poi tocca a quelli che votano contro, e scatta un'altra
foresta di mani ma non riesco a contare neanche quelle. Oddio.
Che tensione. Votare  una procedura davvero stressante. Lo
credo che in parlamento sono sempre arrabbiati e con la fronte
aggrottata.
Dopo qualche minuto di silenzio durante il quale i membri
del comitato si consultano, sir Peter fa un gran sospiro.
La mozione  approvata dice in tono sepolcrale, qualcuno
mi afferra la mano: Congratulazioni!, e solo in quel momento
mi rendo conto di aver vinto! Faccio parte del club!
Devo comprare i biglietti della lotteria dico ansimante.
Voglio partecipare alla lotteria, per favore.
Che importa la lotteria, mia cara! esclama Edwin, che si
 materializzato dal nulla, con una sconvolgente cravatta rosa
e un olezzo di brandy. Mi acchiappa una mano e la scuote un
centinaio di volte. Hai vinto! Li hai ribaltati! Ti ho sentita parlare!
Roba fortissima! In caso di dubbio, bisogna sempre puntare
sul sesso!
Si pu sapere che cos'hanno in testa questi? Il mio discorso
non parlava di sesso. Ma non lo contraddico, perch ho troppa
fretta di prendere i biglietti.
Che botta per sir Peter! sta gracchiando Edwin. L'hai visto
in faccia?
La lotteria ripeto. Chi vende i biglietti?
Ah, sar Leonard dice Edwin. Un tipo con una giacca bordeaux.
Non ho idea di dove sia... John, non  meraviglioso?
Si volta a salutare John, che ci ha appena raggiunti, e io ne approfitto
per svignarmela. Devo trovare questo Leonard. Non
vedo in giro giacche bordeaux, perci esco dalla sala, passando
fra novantatreenni che alternativamente si congratulano o
mi lanciano occhiatacce. Neanche nell'atrio vedo giacche bordeaux,
ma sulle scale c' qualche novantatreenne, perci vado
verso di loro.
Il pianerottolo  deserto. Dove diavolo  questo Leonard?
Apro un'altra porta enorme e mi ritrovo in una grande stanza
in cui ci sono un tavolo da biliardo e Simon, tutto solo, che sta
facendo quello che sembrerebbe un tiro.
Oh, ciao! gli dico. Grazie mille per il tuo discorso. Ha fatto
davvero la differenza.
Ma figrati dice, indicando la stecca. Ho pensato di provare
il famoso tavolo, gi che sono qui.
Giusto. Certo. Il famoso tavolo.
Sto per chiedergli se ha visto Leonard, ma Simon parla per primo.
Non vedi l'ora di fare il tuo tiro di presentazione? chiede,
sistemando una palla da biliardo con gesti esperti.
Eh? Lo guardo senza capire.
Lo sai, no?  tradizione. I nuovi membri fanno il primo tiro
su questo tavolo.  un gran momento. Tutti fanno le foto. Di solito
ci sono parecchi nuovi soci, ma stasera sei l'unica.
Wow! Cerco di nascondere il mio sgomento. Ehm...
nessuno me l'aveva detto.
Okay. Devo andarmene. Partecipare alla lotteria e poi andarmene.
Furbissima.
La gente si allena tutto l'anno per avere pronto il tiro perfetto.
Di solito scelgono un colpo appariscente, spettacolare.
Alza lo sguardo dalle bilie che sta allineando. E tu? Che asso
hai nella manica?
Oh, be'... sai... Mi tengo sul vago. Un colpo che ho inventato
io... In realt, al momento ho bisogno soprattutto dei biglietti
della lotteria. Hai per caso visto un certo Leonard con la
giacca bordeaux?
No, mi spiace. Prova, dai. Mi porge la stecca e io automaticamente
la prendo. Non volevo requisire il tavolo.
Cerco di tenere la stecca con naturalezza, ma  abbastanza
pesante, e pi lunga di quello che credevo. Dovevo giocare a
pool, all'universit. Perch non l'ho fatto? Non ho mai maneggiato
una stecca in tutta la mia vita.
Eccoti qui! Edwin si affaccia sulla porta. Vedo che hai gi
la stecca in mano. Fantastico! Resta l, Becky, che chiamo tutti
quanti a vedere il tuo tiro di presentazione.
Cosa? No!
Prego,  tutto tuo dice Simon, allontanandosi dal tavolo.
Fisso quella distesa di panno verde, cercando di pensare in
fretta. Che faccio, adesso?
Non per scoraggiarti continua Simon ma adesso rappresenti
tutte le donne che giocano a biliardo. Perci ti consiglio
di non essere troppo ambiziosa. Fai una cosa semplice, e falla
alla perfezione.
Che angoscia. Non posso rappresentare le donne che giocano
a biliardo.  una follia. Devo posare la stecca, correre di sotto
e scappare. Vai, Becky.
Ma i miei piedi rifiutano di muoversi. Se adesso fuggo via,
rinuncio al regalo per Luke, e non posso. Non dopo tutto questo.
Chiss se potrei cavarmela con questo tiro di presentazione?
E se avessi un talento naturale per il biliardo di cui non mi
sono mai resa conto?
Tanto per provare, mi avvicino al tavolo e tento di allineare
la stecca come ho visto fare in tiv. Ma continua a spostarsi e
sbandare. Il guaio  che  troppo lunga.
Devo abituarmi alla stecca dico in fretta, notando che Simon
mi osserva. Sono tutte diverse.
L'hai presa... al contrario dice lui con una strana voce.
Oh. Mi sento avvampare e guardo bene la stecca. Ma certo!
Mi sono solo confusa un attimo... Giro subito la stecca, e a
momenti colpisco in faccia Simon.
Ges! Alza una mano per proteggersi. Che diavolo fai? Tu
non sei una giocatrice di biliardo, vero? Mi rivolge uno sguardo
accusatorio.
Ma certo che lo sono! affermo decisa, poi mi rendo conto
che  inutile. Okay, no, non lo sono ammetto a bassa voce.
Ma non dirlo a nessuno.
Simon mi guarda per un attimo, poi va alla porta, e la chiude
con un fermaporta.
Parla in fretta dice. Perch hai fatto tutto questo casino
per farti ammettere al club, se non giochi a biliardo?
Per vincere la lotteria ammetto.
La lotteria? Mi fissa come se fossi pazza. La lotteria?
Veramente. Non c' motivo di guardarmi cos. Che c' di male
a voler vincere una lotteria?
Per il regalo di Natale a mio marito spiego, in tono sostenuto.
Il primo premio  un fantastico portmanteau e si pu vincere
solo se sei un membro del club, quindi dovevo diventarlo.
Simon sbuffa.
Dici sul serio? Non volevi prendergli un dopobarba?
Ho lasciato perdere. Avevi ragione tu, non desiderava una
sorpresa. Ma non volevo fargli un regalo... insomma... prevedibile,
e cos...
E cos hai deciso che invece avresti cambiato le regole di una
istituzione bicentenaria completa Simon. Tuo marito lo sa?
Ma no, figrati! rispondo con veemenza.  il suo regalo
di Natale! Non dici a qualcuno cosa gli regalerai a...
Mi interrompo perch bussano alla porta e sento la voce di
Edwin: Ehi! La porta  bloccata! Finch? Dov' Finch?.
Merda. Arrivano. Che faccio?
Hai mai giocato a snooker? mi chiede Simon. A pool?
No. Per so come si fa. Guarda.
Mi avvicino al tavolo ed eseguo quello che mi pare un buon
tentativo di tiro, tranne che manco la palla e la punta della stecca
graffia il panno.
Simon ha un brivido e mi toglie la stecca di mano.
Senti mi dice serissimo. Se strappi il panno di questo tavolo,
non garantisco per la tua incolumit. Se fossi in te, fingerei
di sentirmi male e me ne andrei.
Eccoci qui! La porta si apre ed appare Edwin, seguito da una
folla di novantatreenni. Vedo che sei prontissima, Becky!
Dobbiamo solo aspettare sir Peter.
Bene. Sono totalmente in preda al panico. Io avrei solo bisogno
di un biglietto della lotteria. Dov' Leonard?
Non saprei risponde Edwin, mentre sir Peter fa il suo ingresso
nella stanza.
Mi guarda come se fossi una forma di vita inferiore, e poi
annuncia, come se ogni parola gli causasse dolore: Benvenuti
all'odierna cerimonia di accoglienza. Sono lieto di dare il benvenuto
alla nostra pi recente socia, la signora Rebecca Brandon,
nata Bloomwood. Signora Brandon: il tavolo. Fa un passo indietro
e indica il tavolo, ed Edwin lancia un gridolino di
incoraggiamento.
Mi sento debolissima. La stecca mi scivola fra le dita. Arrivano
ancora altri novantatreenni, sono sempre di pi ad affollarsi
nella stanza per vedere. Edwin ha tirato fuori il cellulare
per riprendermi. E se scappassi e basta?
Poi vedo una giacca bordeaux confusa fra le altre, e la mia
decisione si rafforza. Dai. Posso ancora conquistare il mio premio.
Non posso mollare. Devo solo superare questo momento...
E mi viene un'idea.
Buonasera dico a quella marea di vegliardi. E grazie per
l'affettuoso benvenuto che molti di voi mi hanno rivolto.
Vorrei dire due parole.
Aspetto finch scende il silenzio, poi inspiro profondamente
e vado.
Questa sera ho messo fine a una lunga tradizione proclamo.
E vorrei ringraziare il vostro club per la flessibilit dimostrata,
per la disponibilit a cambiare e per il sostegno che mi avete
dato. Ora siamo qui riuniti per il mio tiro di presentazione.
Mi appoggio al tavolo con disinvoltura, e poso una mano sul
tappeto verde con un gesto autoritario, da giocatrice incallita.
Ma vorrei sfidare anche questa tradizione. Non voglio festeggiare
la mia ammissione "mettendo le palle in buca" o "marcando
il territorio", ovvero in un modo che, al giorno d'oggi,
appare francamente un po' sessista.
Cosa? farfuglia sir Peter, indignato.
Parla di nuovo di sesso dice sir Denis al suo vicino. Questa
ragazza mi piace molto.
Invece, preferirei fare una dichiarazione di appartenenza
continuo in fretta. Impugno la stecca e la guardo intensamente
per qualche secondo. Su questa stecca io mi prometto a te,
mio club di biliardo dico con fervore alle luci tenui dell'alba
come al... crepuscolo. Biliardo per sempre! concludo rapidamente,
e faccio un piccolo inchino agli astanti.
Dopo un attimo di silenzio stupefatto, nasce un gran trambusto,
su cui svetta la voce di Edwin che grida: Biliardo per
sempre! Brava! Bravissima!.
Ridicolo! sta protestando energicamente sir Peter con i suoi
amici. Assolutamente ridicolo.
Lo ignoro, e mi precipito verso la giacca bordeaux, abitata
da un uomo con la faccia violacea. (Dovrebbe proprio scegliere
giacche di un altro colore).
Buonasera!  lei Leonard? Posso comprare cinque biglietti
della lotteria?
Finalmente! Finalmente! Sto gi aprendo il portafoglio quando
Leonard scuote la testa.
Mi spiace, mia cara, ma la lotteria  chiusa dice tutto
tranquillo.
Chiusa? Mi blocco, con i soldi in mano.
Sto per fare l'estrazione, nell'atrio spiega. L'estrazione dei
biglietti vincenti avr luogo fra due minuti! grida forte e tutti
escono dalla stanza.
Resto immobile ed incredula per un attimo, poi mi riprendo.
Va bene. Posso farcela. Aspetto di scoprire chi vince e poi lo
persuado a vendermi il portmanteau. Mentre vado a rimettere
a posto la stecca, vedo Simon che mi sorride.
Bel discorso. Oggi li hai veramente stesi. Come mai tanta
fretta? mi chiede, vedendomi buttare la stecca a casaccio.
Devo assistere alla lotteria, per comprare il portmanteau da
chi lo vince.
Insisti ancora con questa cosa? chiede, scuotendo la testa.
Ma certo che insisto!  il motivo per cui sono qui.  lo scopo
di tutto.
Vedo una strana espressione sul viso di Simon, che mi studia
attentamente.
"C' chi  disposta a fare un piccolo sforzo in pi per trovare
il regalo di Natale al proprio marito". Ricordi di avermelo
detto? Mi  rimasto impresso.
S. Mi chiedo dove voglia arrivare. Ed  la verit.
Questo non  un piccolo sforzo.  scalare una montagna. Il
suo sguardo si addolcisce. Spero che tuo marito lo apprezzi.
Be'. Alzo le spalle, imbarazzata. Sai com'. Non mi piace
rinunciare.
Brava. Con gesto teatrale, tira fuori di tasca una sventagliata
di biglietti e me li porge. Li ho comprati prima. Sono tuoi,
tutti e dieci. Spero che tu vinca.
Oh, mio Dio! sussulto per la sorpresa. Grazie mille! Mi precipito
sullo scalone, invaso dai soci che assistono all'estrazione.
Nell'atrio, Leonard ha in mano una grande coppa d'argento.
Accanto a lui c' Sidney, con i pantaloni e il panciotto a righe,
pronto a estrarre i numeri.
 il portmanteau, primo premio della lotteria di quest'anno...
sta dicendo Leonard. Sidney, per cortesia, provvedi.
Sidney infila una mano nella coppa, fruga un po', e tira fuori
un biglietto piegato.
Numero 306 legge forte. Acquistato da... Simon Millett.
Per un attimo queste parole non hanno per me alcun senso.
Simon Millett? L'Irritante Sciarpa Blu?
Sono io! strillo. Io! Io! Ho vinto!
In preda all'euforia, scendo le scale facendomi largo tra le
giacche ruvide ed i bastoni. Ho vinto! Posso regalare il portmanteau
a Luke!
Salve. Arrivo senza fiato nell'atrio, sventolando tutti i miei
biglietti. Sono io!  il mio biglietto! Mamma mia, che emozione!
Grazie, grazie mil...
Un attimo!
La voce stentorea di sir Peter Leggett-Davey mi interrompe,
e lo vedo avanzare sul pavimento di piastrelle con un'espressione
estremamente ostile sul volto.
Signora Brandon, non capisco come lei possa essere la vincitrice
dice in tono tagliente. Il nome sul biglietto  Simon Millett.
S, ma mi ha regalato i suoi biglietti spiego.
 vero, glieli ho regalati. La voce di Simon arriva dalle scale,
e io lo ringrazio con un gesto della mano. Ma l'espressione
di sir Peter non muta.
Leonard dice freddamente. Hai venduto questo biglietto
a Simon Millett? Non  un membro del club e quindi non pu
partecipare. Parlando, sir Peter fa a pezzi il biglietto.
Per cortesia, rimborsa il signor Millett. I suoi biglietti non
sono validi, sono nulli.
Cosa? Simon protesta dalle scale. Che idiozia! Ho la delega
di mio...
Non esiste una delega per la lotteria lo interrompe sir Peter.
Sidney, fai un'altra estrazione.
No. No. Non pu farlo.
Ma il premio l'ho vinto io! protesto furiosamente. Non 
giusto! Io sono un membro. Ho vinto.
Vergogna! La voce di Edwin si alza lealmente in mio soccorso,
ma a nessun altro sembra che importi.
Fai un'altra estrazione ripete sir Peter a Sidney.
Con piacere, sir Peter dice Sidney lanciandomi un'occhiata
di trionfo di cui non c'era il minimo bisogno. Prende un altro
biglietto, lo apre e legge con grande vigore: Numero 287,
Sir Peter Leggett-Davey.
Bene! dice sir Peter. Che piacere.
Ha vinto sir Peter?
Lo guardo disperata. Chiuso, allora.  la fine. Non mi vender
il portmanteau neanche in un milione di anni. Ho perso.
Tanta fatica per nulla, ho perso.
Mentre Sidney estrae un altro biglietto, mi giro affranta, le
spalle un po' curve. Quello che ha appena detto Simon  vero.
Mi sembra di aver scalato una montagna per il regalo di Luke.
Ma a cosa  servito? Ci sono arrivata tanto vicino... e non ce
l'ho fatta.

CRONOLOGIA RICERCHE.

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Migliori regali di Natale per marito.

Migliori regali di Natale per marito non dopobarba.

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Come festeggiare il Natale con ospiti che non si parlano.

La torta si dissolve nella crema al burro?
...
17.

 passata una settimana e le cose vanno... come vanno? Bene e
male, credo. Diciamo che sono... variegate.
Prima le cose che vanno bene. Non vorrei portare sfortuna...
incrocio le dita... ma i miei preparativi sono a buon punto.
Mancano cinque giorni a Natale e finalmente mi sembra di averlo
in pugno. Ho finito il costume di Minnie. Ho decorato la casa e
le ghirlande tengono. Ho impacchettato tutti i regali, compreso
il cesto da picnic. Il tacchino vegano arriva domani e il tacchino
vero e proprio arriva il 23. Ho sparso candele profumate
dappertutto. Una playlist di canti e canzoni di Natale suona
in loop. Ho appeso i biglietti di auguri a un nastro (la maggior
parte sono di agenti immobiliari ma non importa) e ho messo
l'agrifoglio dietro le fotografie. Il boschetto di Natale riempie il
bovindo della sala da pranzo ed  strepitoso (devo solo smettere
di mangiare le stelle di cioccolato o non ne rester neanche una).
E ieri sera abbiamo decorato l'albero di Natale classico, che
 stupendo e fa profumare tutta la casa come una foresta.
Scintilla di luci e decorazioni ed  perfetto. A chi importa se manca
quello stupido lama argentato? Non a me!
(Okay. Forse controllo ogni ora se per caso il lama  disponibile
online. Ma non lo . Quindi non me ne importa e basta).
Questo  quello che va bene. Ecco qualcosa di un po' meno
positivo: non ho ancora il regalo per Luke, e ogni volta che ci
penso mi prende lo sconforto. Non ho superato la mia terribile
sconfitta, e di conseguenza non riesco neanche a immaginare
di comprare qualcosa che non sia un portmanteau proveniente
dal London Billiards and Parlour Music Club.
So che  stupido.  solo un regalo di Natale. E ieri sera ho
trovato un maglione blu che ho comprato secoli fa per il compleanno
di Luke e di cui mi ero dimenticata, perci potrei dargli
quello. Sarebbe contentissimo. Mi basterebbe rifare il pacchetto
e sarei a posto. Ma non posso farci niente... Spero ancora
di trovare qualcosa di spettacolare, che lo lasci a bocca aperta.
Anche se non so che cosa.
Questo  l'aspetto meno positivo. E adesso passiamo a quello
che va veramente male: la mia famiglia e i miei amici sono ancora
ai ferri corti. Nessuno pi interviene nella chat di Natale.
Il gruppo  passato dalle frasi al vetriolo al silenzio pi totale.
L'ultimo messaggio era di Janice e diceva: "S, e NON SONO
D'ACCORDO", in risposta a Suze che le chiedeva se avesse letto
la sua email. (Quale email?) Dopo di che, nada.
Suze  partita senza preavviso per il Norfolk, dove c'era una
specie di pre Natale con la famiglia, cos non gliene ho potuto
parlare. E se anche solo tento di introdurre l'argomento con la
mamma, lei sfodera subito una vocetta permalosa e dice cose
tipo: "Magari non torner mai pi a Oxshott" e "Pu darsi che
la mia amicizia con Janice sia sempre stata un'illusione, Becky".
E quando ho chiamato Janice per fare due chiacchiere, ha risposto
Flo. Flo! Ero cos inorridita che ho chiesto a Janice soltanto
che tipo di sugo di arrosto preferisce ed ho subito riattaccato.
Non mi ricordo neanche cos'ha detto. Anzi, non credo neppure
che esistano diversi tipi di sugo d'arrosto, vero?
(O s? Dio mio. Non dovrei proprio essere io a organizzare il
Natale).
Per la disperazione mi sono messa a guardare un film di Natale
dopo l'altro, e negli intervalli provo dei veri e propri sintomi
da astinenza. Sono come il Valium, non che io sappia com'
il Valium, ma me lo immagino. Mi fanno sentire calma, felice
e fiduciosa, perch in tutti quei film, non uno escluso, lo spirito
del Natale riavvicina le persone. Padre divorziato maniaco
del lavoro e bambino trascurato? Spirito del Natale. Tipo burbero
che detesta i "nuovi arrivati" e vicino immigrato? Spirito
del Natale. Padrone della fabbrica e lavoratori sfruttati? Spirito
del Natale. (In quello cantano anche una canzone tutti insieme
mentre il padrone si veste da Babbo Natale e d a tutti un
aumento di stipendio).
Ogni volta che un film arriva ai titoli di coda io mi rilasso
soddisfatta e penso: "Andr tutto bene, grazie allo Spirito del
Natale!". Ma se guardo ai fatti concreti, il mio ottimismo svanisce.
 facile, quando sei in una pittoresca cittadina del New
England e puoi contare su una bella nevicata al momento giusto.
Nella vera Inghilterra non nevica mai tranne che nei momenti
pi sbagliati, tipo quando stai per prendere l'autostrada.
E non organizziamo nemmeno incontri per intonare i canti
natalizi o per la gara di taglio della legna, quindi come facciamo
a riconciliarci e abbracciarci indossando maglioni natalizi
e dire: "Oggi abbiamo imparato qualcosa"?
Che stupida la vita reale. Perch non  come un film di Natale?
Avevo pensato che la recita scolastica di Minnie sarebbe stata
l'occasione giusta... ma i miei non ci vengono neanche,
perch pap ha un appuntamento per il suo piede. E quindi addio
occasione giusta. Uffa.
Sono seduta in cucina e finisco di bere il caff, mentre Minnie
canta a squarciagola Hark dah herald angel king!. (Ho cercato
di correggerla, spiegandole che  "herald angels SING" ma
lei non si smuove assolutamente da "KING".  ostinata, mia
figlia). Stamattina si  svegliata alle cinque ed  arrivata in camera
nostra urlando : "La recitaaaaa! La recita di Nataleeeee!".
Sei emozionata? la abbraccio. Io sono emozionatissima!
Non vedo l'ora che sia oggi pomeriggio.
Continuo a guardare il suo costume, appeso alla gruccia. Farlo
mi ha distrutta, e non mi piace vantarmi... ma  fantastico.
La seta crea un lussureggiante drappeggio, i lustrini sono sontuosi
e se Minnie non vince l'Oscar per il Miglior Re Magio allora
nel mondo c' qualcosa che non va. (Okay, lo so che non
esiste. Ma per me s).
Bene dice Luke entrando. La casa  bellissima, l'albero di
Natale sta su, siamo a posto.
Tranne che i nostri ospiti non si parlano faccio notare.
Oh, la cosa si sgonfier, vedrai. Liquida cos la faccenda
e a me vengono i nervi. Non ha neanche WhatsApp, lui, perci
cosa ne sa?
E se non si sgonfia?
Lo far.
Ma se no? Dio, come vorrei che la vita fosse come un film
di Natale! E tu? aggiungo con un bel sospirone.
Mmh... Luke non si sbilancia. In che senso?
Be'... ma in tutti i sensi! ribatto stupita.
In quale senso potresti non volere che la vita sia come un
film di Natale?
In tutti i sensi? Luke scoppia a ridere. Anche nel senso di
saccarina, falsit e totale distacco dalla realt?
Lo guardo malissimo. Il suo problema  che non guarda abbastanza
Hallmark Channel. Se fossimo in un film di Natale,
invece di mettersi a ridere mi direbbe: "Oh, dolcezza, ora ti verso
un bel bicchiere di sidro di mele!".
Va bene si addolcisce Luke. E cosa succederebbe, in un
film di Natale?
Si ritroverebbero tutti in una occasione di festa, con i loro
maglioni natalizi, e si abbraccerebbero, rendendosi conto all'improvviso
che lo spirito del Natale  pi importante di... Mi interrompo,
colta da un'ispirazione. Aspetta! Ci sono! Luke, ci
serve un'occasione di festa!
Ce l'abbiamo un'occasione di festa mi risponde, perplesso.
Si chiama Natale.
Una festa prima di Natale! Per trovarci tutti insieme con i maglioni
natalizi e vivere lo spirito del Natale e fare pace. Organizzo
qualcosa aggiungo in tono deciso. E non inviteremo Flo.
Luke apre la bocca per obiettare, lo so, ma lo ignoro, perch
qualunque cosa possa dire, ho ragione io.  la cosa giusta.
Non i canti di Natale perch nessuno di noi sa cantare. Non
spaccare la legna perch... ovvio. Non una corsa con le slitte
perch non siamo nel Vermont.
E poi, mentre arrivo a scuola con Minnie, trovo la soluzione.
Faremo le casette di pan di zenzero! Sar divertente e non
importa se faranno schifo perch al limite ci mangiamo il pan
di zenzero.
Minnie le dico. E se invitassimo tutti a fare le casette di
pan di zenzero da noi?
S! Lei  entusiasta, e io sono felice. Finalmente ho la situazione
sotto controllo. Ho un piano.
Quando arriviamo in classe, c' un viavai di genitori che portano
i costumi e di bambini che dicono a Miss Lucas: Guarda
il mio, guarda il mio!.
S! Miss Lucas sorride a tutti. Meraviglioso! Oh, Zack, che
bella la tua maschera da asino!
Ah ah. Seta blu notte e lustrini battono sei a zero maschera da
asino. Per la primissima volta, mi sento quella che sbaraglia tutti
nelle attivit manuali. Sono quella che ha fatto uno sforzo in
pi. Vedo i cappotti di Wilfie e Clemmie appesi ai ganci, il che
significa che Suze  gi andata via... peccato, perch ero impaziente
di vantarmi con lei del mio lavoro. Ma vedr il costume
durante la recita. Forse  ancora meglio cos. Non vedo l'ora.
Mentre sogno beata, noto Steph che sta arrivando a scuola,
e ho una stretta al cuore. Ha un aspetto spaventoso. La pelle 
grigiastra, ha i capelli unti e lo sguardo perso. Harvey la tira
per un braccio cercando di richiamare la sua attenzione, ma lei
neanche lo sente.  persa nei suoi pensieri. E non sono belli.
Devo parlarle, ma non qui davanti a tutti. Corro di nuovo
fuori con Minnie, e le vado incontro al cancello.
Steph! la saluto.  un po' che non ci vediamo. Stai bene?
Lei sobbalza come se l'avessi appena svegliata da un incubo.
Oh, ciao, Becky dice, la voce asciutta e rauca. Ciao. Scusa,
sono io che sono un po' sparita. Arrivavo e scappavo.
Non scusarti! Volevo solo, ecco, sapere come va, come stai.
S risponde quasi in un sussurro, poi fa un sospirone come
per ricacciare indietro le lacrime. Non tanto bene.
Ecco. C' qualcosa... sei... Esito, non so bene cosa dire,
voglio farle capire che ci sono ma non intendo fare la ficcanaso.
 per...
 andato dall'avvocato dice a voce cos bassa che riesco a
malapena a sentirla. Vuole divorziare.
Di gi? Sono scioccata.
Passo met giornata al telefono con il mio avvocato. Da impazzire.
Non ho il tempo per divorziare, io. Ad esempio adesso
sono gi in ritardo per una riunione e l'avvocato mi ha appena
chiamata. E poi c' Natale continua, affranta. Come fa
la gente ad avere il tempo? Scoppia in una risata isterica, poi
si interrompe bruscamente quando vediamo passare la mamma
di Eva, che ha in mano un enorme e soffice costume da pecora.
Guardate il mio costume! strilla Eva. Me l'ha fatto la
mamma!
Steph si blocca e diventa ancora pi grigia in faccia. Si guarda
attorno freneticamente e vede tutti quei bambini eccitati, che
arrivano con i loro costumi.
Costume dice, e si blocca. Costume. Non ho... Oddio. Il
cartamodello. L'ho messo... non so dove.  oggi, vero?
Sono costretta ad annuire, e vedo il panico che la assale.
Dov' il mio costume? chiede Harvey, e la guarda con tanta
fiducia che mi si stringe il cuore.
Oh, Harvey. Tesoro. Non preoccuparti! Steph sembra sul
punto di vomitare. Adesso vado al... ti prendo un... Guarda
l'ora. Oddio, sono cos in ritardo... Barcolla un attimo sui tacchi
e allora mi spavento.
Ne ho uno in pi le dico precipitosamente. Prendi questo.
Uno in pi? Steph mi fissa.
S! rispondo nel tono pi convincente possibile, e le mostro
il sacchetto. Questo a Minnie non sta, perci l'ho portato
a scuola per vedere se serviva a qualcuno e... siamo a posto,
no? Ha ancora il nome di Minnie, ma basta cambiarlo. Harvey,
ecco qui il tuo costume!
Becky, sei sicura?
L'espressione di gratitudine di Steph  quasi intollerabile,
perch  cos distrutta, cos abbattuta. Vorrei poter sistemare
tutto per lei.
Ma almeno posso fare questo.
Ma certo! Non mi aspettare, se sei di corsa.
Grazie. Steph mi stringe un braccio. Grazie mille, Becky.
Poi corre in classe, tenendo la busta in una mano e afferrando
Harvey con l'altra.
Quello  il mio costume dice Minnie, che ha osservato il
tutto con aria allarmata. Il mio costume. Alza la voce.  il
mio costuuuuuuuume!
Oddio.  passato un bel po' dall'ultima volta che Minnie 
andata in crisi. Non mi ricordavo di quanto possa essere assordante
la sua voce.
Ridammelooooo! strilla.  miooooooooo!
Minnie, quello doveva essere il tuo costume le dico inginocchiandomi
in modo da guardarla negli occhi. Doveva essere
il tuo costume. Ma l'abbiamo dato ad Harvey. Natale significa
questo: donare. A te piace fare i regali, no? Ecco... abbiamo
fatto un regalo!
Mentre le parlo, mi rendo conto finalmente delle conseguenze
del mio gesto. Ho lavorato tanto a quel costume. Tagliare la
stoffa, cucire, scucire, ricucire. Attaccare una montagna di lustrini.
Ci ho messo una vita. E adesso non vedr Minnie indossarlo
durante la recita. Continuo a sorriderle, ma mi vengono
le lacrime agli occhi.
Poi mi tiro su e scrollo la testa. Dai. Non  niente. Va bene cos.
Amore, dobbiamo fare un salto a casa le dico, cercando di
essere convincente. Andiamo a prendere l'altro costume. Che
 anche pi bello.
Corriamo alla macchina, e intanto mi spremo le meningi per
capire come fare un costume da re magio in cinque minuti.
Appena arriviamo mi precipito in camera e comincio a frugare nei
miei cassetti in cerca di qualcosa che luccichi. Una sciarpa? Uno
scialle? Posso utilizzare un po' della mia bigiotteria?
Minnie mi osserva in silenzio per un minuto, poi comincia
a frugare anche lei.
I re hanno la collana dice, prendendo una collana di strass
dal cassetto. I re hanno due collane.
Suonano alla porta e io vado ad aprire imprecando. Sulla soglia
c' il postino che mi guarda dietro una pila di scatoloni.
Ah,  in casa! esclama. Pensavo di ammucchiare tutto qui
dove lo lascio di solito...
Grazie! dico senza fiato, prendendo gli scatoloni e chiudendo
la porta con il fianco. Apro tutto dopo. In questo momento
non ho proprio tempo.
O magari li apro subito. Solo per vedere cosa c'.
Nella prima scatola trovo delle canottiere per Minnie. Nella
seconda ci sono delle risme di carta A4 per la stampante. Che
noooia. Ma l'ultimo pacco  una grossa busta imbottita, che contiene
qualcosa di morbido avvolto nella carta velina...
Oooh. Sono le mie sciarpe di Denny & George! Finalmente!
Le tiro fuori in fretta e furia dalla carta velina. Una  di seta
turchese, una di tulle rosa e una di velluto, di un rosso scuro
e intenso.  enorme, praticamente uno scialle, e capisco subito
che  perfetta.
Corro su per le scale stringendo le sciarpe e grido: Minnie!
Amore mio! Avrai il costume pi chic di tutta la recita!.
Trovo un suo vestitino di cotone rosso che va benissimo come
base, poi le drappeggio addosso la sciarpa di velluto, fissandola
con spille e spilloni, e ogni volta che mi cade l'occhio sull'etichetta
mi lascio prendere dai dolci ricordi.
Sai, tu non ci saresti se non fosse per una sciarpa di Denny
& George dico a Minnie. Sono stati Denny & George a far incontrare
mamma e pap.
Mentre le sistemo il costume, mi ritrovo a raccontarle per filo
e per segno la storia di quando Luke mi ha prestato i soldi per
comprarmi una sciarpa di Denny & George. Di sicuro lei non
ascolta neanche una parola, ma su di me ha un effetto calmante.
Okay concludo, valutando l'effetto complessivo. Stupenda.
Prendiamo una corona nello scatolone dei travestimenti, e
adesso ti manca solo lo scrigno dell'oro.
Per un istante ripenso allo scrigno di cartone che ci ho messo
due giorni a dipingere e decorare. Ma quello serve ad Harvey.
Improvviseremo.
Ecco qui dico, tirando fuori da uno dei cassetti la scatola
dorata di un profumo Gucci, Premire. Un bellissimo scrigno.
Questo sar il tuo oro, amore. C' scritto Gucci, che comincia
con la G, come gold, oro. Indico la grande G in rilievo. Vedi?
"G" per gold... e "G" per Gucci.
Gucci ripete Minnie, un po' confusa.
Gucci. Lo pronuncio bene. Guc-ci. Gucci  speciale, e costa
moltissimo, proprio come l'oro. Fanno scarpe favolose, e
cinture e borse, naturalmente. La mamma da qualche parte
ha una stupendissima borsa di Gucci... Mi interrompo. Non
c'entra nulla. Comunque, sei un re magio fantastico, amore.
La bacio sulla fronte. Sarai il Re Magio con la Sciarpa di
Denny & George.
E finalmente ho segnato il nome sul costume, l'ho messo in un
sacchetto, ho portato Minnie a scuola e sono arrivata al lavoro.
Sono distrutta, e la giornata  appena cominciata. Il guaio con
Natale  che non vedi mai la fine. Devo ancora trovare il regalo
per Luke ed organizzare la festicciola per fare le casette di pan
di zenzero e riconciliare i miei invitati ed entrare nel vestito di
Alexander McQueen e fare un migliaio di altre cose. E, a essere
sincera, l'unica cosa di cui ho voglia  tornare a letto.
Suze invece mi accoglie con un sorriso raggiante,
rilassatissima.
Indovina un po'? mi dice.
Non so. Com' andata nel Norfolk?
Oh, bene risponde agitando una mano per aria. Come al
solito. Tipica riunione di famiglia. Ho vinto la gara di rafting
al contrario aggiunge poi.
La gara di rafting al contrario? Sto per chiederle di cosa si
tratta, ma in realt lo so:  un'eccentrica famiglia inglese imbarcata
su dei gommoni, tutti hanno addosso abiti assurdi e strillano
e ridono sfrenatamente di battute che capiscono soltanto
loro mentre cadono nelle acque gelide di un torrente.
Indovina un po' ripete lei. Gli utili sono cresciuti. E cresciuti
di molto!  il nostro anno migliore da sempre!  l'effetto
sprygge conclude in tono sicuro.
Davvero? La notizia mi distrae per un attimo dai miei pensieri.
E come lo sai?
Lo dicono le cifre! Gli articoli sprygge sono quelli che sono
andati meglio! Sei stata un genio a inventarlo, Bex!
Veramente sei stata tu a creare i prodotti le faccio notare.
Ma tu mi hai dato l'ispirazione. E li abbiamo venduti tutte
insieme. Perci ho pensato che ci meritiamo una gratifica. E
un regalo. Ho il catalogo dell'Hotel Chocolat. Vieni a prendere
un caff e scegliamo insieme qualcosa di carino. Tutto bene?
chiede, guardandomi con pi attenzione. Hai l'aria un po'...
stressata.
Oh, no, sto benissimo le rispondo con finta vivacit. A
parte... lo sai.
Cosa? chiede Suze, come se non avesse la pi pallida idea
di cosa stia parlando.
Natale, ovviamente! Non riesco a nascondere un certo risentimento.
Io sono stressatissima per colpa del suo litigio con
Janice, e Suze fa rafting e compra cioccolatini e si comporta
come se tutto andasse per il meglio.
Natale sar bello, no? dice Suze stupita, mentre entriamo
nel nostro minuscolo ufficio.
Non se tutti ce l'avranno con tutti!
Oh, Bex, guarda che esageri. Suze alza gli occhi al cielo. 
solo un piccolo battibecco. Si litiga sempre, a Natale. Una volta,
a casa di mio zio Mungo, i rapporti fra alcuni parenti erano
cos difficili che avevano dovuto scrivere tutto sullo schema
dei posti a tavola.
Che cosa avevano dovuto scrivere?
Chi parlava con chi. E chi no. Mia cugina Maud si rifiutava
anche solo di guardare mia zia Elspeth, perci la sua sedia doveva
essere rivolta nella direzione opposta. E mio padre aveva
appena cercato di far scomunicare lo zio Mungo dalla Chiesa
di Scozia, perci lo zio Mungo l'aveva minacciato con il coltello
da arrosto. Ma era normale conclude tranquilla. Classico
Natale in famiglia.
Non mi sembra normale! protesto inorridita. Mi sembra
orribile! E io non voglio che il mio Natale sia cos, voglio che sia
armonioso. Perci sto organizzando una festicciola per la vigilia
di Natale, per pacificare gli animi.
Una cosa?
Una festicciola, per fare tutti insieme le casette di pan di
zenzero. Dovete venire tutti e mettervi i maglioni natalizi e fare
pace. Io preparo la cioccolata e accendo il camino e...
Bex, tu sei completamente fuori mi interrompe Suze, e
io la guardo ferita. Credevo che l'idea le sarebbe piaciuta. Ti
vedo gi abbastanza stressata. Devi gi fare cos tanto. Perch
accidenti vuoi organizzare anche un'altra festa? Rilssati.
Andr tutto bene.
E se invece non  cos? ribatto, e lo so che sembro un po'
isterica, ma finora non  stata una gran giornata, e ci mancava
Suze che boccia la mia idea da film di Natale. E poi venendo
qui ho ordinato telefonicamente venti kit per fare la casetta
di pan di zenzero.
Bex dice. Ascolta. Prende un respiro come se stesse per
darmi un consiglio, ma prima che possa continuare Irene fa capolino
dalla porta.
Oh, Suze. Il suo tono  leggermente agitato. C' una cliente
che chiede di vedere il direttore. Chiede informazioni su sprygge.
Ah, okay, arrivo subito replica Suze tranquilla. Cosa vuole
sapere?
Be', tutto, direi.
Le hai recitato la solita tiritera: "C' chi dice che venga dalla
Norvegia"?
Ecco, il problema  quello. Irene sembra ancora pi nervosa.
 l'ambasciatrice norvegese.
All'improvviso Suze assume le sembianze di un gatto terrorizzato.
Praticamente salta dalla sedia e fissa Irene con le pupille
dilatate.
Norvegese? sibila.
L'ambasciatrice norvegese, s. E dice che non ha mai sentito
parlare di sprygge e vuole vedere il direttore.
Oddio oddio oddio. Suze sta per svenire. Ci fanno causa.
Lancia uno sguardo alla finestra, come se avesse in mente
di scappare da l, e io la prendo per un braccio.
Non esiste le dico, pi sicura di quanto mi senta in realt.
La gente non finisce in tribunale per aver detto che qualcosa
 norvegese. Dai. Andiamo a salutarla.
Uscendo dall'ufficio la vediamo subito, un'elegante signora
bionda con un piumino molto chic. Suze sembra ancora sul
punto di darsela a gambe, perci le do una gomitata e lei avanza
con passo malfermo, tendendo la mano.
Buongiorno dice con voce tremolante. E benvenuta al Gift
Shop di Letherby Hall. Sono Susan Cleath-Stuart, direttrice e
proprietaria... Deglutisce. Come posso... ehm...
Sono Karina Gunderson risponde la donna, gentile ma fredda.
Mi interessa questa esposizione. Indica il tavolo sprygge.
La commessa ha detto che dovrebbe essere norvegese?
Suze non pare in grado di rispondere. Apre la bocca e la richiude,
lanciandomi occhiate disperate.
Salve! Accorro in suo soccorso, rivolgendomi a Karina
Gunderson con grande decisione. Mi presento. Sono Rebecca
Brandon, nata Bloomwood, e sono stata io a introdurre nel nostro
store il concetto di sprygge. Per noi sprygge  un'intensissima
forma di felicit e benessere. Raggiante, intrisa di gioia.
Allargo le braccia. Euforica e sublime. Eppure complessa. E
anche, per altri versi, semplice.
Sorrido a Karina, sperando di aver confezionato alla grande
il concetto di sprygge, ma lei non fa una piega.
Ma non norvegese dice. Come voi sostenete.
Non l'abbiamo precisamente sostenuto rispondo, dopo un
attimo di riflessione. Giusto, Suze? Quello che abbiamo detto
 che alcuni ritengono che sia originario della Norvegia.
Alcuni chi? chiede subito Karina Gunderson.
Non credo che abbiamo specificato. Qualcuno, un po' di
gente, cos.
Esatto. Suze ha ritrovato la voce. Un po' di gente.
Un po' di gente conferma zelante Irene.
E questo  sicuramente vero commento, tranquilla.
Segue un lungo silenzio. Gli imperscrutabili occhi azzurri di
Karina si fermano su di me, mettendomi giusto un filo a disagio.
Anche se ovviamente altri non sono d'accordo dico all'improvviso,
quando intravedo una via d'uscita. Secondo un'altra
scuola di pensiero sprygge sarebbe un concetto... finlandese.
Finlandese? ripete incredula Karina Gunderson.
Esatto. Evito il suo sguardo.  una delle grandi domande
senza risposta. Da dove arriva sprygge? Mi concedo un tocco di
retorica. Le ricerche non hanno confermato n l'una n l'altra
ipotesi. Ma mentre sulle riviste e... altrove... infuria il dibattito
su sprygge... noi, molto umilmente, vogliamo soltanto portare
un po' di felicit a tutti. Grazie ai cuscini e ad altri prodotti.
Le tazze sono molto popolari specifica Irene. Molto. Vero,
Becky? E i cartelli da appendere al muro sono esauriti.
La prego, accetti una delle nostre tazze dice subito Suze,
prendendone una e porgendogliela. O... anche no aggiunge,
vedendo che Karina Gunderson non accenna affatto a prenderla.
Come preferisce.
Mi guarda con un fremito e segue un altro lungo silenzio carico
di tensione. Non sono in grado di prevedere se Karina Gunderson
sorrider o chiamer la polizia.
In realt riprendo cautamente pensi che buffa coincidenza.
Di recente abbiamo valutato l'ipotesi di sospendere la vendita
dei prodotti sprygge fino a quando la ricerca sulle sue origini
avr dato dei risultati certi. Vero, Suze? Potrebbe essere pi
saggio. Tutto... uhm... tutto considerato.
S dice Karina Gunderson. Potrebbe. Prende la tazza che
le porge Suze e la guarda, con un mezzo sorriso. Don't worry,
be sprygge! legge a voce alta, e il suo tono non tradisce nulla.
Ci fissa per un momento, poi si rivolge a Suze. Arrivederci.
La sua casa  magnifica.
Oh, allora a presto! Il sollievo di Suze  tanto evidente che
mi viene da ridere. Osserviamo Karina Gunderson uscire dal
negozio, poi Suze mi crolla fra le braccia.
Oh, mio Dio! esclama.
Lo so. La stringo in un abbraccio. Non ti preoccupare, 
andata via.
Bex, dobbiamo fermare tutto mi dice con fervore. Sprygge
deve sparire. Adesso, subito. Altrimenti finiremo nei guai.
Detesto doverlo ammettere, ma sono d'accordo. Quanti articoli
sono rimasti?
Non molti risponde Irene. Una decina di tazze, tre cuscini,
qualche portachiavi...
Bene, li terremo come souvenir. Suze  decisa. Prendetevi
quello che volete. Ma non si vende pi niente. Anzi, smontiamo
proprio l'esposizione.
Irene raccoglie i portachiavi e li mette in una scatola, mentre
Suze e io riponiamo le tazze.
 stato divertente, per, eh? dico con un velo di malinconia,
facendo scorrere le dita sulle scritte. Adesso sprygge non
finir pi nel dizionario della lingua norvegese.
Lo so, Bex sbuffa Suze. Ma noi in compenso non finiremo
in prigione.
Veramente. Suze esagera sempre. Non saremmo mai finite in
prigione. (O s?) D'altra parte, ha ordinato per ognuna di noi
un'enorme scatola di tartufi Hotel Chocolat per festeggiare l'effimera
gloria di sprygge, perci c' sempre un lato buono.
Ci siamo prese tutte e due il pomeriggio libero per la recita
scolastica, e decido di passare prima da casa. La temperatura
si  abbassata parecchio e guardando il cielo di un bianco intenso
mi chiedo se nevicher.
Magari s! Cio, perch non dovrebbe? Prima o poi dovr
nevicare. Pensa se ci fosse una gran bella nevicata e sembrasse
davvero di essere in un film di Natale. Potremmo fare un pupazzo
di neve in giardino e tutti un giorno diranno: "Ti ricordi
il Natale da Becky? Era stato fantastico! C'era la neve".
Aprendo la porta di casa mi sento di nuovo ottimista, come
non mi capitava da un po'. Forse Suze ha ragione, devo rilassarmi.
Visualizzare momenti positivi. Sto giusto immaginando
una tavola di Natale perfetta, con tutta la famiglia e gli amici radunati
attorno a un tacchino spettacolare, e qualcuno che dice:
"Becky, questo Natale  assolutamente il migliore di sempre",
quando sento un rumore proveniente dal salotto. Entro, e mi blocco.
I pensieri lieti svaniscono e resto l ferma, fumante di rabbia.
Quelle maledette ghirlande sono di nuovo cadute. Ancora. Il
rumore l'ha fatto la mia bella ghirlanda di rami intrecciati che
 crollata nel camino, trascinandosi dietro anche quella dorata.
 riuscita a scivolare gi nonostante i miei pesi da palestra.
Com' possibile?
Voglio dire, cosa ci vuole per tenere ferma una ghirlanda di
Natale? Cemento armato? Una dannata trave d'acciaio?
Quando mi comprer una casa la voglio con le ghirlande incorporate,
mi dico furiosa mentre tiro fuori il garbuglio di rametti
dorati dal focolare. Non importa se sembrer strano. Non
voglio fare questa vita tutti gli anni.
Sbatto le ghirlande sul divano per occuparmene dopo, poi
cerco di recuperare calma e pensieri positivi. Tutto okay.
Trover una soluzione. Sto cercando su Google "ghirlande come
farle stare su" quando suona il telefono e sobbalzo.
Pronto? rispondo e in un attimo di follia mi chiedo se non
sia una ditta di ghirlande che ha visto la mia ricerca e ha la
soluzione.
Buongiorno dice una voce di donna. La signora Brandon?
Parla la Ve.Gen Foods. Volevamo informarla che sfortunatamente
il tacchino vegano che lei ha ordinato non  disponibile. Vuole
ordinare qualcos'altro o preferisce il rimborso?
Ci metto un attimo ad assimilare l'orrore di quello che mi sta
dicendo la donna al telefono. Mi sta dicendo che il tacchino vegano
non c'? Non pu farmi questo!
Ma io ho bisogno di un tacchino vegano! sbotto. Mia sorella
 vegana e gliel'ho promesso per Natale!
Parecchi dei nostri clienti hanno optato per il risotto ai funghi
replica placidamente la donna. Contiene ingredienti simili
ed  altrettanto natalizio.
Fisso il telefono, mentre la rabbia monta. Che razza di penosa
parodia. Il risotto ai funghi non  altrettanto natalizio.
Come mai non  disponibile il tacchino vegano? Perch ne
ho davvero molto bisogno.
Non saprei proprio dirle, mi spiace. Quindi effettuiamo il
rimborso?
Non ne avete neanche uno? chiedo, riluttante a rassegnarmi.
Un solo tacchino vegano l da qualche parte, che non serve
a nessuno?
No. Allora rimborser la cifra sulla sua carta di credito. Ci
scusi per l'inconveniente e buon Natale.
Buon Natale? ribatto, sperando che colga il sarcasmo, ma
ha gi riattaccato.
Ansimo furibonda, ma  inutile essere amareggiata, vendicativa
e arrabbiata, anche se  esattamente come mi sento. Ho
appena iniziato una nuova ricerca su Google, "tacchino vegano
last minute disponibile no esaurito", quando suonano alla
porta. Guardo dalla finestra. Davanti a casa c' un furgoncino.
Be', se non altro qualcosa  arrivato regolarmente.
Buongiorno! dico mentre apro la porta ad un tizio sorridente
in tuta da lavoro bianca.
Buongiorno a lei risponde lui allegramente. Le ho portato
il pesce.
Lo guardo senza capire. Pesce?
Salmone affumicato spiega, consultando la cartellina.
Ordine a nome di Rebecca Brandon.
Certo. Il salmone affumicato della Fiera del Natale. Me l'ero
dimenticato.
Splendido! Perfetto. Proprio in tempo per Natale.
Infatti. Dove glielo porto? aggiunge, e io lo guardo leggermente
perplessa. Dove me lo porta?
Come sarebbe? Allungo le mani. Non pu semplicemente
darmelo?
L'uomo mi guarda divertito: Quindici tranci extra di salmone?
Non credo.
Quindici tranci? ripeto confusa.
Trenta libbre annuisce. Vado a prendere il carrellino
aggiunge tornando verso il furgone. Mi faccia vedere dov' il
congelatore, e glieli metto a posto.
Non riesco a parlare. Trenta libbre? Pi di tredici chili? Di
cosa parla? Ci dev'essere un errore.
Cerco sul telefono l'estratto conto della Visa e faccio scorrere
le voci, cercando di non guardarle troppo attentamente (49
sterline e 99 da Marks & Spencer? Di sicuro non li ho spesi io,
dev'essere stato Luke) finch lo trovo. Whitson Fish. 460 sterline.
Mi viene un brivido di freddo. Janice ha speso 460 sterline di
salmone affumicato?
Cerco di ricordare tutte quelle domande che mi faceva mentre
io correvo dietro al lama argentato. Forse ha parlato di "confezione
da trenta", ma io credevo che intendesse trenta sterline.
Trenta sterline! Neanche in un milione di anni ho pensato
che volesse dire trenta libbre di salmone. Chi mai pu mangiare
trenta libbre di salmone?
E, oddio, eccolo che arriva, con il suo carrellino carico di scatole
di polistirolo.
Un bel po' di pesce, eh? commenta l'uomo soddisfatto.
Roba di buona qualit, anche. Batte la mano sulla scatola in
cima, con l'etichetta "salmone affumicato surgelato".
S, s, davvero. In realt, c' stato un piccolissimo errore. Non
intendevo ordinarne cos tanto. Lei potrebbe riportarlo indietro?
L'uomo cambia subito espressione e mi guarda diffidente,
scuotendo la testa.
Oh, no, no, no. Noi non effettuiamo resi. Se vuole pu trattare
direttamente con l'azienda, veda lei. Ha un freezer in cui
posso depositarlo?
L'unico freezer che abbiamo in questa casa in affitto  un cassetto
del frigo, pieno dei bastoncini di pesce per Minnie.
Non... proprio balbetto.
Allora per il momento  meglio lasciarlo fuori dice l'uomo.
Dove lo metto? Qui? Indica un piccolo spiazzo d'erba e,
quando non rispondo, inizia a posare veloce le scatole sul prato
e a estrarre tranci di salmone affumicato surgelato nelle loro
confezioni di plastica.
Non pu lasciarli nelle scatole? chiedo costernata, ma lui
scuote la testa.
Le portiamo via. Fa parte degli accordi. Per la sostenibilit.
Ben presto il pesce  tutto impilato sul prato, io ho firmato per
la consegna e lui se ne va con il suo furgone. Guardo quel mucchio,
immersa in una vaga sensazione di irrealt. Ho il giardino
pieno di salmone affumicato. Cosa faccio?
Mi arriva un messaggio e lo leggo, al culmine dello sconforto.
 di Suze:

Non c' quasi pi posto, ne ho presi due per te e Luke, ma sbrigatevi!!!

Oddio...
Qualcosa di isolante, mi viene in mente all'improvviso. Ecco
di cosa ho bisogno.
Corro di sopra, tolgo dal letto di Minnie il piumino con l'orso
Paddington e lo porto in giardino. Lo avvolgo rapidamente
attorno al salmone, tirando e rimboccandolo bene in modo che
il salmone sia protetto. Quando mi rialzo, vedo una donna che
mi fissa dall'altra parte della strada.
 un bambino? mi chiede inorridita.
Cosa? Come sarebbe?
No! strillo.  pesce! La guardo malissimo finch riprende
a camminare, poi prendo borsa e cappotto, completamente
stravolta.
Dai, Becky, mi incoraggio. Va tutto bene. Adesso vado alla
recita e mi godo Minnie... e poi mi occuper di questa cosa. E
del tacchino vegano. E delle ghirlande. E del regalo per Luke,
mi ricordo a un tratto. E anche, Dio mio... devo ancora decidere
che ripieno fare...
No. Basta. Calma. Saggezza.
Attraverso il villaggio a passo di carica e rischio di andare
a sbattere contro almeno sei persone, perch nel frattempo sto
ordinando un congelatore con consegna per domani, pi qualche
cooler per champagne che fa parte dell'offerta, e un libro
intitolato Cento ricette con il salmone affumicato.
La scuola  gi piena di genitori e non c' quasi pi posto, ma
vedo due sedie su cui Suze ha attaccato dei fogli di carta con
scritto "riservato Brandon". Mi siedo, grata, e la cerco l intorno,
ma non la vedo perci le mando un messaggio:

Grazie per le sedie!!!! Dove sei?

Mi risponde subito:

Dall'altra parte.

Poi, dopo qualche secondo, ne arriva un altro.

Non vedo l'ora di vedere il costume di Minnie!!!

Lo guardo, e mi rendo conto che non ho detto a Suze quello
che  successo. Comincio a scrivere "Veramente l'ho dato a
Steph Richards", ma poi mi blocco e non so che fare. Suze non
sa neanche che conosco Steph. Potrebbe farmi qualche domanda
imbarazzante tipo: "Perch?".
Mi guardo intorno, ma non vedo Steph. Ci penso ancora un
attimo, poi cancello il messaggio. Lo racconter dopo a Suze.
Ma prima chieder a Steph se posso confidarle il suo segreto.
Dopo tutto, una testa in pi non fa certo male, e so che Suze
cercher in ogni modo di aiutarla...
Ciao! La voce di Luke mi riscuote. Si siede accanto a me,
tutto allegro. Finalmente! Il gran momento  arrivato!
Eh, s! gli sorrido. Che emozione!
Devo aggiungere anche: "A proposito, sul prato ci sono tredici
chili di pesce ma non preoccuparti, ho appena ordinato un
congelatore"?
No. Non  il momento.
Sono soprattutto impaziente di vedere il costume di Minnie
dice Luke con entusiasmo. Gli hai dedicato tante ore di
lavoro, Becky continua prima che io possa replicare. E spero
che Minnie si renda conto della sua fortuna ad avere te. Io s, io
me ne rendo conto conclude dolcemente. E nella sua espressione
piena di amore e di calore c' qualcosa che mi toglie il fiato.
Ho portato la videocamera continua, pi prosaicamente.
Ho pensato che l'occasione lo richiedeva.
Luke non la prende quasi mai.  un apparecchio molto tecnologico
che usa solo in occasioni speciali, quando pensa che il
telefono non basti. E allora ho una stretta al cuore.
Luke gli sussurr all'orecchio. Devo dirti una cosa. Minnie...
Deglutisco. Ecco... non avr quel costume. L'ho dato a
un altro bambino.
Cosa? Luke  scioccato. L'hai dato... perch?
Ssh... Qualcuno gli fa cenno di abbassare la voce. Ne avevano
bisogno. C'... c' un motivo. Era la cosa giusta da fare.
Luke continua a guardarmi incredulo.
E Minnie, cosa si mette?
 tutto a posto. Le ho fatto al volo un altro costume. Per lei
 lo stesso.
Ma per te? chiede subito Luke, e io non riesco a rispondergli.
Pensavo che non me ne sarebbe importato. Ma seduta qui,
in questa atmosfera di trepidante attesa,  difficile non provare
anche solo un minimo di...
Comunque. Tutto a posto.
Luke mi fissa un attimo in silenzio con i suoi occhi scuri.
Hai lavorato ogni sera a quel costume, Becky dice poi, a voce
cos bassa che lo sento appena. Per te era una cosa importante.
Lo so. Esito. Ma io sono molto fortunata. E loro invece
non sono fortunati. Non posso dirti altro.
Luke non risponde, ma mi prende una mano e la stringe forte.
E penso: sono proprio fortunata. Anche se qualcosa dovesse
andare male, sono fortunata.
Mezz'ora dopo, per, non mi sento poi cos fortunata. Sono
convinta che l'improvvisazione sviluppi la creativit e tutto il
resto. Ma  veramente una pessima idea quando si tratta della
recita di Natale dei bambini.
La ricostruzione della Nativit procede nel caos pi totale. 
evidente che alcuni bambini sono stati istruiti dai genitori, mentre
altri non hanno la minima idea di quello che stanno facendo.
Uno si  messo a piangere mentre un'altra ha detto all'arcangelo
Gabriele che deve andare in bagno.
Ho le gambe intorpidite a furia di stare su questa seggiolina
di plastica e ho l'impressione che la recita duri da sempre.
Ges  nato e i pastori (Wilfie e Clemmie compresi) sono entrati
in scena e sono usciti, e tutti hanno cantato Away in a Manger
e All'alba sorger da Frozen (eh?). Ma a questo punto i bambini
sembrano in stallo.
Non abbiamo altro posto dove andare intona dolente Maria,
stringendo forte il Ges Bambino di plastica. Non ci sono
alberghi.
L'ha gi ripetuto una trentina di volte.
L'asino  stanco tenta Giuseppe, anche se l'asino ha lasciato
la mangiatoia venti minuti fa e ha cambiato il costume per
trasformarsi in angelo.
Non abbiamo altro posto dove andare dice Maria, ormai
disperata. Non ci sono alberghi.
I re magi! Vedo Miss Lucas che suggerisce e si sbraccia entusiasta.
Entrino i re magi!
Un attimo dopo Minnie e due maschietti entrano in scena,
con i loro bei costumi luccicanti. Il pubblico  talmente pietrificato
dalla noia che si svegliano tutti e applaudono selvaggiamente,
come se i tre re magi fossero dei divi famosi che compaiono
a sorpresa in uno sketch.
Non posso fare a meno di contemplare Harvey malinconicamente,
perch  davvero pazzesco. La seta blu notte  spettacolare
ed i lustrini d'oro scintillano e perfino il suo scrigno  iridescente
e sontuoso.
Ma anche Minnie sta molto bene, mi consolo. Con uno stile
pi bohmien, casual. Appena ci vede saluta e sorride, beata di
essere al centro dell'attenzione.
Ho la mirra per Ges Bambino annuncia il primo re in tono
inespressivo.  un bambino insulso che si chiama George, e chiaramente
la sua mamma gli ha fatto imparare a forza la battuta.
Ho l'incenso per Ges Bambino dice Harvey, scandendo le
parole con chiarezza, e rivolgendo al pubblico un sorriso
dolcissimo.
E adesso tocca a Minnie. Mi accorgo di essere estremamente
nervosa. Mia figlia, in scena! Guardo Luke, che mi sorride.
Minnie guarda lo scrigno di Harvey, quello tutto luccicante
che ho fatto per lei e con cui abbiamo provato a casa, e poi la
sua scatola con le G dorate. Il suo faccino  pensieroso e confuso,
fa un respiro, poi si ferma.
Ho Gucci dice alla fine. Per Ges Bambino. E subito partono
le risatine.
Gucci? ripete Luke. Gucci, incenso e mirra?
Oro! sillabo silenziosamente, sperando che mi guardi e mi
legga sulle labbra. Oro! Non Gucci!
Minnie mi guarda, incerta.
Ho Gucci ripete con maggior decisione, alzando la scatola.
Mamma ha una borsa Gucci continua, e le risate aumentano.
Mamma ha comprato la sciarpa aggiunge, rivolgendosi
confidenzialmente al pubblico. Pap aveva i soldi. In tasca.
Oddio, si ricorda tutto quello che le ho raccontato della prima
sciarpa Denny & George. Cos'altro dir?
Vedo le spalle dei presenti sobbalzare tutto intorno a me, e
qua e l scoppiano risate. In scena, George  un po' seccato che
Minnie monopolizzi lo spettacolo.
Ho la mirra ripete forte.
Io ho Gucci lo interrompe Minnie in tono di sfida.
Il prete  seduto l. Luke indica alla nostra sinistra. Casomai
tu ti stessi chiedendo se c'.
Piantala. Cerco di non ridere. Concntrati sulla recita.
Minnie ha esaurito la carica. Sul palco scende il silenzio e Maria
corre in soccorso.
Non abbiamo altro posto dove andare ripete in tono mesto.
Non ci sono alberghi.
Vedo che il termine "albergo" risveglia qualcosa nella mente
di Minnie.
Niente minibar dice severa. Si volta verso Giuseppe ed agita
un dito verso di lui. Niente minibar. Niente dolci. Costa
troppissimo.
E l'intera platea scoppia a ridere fragorosamente.
Giusto! grida un pap.
E non mangiare il Toblerone! aggiunge un altro.
Prendi solo i piatti inclusi! grida un terzo, e gli scoppi di
risa aumentano.
Tutti si girano sorridenti verso me e Luke e io ricambio i sorrisi,
anche se sono rossa come un peperone. Nostra figlia si 
appena rivolta a Maria e Giuseppe nella loro misera grotta e gli
ha detto di non usare il minibar. Voglio morire.
Dopo la recita, nella sala da pranzo vengono offerti vin brl
e tortine natalizie ai genitori. Luke e io sorseggiamo il nostro
vino mentre la parola "minibar" fluttua da una conversazione
all'altra fra le risate. Sento molte lodi per il "meraviglioso costume"
di Harvey, e ogni volta Luke mi stringe la mano. Non
ho visto Steph ma immagino che ci sia; tutti vengono alla recita
di Natale.
Oddio, Bex. Suze arriva, la faccia ancora arrossata dal gran
ridere. Niente minibar. Un classico! E il costume di Minnie 
bellissimo aggiunge doverosamente. Brava Bex! Come l'hai
fatto? Con una sciarpa?  di Denny & George?
Conosco Suze. Sta cercando di dire qualcosa di carino a proposito
di un costume chiaramente messo insieme in cinque minuti
con le spille da blia. E apprezzo il suo tatto. Ma parte di
me brucia dalla frustrazione. Vorrei ribattere: "Ma secondo te
ho lavorato per settimane a quello? Io ho fatto il costume bello!
Quello di cui parlano tutti!". Ma non posso dirlo adesso, con
tutti gli altri genitori intorno.
Grazie replico in tono secco e bevo un sorso, mentre Luke
risponde al telefono. Parla per trenta secondi, poi si rivolge a
me, perplesso.
Becky, era qualcuno del comune. Dicono che hanno segnalato
un vagabondo nel nostro giardino. Pare che si sia accampato
l con un piumone. Sai di cosa si tratta?
Oh, santo cielo.
Non  un vagabondo sbotto.  pesce!
Pesce? Luke  sbalordito.
Ho comprato del pesce e l'ho coperto con il piumone dell'orso
Paddington spiego, un po' scocciata. Tutto l. Ma la gente
salta alle conclusioni pi assurde.
Hai coperto del pesce... con un piumone? ripete Luke.
Per forza! protesto. Cos'altro potevo fare?
Luke e Suze si scambiano un'occhiata perplessa.
Bex, non prendertela, ti prego dice Suze. Ma mi sembri
un po' tesa.
Non sono tesa ribatto subito.  ridicolo. Sto benissimo.
Sono calmissima. Vero, Luke?
Sei un pochino tesa, s dice lui, e io lo guardo male.
Traditore.
S, Bex Suze mi mette una mano sul braccio.  da quando
hai accettato di fare Natale da te che sei tesa. Lascia che ti aiuti.
Per favore. Ci tengo a darti una mano. Oppure... facciamolo
da me. Cambio di programma!
Cosa?
Guardo incredula Suze, che si gira verso Luke. Forse  la cosa
migliore. Posso farlo benissimo, venite tutti a Letherby Hall...
Cio, secondo te io non sono in grado di ospitarvi da me
per Natale? la interrompo con voce stridula. Mi tolgo bruscamente
la sua mano dal braccio. Secondo te non posso farcela,
Suze?
No! Fa una rapida marcia indietro. Certo che puoi! Dico
solo che mi sembri un po'... affannata... voglio semplicemente
darti una mano...
Okay, mi puoi aiutare avendo fiducia in me! Mi puoi aiutare
sostenendo la mia idea delle casette di pan di zenzero.
Ma certo! La sostengo, figrati, Bex! Si pu fare benissimo,
se  quello che vuoi. Solo che...
Bene la interrompo, in tono un po' isterico. Perch se proprio
vuoi saperlo va tutto benissimo.  tutto sotto controllo e
sono super rilassata e sar un Natale fantastico. Butto gi in
un sorso il mio vin brl. Perci non preoccupatevi.

CHAT.

NATALE!

Becky.

Miei cari, siete tutti invitati da me la vigilia di Natale, per
fare le casette di pan di zenzero. Concediamoci un momento
di unione fra parenti e amici, per dimenticare i dissapori,
bere vin brl e stare allegri. Dress code: maglioni natalizi!
Baci da Becky xxx

Da: servizioclienti@ramblesons.com
A: Becky Brandon
Oggetto: ARTICOLO NON DISPONIBILE
Cara signora Brandon,
ci spiace comunicarle che il seguente articolo:
Tacchino da allevamento all'aperto
non  disponibile.
Per sostituirlo, proponiamo un articolo il pi possibile simile
all'originale. Speriamo che la nostra scelta per la sostituzione sia di suo
gradimento.
Cordiali saluti
Servizio Clienti
Ramblesons AlimentariOnline Ltd
ORDINE: TSK67468675.
Articolo non disponibile.
Tacchino da allevamento all'aperto 7 chili.
Articolo sostitutivo.
Pacco da 200 grammi di fette di tacchino.
Quantit.
1.
Quantit.
35.
...
18.

Mentivo. Non va tutto benissimo, e non  tutto sotto controllo.
Non ho il tacchino e non ho il regalo per Luke e ieri l'albero
di Natale ha cominciato a perdere gli aghi (perch?) e non
so ancora cosa regalare a Suze ed ogni volta che vado in cucina
sbatto contro il nuovo congelatore, cos mi  venuto un livido
enorme sulla coscia.
Grazie a Dio avevo fatto un ordine di riserva online. Grazie a
Dio. Ho aggiunto un tacchino alla lista, e arriver domani. Ma
questo non mi ha affatto tranquillizzata. E se non avessi prenotato
due consegne? Come fanno a sostituire un tacchino con
le fettine il 23 dicembre? Come fanno? Sono sadici, per caso?
Il mio stress natalizio continua ad impennarsi, come succede
a quei macchinari nelle serie ospedaliere, quelli che fanno bip
bip bip e tutti si mettono a correre come matti. A parte il fatto
che qui non c' nessuno che corre, perch Luke  via per lavoro
fino a domani pomeriggio e Minnie  da un'amichetta. Sono sola
con tre chili di funghi. Come ultima risorsa, il tacchino vegano
ho deciso di farlo io. Ho trovato le istruzioni online ed  il terzo
tentativo, solo che non sta proprio insieme, neanche questo.
Osservo con disperazione crescente la struttura che ho di
fronte. Non assomiglia affatto a un tacchino, assomiglia ad un
mucchio di funghi e farina di ceci. Faccio ripartire il video di
YouTube e piena di frustrazione guardo per la decima volta la
signora che dice allegramente: "Adesso modellate il composto
dandogli la forma di cosce". Ci ho provato. Ma le mie cosce non
rimangono nella maledetta forma di cosce.
Guardo quel miscuglio colloso, riflettendo spasmodicamente.
E se usassi... un po' di cartone? Lo so che di solito i vegani
non mangiano cartone, ma potrebbe avere la funzione delle
ossa, no? Potrei dire con grande scioltezza: "Attenti al cartone"
come di solito si dice: "Attenti alle lische!".
Prendo un rotolino della carta igienica dalla scatola in cui
Minnie tiene le sue cose per le attivit manuali e lo riempio di
composto ai funghi. Non sembra per niente una coscia di tacchino
ma forse potrei... dipingerlo? Pesco il marrone tra i colori
atossici di Minnie e un pennello. Coloro in fretta il rotolino,
poi poso la "coscia" su un piatto e la guardo.
No. Non posso servire "rotoli di carta igienica pitturati" come
piatto vegano al mio pranzo di Natale.
Ho mal di testa a furia di guardare per troppe volte lo stesso
video e decido che ho bisogno di un po' di aria fresca.
Andr al supermercato. Magari sono arrivati dei tacchini vegani,
penso in un raptus di ottimismo, forse li hanno messi in vendita
in occasione delle feste. Cio,  possibile, no?
Il supermercato  a dieci minuti di macchina e appena entro
vedo un espositore di carta da regalo con il cartello: "Tutto
al 50%". La cosa mi scoccia parecchio perch l'ho comprata la
settimana scorsa, ma questa  molto pi bella.  a strisce luccicanti
verdi e rosse, ed  scontata. Resto l a guardarla, inchiodata.
Per caso ho ancora bisogno di un po' di carta per i pacchetti?
(No. Proprio no).
Aspetta! Idea: ne compro un po' per il prossimo Natale. E quello
dopo. S.  un'ottima mossa sotto il profilo finanziario. Cio,
di carta per i regali di Natale ne avremo bisogno sempre, no?
Mi sento gi meglio, e riempio il carrello con dodici rotoli di
carta luccicante e sei rocchetti di nastro a stampa di agrifoglio,
sempre scontato, e qualche pompon per decorare i pacchetti.
Mi sto chiedendo se prendere anche una confezione da cinquecento
segnapacchi a forma di fiocco di neve (sono sempre utili),
quando sento una voce che mi saluta.
Ciao, Becky.
Alzo la testa e ho una specie di choc.  Craig, che viene verso
di me con un trolley pieno di sacchetti, tutto sorridente. Sorride.
Come se fossimo amici per la pelle, e tutto andasse a meraviglia.
Che faccia tosta.
Ciao, Craig rispondo freddamente. L'altro giorno la tua
ragazza ci  piombata in casa senza preavviso.
Ah, s, me l'ha detto. Craig fa una smorfia, e mi aspetto
che dica: "Mi spiace,  stata davvero inopportuna". Invece lui
fa un sospiro e scuote mestamente la testa. Nadine ci  rimasta
male. Pensava che Luke avrebbe dovuto concederle un po'
pi di tempo. Dimostrarle pi rispetto, ecco.
Cosa? Sta scherzando?
C'era una festa di famiglia gli dico. E Luke non vede nessuno
per lavoro senza appuntamento. A casa. Nel weekend.
Durante il compleanno di sua figlia.
Pi chiara di cos. Ma Craig non mi ascolta neanche.
S ripete con quel tono afflitto. Nadine era arrabbiatissima.
E non conviene farla arrabbiare. Mi lancia uno sguardo
pieno di rammarico. Temo che Luke si sia fatto una nemica
nel campo degli affari.
Luke si  fatto una nemica e stiamo parlando di Nadine?
Oddio, che paura. Scommetto che trema gi tutto da capo a piedi.
Immagino che ci sar la resa dei conti attorno a un grande tavolo
in un ufficio con vista sullo Shard.
O no?
Che peccato dico. Bene, allora buon Natale. Faccio per
allontanarmi, ma Craig ferma il mio carrello.
Siete sempre invitati alla nostra festa di Natale dice.
Magari Luke e Nadine faranno pace sotto il vischio. I suoi occhi
brillano di malizia e io fremo. Cosa vorrebbe dire?
Ne dubito ribatto senza il minimo garbo. Abbiamo un altro
impegno.
 l'ultima occasione di usare l'idromassaggio prima che ce
ne andiamo. Craig solleva le sopracciglia con aria molto allusiva,
e io lo guardo stupita.
Ve ne andate?
S, ci trasferiamo. Qui per noi  un po' troppo tranquillo. Non
c' niente. Esita, poi aggiunge: In pi, Nadine ha scoperto dove
vive lord Alan Sugar. Presume di poter arrivare a conoscerlo.
Oddio, quindi  ancora pi pazza di quello che credevo.
Un piano molto brillante replico, riuscendo anche a restare
seria.  proprio il metodo giusto. Sono certa che diventer
prestissimo un magnate della finanza. Questione di giorni.
Sono sicurissima che Craig non coglie il sarcasmo, perch sul
suo viso scorgo un lampo di tenerezza.
Ha un sacco di grinta, Nadine dice pieno di ammirazione.
Andr lontano.
"S" penso. "Soprattutto lontano da Letherby, e in fretta".
Bene, allora buona fortuna. Due donne entrano nel supermercato,
guardano Craig e bisbigliano dandosi di gomito.
Lo vedo con i loro occhi: capelli lunghi, barba di due giorni,
sguardo magnetico. Il divo del rock pi sexy che si sia mai
visto a Letherby.
Rido amaramente fra me e me. Io ero come loro, mi scioglievo
sotto lo sguardo di quegli occhi scuri e ardenti. Che comportamento
idiota.
Eppure, quando mi dice: Okay, allora ciao, Becky, e buon
Natale provo una piccola fitta di rimpianto. Forse non lo vedr
mai pi. Dopo tutto,  stato parte della mia vita, una persona
importante. (Pi o meno). Inoltre, ci sono tante domande
che avrei voluto fargli.
O una, almeno.
Aspetta, Craig. Prima di andare, toglimi una curiosit. Esito
un istante, poi mi butto. Hai mai scritto una canzone su di
me? O almeno... mi hai mai citata in una canzone? Un riferimento
qualsiasi?
Ancora una volta sul viso di Craig appare quel sorriso sexy,
lento, e poi annuisce.
Girl Who Broke My Heart risponde e io lo guardo rapita.
Wow. Per la protagonista di quella canzone  francese. 
un depistaggio? In realt sono io? Sono io, quella ragazza? Mi
trema la voce al solo pensiero. Craig... Ti ho spezzato il cuore?
No. Ha l'aria divertita. E non sei tu quella ragazza. Ma sei
nella terza strofa, primo verso. Ci vediamo.
Esce dal supermercato con il suo carrello, e io per un attimo
lo seguo con lo sguardo trasognata, poi scatto. Prendo il telefono
e cerco su Google "testo girl who broke my heart Craig
Curton". C' una canzone che parla di me! Sono dentro una
canzone! Che figata! Cosa dir?
Dopo pochi secondi il testo appare sullo schermo. Faccio scorrere
fino alla terza strofa, e leggo il primo verso:
"She had better hair than the one before".
"I suoi capelli erano meglio di quella prima". Per qualche
istante fisso queste parole cercando di dargli un senso. Dove
sono io? Ero pettinata meglio di un'altra? Non ha n capo n
coda. Tipico di Craig, scrivere qualcosa di incomprensibile.
Okay. Ripartiamo da zero. La canzone parla di una ragazza
francese. La quale aveva dei capelli pi carini di quella prima.
Aspetta. Ecco che l'orribile verit mi travolge. Meglio della
ragazza con cui usciva prima? Sono io? Sono "quella prima"?
Che aveva i capelli peggiori?
Sono offesa a morte. Sta dicendo che i miei capelli stavano
male? Non  vero. All'universit tutte si pettinavano cos. E poi
si fosse visto lui. E comunque chi era questa ragazza francese?
Chi lo dice che avesse dei capelli tanto fighi? Scommetto che
era il solito banalissimo caschetto.
Do un'occhiata fuori, con una mezza tentazione di rincorrerlo
e chiedergli: "Come sarebbe che avevo dei capelli orribili?",
ma non lo vedo pi. Uffa. Non uscir mai pi con un rocker.
Cio,  ovvio, che non lo far, preciso mentalmente.
Non c' bisogno di dirlo.
Per circa la milionesima volta da quando conosco Luke, mi
auguro che non riesca mai a leggermi nel pensiero. Perch, detto
in tutta sincerit, sarebbe una catastrofe.
Ancora parecchio stizzita, riparto con il mio carrello e giro
per il supermercato, con la speranza di vedere un cartello che
dica: "Qui tacchini vegani!". Ma non trovo altro che dolci natalizi
e calendari dell'Avvento scontati. Uffa!
E poi sento una risata fastidiosa, che conosco. Sulle prime
non riesco a identificarla, e incuriosita giro attorno a una piramide
di lattine per vedere di chi . Ah, certo, s. Pancia: okay.
Jeans stinti: okay. Barba grigia: okay.  Damin, il marito di
Steph, che sta parlando con qualcuno nella corsia dei prodotti
da forno.
Grande. Un altro uomo insopportabile.  per caso la Giornata
Mondiale dell'Uomo Insopportabile?
Poi, quando si muove, vedo che la persona con cui parla 
Steph. Significa... si saranno rimessi insieme?
Guardo la faccia di Steph, e mi sembra improbabile. Lei sussurra
e gesticola con espressione angosciata, mentre lui guarda
l'ora, alza gli occhi al cielo e a un certo punto addirittura le
d dei colpetti su una spalla con aria condiscendente. Sono furiosa
per lei, e non sento neanche quello che le dice.
Alla fine lui alza le mani come per dire "basta cos" e si allontana
mentre Steph si accascia. Sono sull'angolo della corsia, ed
esito, non sapendo che fare. D'impulso correrei ad abbracciarla,
ma se la prendesse come un'intrusione nella sua privacy? Forse
preferirebbe che nessuno avesse visto questa scena.
Steph si dirige al bar del supermercato e si siede a un tavolo.
Allora mi decido. Le do cinque minuti prima di raggiungerla.
E nel frattempo non posso trattenermi, devo seguire Damin.
Prendo la sua stessa direzione e girando l'angolo lo vedo raggiungere
una donna con un carrello e stamparle un bacio sulla
bocca. Argh.  lei! Dev'essere lei per forza. Quella che organizza
eventi. Quella con cui si  messo al Malmaison, Manchester.
Li osservo affascinata. Lei ha sicuramente meno di trent'anni.
Colpi di sole molto ben fatti, ma un faccino antipatico. Lo
tratter male, prevedo con intima soddisfazione. Una volta che
la patina lucente della novit sar passata. Diventer una vera
strega, si vede gi. E lui se lo merita in pieno. Aveva Steph e se
n' andato per questa donna con la faccia arcigna?
Noto disgustata che Damin continua a toccarle il culo.  un
comportamento accettabile nel settore pizze surgelate? Quasi
quasi protesto con il servizio clienti. Mi piacerebbe molto veder
arrivare un tizio della direzione che lo inviti a essere meno
volgare.
A questo punto dovrei tornare alla mia spesa, lo so, ma non
riesco ad allontanarmi da questa orribile coppia. Quando passano
alla corsia dei latticini li seguo a distanza, affascinata dallo
spettacolo di lei che sceglie yogurt magri e li fa vedere a lui e
lui che continua a toccarle il culo. Il loro rapporto sembra basato
soprattutto su lui che le tocca il culo. Spero solo che gli venga
la sindrome del tunnel carpale.
Fremo tutta di indignazione. (Se devo essere completamente
sincera, in parte dipende anche da un residuo di rabbia nei
confronti di Craig). Voglio punire questo essere spregevole.
Anche se non ha niente a che fare con me, e casomai dovrei preoccuparmi
di trovare un tacchino vegano, e comunque come faccio
a punirlo?
Dovrei lasciar perdere, mi ripeto. Smetterla di credermi la Fatina
della Vendetta di Natale. Ma continuo a seguirli a distanza,
chiedendomi cosa potrei inventarmi.
Poi, mentre procedo in punta di piedi lungo il settore macelleria,
vedo un gilet del supermercato abbandonato su una cassetta.
 verde, con il logo, e al momento evidentemente non serve
a nessuno. E mentre lo guardo, nel mio cervello atterra inaspettata
un'idea gi bell'e pronta. Il tipo di idea che ti fa pensare:
Cosa? E poi: Nooo, non posso. E dopo: S! Posso!
Metto il gilet e mi sento subito invisibile. Non sono pi Becky,
sono un'anonima addetta del supermercato. Mollo il mio carrello
e passo vicina a Damin per assicurarmene, ma lui non batte
ciglio. Anche se ci vediamo a scuola, non mi riconosce affatto.
Ma certo.  una di quelle persone che vivono in una bolla di cui
sono le star indiscusse, e tutti gli altri sono soltanto comparse.
Il che a me va benissimo.
Raggiungo veloce il reparto cartoleria e prendo un po' di ferri
del mestiere. Un portablocco. Un taccuino. Occhiali da lettura
per completare il travestimento. In borsa ho un vecchio pass
da mettere al collo che ho tenuto per far giocare Minnie.  di
un parco giochi, ma lo infilo e giro il cartellino, poi mi raccolgo
i capelli con un elastico.
Prima che il coraggio mi abbandoni, mi avvicino a Damin
con un bel sorriso e la biro appoggiata al taccuino.
Buongiorno, signore lo saluto in tono amabile, e continuo
con una soave cantilena si trova bene oggi nel nostro
supermercato?
Benissimo risponde lui, senza neanche guardarmi.
Le faccio solo qualche domanda per verificare l'accessibilit
ai nostri servizi per gli anziani continuo. Oggi  riuscito
a fare tutto senza problemi, signore, o c' qualcosa che vorrebbe
segnalarci?
Come? Damin aggrotta la fronte, perplesso.
Noi comprendiamo le sfide che si pongono a chi appartiene
alla sua fascia d'et rispondo con voce flautata. E desideriamo
fornirvi aiuti per la mobilit, cartelli con scritte pi grandi
per chi soffre di problemi visivi, sostegni all'udito... Ha trovato
tutto ci di cui aveva bisogno, oggi?
Miss Faccia Arcigna trattiene una risata.
Non sono un anziano replica Damin, livido.
Ma certo che no! Intendevo dire "portatore di et avanzata".
Lo so,  un argomento delicato...
Ho cinquantaquattro anni! abbaia lui. Cinquantaquattro!
Come le ho detto, ci teniamo a garantire alla sua generazione
la possibilit di fare acquisti in modo consono alle vostre esigenze.
Guardo Miss Faccia Arcigna e continuo in tono vivace:
Ah, la signorina  la sua badante? Lei ha commenti o suggerimenti?
 proprio un signore simpatico per la sua et, eh!.
Badante? Damin  sull'orlo di un colpo apoplettico.
Badante? Posso parlare con il suo superiore? Come si chiama lei?
Allunga una mano verso il mio cartellino e io faccio subito un
passo indietro.
Mi scusi tanto, signore. Vedo che lei non ha intenzione di partecipare
alla nostra ricerca, quindi la lascio in pace. Solo un'ultimissima
informazione... aggiungo, pi servizievole che mai.
Questa settimana abbiamo gli articoli per rincontinenza in offerta
speciale. Potrebbero interessarle?
Prima che riesca ad aprire bocca sono gi scappata, ho girato
l'angolo, mi sono tolta il gilet e gli occhiali e ho sciolto i capelli,
poi scatto verso il punto in cui ho lasciato il carrello.
Quando vedo apparire Damin e Miss Faccia Arcigna, sono di nuovo
una cliente con il suo carrello, e lo sguardo fermamente rivolto
altrove.
Cio, dai,  stato divertente, no, baby? Miss Faccia Arcigna
sta cercando di calmarlo. Per me era un errore in buona
fede. Che voglia di ridere. Non  stato semplicemente divertente,
 stato dannatamente spassoso, e vorrei tanto che Steph
avesse assistito alla scena.
Faccio un giro veloce del supermercato, ma di tacchini vegani
non ne vedo e non voglio perdere Steph. Cos, appena sono
sicura che Damin e Miss Faccia Arcigna se ne siano andati,
pago, vado al bar e le faccio un cenno di saluto mentre aspetto
di essere servita.
Ciao, Becky! Quando mi vede si illumina e agita una mano.
Vieni qui!
La raggiungo al tavolo e noto con sollievo che Steph ha un
aspetto molto pi allegro di prima.
Spesa di Natale? chiedo, indicando i sacchetti, e lei fa una
smorfia.
Pi o meno. Cio, siamo solo io e Harvey, e a lui il tacchino
non piace. Di sicuro non preparo un tacchino intero unicamente
per me, perci... Alza le spalle. Far le salsicce.
Figo! dico, anche se il pensiero di Steph e Harvey a Natale,
tutti soli, mi fa male. Non potreste passarlo con la tua famiglia?
Troppo lontano. Mia mamma  a Leeds. E in questo momento
al lavoro sto impazzendo. Devo andarci perfino oggi, anche
se in teoria sarebbe un giorno libero.
Di sabato? Faccio una smorfia.
Lo so. Sospira rassegnata. Ho fatto solo un salto qui per
fare provviste. Harvey oggi  a casa della tata.
Gliel'hai poi raccontato a tua madre di Damin? chiedo,
anche se non sono proprio affari miei.
Non ancora mi risponde Steph dopo un attimo, e stringo
le labbra. Non tocca a me dirle che cosa deve fare. Ma  Natale.
E la sua famiglia non sa neanche che lei  sola.
Se io fossi la tua mamma vorrei saperlo azzardo, e vedo
che ha un fremito. Allora temo di aver esagerato, e aggiungo
in fretta: Ho appena visto Damin.
S Steph si incupisce. Con lei.
L'ho trovata veramente brutta dico convinta, e Steph scoppia
a ridere.
Becky, tu stai sognando.
No.  volgare.
Avr s e no ventitr anni ed  stupenda. Hai visto che capelli?
Hai visto che culo?
Vorrei dirle: "No, c'era sempre sopra la manona grassa di
Damin", ma sarebbe inutile. Decido di cambiare argomento.
Harvey  stato fantastico nella recita dico. Ha un sorriso
davvero meraviglioso.
Ah, s? Sul suo viso passa un'ombra di rimpianto. Non
sono potuta venire. Di recente ho gi fatto troppe assenze al lavoro.
Ma fanno il DVD, vero?
La guardo, interdetta. Non  neanche venuta. E io che mi compativo
perch non ho visto Minnie con il mio costume.
Steph, cosa fate domani tu e Harvey? le chiedo d'impulso.
Avete voglia di venire da me? Facciamo le casette di pan
di zenzero.
Davvero? Sorride. Molto volentieri!
Bene! Poi ti mando un messaggio con i dettagli. Viene un
po' di gente, tutti con i maglioni di Natale, e facciamo le casette
di pan di zenzero e... tutto l.
 una tradizione di famiglia?
Non proprio. ... una tradizione nuova.
Non aggiungo: "che ho inventato io per riconciliare i miei
ospiti di Natale che si odiano".
Sei davvero carina ad invitarci. Steph allunga una mano e
stringe la mia. Grazie, Becky. Per tutto. Posso portarti qualcosa?
Niente. Solo voi stessi.
Steph scuote la testa. Dicono tutti cos, ma qualcosa dev'esserci.
Cos' la cosa che vorresti di pi, in questo momento? E
non mi rispondere la pace nel mondo.
Un tacchino vegano replico sincera. Se tu ne avessi uno,
te ne sarei immensamente grata.
Steph mi guarda sorpresa: Sei vegana?.
Io no, ma mia sorella s. E ho ordinato un tacchino vegano
per lei. Ma non  pi disponibile, e allora ho provato a farne
uno io... Le racconto tutta la triste storia e quando arrivo al
rotolino della carta igienica dipinto, Steph ride cos tanto che
spruzza il t dal naso.
Ma tu sei fuori! dice. Fai il risotto come ha detto quella
tipa! Semplficati la vita!
Non voglio semplificarmi la vita ribatto ostinata. Voglio
portare in tavola un tacchino vegano.
E allora fallo con... Steph si guarda intorno. Con che cosa
si pu fare un tacchino?
E infatti.  quello il problema! Ho provato con i funghi e con
il cartone. Non hanno funzionato.
Dopo un attimo di silenzio, Steph strilla: Aspetta!. Prende
un sacchetto di donuts da una borsa della spesa, lo guarda,
e poi fa schioccare le dita trionfante. Lo sapevo. Sono vegani.
Fallo con questi!
Seguo il suo sguardo e leggo la scritta: NUOVA RICETTA-VEGANI!
Donuts? Sono sconcertata. Non posso fare un tacchino
vegano con i donuts!
Perch no? Cos'hanno che non va? Piacciono a tutti. Steph
comincia a sghignazzare e allora parto anch'io, e per qualche
istante non riusciamo neanche a parlare dal gran ridere.
Okay, ci provo concordo alla fine, ancora ansante. Lo faccio.
Perch no?
Ti aiuto dice Steph.  rossa e ha la faccia pi allegra che le
abbia visto da secoli. Domani vengo prima e ti porto i donuts
e faremo il tacchino vegano di donuts pi figo del mondo.
...
19.

Il mattino dopo, mentre aspetto che arrivi Steph, sono di ottimo
umore. La casa  davvero molto natalizia. Le lucine brillano e le
ghirlande non si muovono e ho appeso la pignatta in soggiorno.
Indosso un delizioso costume da Mamma Natale che ho trovato
ieri al supermercato.  rosso ornato di peluche bianco e
c' anche una mantellina con una geniale taschina per il cellulare.
Minnie dal canto suo  adorabile con il suo maglioncino di
Natale.  decorato con fiocchi di raso come quelli dei regali.
Sei tu, un regalo le dico, abbracciandola stretta, ma lei si
dimena per liberarsi e chiede: Donuts?.
Okay,  stato uno sbaglio raccontarle del tacchino di donuts.
Si  svegliata stamattina alle cinque ed  arrivata in camera nostra
strillando: "DONUTS! Dove sono i DONUTS?".
Arrivano! rispondo. Tra poco Harvey e la sua mamma saranno qui.
E in quel momento suonano alla porta e sono loro, con i maglioni
natalizi e dei sorrisi smaglianti e... oh...  un fiocco di neve
quello che vedo volteggiare?
S! dice Steph, notando il mio sguardo eccitato. Neve!
Be'... nevischio... si corregge. Ho visto tipo cinque fiocchi.
Meglio cinque che niente! esclamo. Guarda, Minnie,
nevica! Nevica per Natale!
I due bambini obbedienti alzano lo sguardo verso il cielo e
aspettiamo tutti col fiato sospeso... ma a quanto pare il cielo ha
chiuso i battenti.
Forse nevicher pi tardi dico alla fine. Andate pure a
giocare.
Che bel vestitino, Mamma Natale commenta Steph
entrando.
Questo vecchio straccetto? Sollevo un lembo del mio costume
bianco e rosso ridendo. Ho messo la prima cosa che ho
trovato.
Mentre preparo un caff per Steph, lei apre circa un milione
di pacchi di donuts. Ha portato anche spiedini di legno e bastoncini
da cocktail per tenerli insieme.
Buon Natale dice, e solleva la tazza del caff per brindare
con la mia. E adesso sistemiamo per le feste questo bastardo.
Mentre Minnie e Harvey corrono per casa giocando a nascondino,
Steph e io creiamo una struttura di donuts, attivit che si
rivela incredibilmente calmante e terapeutica. Dopo aver utilizzato
una quarantina di donuts, ci fermiamo a valutare l'opera.
Mica male dico, cercando di essere positiva. Tranne che
non assomiglia tantissimo a un tacchino.
La verit  che non assomiglia per niente a un tacchino. Potrebbe
essere un uovo di Pasqua, o il monte Everest.
Non assomiglia tantissimo a un tacchino per ora ribatte
Steph. Ma non gli abbiamo ancora dato il tocco finale. Hai del
Play-Doh?
In dieci minuti, Steph recupera tutto il Play-Doh di Minnie,
e mette al lavoro i bambini, che modellano rotolini e forme varie
sul tavolo. Ed ecco che attacca ali arancioni al tacchino di
donuts. E poi artigli neri. E grandi occhi sporgenti.
Oh, mio Dio. Fisso la creatura con un misto di orrore ed ammirazione.
Mi guarda.
E il becco... dice Steph, e aggiunge un pezzo di Play-Doh
rosso molto appuntito. Ed ecco a voi... il tacchino vegano.
Devo ammettere che adesso assomiglia davvero a un tacchino.
O almeno a un uccello. Uno spaventoso, inquietante uccello
di donuts e Play-Doh che probabilmente ci far venire gli incubi
per tutta la vita.
Vittoria! dico, e batto il cinque con Steph. Hai un lavoro
in mano, dovesse servirti.
Fornitrice di tacchini vegani. Steph annuisce. S. Credo
che potrei fare carriera.
Ha un bel colorito, un pezzetto di Play-Doh su una guancia
e l'espressione di una che si sta divertendo da morire. Come
lo chiamiamo, bambini? chiede.
Peppa Pig risponde subito Harvey, e io scoppio a ridere.
Okay, Peppa Pig dico. Peppa Pig, il tacchino vegano.
 il tuo unico tacchino per Natale? chiede Steph, un po'
preoccupata. O ne hai anche uno vero?
Ne ho anche uno vero. O almeno, non ce l'ho ancora, ma arriva
oggi pomeriggio alle cinque.
E se lo sostituiscono con trenta barattoli di tacchino spalmabile,
penso, giuro che ammazzo qualcuno.
Sistemo il tacchino sul bancone e lo copro con una scatola di
cartone in modo che nessuno degli ospiti lo veda. Poi comincio
a disporre i kit per le casette di pan di zenzero attorno alla
tavola. Dalla finestra vedo cadere qualche fiocco di neve, e comincio
a sentirmi davvero in un film di Natale. Che il Signore
ci benedica, tutti. Cose cos. Chiss se i miei ospiti avranno la
stessa sensazione?
Manca ancora qualche minuto prima che arrivino gli altri,
perci preparo un po' di caff e sistemo su un vassoio i donuts
avanzati. Poi raggiungo Steph in soggiorno, mentre i bambini
giocano in corridoio con i loro monster trucks.
Ti spiego chi viene oggi le dico. Ci sono Suze, Tarkie e i
loro tre figli, che gi conosci. Ci sono i miei genitori e i loro vicini,
Janice e Martin. E mia sorella Jess e suo marito Tom, se 
riuscito a tornare dal Cile. Che poi sarebbe il figlio di Janice e
Martin aggiungo.  cos che si sono conosciuti, Jess e Tom.
Wow. Steph mi ascolta con attenzione. Siete una grande
famiglia, praticamente.
Direi di s.
Farete una gran bella tavolata, a Natale.
S annuisco, poi mi chino verso di lei. Steph, per favore,
venite anche voi. Tu e Harvey. Venite a passare il Natale da me.
C' posto per tutti, e ne saremmo felici...
Mi interrompo, vedendo Steph che sorride e scuote la testa.
Becky, sei un tesoro, e ti ringrazio davvero. Ma  tutto a posto.
Vengono gi i miei, e mia sorella. Arrivano pi tardi. Portano
il tacchino e faremo Natale insieme.
Cosa? La fisso entusiasta.  fantastico!
Davvero! Steph abbassa la voce. Ho parlato ai miei di
Damin. Dopo quello che mi hai detto tu ieri. Sono andata a
casa e ho subito chiamato mia madre e... I suoi occhi si riempiono
di lacrime e per un attimo non riesce a parlare. Non so
perch non lo avessi ancora fatto. Sono stata una stupida.
Perch  difficile annuisco, comprensiva.  difficilissimo
dire alla tua famiglia che sei nei guai.
S,  la cosa pi difficile del mondo. Ammetterlo con loro.
Continuavo a pensare: se non lo dico ad alta voce, forse non  vero.
Oh, Steph!
Ma appena ho parlato, mi sono sentita meglio. Pi forte.
Steph beve un sorso di caff. E quindi, insomma, domani avremo
un bel Natale. Per sono molto contenta di conoscere la tua
famiglia, oggi. Devono essere proprio simpatici.
Infatti dico un po' distrattamente, perch le sue parole mi
hanno colpita. Lei si  confidata con me, e ora io voglio fare
altrettanto con lei.
Sai mia sorella Jess? Quella vegana? le dico. Credo che anche
lei abbia dei problemi con il marito. Ma non ne parla con
nessuno.  una persona riservatissima, e non apre bocca. Cos
aiutarla diventa molto difficile.
Abbi pazienza. Se assomiglia a me, probabilmente si sente
molto vulnerabile. Io mi vergognavo tantissimo di essere stata
lasciata.
Ti vergognavi? ripeto, inorridita. Lui si dovrebbe vergognare,
non tu!
Lo so. Non  una cosa razionale. Ma vuoi sempre che le cose
vadano bene, no? E se non  cos, ti prendi la colpa. Mi spiace
per tua sorella continua.  un bel guaio.
Eh, s. Mi chiedevo una cosa... Se cpita, mentre fate le casette
di pan di zenzero, proveresti a parlarle? Con la massima
discrezione?
Ma certo! mi risponde subito Steph. Non ho soluzioni da
offrirle, ma di sicuro il problema lo capisco. A proposito,
quando arrivano?
Oh. Guardo l'ora. Dovrebbero essere gi qui.
Prendo il telefono per vedere se ci sono dei messaggi e proprio
in quel momento ne arriva uno.  di Jess.

Cara Becky, ti prego di scusarci, ma non verremo n oggi n domani
per motivi personali. Mi spiace per tutto il disturbo che ti sei data.
Buon Natale Jess (e Tom)

Cosa?
Lei... cosa?
Non riesco a crederci. Mi manca il respiro. Ho passato tutta la
mattina a fare il tacchino vegano per Jess... e non viene? Non viene?
Becky! Steph mi guarda spaventata. Cos' successo? Stai
bene?
Non tanto. Cerco di sorridere ma non ci riesco. No. Non
sto bene. Sai mia sorella? Quella per cui abbiamo fatto il tacchino
vegano? Be', mi ha scritto che non viene. N oggi n domani.
Senza preavviso. Senza una buona scusa. Scrive solo: "per
motivi personali".
Steph si porta una mano alla bocca e per qualche istante non
parla. Di solito  una poco affidabile?
Scherzi?  assolutamente affidabile!  solida. ...  di granito.
Non  assolutamente il tipo che fa una cosa del genere.
Bene. Vedo Steph concentrarsi, riflettere, e alla fine mi guarda
dritto negli occhi e dice: Sta male. Secondo me. Non ce la
fa a vedervi tutti,  troppo difficile, troppo doloroso, e quindi
ha deciso di evitarvi.
Oddio mi abbatto. Che cosa faccio? Vado subito da lei?
Potrebbe spaventarsi mi mette in guardia Steph. Se non 
ancora pronta a parlarne, si chiuder ancora di pi.
Ma non pu passare Natale da sola! Sono angosciatissima
all'idea, e proprio in quel momento suona il telefono.
Sar lei? chiede Steph, ma scuoto la testa.
 mia madre. Chiss se lo sa.
Ciao, mamma. Siete per strada? le dico frettolosamente.
Senti, ho appena ricevuto un messaggio assurdo da Jess...
Oh, tesoro mi interrompe lei. Pap e io siamo a pezzi,
tutti e due. Un brutto virus. Alla fine, non riusciamo a venire.
Oh. Non  possibile. Ma... per domani ce la fate?
Non credo proprio risponde la mamma in tono dispiaciuto.
Non vorremmo attaccare i nostri germi ai bambini.
Passate una bella giornata tranquilla senza di noi. Ci scambieremo i
regali un'altra volta.
Guardo il telefono, sentendomi un po' tradita. Un'altra volta?
Ma Natale  domani. Siamo qui, pronti. Ho comprato i cioccolatini
Quality Street e il "Radio Times" e tutto.
Mi tremano le labbra. Ma non devo far capire alla mamma
quanto ci sono rimasta male. Non  giusto: lei non sta bene.
Okay dico cercando di avere una voce allegra.  un vero
peccato ma l'importante  che voi vi rimettiate al pi presto.
Perci riposa, salutami pap e mi raccomando, bevete tanto...
Ma certo, tesoro, e voi passate un Natale fantastico, mi
raccomando.
Mamma, a proposito, ho appena ricevuto un messaggio di
Jess, che dice che non viene neanche lei...
Amore, scusa ma devo andare. La mamma mi interrompe
prima che io riesca a finire. Mi spiace tanto di non vedervi,
cara, ma buon Natale a tutti!
Riattacca prima che io riesca a dire una parola, e io rimango
l impalata, con le idee confuse. Perch ha avuto tanta fretta di
troncare la conversazione?
Becky?  Steph che mi chiama. Becky, parla. Che succede?
Era mia madre le spiego, cercando di schiarirmi le idee.
Anche lei ha detto che domani non viene.  ammalata. E pure
mio padre.
Oh, no dice Steph. Che sfortuna.
Gi.
Sento arrivare un altro messaggio, e guardo se per caso  di
Jess, ma  di Janice.

Cara Becky, mi spiace dirtelo cos all'ultimo, ma Martin e io abbiamo
deciso di passare il Natale tranquillamente a casa nostra, se per te
va bene, per vi auguro di passare una bella giornata. Baci, Janice.

Leggo e rileggo quelle parole con la testa che gira. Non capisco.
Cosa sta succedendo?
Che c', ora? mi chiede Steph. Hai una faccia tremenda.
Mi sembra di essere in un incubo. Disdicono tutti per domani.
Alla vigilia. Senza preavviso. Senza motivo.
Oh, Becky. Steph mi guarda affranta. Dopo tutto quello
che hai fatto. Non potete spostare? Trovarvi quando staranno
tutti meglio?
Non capisci replico in tono disperato. Possibile che mi
diano tutti buca? Perch?
Be'... non so... i tuoi genitori sono malati... tua sorella, come
abbiamo detto, non si sente...
E Janice?
Non conosco Janice. Fa una smorfia come per scusarsi.
Mi spiace.
Pensano tutti che non sia in grado di cavarmela?
Cosa? Non essere ridicola!
La ignoro. Suze lo pensava, che non fossi in grado di gestire
la cosa. Ha suggerito che forse sarebbe stato meglio andare
da lei. Avr detto a tutti che sarebbe un Natale da schifo?
Becky! Steph sembra decisamente scossa. Non essere paranoica!
La gente si ammala. Cpita di dover disdire un impegno,
no? Sono cose che succedono.
Non disdicono tutti lo stesso impegno nel giro di cinque minuti
ribatto, con la voce spezzata. Questo non succede. Non 
statisticamente possibile. Okay? Non  statisticamente possibile.
Steph apre la bocca come per ribattere, ma poi ci ripensa.
Vedrai che si tirer indietro anche Suze le dico. Vedrai se
non lo fa.
Tu sei pazza mi sgrida Steph. Non lo far affatto. Non si
tratta di un complotto segreto, ma solo di sfortuna. Hai una famiglia
meravigliosa e degli amici carissimi, tutti ti vogliono e
si vogliono bene e...
Non si vogliono bene! Non fanno che litigare! Sono ai ferri
corti! Ecco perch oggi pomeriggio li ho invitati a fare le casette
di pan di zenzero, per cercare di fargli fare la pace.
Ah. Steph  senza parole. Ecco. Non lo sapevo.
Forse  per questo che stanno annullando tutti. Non vogliono
sedersi alla stessa tavola. Ma non lo capiscono che stavo cercando
di riportare un po' di armonia?
Suona il telefono, ed entrambe sobbalziamo. E anche se me
lo aspettavo, mi prende male quando vedo comparire "Suze"
sul display. Giro il telefono in modo che lo veda anche Steph.
Rispondi dice lei, ansiosa. Magari non  per quello.
Lascio passare ancora un paio di squilli, cercando di calmarmi.
Poi prendo la chiamata e dico con voce acuta e falsa: Ciao,
Suze, stai arrivando?.
Oh, ciao, Bex. Anche lei mi sembra agitata, e innaturale.
Scusa, ma temo di non farcela. Ho ancora dei regali dell'ultimo
minuto da comprare, purtroppo.
Avevo ragione.
Ho una stretta al petto. Non mi ero resa conto di quanto sperassi
di non aver ragione.
Non importa replico in tono spento. Non fa niente. Era
solo un... niente. Non importa.
E volevo dirti... per domani... La sento veramente a disagio,
e me la immagino, in piedi su una gamba sola, con l'altra
tutta attorcigliata. Per Natale. Tarkie ha deciso che dopo tutto
ci tiene proprio ad andare dallo zio Rufus. Mi spiace dirtelo
cos all'ultimo, Bex, ma... ti offendi se non veniamo?
E poi non rimase nessuno.
Il dolore al petto aumenta e ho gli occhi pieni di lacrime, ma
riesco a mantenere il controllo.
Va bene. No, certo, non mi offendo, figrati. Andate pure!
Divertitevi!
Davvero non ti importa? chiede ansiosa.
Ma no! replico sempre pi stridula. Anzi,  un sollievo.
Hai ragione, fare Natale qui  talmente stressante, perci tutto
sommato...
Esatto. Suze sembra sollevata. Per te  molto pi facile.
Pensava che non potessi farcela. Lo sento dal tono della sua
voce. Pensava che non fossi in grado di organizzare un bel Natale
a casa mia. Due lacrime mi scivolano sulle guance, ma le
ignoro.
Assolutamente! dico tutta vivace. Andr benissimo!
Allora, passate una bella giornata con lo zio Rufus e poi ci sentiamo...
Buon Natale, baci a tutti... Ciao!
Chiudo la telefonata e resto l inebetita, smarrita, incapace
di parlare.
Il mio Natale si  disintegrato nello spazio di dieci minuti.
...
20.

Steph fa del suo meglio. Mi abbraccia forte. Mi dice che sono
solo coincidenze e che la mia famiglia e i miei amici mi vogliono
bene, naturalmente. Mi racconta la storia di un Natale disastroso
di quando era bambina, e di un suo zio che era rimasto
bloccato nel Galles, e mi fa ridere (un po').
Poi ci arriva un messaggio che la scuola ha caricato il video
della recita sul loro sito e Steph mi propone di guardarlo sul
suo iPad per distrarci.
E mi distrae. Un po'. Ma mi ricorda anche qual  il senso
del Natale. Guardando quegli adorabili bambini che cantano a
modo loro Away in a Manger mi sento intollerabilmente sentimentale.
E da sentimentale a triste il passo  breve. E da triste
ci manca un niente a piangere disperatamente, crollare in ginocchio
e gridare al cielo: "Perch!!!".
Steph  presissima dalla recita, invece. Quando appaiono
Minnie, Harvey e George in veste di re magi, guarda suo figlio
adorante.
 stato bravissimo le dico, quando i re magi lasciano il posto
a un nugolo di angeli.
Erano tutti bravissimi commenta Steph. Minnie  impagabile!
Rivediamo il loro pezzo?
Torniamo indietro e ripartiamo dall'ingresso dei re magi, e
questa volta Steph osserva pi attentamente i particolari.
Aspetta un po' dice a un certo punto. Schiaccia "pausa" e
guarda lo schermo da vicino. Becky, hai detto che il costume
che mi hai dato era in pi.
Oh mi coglie di sorpresa. S! Infatti! Era in pi.
Ma Minnie ha addosso semplicemente una sciarpa puntata
su un vestito. Steph studia le immagini. Mentre il costume
di Harvey  una dannata opera d'arte. Cio, guarda quei
lustrini. Si gira verso di me, sconvolta. Mi hai dato il costume
di Minnie, vero?
No! rispondo automaticamente. Oddio! Cio... non ha importanza.
I costumi non contano.  stata una bella recita!
Guardiamola ancora. Ma Steph non mi ascolta neanche.
Ero cos angosciata quel giorno sta dicendo, quasi fra s.
Non ho proprio pensato... Perch mai avresti dovuto avere un
costume in pi in un sacchetto? Non ha senso. Sono stata davvero
una stupida. Quel costume doveva averlo Minnie.
Come se ci avesse letto nel pensiero, Minnie interrompe il
gioco che sta facendo con Harvey e viene a guardare l'iPad.
Quello  il mio costume dice con parecchia enfasi, puntando
con il dito all'immagine bloccata di Harvey. Il miiio costume.
L'abbiamo dato ad Harvey.
Veramente. Ricordatemi di non cercare mai di sfuggire ai nazisti
portandomi dietro Minnie. Incrocio lo sguardo di Steph e
faccio un sorrisetto di scuse.
Lo so dice Steph a Minnie. E ti ringraziamo di cuore, giusto,
Harvey? Perch la tua mamma ha lavorato tanto per farti
quel costume. L'ha cucito lei per te, vero?
Minnie ci riflette un attimo, poi scuote la testa e dice: Mamma
l'ha spillato. Mi ha messo lo spillo dentro. E io ho detto: "Ahi!".
Ahi! ripete Harvey per solidariet.
Ahi! Pic! strilla Minnie, ridendo come una matta, e punge
Harvey con il dito. Pic! Pic!
Mia figlia  un'istriona nata. Una volta l'ho appena sfiorata
con uno spillo, durante una prova. L'ho sfiorata.
Strillando ancora: Pic! Pic! Minnie e Harvey escono dalla
stanza rincorrendosi, e Steph fa un grande sospiro.
Becky. Non so che cosa dire.
La guardo, e vedo con orrore che ha gli occhi pieni di lacrime.
No. No. Se comincia lei, io mi trasformo in un caos fradicio
di pianto.
Non  niente le dico in fretta. Non ci pensare.
 tantissimo.  una delle cose pi generose che qualcuno
abbia mai fatto per me.
Be' le rispondo guardando fuori dalla finestra. L'avrebbe
fatto chiunque, dai.
Non ti meriti questo dice lei con fervore. Non te lo meriti
proprio, Becky. Un bip annuncia un messaggio sul suo telefono
e lei lo guarda sbuffando, poi sobbalza. Oddio. Sono arrivati
i miei. In anticipo. Sono davanti a casa mia. Ma non voglio
lasciarti.
Devi andare le dico subito. Vai! Passa un bellissimo Natale.
C' qualcuno che potresti chiamare? Non so... Non finisce
la frase e io so quello che sta pensando. Chi potrei chiamare? I
miei amici pi cari? La mia famiglia? Ho un'altra fitta al cuore,
ma mi costringo a sorridere.
Non ti preoccupare. Luke sta tornando, e sar qui fra poco.
Steph, vai dalla tua famiglia. Goditeli.
Steph mi lancia ancora un'occhiata apprensiva, poi si alza e
acchiappa Harvey. Sento l'emozione nella sua voce mentre gli
dice:  arrivata la nonna, tesoro! A casa nostra!.
Dopo un ultimo abbraccio, se ne vanno e io e Minnie restiamo
sole ad aspettare Luke. Metto su The Snowman e mi rannicchio
sul divano per guardarlo con Minnie, sperando di rasserenarmi.
Ma ho la testa e il cuore pesanti.
Vedo per terra il libro del Grinch e lo prendo, sentendo ancora
la voce di Luke. "Tutto quello che il Grinch pu rubare, non 
Natale". Giro le pagine finch arrivo a quella in cui tutti i Chi si
tengono per mano e cantano. La pagina che rappresenta la felicit.
Lo stare insieme. Lo spirito del Natale. La guardo finch l'illustrazione
si offusca e le parole fluttuano e la testa mi scoppia.
Ho i regali e le decorazioni e perfino il tacchino vegano. Ma
non ho gli amici e la famiglia. Non ho l'unica cosa che conta
veramente a Natale.
E adesso non riesco pi a fingere. Nascondo la faccia fra le
ginocchia e piango in silenzio, in modo che Minnie non si accorga
di niente.
Com' possibile che il primo Natale a casa mia sia finito cos?
Cos'ho sbagliato?
Sussulto, mi cola il naso, tengo gli occhi chiusi, serrati... e
quando sento la voce di Luke  come un sogno.
Becky? Le sue braccia mi circondano. Becky! Oddio, cos'
successo?
Oh. Ciao. Alzo la testa e mi sfrego la faccia. Tutto a posto.
Nulla.  solo che... domani non viene pi nessuno a fare Natale
qui, e allora ci sono rimasta un po' male. Ma niente di grave.
Non vengono? Mi guarda senza capire.
Hanno disdetto.
Chi ha disdetto?
Tutti. Mamma e pap, Janice, Suze... Jess...
Per un attimo Luke resta senza parole. Poi mi chiede, con la
voce calma ed educata che usiamo sempre di fronte a Minnie:
Becky, potresti venire un attimo in cucina?.
Lo seguo e chiudiamo la porta. Luke si gira a fronteggiarmi.
Che cazzo succede, si pu sapere? Dimmi bene tutto
dall'inizio.
Ecco... Prima Jess mi ha mandato un messaggio dicendo che
non veniva da noi per motivi personali. Poi la mamma ha chiamato
raccontandomi che lei e pap sono malati. E Janice vuole
passare una giornata tranquilla con Martin, e Suze e Tarkie devono
proprio andare da zio Rufus.
Non  credibile dice Luke, minaccioso. Non  proprio credibile.
 pallido, quasi livido, e non l'ho visto quasi mai cos.
Non si disdice un invito per Natale alla vigilia. Non si tratta
la gente in questo modo.
Se non vogliono venire, non possiamo obbligarli commento
desolata.
Col cazzo! esplode lui. Devono darci una spiegazione.
Non lo accetto, Becky. No. Tu ti sei fatta un mazzo cos per questo
Natale e non ti possono trattare cos.
Mi hai aiutata anche tu dico per correttezza, ma Luke scuote
la testa.
Non mi sono certo impegnato quanto te.  il tuo invito. La
tua creazione. Il tuo impegno. Non te la meriti, questa cosa.
Ha gi il cellulare in mano. Dopo un attimo si acciglia dicendo:
C' la segreteria... Ciao, Jane. Sono Luke. Per favore,
potresti richiamarmi?.
Lascia lo stesso messaggio a Suze, a Janice e a Jess, poi mette
via il telefono, sempre molto teso. Adesso la cucina mi sembra
insignificante, triste. Per niente natalizia.
Vuoi un po' di caff? mi chiede. Qualcosa da bere?
Scuoto la testa con una sensazione di spossatezza. Luke annuisce
ed accende il bollitore. A quel punto nota lo scatolone. Lo
solleva, e indietreggia alla vista del tacchino di donuts.
Ges. Cosa diavolo  quello?
Un tacchino vegano rispondo sconsolata. Si chiama
Peppa Pig.
Ah.
Luke lo guarda cercando di capire, poi rinuncia e lo ricopre.
Si prepara una tazza di caff e lo gira lentamente.
Non hai parlato personalmente con nessuna di loro? Ripetimi
tutto daccapo.
Ho parlato con Suze e con la mamma, e Suze mi  sembrata
strana. Sfuggente. Non  da lei, fare cos. Luke, credo che ci sia
sotto qualcosa. Lo so che sembro paranoica, ma ne sono convinta.
Hanno chiamato tutte nell'arco di dieci minuti. Era come
se fosse... un attacco organizzato.
Luke espira lentamente. La rabbia ha lasciato posto alla
riflessione.
Ma che cosa diavolo pu averle indotte a mandare a monte
il Natale?
Non lo so! sbotto allargando le braccia avvilita. Ci ho pensato
tanto.  sempre per la storia di Flo? O hanno litigato per
qualche altro motivo? Hanno un gruppo WhatsApp segreto di
cui io sono all'oscuro? Ho l'impressione che tutti sappiano qualcosa
che io non so. E che nessuno voglia dirmelo.
Lui beve ancora un sorso di caff, poi mi guarda negli occhi.
Okay dice. Chi  la persona pi diretta della tua famiglia?
Jess rispondo senza esitare.
Infatti. Jess. Ce lo faremo spiegare da Jess. Prende il telefono
e chiama. C' sempre la segreteria. Com' il fisso?
 quello di casa gli rammento. Il numero dei miei.
Ah, gi. Fa il numero, ascolta e poi dice:  occupato. Jess 
in casa. Va alla porta e grida: Minnie! Amore! Mettiti le scarpe.
E la giacca... Andiamo subito da Jess mi comunica, deciso. E
ci resteremo finch non ci avr detto che cosa sta succedendo.
Ci mettiamo mezz'ora ad arrivare a Oxshott e quando siamo
quasi a casa ho lo stomaco stretto in una morsa. Mi aspetto il
peggio. Ma non so bene quale sia, il peggio.
Fanno Natale tutti insieme senza di noi perch improvvisamente
ci odiano. Anzi, ci hanno sempre odiati. Tutta la nostra
vita  sempre stata menzogna e finzione. Oddio, no, questo non
 possibile. Mi sento un po' fuori di me, a essere sincera.
Quando arriviamo, scendiamo dalla macchina senza far rumore,
raggiungiamo l'ingresso e Luke suona. Quasi quasi spero
che non apra nessuno, ma dopo un po' la porta si spalanca
e Jess ci guarda stupita.
Ciao. Guarda me e Luke, e aggiunge: Non mi aspettavo
di vedervi.
No replica Luke bruscamente. E noi non ci aspettavamo
che tutti quanti ci dicessero che non vengono da noi a Natale.
Possiamo entrare, per cortesia?
S risponde lei dopo un attimo, e ci fa passare in soggiorno.
 come  sempre stato. Jess non ci ha messo niente di suo a
quel che vedo, tranne qualche libro di geologia sul tavolino da
caff ed una stuoia da ginnastica arrotolata in un angolo, con accanto
i manubri pi massicci che io abbia mai visto. Ci sediamo
e io faccio ripartire The Snowman sull'iPad per Minnie. Poi
Luke mi guarda, come per incoraggiarmi a parlare.
Jess inizio. Lo so che hai detto che hai dei motivi personali
per non voler passare il Natale con noi. E io li rispetto. Assolutamente.
Ma  una strana coincidenza che abbiate tutti disdetto
l'invito nello stesso momento. Mi trema la voce. Lo troviamo
assurdo. E... e ci ferisce. E allora quello che ti chiedo : perch?
Nel silenzio che segue, Jess mi scruta come per decifrare la
mia espressione.
Sei angosciata osserva dopo un po'.
S! Certo che sono angosciata!
Non sei sollevata?
Sollevata? La guardo a bocca aperta. Mi avete rovinato il
Natale! Perch mai dovrei essere sollevata?
Segue un altro lungo silenzio, durante il quale Jess continua
a spostare lo sguardo da me a Luke come se stesse agendo in
base a un suo algoritmo interiore. Poi si acciglia e dice: Luke,
chiaramente non  andata come pensavi. Devi raccontare tutto.
Spiega a Becky quello che hai fatto. Sii onesto.
Luke? ripeto senza capire, poi mi giro verso di lui. Luke?
Non so di cosa parli, Jess dice Luke, perplesso. Che cosa
ho fatto?
La tua email ribatte secca Jess.
Quale email?
A Suze. L'ha inoltrata anche a noi. L'abbiamo ricevuta tutti.
Che email a Suze? protesta Luke. Di cosa stai parlando?
Non ho mandato nessuna email. Sono stato via, e quando sono
tornato ho trovato Becky devastata:  tutto quello che so. Cosa
sta succedendo?
Lo sguardo di Jess schizza ancora da me a lui. Poi prende il
telefono, fa scorrere la schermata per un po' e lo passa a Luke.
Non hai scritto questa email?
Luke guarda lo schermo con gli occhi strabuzzati.
"Lukebrandonwork@LBC.com" dice sconvolto Tanto per
cominciare, questo non  il mio indirizzo di posta elettronica.
Cosa diavolo...
Io non bado all'indirizzo, e leggo velocemente il testo.

Cara Suze,
non so come dirtelo, ma devo chiederti di rifiutare il nostro invito
per Natale, con il maggior tatto possibile. Per favore, trova una scusa,
una scusa qualsiasi. Becky  spossata oltre ogni limite, infelice ed ha il
terrore di quel giorno. Avevamo in programma un Natale tranquillo,
solo noi tre, finch non hanno cominciato tutti ad autoinvitarsi. Da
quel momento Becky  cos stressata che sono davvero preoccupato
per lei, con tutte le vostre richieste e i vostri WhatsApp. Piange sempre,
 esausta e ce l'ha con tutti voi...

Alzo la testa, con il cuore in tumulto e le guance in fiamme.
 questo che pensano?
Jess, non  vero che ce l'ho con voi dico. E non sono esausta.
Non so cos' questa roba, ma io non c'entro...
Non l'ho scritta io! Luke agita il telefono, furibondo. Non
ho scritto io questo mucchio di stronzate...
Faccio scorrere il testo per finire di leggere:

Soprattutto NON contattate Becky e non parlatele di questa email.
 molto orgogliosa e negherebbe tutto, mettendo a rischio la sua
salute.Tu credi a me, la cosa migliore per Becky  che questo pranzo
di Natale venga annullato con discrezione. Mi affido a te.
Saluti,
Luke.

Fisso quelle parole con il battito a mille. C' qualcosa che...
mi squilla un campanello...
Tu credi a me... tu credi a me...
Oh, mio Dio! Alzo la testa di scatto. Nadine!  stata lei a
mandarla!
Nadine? Luke mi fissa stupefatto. Nadine?
Non  quella vostra nuova amica? chiede Jess, perplessa.
Non  nostra amica protesto.  nostra nemica. Ci odia. E
lo sapeva. Mi rivolgo a Luke. Sapeva che era il modo migliore
per vendicarsi. Abbiamo parlato di Natale, ti ricordi? Sapeva
che ero stressata enumero rapidamente sulle punte delle
dita. Sapeva che si erano tutti autoinvitati da me per Natale.
Sapeva dei nostri WhatsApp. Indico l'email. Nessun altro
dice "tu credi a me". E lei ne sa di informatica.  stata Nadine.
Non hai visto come ci ha guardati prima di andarsene? Aveva
deciso di vendicarsi.
Ges. Luke sospira forte.
Ricordo la voce mielosa di Nadine, quella sera al cottage:
"Avrai il tuo Natale con la famiglia e con gli amici, Becky".
Sapeva a che cosa tenevo veramente, e ha cercato di portarmelo
via. L'avevamo sottovalutata.
 peggio del Grinch continuo.  pi Grinch del Grinch.
Il Grinch ruba soltanto oggetti. Lei ha rubato delle persone.
Ma noi non avremmo dovuto lasciarci rubare! esclama
Jess, improvvisamente angosciata. Becky, mi dispiace tanto...
E quindi com' andata? le chiedo, senza cercare di nascondere
quanto mi senta ferita. Avete letto l'email e avete detto:
okay, annulliamo?
No! reagisce Jess con veemenza. Certo che no. Ne abbiamo
parlato a lungo. Per giorni e giorni. Ma alla fine ci siamo
accordati per dirti che non saremmo venuti, trovando scuse diverse
in modo che tu non sospettassi la verit.
Allora potevate evitare di contattare Becky tutte insieme
commenta seccamente Luke. Rendendo la cosa un filo sospetta.
Ma perch ci avete creduto? domando, quasi in un lamento.
Perch sembrava... plausibile. Jess  a disagio. Di recente
eri molto tesa, Becky. Alla festa di Minnie eri un fascio di nervi.
E Suze ha detto che avevi messo del pesce sotto un piumone...
Alla festa ero nervosa anche perch Flo era un incubo!
protesto. E la mia torta era un disastro e Nadine aveva appena
aggredito Luke sulla porta di casa. Ecco perch ero nervosa.
E il pesce sotto il piumone aveva una spiegazione sensata.
E comunque sento l'indignazione montare anche se ero un
pochino stressata, sotto Natale tutti sono stressati! Questo non
significa mandarlo a monte! Cio, non avete pensato di chiamare
Luke? Ho un tono decisamente accusatorio, e Jess freme.
S! risponde. Certo! Suze ci ha provato. Ma non era
raggiungibile.
Nadine sapeva che sarei stato in viaggio.
Suze per ti ha mandato un messaggio aggiunge Jess, e
io scatto.
Messaggio? Che messaggio? Mi giro verso di lui. Hai ricevuto
un messaggio da Suze?
Vedo un ricordo affiorare sul viso di Luke.
Ah dice vago. Vero. S. Dev'essermi arrivato un messaggio
di Suze, ma cominciava con "Luke, per Natale volevo dirti..."
e ho pensato che potevo anche leggerlo pi avanti.
Quasi quasi vorrei gridare: "Allora  tutta colpa tua!", ma
naturalmente non  vero. E non  neanche colpa di Suze. Di nessuno
di loro. Jess e Luke mi guardano con espressione ansiosa,
e sento un pizzicorino improvviso al naso...
Quando avete detto tutti che non venivate, mi sono sentita...
ho pensato... Deglutisco. Non sapevo cosa pensare.
Dopo un attimo di silenzio, Jess mi mette una mano sulla
spalla.
Neanche noi sapevamo cosa pensare dice. Se ti pu consolare,
ci siamo parecchio flagellati. Prende il telefono e mi fa vedere
un gruppo WhatsApp chiamato "COME STA BECKY???".
Lo sapevo! Non ero paranoica! C' un gruppo WhatsApp
segreto.
Faccio scorrere i messaggi, e leggerli  un piccolo choc.

Janice.

 tutta colpa mia. Non avrei MAI dovuto invitare Flo a casa di Becky.
Mi sento in colpa.

Jane.

 MIA la colpa, cara. Non avremmo dovuto trasferirci a Shoreditch.

Janice.

Non c' nessun bisogno della pignatta!!! Come ho fatto a non capire
ci che stavo facendo con tutte quelle assurde pretese?

Suze.

Abbiamo fatto troppe pressioni a Becky. Mi sento MALISSIMO se penso
che ci siamo invitati da lei per Natale, non mi rendevo proprio conto.

Jane.

Adesso mi ricordo che quando ho chiesto a Becky di fare Natale da
lei, ha risposto che l'idea la terrorizzava. Ha detto che non ci avrebbe
dormito la notte. Ha detto esattamente queste parole, Janice, "Non
ci dormir la notte".

Interrompo la lettura, perplessa. Questo la mamma se l' inventato.
Sono certa di non aver detto che non ci avrei dormito
la notte.

Jane.

Non ho saputo ascoltare LA MIA STESSA FIGLIA IN UN MOMENTO
DI DIFFICOLTA?.

Janice.

Tesoro, non starci male. Siamo tutti colpevoli.

Jess... Smetto di leggere. Questa  pura follia. Dobbiamo
tranquillizzarle.
S. Jess prende il telefono. Scrive rapidamente un messaggio
e poi mi guarda. Hai gi avuto abbastanza fastidi, Becky.
Ora sistemiamo tutto. E, solo per essere sicura... esita. Allora
Natale si fa di nuovo da te?
S dico con fermezza. S.
Mentre Jess scrive un altro messaggio, guardo le sue dita, e
mi sento un po' sopraffatta all'idea di tutte quelle conversazioni.
Se non altro, il lato positivo  che adesso tutti si parlano di
nuovo dico quando finisce, e lei sorride.
Meglio ancora, tua madre e Janice si sono totalmente ritrovate
a preoccuparsi per te. Flo  uscita di scena.
Veramente? Il mio umore migliora parecchio. Be', non tutto
il male viene per nuocere.
Preparo un po' di t dice Luke, di nuovo sorridente. Minnie,
vieni ad aiutarmi. Puoi portare l'iPad aggiunge, quando
lei apre la bocca per protestare.
Questa Nadine mi sembra veramente... Jess scuote la testa,
incerta. Vendicativa.
Credo che si aspetti che tutto le sia dovuto dico, pensandoci
bene. Pensava di avere diritto ai soldi di Luke. Quando
non  riuscita ad averli, ha deciso che aveva il diritto di farci
passare un bruttissimo Natale. Comunque aggiungo in fretta
vedendo che Jess ha un brivido. Lasciamo perdere. Ce ne siamo
accorti in tempo, perci... tutto a posto.
Grazie a Dio siete venuti qui. Le scappa un enorme sbadiglio
e si porta una mano alla bocca. Scusa. Scusa.
Oddio provo un attimo di rimorso. Sei stanca, Jess? Non
stai bene?
Sono stata cos ossessionata dal Natale che non ho badato
minimamente a lei. Ma adesso che la guardo attentamente, ha
un aspetto tremendo. Pallida e magra. E irrequieta. Continua
a distogliere lo sguardo, come se in testa avesse qualche brutto
pensiero che la distrae.
Jess, a proposito di stare bene... le dico con dolcezza tu
come stai?
Lei mi guarda in silenzio. Sei ancora preoccupata per me, vero?
Osservo le sue immense occhiaie. Sembrano quelle di Steph.
Oddio, sono un'egoista che si preoccupa del Natale, mentre 
Jess che sembra sul punto di crollare.
S rispondo senza giri di parole. Mi preoccupo per te. Jess,
lo so che non sono affari miei, ma oggi parlavo con un'amica
che ha... dei problemi. Mi ha detto che forse ti senti troppo vulnerabile
per riuscire ad aprirti con qualcuno. E vorrei che tu sapessi
che se stai male...
Pensi che io stia male mi interrompe Jess con una strana
voce tesa perch Tom mi tradisce.
La fisso senza dire una parola. Ha finalmente deciso di abbassare
le difese?
Becky continua con la stessa voce strana. Quello che 
successo oggi non ti ha insegnato niente a proposito di saltare
alle conclusioni?
Cosa? Non la seguo, e c' ancora un istante di silenzio, poi
la vedo rilassarsi un po'.
Devo farti vedere una cosa. Si alza in piedi e mi fa segno
di seguirla. Veniamo su! grida.
Con chi parli? le chiedo, perplessa, mentre saliamo le scale.
Tom.
Tom? ripeto sbalordita. Tom  qui?
Certo che  qui. Te l'ho detto che sarebbe tornato per Natale.
Certo. Giusto. Ma mi gira la testa. Non ci arrivo.
Sei furba, Becky dice Jess, quando arriviamo di sopra. Ti
ho nascosto qualcosa, s. A tutti voi. Avevamo talmente paura
che andasse male.
Cosa? Dentro di me sta nascendo una speranza che non
ho neanche il coraggio di esprimere ad alta voce... Che cos',
Jess? Cosa?
Ciao, Becky. Sulla porta della camera c' Tom.  abbronzato
e sorridente, anche se il suo viso  segnato da grandi occhiaie
scure. Vieni a vedere.
Oh, mio Dio... oh, mio Dio... non sar...
Tom mi fa entrare nella camera degli ospiti, e io mi blocco, gli
occhi pieni di lacrime. Nel lettone, addormentato, c' un bambino
con i riccioli neri.
Questo  nostro figlio Santiago. Siamo arrivati stanotte molto
tardi.  stato un lungo viaggio in aereo. Tom fa una smorfia.
Ma ne valeva la pena.
Mi rendo conto di aver afferrato la mano di Jess senza neanche
accorgermene. Non riesco a staccare gli occhi da Santiago. Ha
quattro o cinque anni, direi. Ha lunghe ciglia e la pelle dorata e indossa
una maglietta beige con la scritta "Riciclata" sulla schiena.
Non avevo idea che fosse cos imminente riesco finalmente
a dire. Congratulazioni. Tante, tante congratulazioni.
Abbraccio Jess e poi Tom, e quando ci stacchiamo abbiamo
tutti e tre gli occhi lucidi.
Non ne avevamo idea neanche noi dice Tom.  stata una
cosa improvvisa. Quando ci hanno dato la notizia Jess ha preso
un aereo...
Sei andata e tornata dal Cile? La guardo incredula.
Certo risponde come se fosse la cosa pi normale del mondo.
Abbiamo fatto i documenti, incontrato tutte le persone che
dovevamo incontrare, poi siamo saltati su un aereo, e...
Non abbiamo praticamente mai dormito.
Non abbiamo bisogno di dormire. Tom stringe a s Jess.
Hanno l'aria esausta e beata. Esattamente come tutti i neogenitori.
Come ho fatto a non capirlo appena sono entrata in casa?
E da quando... per quanto tempo... Non so neanche bene
che domanda voglio fare.
Ci avevano abbinati un po' di tempo fa, ma non sapevamo
quando la cosa si sarebbe realizzata. E non volevamo dirlo
a nessuno aggiunge Jess, quasi scusandosi. Non finch non
fosse stato sicuro.
Jess aveva gi fissato le sue conferenze continua Tom. Cos
abbiamo deciso che lei sarebbe tornata in Inghilterra e io sarei
rimasto, in caso succedesse qualcosa prima di Natale.
Abbiamo cercato di aspettare con pazienza dice Jess. Ma
non era facile.
Ecco perch Jess era cos tesa. Tutto qui. Sono proprio
un'imbecille.
Ed  anche colpa di Suze, che mi ha incoraggiata con tutta
quella storia degli shorts color kaki.
Jess, mi spiace tanto farfuglio. Avevo frainteso...
Credevi che io avessi un'amante, o che l'amante ce l'avesse
Jess? mi chiede Tom, sarcastico. Non eravamo tanto sicuri.
Lui e Jess si guardano e lei alza gli occhi al cielo. Oddio, che
vergogna. Anche perch Jess e Tom mi sembrano innamorati e
vicini come non li ho mai visti.
Cos'hanno detto Janice e Martin? chiedo, per cambiare argomento.
Saranno al settimo cielo.
Non lo sanno ancora mi spiega Jess. Sono usciti prima che
andassimo a chiamarli, e non vogliamo dirglielo per telefono.
Perci... tu sei la prima a conoscere Santiago, Becky.
Sono la prima? Mi viene un nodo in gola. Be'... che onore!
Allungo una mano a carezzare un ricciolo di Santiago perch
proprio non resisto, anche se non voglio svegliarlo.
Benvenuto, Santiago gli dico dolcemente.
Non ci sente mi informa Jess, tranquilla.  completamente
sordo.
Oh. Resto un attimo interdetta. Ecco. Capito. Va bene...
impareremo il linguaggio dei segni, allora. Glielo insegneremo.
Faremo tutto quello di cui avr bisogno. Ditemi solo quello
che posso fare io.
Lo guardo e ricaccio indietro le lacrime, perch un attimo fa
non sapevo neanche che Santiago esistesse e adesso sono ben
decisa a rendere la sua strada pi facile, per tutta la sua vita, a
qualunque costo.
 una cosa meravigliosa! dico a Jess e Tom. Sono cos felice
per voi. Ed  arrivato proprio per Natale aggiungo con un
sospiro sentimentale. Questo lo rende ancora pi speciale.
Non sono d'accordo obietta Jess con calma. Sarebbe stato
altrettanto speciale in qualunque altro giorno dell'anno.
Trattengo una risata. Ecco la solita Jess. E ha ragione, naturalmente.
Per ho un po' ragione anch'io.

CHAT.

SUZE & BEX.

Suze.

Becky!!! Mi sento uno SCHIFOOO! Xxxxxxx

Suze.

Non mi capacito di aver creduto a quell'email!!

Suze.

Non mi fider MAI pi di NESSUNA email.

Suze.

Pensavamo che tu avessi l'esaurimento nervoso!

Suze.

Nadine  un MOSTRO.

Suze.

Non posso credere che avresti potuto fare sesso multiplayer
con lei.

Suze.

Non l'avete fatto, vero? O invece s? Puoi dirmelo. Non ti
giudico.
...
21.

Quando arriviamo a casa, sono emotivamente esausta. Per tutto
il viaggio di ritorno ho scambiato messaggi con Suze, assicurandole
che s, la perdono e che s, Natale da me si fa. E no, non
abbiamo fatto sesso multiplayer e s, le direi com'.
Mentre entriamo in casa, Luke si rivolge a Minnie.
Tesoro, devo fare ancora qualche commissione per la mamma.
Perci adesso io e te usciamo e lei si mette comoda e si guarda
un film di Natale. Che te ne pare, Becky?
Fantastico rispondo, convinta.
Vado in soggiorno e guardo le decorazioni, le luci e i regali,
sentendomi in pace per la prima volta da non so quanto. L'annullamento
di Natale  stato annullato. Alla fine,  tutto a posto.
Forse posso mettermi un cuscino sotto i piedi e rilassarmi.
E mi sto chiedendo pigramente dove sia il telecomando, quando
un lampo grigio attraversa la mia visione periferica.
Cosa?
Non sar mica stato...
Passa di nuovo a razzo e questa volta lo vedo bene e resto
impietrita dall'orrore. Un topo. Un vero e proprio topo. In casa
nostra? La vigilia di Natale?
Non te l'hanno insegnata la poesia? gli dico rabbiosamente.
"Nulla si muoveva, neppure un topino". Argh! Quando
transita a tre centimetri dal mio piede lancio un urlo. In realt
ho una paura matta dei topi.
In quel momento arriva Minnie, e mi sento morire. Non vorrei
mai che raccontasse a tutta la scuola che abbiamo i topi in
casa. Ma  troppo tardi, l'ha visto.
CETTO! grida, illuminandosi di pura felicit. Guarda,
mammina, un cetTO!
Un cesto? La fisso confusa. Cosa sta dicendo?
Il topo schizza di nuovo vicino ai miei piedi e io resisto all'impulso
di strillare, perch strillare alla vista di un topo non  per
niente femminista.
Cetto! Minnie corre dietro al topo. CI-CETTO! Babbo Natale
me lo porta il cetto continua rivolta a me. Mi porta un cetto
nel camino. Il mio CI-CETTO! Vieni qui! Il topo schizza via
mentre lei allunga le braccia come per stringerselo al cuore, e
io la guardo, immobile, mentre il senso di quello che ha detto
si fa strada nella mia mente.
Cetto. Non un cesto da picnic. Un criceto. Per tutto questo tempo,
senza mai cambiare idea, lei ha chiesto un criceto. Un criceto.
Quando l'orrenda verit mi appare evidente, mi sento gelare.
 la vigilia di Natale, i negozi stanno per chiudere e solo
adesso ho capito qual  il regalo che vuole mia figlia. Il numero
uno degli incubi natalizi si sta realizzando.
Cercando di restare calma vado nell'ingresso, acchiappo Luke
e lo trascino verso l'armadio dei cappotti.
Luke farfuglio. Disastro. Minnie vuole un criceto per
Natale.
Un criceto? Ma credevo...
Lo so lo interrompo in fretta e furia. Lo so. Non c' tempo.
Vado a comprarne uno mentre voi siete fuori. E dobbiamo
assolutamente cominciare a correggerla quando sbaglia le parole
aggiungo, e vedo che lui finalmente capisce.
Merda. Merda. Comunque,  anche divertente.
No! Non lo ! Perch noi un criceto non ce l'abbiamo! O almeno...
non ne hai regalato uno a me, vero? chiedo speranzosa,
perch Luke una volta scherzando aveva detto che per Natale mi
avrebbe regalato un criceto e lo avrebbe chiamato Ermintrude.
No, purtroppo no. Luke sorride e mi mette le mani sulle
spalle. Becky, rilssati. I negozi sono ancora aperti, e in Ellerton
Road c' un negozio di animali.
Okay dico ancora agitatissima. S. Ci vado. E se non hanno
criceti?
Li hanno. Tutti i negozi di animali hanno i criceti. Vuoi che
lo prenda io?
No! Tu esci con Minnie! Lo vedrebbe! Lo prendo io. Vado.
Subito!
Vestita da Mamma Natale?
Adesso pensi a come sono vestita? abbaio. Non  affatto
una priorit in questo momento!
Afferro il telefono e la borsa e mi fiondo in macchina. Un criceto.
Non ci posso credere. Un maledettissimo criceto.
Guido verso Ellerton Road con il cuore che batte all'impazzata.
Non devono succedere, queste cose.  tutto sbagliato. Ho
cominciato prestissimo a comprare i regali di Natale. Mi sono
organizzata. Il regalo per Minnie  stato il primo che ho preso!
 stata la prima dannatissima cosa che ho fatto! Eppure eccomi
qua, la vigilia di Natale, che corro per negozi in preda al panico,
esattamente la situazione in cui non volevo trovarmi.
Parcheggio, mi precipito al negozio e mi fermo scioccata. 
chiuso. Chiuso. Non pu essere chiuso. Come fanno a chiudere
un negozio di animali la vigilia di Natale? E i criceti dell'ultimo
minuto?
Busso alla porta, casomai ci fosse ancora qualcuno, ma so che
 inutile. Mi giro, e farfuglio qualcosa ormai in preda al panico,
tanto che un'anziana signora con il carrellino della spesa mi
guarda incuriosita.
A Bickersly c' un negozio di animali, cara mi dice. In
Woodford Street. Pu provare l.
Bene! Grazie!
Non so neanche dove sia Bickersly, ma con il navigatore ci arriver.
Attraverso villaggi sconosciuti e mi ritrovo in una stradina
in cui ci sono tre piccoli negozi in fila. Uno si chiama Pete's
Pets e le luci sono accese. Grazie, Signore, grazie.
Entro, ma non sono tanto convinta. Gli unici negozi di animali
in cui sono entrata in vita mia, con Suze, erano grandi e
l'ambiente era arioso e pulito. Qui il personale  composto da
un tipo coperto di tatuaggi che ha l'aria di allevare i criceti per
sacrificarli durante i riti satanici. Ma non ho scelta, perci gli
rivolgo un sorriso educato.
Buonasera, Mamma Natale mi dice con un ghigno,
squadrandomi da capo a piedi.
Buonasera. Vorrei...
Sto per chiudere mi interrompe bruscamente. Quindi si
sbrighi.
Senz'altro. Vorrei un criceto. E una gabbia. E cibo per criceti.
E tutto quello di cui hanno bisogno.
Okay annuisce. Che tipo di criceto?
Ehm... del tipo... criceto.
Mi guarda e mi accompagna verso una grande gabbia di plastica,
piena di criceti, ciascuno nel suo scomparto, che squittiscono
e mangiano e fanno le loro cose da criceti. Scelga pure.
Bene dico, cercando di mostrare pi entusiasmo di quello
che provo.
Cio, alla fin fine, sono roditori. Sto spontaneamente introducendo
un roditore in casa mia. Ma Minnie sar felice, mi ripeto.
Devo concentrarmi su quello.
Chiss che colore le piacerebbe. Forse Luke potrebbe farselo
dire con un po' di astuzia? Prendo il telefono per chiamarlo,
ma non ho campo. Dannazione.
S, qui c' poco segnale mi dice il tipo. Allora, quale prende?
Guardo i criceti, cercando di vederli con gli occhi di Minnie.
Magari quello. Ne indico uno beige.
 un criceto maschio siriano. Vuole vederlo pi da vicino?
Lo prende e me lo porge, e io cerco di trattenere il disgusto.
Ha mai avuto criceti? mi chiede, osservandomi con sospetto.
Ehm... no. Ma seguir le istruzioni prometto subito. Ne
avr cura, glielo garantisco.
Mi fa segno di prenderlo e io lo faccio, con molta cautela. 
peloso e agita il naso e le zampette, che hanno unghie molto
acuminate.
Accidenti! dico, quando il criceto non so come finisce sul
tavolo e scatta via di corsa.
Non lo lasci andare, maledizione! mi rimprovera il tipo arrabbiato,
e lo acchiappa al volo.
Non l'ho fatto apposta! mi scuso. Mi spiace. Mi ha colta
di sorpresa.
Non dovrebbe comprarlo, se non  in grado di maneggiarlo
mi sgrida ancora lui, e mi prende il panico. Sta per dirmi
che non sono adatta a diventare la padrona di un criceto? Era
un test e non l'ho superato?
S, posso affermo con fervore. Sono in grado di maneggiarlo.
Prometto.
Okay, allora criceto, gabbia, casetta, cibo...Vuole anche degli
accessori?
E qui scatta il mio interesse. Oooh. Accessori?
Ci avviciniamo a uno scaffale pieno di roba, e mi rianimo. Chi
immaginava che ci fossero cos tanti articoli per criceti? Scelgo
una palla, un "cottage per criceti" e un gioco fighissimo a
forma di tubo. Mi sto chiedendo se prendergli anche un'altalena
quando mi viene in mente un pensiero terribile: la consegna
della spesa.  tacchino. Merda. Nella frenesia del momento
me ne sono completamente dimenticata. Arriva fra mezz'ora.
Devo tornare immediatamente a casa.
Okay dico. Ho preso tutto. Finito.
Pago, porto i miei acquisti in macchina, facendo diversi viaggi
perch  roba piuttosto ingombrante. L'ultima cosa da prendere
 il criceto medesimo, nella sua gabbia, e sto per sollevarla
da terra quando mi viene un'idea. Gli faccio una foto per mandarla
a Luke. Cos faccio anche un po' di pratica a maneggiarlo.
Mi inginocchio, prendo quella creaturina agitata e la tiro fuori,
cercando di non sussultare. Ecco. Va gi meglio. Alla fine,
 anche carino, con quel nasino fremente. Dobbiamo trovargli
un bel nome.
Gli scatto una foto, e sto rimettendolo con cura nella gabbia
quando il tipo all'improvviso ruggisce: Vaffanculo! a qualcuno,
parlando al telefono fisso.
Mi fa fare un salto. E per un nanosecondo allento la presa
sul criceto.
Un nanosecondo, non di pi. Ma  abbastanza. Con mio infinito
orrore il criceto, prima che riesca a stringerlo di nuovo,
mi sguscia fra le dita e scappa sul pavimento. Si ferma a guardarmi
come per dire: "Ah ah ah!" (okay, forse  una mia proiezione)
e io guardo lui, sconvolta.
Non posso confessare di averlo fatto fuggire di nuovo. Il tipo
mi accuser di essere un'irresponsabile e non me lo lascer portare
via. Decido di recuperarlo personalmente senza dire nulla.
Piano piano mi avvicino al criceto, ma lui sfugge abilmente al
mio tentativo di prenderlo. Ci riprovo con pi energia, e questa
volta se la batte, infilandosi in una porta aperta.
Merda.
In silenzio, a quattro zampe, seguo il criceto e mi ritrovo in
un magazzino poco illuminato. Chiudo la porta e mi guardo attorno.
 un piccolo spazio. Limitato. Devo trovare quella dannata
bestia.
Cerco di sentirlo zampettare, ma intorno a me c' solo silenzio.
Allora accendo la torcia del cellulare ed illumino la stanza,
in cerca del lampo di due occhietti lustri. Niente.
Su uno scaffale vedo una scatola di snack per criceti e mi viene
un'ispirazione. Apro la scatola, ripromettendomi poi di comprarla,
e dentro ci sono delle specie di pallottoline rivoltanti che
presumibilmente per i criceti sono l'equivalente del caviale.
Trovo anche un grosso scatolone vuoto. Lo giro di lato e ammucchio
dentro un bel cumulo di palline. Poi mi accovaccio
l accanto, pronta a muovermi alla velocit del lampo per intrappolare
il criceto. Mi sembra di essere una della squadra di
David Attenborough, appostata alla sorgente, in attesa di avvistare
il leone del Serengeti.
Peccato che a volte quelle squadre restino in attesa per
settimane.
No. Niente pensieri negativi. Immagino che invece a volte
aspettino solo cinque minuti, poi il leone arriva. Ecco, cos.
Passano alcuni insopportabili minuti. A stare in questa posizione
mi fanno male le cosce, ma non oso muovermi. I collaboratori
di David Attenborough non si lamentano neanche se
gli si congela il naso, no? Perci neanch'io devo lamentarmi.
Comunque, sono parecchio sconsolata. Come siamo arrivati
a questo? Doveva essere un Natale superorganizzato. Liscio come
l'olio. Non un Natale in cui finisci accovacciata in un retrobottega
sporco ad aspettare che a un criceto venga fame.
Comincio a chiedermi se non stia facendo una stupidaggine
e se non dovrei invece confessare tutto al tipo quando sento
all'improvviso qualcosa che zampetta e mi immobilizzo. Scrutando
nell'oscurit, vedo due occhietti lustri rivolti verso di me!
S! Ha funzionato!
Quando il criceto si avvicina al mucchietto di cibo, mi trattengo
a fatica dall'applaudire. Ce l'ho fatta! Sono la donna che
sussurrava ai criceti! Adesso devo solo...
Aspetta... cosa?
Guardo incredula il criceto che entra nello scatolone.  un altro.
 quello sbagliato. Questo  mezzo beige e mezzo bianco.
Doveva essere nascosto da qualche parte qui in magazzino, e
ha sentito l'odore del cibo.
E adesso? Contemplo incerta varie possibilit mentre guardo
il criceto che prende una pallina fra le zampette. (Sono carini,
per). Che faccio? Intrappolo questo? Ma io non voglio questo,
voglio il mio. Dov' il mio?
Mentre cerco di decidere come procedere, appare un secondo
criceto. Ma  sbagliato anche questo.  pi scuro, un grigio
bruno. Quanti cavolo di criceti ci sono in questo magazzino?
Ho la tentazione di andare a dire al tipo che  invaso dai criceti,
solo che non riesco a muovermi. Perch se quei criceti sono
stati attirati dal cibo, forse... pu darsi che...
Mi irrigidisco sentendo un altro zampettio sul pavimento di
pietra, e ho un tuffo al cuore. S!  quello beige! Si sta cautamente
avvicinando, ma poi si blocca di colpo.
"Vai" gli ordino con la forza del pensiero. "Vai a mangiare,
sai che ne hai una gran voglia".
Resta fermo, e io lo fisso, spremendo a fondo tutti i miei poteri
cricetici. "Vai... vai..."
Dopo un paio di eterni minuti, ricomincia a muoversi. Avanti...
avanti... S!  nello scatolone! Con un unico gesto sinuoso
mi sporgo e ribalto lo scatolone sulla sua base, al che tutti e tre
i criceti, e anche i biscottini, sono catapultati sul fondo. Sono
dentro, e non possono uscire.
Resto un attimo seduta sui talloni, con il cuore che batte forte
e gli spilli nelle gambe. Okay. Panico superato. Ho il mio criceto.
Guardo l'ora e il sollievo mi travolge. Ho ancora il tempo
di tornare a casa prima che arrivi il tacchino. Quindi va tutto
bene. Anzi, va meglio, perch adesso ho il criceto ma ho anche
una storia da raccontare a Luke. (Bisogna sempre vedere
il lato positivo).
Ho dei criceti per lei! dico, tornando in negozio con lo scatolone
fra le braccia. E resto fulminata.
 tutto buio. Non c' nessuno.
Mi guardo intorno incredula, notando la cassa spenta. Il cartello
sulla porta. La serranda tirata gi.  chiuso? Ha chiuso?
Con me dentro?
I miei pensieri si accavallano freneticamente. Che faccio adesso?
Che faccio? Tra un quarto d'ora arriva il tacchino. Se non c'
nessuno, lo portano indietro. Devo uscire. Ma come? Chiamo
qualcuno. Ma non c' campo.
Accendo la luce, poi corro alla cassa per usare il telefono fisso,
ma l'apparecchio  scomparso, non c' pi appoggiato al banco.
Dov'? Dov' quel dannato telefono? Provo ad aprire i cassetti,
ma sono chiusi a chiave. Oddio...
Corro alla porta e comincio a batterci sopra urlando: Aiuto!
Aiuto! Fatemi uscire!, per la strada  deserta. Dopo aver urlato
e picchiato per cinque minuti buoni, ho mal di gola, ma non
 apparso nessuno ad aiutarmi. E adesso nella mia testa si materializzano
scenari anche peggiori. E se davanti al negozio non
passasse proprio nessuno? Se nessuno mi vedesse? Potrei passare
Natale intrappolata qui dentro. Potrei saltare il Natale, imprigionata
in un negozio, con dei piccoli animali come unica compagnia.
Scrutando quella viuzza deserta, ho un senso di irrealt e mi
sento quasi mancare. Avevo torto, prima. Questo  il peggior incubo
natalizio possibile. E io ci sono dentro.
Arrivano le cinque, e vanno. Arrivano le cinque e mezza, e vanno.
Arrivano le sei, e vanno. Fuori  buio, non ho visto neanche
un misero passante e comincio a rassegnarmi al mio destino da
incubo. (Se avessi saputo che sarei rimasta bloccata in un negozio
a Natale, almeno ne avrei scelto uno di vestiti).
Ho cominciato a tracciarmi delle lineette sulla mano con la
biro, cinque ogni mezz'ora. Perch in qualche modo bisogna
star su di morale. Darsi una struttura, altrimenti la follia prende
il sopravvento. Ho visto Cast Away, perci so di cosa parlo.
Non voglio finire a dipingere una faccia su una palla da criceto.
Ho anche fatto l'inventario delle mie risorse e per fortuna in
un angolo c' un boccione d'acqua. Posso vivere di semi di girasole
e se finiscono c' sempre il cibo per criceti. Se dovr razionarlo,
amen.
E stranamente sono gli animali a darmi coraggio, con il loro
spirito cameratesco. Ho fatto amicizia con tutti: i criceti, i gerbilli,
i pesci, e quando sar tutto finito so che comunque resteremo
legati per sempre.
Ogni cinque minuti vado a battere sulla porta e urlo a pieni
polmoni, poi mi ributto per terra disperata.  la via meno frequentata
che io abbia mai visto. O forse  che adesso sono proprio
tutti, nelle loro case confortevoli, a guardare Festa in casa
Muppet e a cantare, per quello non sentono le mie grida.
Ho la gola chiusa, ma prendo una manciata di semi di girasole
e li rosicchio. Pensare a Festa in casa Muppet mi fa venire in
mente tutti i film di Natale che potrei guardare in questo momento,
rannicchiata sul divano. Un elfo di nome Buddy. O La vita
 meravigliosa. O, se sceglie Luke, Die Hard, che secondo lui 
un film di Natale mentre secondo me no e litighiamo sempre.
 di nuovo il momento di battere sulla porta, perci raduno
tutte le mie energie, martello di pugni il vetro e strillo pi forte
che posso. Nessuna reazione dalla strada deserta. Ma quando
alla fine smetto, strane idee mi attraversano la mente.
Die Hard. Non riesco a smettere di pensare a Die Hard. Perch?
Di solito non penso mai a Die Hard, e invece adesso non
me lo tolgo dalla testa.
Continuo a vedere Bruce Willis che sfonda le finestre e spara
a sei persone per volta. Che non accetta mai un no come risposta.
Che sa sempre qual  la cosa giusta da fare, e la fa.
E allora capisco il perch di tutto questo. So cosa sta cercando
di dirmi il mio cervello. E mi vergogno della mia pietosa remissivit.
Perch mi sono rassegnata al mio destino? Perch sono
entrata nella modalit Cast Away? Dovrei entrare in quella Die
Hard! Se Bruce Willis si fosse ritrovato intrappolato in un negozio
di animali alla vigilia di Natale, non se ne starebbe seduto
a non fare niente, giusto? Si arrampicherebbe su per i condotti
di ventilazione imbracciando un fucile o farebbe esplodere il
negozio per uscire o qualcosa del genere.
Io non sono una vittima in stile Cast Away, mi dico fermamente.
Non sono prigioniera. Non rester a marcire qui, a mangiare
semi di girasole come pranzo di Natale e sperare che qualcuno
venga a salvarmi. Stringo la mascella e passo in rassegna i criceti.
Passer Natale con la mia famiglia li avverto, con un ringhio
alla Bruce Willis. E nessuno mi fermer.
Riuscir a fuggire da qui, certo, figuriamoci.  soltanto un
edificio che non conosco, con una serranda di metallo che blocca
l'ingresso e una porta sul retro chiusa con una serratura massiccia.
Dai, Becky, che ci vuole?
Per la prima volta da quando sono entrata nel negozio, guardo
in su e vedo una botola sul soffitto. Porter da qualche parte.
Oddio, ma perch non ci ho pensato prima?
Ci metto qualche minuto a trovare un bastone con un uncino
in cima, e poco dopo tiro gi una scala retrattile. Mi arrampico
e sbuco in una specie di mansarda con un tappeto orribile
e mucchi di scatoloni, e mi guardo attorno in cerca di una facile
via di fuga, magari con sopra il cartello "Uscita".
Okay. Quindi non c' un'uscita con tanto di cartello. Ma c'
un lucernario. Posso passare da l. La maniglia  dura, ma tira
e tira riesco ad aprirlo, trovo una vecchia sedia su cui salire e
faccio uscire la testa, godendomi quell'aria gelida. Sono fuori!
Pi o meno. Inspiro avidamente l'aria della sera, e guardo la
strada di sotto con profonda emozione. Non dar mai pi per
scontata la mia libert. Mai pi.
L'unico problema  che il lucernario  strettino. Ma forse riesco
a infilarmi, passare ed arrivare sul tetto. E poi trover il modo
di scendere dal tetto.
Con uno sforzo sovrumano, mi sollevo in modo da far uscire
testa e spalle dal lucernario. Spingo e strizzo, cercando disperatamente
di sollevarmi... ma  inutile. I fianchi non ci passano
proprio. Stupidi esercizi di Myriad Miracle.
Allora decido di tornare dentro e pensare a un piano alternativo.
Ma quando cerco di scendere... niente, non ci riesco. Dopo
una serie di strattoni e spinte disperati devo accettare la triste,
imbarazzante realt: sono incastrata. Sono bloccata nel lucernario,
mezza dentro e mezza fuori.
Okay, niente panico, mi dico. Quindi sono immobilizzata in
un lucernario la sera della vigilia di Natale e nessuno sa dove
sono. Una soluzione ci sar. C' sempre una soluzione.
Aspetto che la soluzione si faccia viva, ma si vede che  timida.
E comincio a essere meno ottimista. E poi... aspetta... era
un fiocco di neve?
Guardo incredula i puntini bianchi che iniziano a scendere,
e mi cadono sui capelli e sul collo. Cio, cielo, fammi capire.
Hai scelto adesso come momento per offrirmi il bianco Natale
dei miei sogni? E se il freddo mi paralizza? Se muoio congelata?
Non avrei mai dovuto ascoltare il mio Bruce Willis interiore,
sono una cretina...
E poi mi viene in mente una cosa. Un'ultima minuscola,
infinitesimale possibilit di cavarmela.
Con il cuore che batte forte, recupero il telefono in tasca. Lo
alzo pi su che posso, allungo il braccio al massimo e cerco di
vedere il display... ed  un miracolo!  il miracolo in Woodford
Street! Ho una lineetta di campo! Scrivo subito un messaggio:

Luke! Da Pete's Pets. Bloccata. Woodford Street a Bickersly. Aiuto!!! Xxx

Premo "invia" e lo guardo senza quasi respirare, poi vedo apparire
la scritta "consegnato" e ogni minuscola particella del
mio corpo si rilassa. Lo vedr.  tutto okay. Sono salva.
Adesso che c' campo, nel mio telefono si riversano diversi
messaggi e leggendoli mi rincuoro.

Becky, possiamo parlare?

Becky, ci dispiace tantissimo!

Becky, tesoro, io e pap stiamo arrivando, vogliamo spiegarti tutto.

Becky, DOVE SEI??? Siamo PREOCCUPATI!!!

Se ho mai potuto pensare che ai miei amici e alla mia famiglia
non importasse di me, questa  la prova che invece ci tengono.
So che non dovrei aver bisogno di una prova. Ma comunque...
Non li canceller tanto presto, questi.
Mentre leggo, un rumore attira la mia attenzione. Ehi! Persone
in carne ed ossa, per strada! I miei salvatori! Sono una coppia con
un bambino sul marciapiede di fronte, e mi indicano sorridendo.
Li guardo risentita. Perch diavolo sorridono, si pu sapere?
Aiuto! strillo, ma non credo che mi sentano, perch continuano
a sorridere ed il pap solleva il bambino perch possa vedermi
meglio. Per un attimo non riesco a capire, poi ci arrivo.
Sono vestita da Mamma Natale. Credono che io sia una specie
di artista di strada!
Sono bloccata! grido. Non sono Mamma Natale, sono
bloccata!
Ma sono troppo lontani per sentirmi bene. Sorridono e salutano
e il padre mi fa una foto - che coraggio -, poi mi salutano
ancora tutti allegri e se ne vanno.
Grande. Davvero super. E cos vedi una persona vestita da
Babbo Natale su un tetto la vigilia di Natale... e non capisci che
devi salvarla? In che razza di mondo contorto viviamo?
Sto giusto scrivendo mentalmente una seccatissima lettera
al "Times" a questo proposito quando sento una macchina fermarsi
e vedo Luke scendere. Si precipita alla porta del negozio
e ci batte sopra. Becky?
Ehi! grido. Luke! Sono quass! Sul tetto!
Becky? Fa un paio di passi indietro e mi guarda a bocca aperta.
Che diavolo ci fai l? Ho rintracciato il proprietario, qualcuno
sta venendo a tirarti fuori... Stai bene?
Benissimo! urlo, mentre un'altra macchina si ferma con un
gran stridore di freni e ne emergono Suze, Janice, i miei genitori
e Minnie.
Becky! strilla inorridita mia madre appena mi vede.
Attenta, tesoro! Non cadere! Graham, guarda,  sul tetto!
Lo vedo risponde risentito mio padre. Non sono cieco.
Tieni duro, Becky!
Becky, mi spiace tanto grida Suze. Non volevamo farti
stare male!
Noi vogliamo passare Natale con te, cara! grida Janice, e
l'aria della sera porta fino a me la sua esile voce. Oh, Jane, sta
bene, secondo te? Afferra la mano di mia madre ed anche quella
di Suze. E se cade e muore?
Non preoccupatevi! grido. Sono contenta che si sia risolto
tutto!
Quella Nadine  un mostro! urla pap. Un comportamento
imperdonabile!
Non abbiamo capito niente! grida Suze con tutta la voce
che ha. Siamo degli idioti!
Domani veniamo tutti! Questa  mia mamma. Tutti! E non
ci importa niente del cibo e di tutto il resto. Ci importa solo di
te! Mi senti, Becky, tesoro mio? Solo di TE!
Mi guardano, tutti in fila, tenendosi per mano, con la neve
che scende attorno a loro, e sono proprio uguali uguali ai Chi
nel libro del Grinch. E allora nel mio cuore si fa largo un sentimento
che dissolve tutte le mie preoccupazioni. Non ho il tacchino.
Non ci sar niente di perfetto. Ma mentre guardo le persone
che amo... capisco che non me ne importa niente.
...
22.

Ce l'ho, il tacchino!
Mentre lo tiro fuori dal forno, dorato e croccante e succulento,
non ci credo ancora. Sono qui. A Natale. Con tutti. E il pranzo
ha l'aria di essere squisito. E sono tutti di ottimo umore...
E ho addosso un vestito di Alexander McQueen che mi sta!
Luke me l'ha dato stamattina, subito dopo aver assistito alla
sfrenata felicit di Minnie quando ha trovato il criceto. Mi ha
consegnato un bel pacco dicendomi, tutto serio: "Lo so che i regali
ce li scambiamo pi tardi, ma mi pare che tu apprezzi
particolarmente questo stile". Ho fissato il pacco confusa, poi l'ho
aperto e sono rimasta senza fiato.
Era esattamente lo stesso fantastico vestito che ho comprato
in saldo, per di due taglie pi grande! (Luke dice che l'ha
"scovato", il che dev'essere stato praticamente impossibile, ma
lui minimizza sempre).  un regalo meraviglioso, e lui  cos
premuroso.
Okay, s, forse avrei preferito appena un pochino entrare in quello
piccolo. Ma bisogna tener presente il vero significato del Natale,
come ci ha saggiamente rammentato il prete stamattina in
chiesa. Il vero significato del Natale non  essere una taglia XS.
O infilarsi in un vestito e poi non riuscire a respirare e morire
con tutti che dicono: "Oh, no, proprio a Natale!". Il vero significato
del Natale  indossare un vestito in cui riesci a respirare
e muovere le braccia, perch in un giorno cos queste cose devi
poterle fare eccome, con tutto quello che c' da abbracciarsi e
schiamazzare e cucinare e brindare.
E, proprio mentre mi ammiravo davanti allo specchio, Luke
mi ha fatto il pi bel regalo di tutti.  uscito dal bagno dopo
la doccia e io l'ho guardato pensando: "C' qualcosa di diverso...
 cambiato". E poi mi sono accorta che i baffi erano spariti!
I baffi, Luke! ho esclamato, ancora incredula. Sono... li
hai...?
Mi perdoni, vero, Becky? Non sei arrabbiata? Lo so che ti
piacevano tanto, ma non li sentivo proprio miei.
Va benissimo l'ho rassicurato in tono magnanimo. Devi
fare quello che rende felice te, Luke.
A te piacevano proprio tanto, eh? ha chiesto, guardandomi
negli occhi, e ho colto nella sua voce un tocco di ironia.
Certo ho risposto solennemente. Te l'ho detto, no?
S, amore mio ha replicato lui in tono chiaramente divertito.
Me l'hai detto, s.
Non so proprio come abbia fatto a capirlo, ma non me ne importa.
Ho un marito senza baffi. Vittoria!
Adesso sono le due, e mi sembra di aver gi fatto un milione
di cose. Siamo stati in chiesa e abbiamo ascoltato il coro di
Natale, che era un vero disastro ma per fortuna le percussioni
coprivano tutto. I bambini hanno rotto la pignatta e hanno gridato
felici sotto la pioggia di dolci. La mamma e Janice si sono
messe delle candele sui capelli per esibirsi in canti svedesi, ma
lo show  durato circa trenta secondi, perch si sentivano a disagio.
Poi Janice ci ha truccati tutti quanti, cos adesso siamo
vagamente lustri, striati e strani.
Abbiamo bevuto champagne, Baileys, sherry, mojito natalizio
e kombucha bio (Jess). Ho servito una selezione di antipasti
consistenti in tartine di salmone, cracker con salmone, blinis
al salmone e bastoncini al salmone.
E adesso  arrivato il momento del pranzo, e del tacchino e
mi sento... come mi sento?
Mi sento sprygge dico, rendendomene conto solo quando
vedo Suze entrare in cucina. Completamente ed assolutamente
sprygge.
Anch'io conferma Suze con enfasi. Sai, ieri sera pensavamo
che ti avessero rapita! C' mancato poco che mi scoppiasse
il cuore.
Avvolgo il tacchino nell'alluminio come insegna nelle sue ricette
Mary Berry, e dico: Okay, ora deve riposare con il tono
esperto della padrona di casa. (Non ho capito bene cosa sia questa
storia del "riposare", ma mi fido ciecamente di Mary Berry).
Quanti ripieni hai fatto? chiede Suze, sbirciando nel forno.
Tre. Pi dei falafel speziati. Le indico la teglia superiore.
Falafel? si meraviglia Suze.
Per Natale sono un classico rispondo sulla difensiva. E
poi sono sostenibili. Dai, vieni, che cominciamo con i regali.
Be', il tacchino  fantastico, Bex dice Suze, mentre torniamo
in soggiorno.  tutto fantastico. Grazie a Dio che c'era Steph.
Perch  stata Steph a salvare la situazione tacchino. Quando
siamo finalmente tornati a casa, ieri sera, tutti un po' isterici
(e coperta di lividi, io, perch essere estratta da un lucernario
molto angusto non  divertente come sembra), abbiamo
trovato Steph seduta sui gradini di casa nostra. Con un enorme
tacchino accanto a lei e il costume di Minnie sulle ginocchia.
Ho ritirato io la spesa! ha gridato appena siamo entrati dal
cancello. Non ti preoccupare, niente sostituzioni!
Steph! ho esclamato sbalordita. Sei un genio! Grazie mille!
Ma... i tuoi?
Era il minimo che potessi fare ha risposto Steph. Luke mi
ha chiamata raccontandomi che eri scomparsa e chiedendomi
se ne sapevo qualcosa. Ha detto che andava a cercarti, e cos
ho pensato che potevo se non altro assicurarmi che consegnassero
il tacchino. Perci sono venuta qui. Mia madre era d'accordissimo,
quando le ho spiegato. Ti ... ti siamo tutti molto
grati, Becky.
Bex, che ci fa Steph Richards a casa tua? ha chiesto Suze,
stupitissima. Cosa sta dicendo? E per un attimo mi sono chiesta
come fare a spiegare la nostra amicizia senza rivelare troppo.
Ma non c'era da preoccuparsi, perch quando siamo arrivate
davanti a lei, Steph si  alzata e ha detto, decisa: Ciao, Suze,
non so se Becky te ne ha parlato, ma mio marito mi ha appena
lasciata.
Oh. Suze era spiazzata. Ecco. No. Non ne avevo idea. Mi
spiace tanto.
Volevo tenerlo segreto ha continuato Steph. Ma adesso non
mi importa pi. Becky  stata una vera roccia, in quest'ultimo
periodo, e perci sono felice di averla potuta aiutare, stasera.
Poi mi ha dato il costume di seta blu. Minnie deve metterselo
a Natale.  suo. L'hai fatto tu, Becky, e ve lo dovete godere.
Al che Suze ha sbarrato gli occhi e ha chiesto:  il costume
di Minnie? Ma... Bex....
Cos abbiamo dovuto spiegarle tutto. E allora Suze ha commentato
che lo sapeva che dovevo aver confezionato qualcosa
di meglio della sciarpa di Denny & George. Ma per non rischiare
di offendermi ha fatto un'immediata marcia indietro, e
ha precisato che comunque sotto certi aspetti preferiva quello di
Denny & George, perch dimostrava grande immaginazione.
Poi Steph ha detto che doveva proprio andare, ma prima mi
ha abbracciata forte e mi ha detto nell'orecchio: Passiamo un
bel Natale tutte e due, eh?. E quando si  staccata, per la prima
volta aveva l'aria di poter davvero mantenere quel proposito.
In quanto a me, non ne ho mai passato uno pi felice, anche
se la neve non c' gi pi. (Un classico). Le canzoni di Natale
nello stereo. Il profumino del cibo cos invitante. Minnie al settimo
cielo. La mamma e Janice sono di nuovo migliori amiche,
e la mamma indossa un completo che era di Janice, con una collana
luccicante. Stamattina, sorseggiando un Buck's Fizz, mi ha
detto: Ci divertiamo davvero a Shoreditch. Come se fossimo
in vacanza. Ma non .... E si  battuta la mano sul cuore. Non
ha aggiunto altro, ma penso di aver capito.
Bisogna anche dire, per, che Janice ha ripetuto un centinaio
di volte quanto ha voglia di andare pi spesso a trovare
la mamma, e di partecipare a "laboratori ed eventi" e che "forse
anche io e Martin ci cercheremo un appartamento a Shoreditch!".
Perci non ho idea di quali saranno gli sviluppi futuri.
In quanto a Flo, non  stata neanche nominata.  come se non
fosse mai esistita.
Naturalmente la star dello show  Santiago. Facciamo tutti
finta di interessarci gli uni agli altri, alle nostre storie ed alle nostre
battute, ma in realt non riusciamo a levargli gli occhi di
dosso. Adesso sta giocando a un gioco che ha inventato Clemmie
e in cui c'entrano foto di cappelli. Gli altri bambini sono
cos carini con lui, cos attenti a includerlo sempre, che sono
davvero commoventi.
 stupendo dico ogni cinque minuti a Jess, perch in effetti
lo . Davvero.
 anche il bambino vestito nel modo pi eticamente sostenibile
che io abbia mai visto, con bamb e cotone riciclato e scarpe
di pelle vegana. In pi,  stato l'unico dei bambini a mostrare
un certo interesse per il mio albero di Natale ecologico, perci
ha guadagnato parecchi punti, a differenza del mio figlioccio
Ernest, che ha chiesto: "Cos' quello? Devo portarlo nella
spazzatura?". A essere sincera, non  un granch. Sarebbe un ramo
che ho preso in giardino decorato con tre cucchiai. Ma Santiago
ha sfregato i cucchiai e ha sorriso - ha un sorriso incantevole - e
quando Jess lo guarda  evidente che lo ama gi perdutamente.
Dev'essere proprio al settimo cielo, perch un'ora fa abbiamo
notato che Minnie aveva ornato un entusiasta Santiago con una
ghirlanda di lucine e palline dell'albero. Ma quando mi sono
precipitata per toglierla, pensando: "Aiuto, la plastica  male,
le decorazioni sono male, Jess si offender a morte e se ne andr",
lei mi ha fermata e, quasi con aria di scuse, mi ha detto:
"Aspetta.  cos carino. Gli faccio solo una foto".
E ha proprio fatto una foto a suo figlio tutto inghirlandato
di plastica! Jess, che detesta la plastica!  la maternit, immagino.
L'ha rincretinita.
Sto per battere la forchetta sul bicchiere e proporre di aprire
qualche regalo, quando Suze arriva di corsa e mi dice: Bex,
vieni un attimo.
La seguo nell'ingresso, dove mi fa vedere una grossa scatola
di cartone, coperta di escrementi di uccelli e macchiata dalla
pioggia. Era in giardino! dice. Quando ho portato fuori un
po' di spazzatura ho visto che spuntava dietro le rose. Devono
averla lasciata qualche giorno fa.
Oddio. Sar qualcosa che ho comprato online.
Cosa? chiede Suze, curiosa.  bella grossa.
Non ho idea. Non dirlo a Luke.
La apro in fretta, perch voglio prendere quello che c' dentro
e andare a nasconderlo sotto il letto, ma ci che vedo mi fa
restare di sasso.  pelle. Pelle marrone. Strappo pezzi di scatolone,
con il cuore che batte, e appare una maniglia. Un ciondolo
con le iniziali "LB". Finisco di aprirlo, ormai frenetica, ed 
lui. Il portmanteau. Non posso crederci.
Wow! esclama Suze. Che meraviglia! Dove l'hai preso?
Non riesco a parlare. Cerco un biglietto, qualcosa di scritto, e
infatti c'. Apro un'elegante busta decorata e mi trovo in mano
un biglietto scritto a mano:

Cara signora Brandon (nata Bloomwood),
sono venuta a sapere che grazie a lei d'ora in poi le donne potranno
entrare a far parte del London Billiards Club. Mio marito,
sir Peter Leggett-Davey,  molto contrariato.
Di fronte alla sua ira, ho rimpianto con tutto il cuore di non aver
fatto la stessa cosa molti anni fa, e ho ammirato il suo coraggio
e la sua determinazione.
Simon Millett mi ha raccontato che lei ci teneva moltissimo a
vincere questo premio della lotteria. Sono lietissima di farglielo
avere, con i miei migliori auguri e congratulazioni.
Lady Rosamund Leggett-Davey
(nata Wilson).

Chi te lo manda? chiede Suze, e io la guardo, con la testa
che gira.
Oh, niente... una persona le rispondo. Poi, sentendo la risata
di Luke, scatto: Svelta, Suze. Aiutami a fare un pacco.
In cinque minuti abbiamo impacchettato il portmanteau e
l'abbiamo sistemato sotto l'albero, e io batto sul bicchiere con
la forchetta.
Scambiamoci qualche dono prima di mangiare! dico, mentre
tutti si radunano intorno all'albero. Vorrei iniziare con questo.
Buon Natale, Luke.
Ma... ho visto il pacco per me Luke  confuso. Era molto
pi piccolo.
Era una... falsa pista improvviso. Ti ho fregato!
Benissimo. Il maglione glielo regalo per il compleanno.
Luke strappa la carta e lo osservo col fiato sospeso, che spalanca
gli occhi, meravigliato, e guarda pi da vicino, carezza
la pelle, lo apre e lo chiude, nota la fodera, il ciondolo con la L
e la B, ogni dettaglio di quel meraviglioso oggetto... e poi alla
fine guarda me. Sopraffatto.
Becky. Viene a darmi un bacio.  incredibile. Dove diavolo
l'hai trovato?
Ehm... esito. Magari un giorno gli racconter tutta la storia.
Ma non adesso. L'ho visto in una vetrina rispondo, ed
 la verit. Ed era cos perfetto che ho dovuto proprio prenderlo.
Allora! cambio subito argomento. Diamo a Janice i
suoi pacchetti, per ringraziarla degli splendidi trucchi che ci
ha regalato.
Ci guardiamo ridacchiando, perch ci siamo messi tutti d'accordo.
Anche noi avevamo un gruppo WhatsApp segreto: "I regali
di Janice", e non vedo l'ora che li apra.
Il regalo di Suze  una confezione di polpa di granchio. So
che ti piace il granchio, Janice le dice ma  molto deperibile,
perci devi mangiarla al pi presto.
La mamma le porge un pacchetto piatto e quando Janice lo
apre ci trova un disegno che raffigura casa sua ad Oxshott. Guarda,
tesoro! dice allegramente.  ritratta in ogni particolare.
Spero che tu e Martin lo apprezzerete!
Il mio regalo  una spazzola con il nome "Janice" inciso sul
manico. Tom le regala una teiera personalizzata sempre con la
scritta "Janice", mentre Jess le d una scatola di cioccolatini con
sopra una dedica: "A mia suocera, Janice".
Santo cielo. Janice sembra un po' turbata. Che bei regali.
Sono davvero super.
Ma, Janice... Martin ha chiaramente mangiato la foglia. E
l'armadio? Questi non li puoi riciclare.
Martin! scatta Janice, diventando tutta rossa.
Oh le dico io, ridendo. Questa volta i tuoi regali dovrai
goderteli. Le faccio un sorriso per farle capire che  un gioco, e
lei diventa ancora pi rossa.
S!  imbarazzata, si tocca i capelli, ride. Bene. Grazie,
allora. Grazie a tutti. Prende la teiera e si illumina. Mi piacer
molto usare questa dice. Davvero, che bello.
E adesso, il mio regalo per Suze annuncio. Jess ci ha raccontato
che lei avrebbe fatto a tutti un regalo a spreco zero, e
l'idea ci  piaciuta. Cos io e Suze ci regaleremo qualcosa di nostro.
Solo che non riuscivo a decidere e quindi... un attimo.
Vado nell'ingresso, prendo il sacco che ho nascosto nell'armadio
dei cappotti, chiuso con un gran fiocco rosso, e lo trascino
in soggiorno.
Suze, qua ci sono diverse cose mie. Prenditi quello che vuoi.
Veramente. Dovrebbe starti tutto bene.
Bex! esclama Suze. Ho fatto la stessa cosa! E tira fuori da
dietro il divano tre sacchetti dell'immondizia, che mi mandano
in estasi. Tre sacchi dell'immondizia pieni di roba di Suze?
 il pi bel regalo di Natale di tutti i tempi! Non riesco a trattenermi
e ne apro subito uno e tiro fuori il suo maglione di cachemire
rosa pallido.
L'ho sempre adorato!
E io ho sempre adorato questo! dice Suze, tirando fuori
il mio cardigan di Ally Smith. Oh, mio Dio, Bex, sei sicura?
Ma certo! Mettilo! Vediamo come ti sta!
Forse  meglio se lo fate dopo pranzo interviene Luke. O
magari anche dopo Natale.  ora di mangiare, no? Vogliamo
continuare pi tardi, con i regali?
S ammetto riluttante, posando un boa di piume. Anzi...
no! Mi  venuta un'idea. Credo che prima Jess e Tom dovrebbero
darci il loro regalo. Ci volete sempre regalare delle parole?
chiedo a Jess.
S. Arrossisce appena. Abbiamo una parola per ognuno
di voi.
Non vedo l'ora di sentirle. Non mi hanno mai regalato una
parola in vita mia.
Super! E allora dai, cominciate.
Jess e Tom si alzano e vanno da pap, che dice: Io? e ride
nervosamente, poi tace sotto lo sguardo fermo di loro due. Lo
fissano in silenzio per qualche istante, e mi viene la pelle d'oca.
 un momento magico. E guardandomi intorno ho l'impressione
che sia cos anche per gli altri, siamo tutti un po' incantati e
incerti su quello che succeder adesso. All'improvviso, l'atmosfera
 quella di una cerimonia.
Graham dice alla fine Tom, tutto serio. Vorremmo donarti
la parola... "saggio".
Santo cielo. Mio padre  spiazzato. Be'... grazie. Grazie mille.
Come se avessero provato la sequenza (e probabilmente lo
hanno fatto) Tom e Jess si muovono in sincrono verso Clemmie
e le rivolgono lo stesso sguardo serio.
Clemmie dice Jess dolcemente vorremmo donarti la parola
"usignolo".
Usignolo!  geniale, perch Clemmie canta davvero molto
bene. Grazie dice Clemmie, estasiata, poi Tom e Jess passano
a Tarkie.
Tarquin dice Tom. Vorremmo donarti la parola "dinamico".
Anche questa  una scelta molto intelligente, perch Tarkie
 visibilmente soddisfatto. E adesso si dirigono verso di me,
molto concentrati, e non posso evitare un momento di tensione.
Purch non sia "scoperto" o "inaffidabile"...
Becky. Jess ha l'aria molto seria. Vorremmo donarti la parola
"gioia".
Gioia? Ho avuto gioia? Sono ridicolmente contenta della mia
parola, e faccio un sorriso beato a Luke. Ho avuto gioia!
Seguo affascinata Jess e Tom che si muovono nella stanza.
Tutti sono come ipnotizzati. Janice riceve "bellezza" che la fa
arrossire di piacere. Luke "integrit" che, lo so, lo rende felice.
Alla fine, ognuno ha avuto la sua parola, e Tom e Jess sono
uno di fronte all'altra, e Santiago  in piedi fra loro, con quei
suoi occhioni solenni.
Tom dice Jess, sempre seria. Io ti do "forza".
Jess dice Tom. Io ti do "risoluta".
Poi si voltano entrambi verso Santiago e muovono le mani
nel linguaggio dei segni, mentre lui li osserva attento.
Quando hanno finito, dopo un attimo di silenzio dicono all'unisono:
Santiago. Figlio. Noi ti doniamo la parola "diletto".
Diletto. Oh, mio Dio. Ho un nodo alla gola, e decido che non
vorr mai pi altri regali di Natale, voglio solo una parola. Le
parole spaccano. Le parole vincono. Le parole sono il migliore
di tutti i regali.
Quando ci sediamo a tavola venti minuti dopo, siamo ancora
tutti un po' travolti dalle nostre straordinarie parole.
La mia parola  "audace" continua a ripetere Ernie orgogliosamente.
Vuol dire coraggioso. Vuol dire che sono molto
coraggioso.
Oh, Becky! esclama Janice all'improvviso. Mi stavo dimenticando.
Ho un'altra cosina per te. Niente di che, ma l'ho presa alla
Fiera del Natale. Volevo dartelo quel giorno per ringraziarti, ma
me ne sono scordata.  divertente, trovo. Schizza nell'ingresso
e torna porgendomi un sacchetto. Te l'ho detto,  una cosina...
Frugo nel sacchetto, aspettandomi un rossetto o qualcosa del
genere, ma la mia mano si chiude su qualcosa di morbido,
avvolto nella carta velina. Lo tiro fuori e vedo un lampo d'argento.
E mi viene un colpo al cuore.
No! Non  possibile!
Strappo via la carta velina, ed  lui!  il lama argentato da appendere
all'albero! Non ci posso credere. Janice l'ha sempre avuto?
Te l'ho detto, non  niente di che si scusa Janice ma l'ho
notato e...
Janice! la abbraccio. Lo adoro!
Be'.  tutta felice. Santo cielo. Buon Natale, tesoro!
Mi precipito immediatamente in soggiorno e appendo il lama
all'albero. Lo metto proprio sul davanti e faccio due passi indietro
per ammirarlo. Ha trasformato completamente l'albero!
Poi vado in cucina, dove trovo Luke che fissa il suo telefono,
immobile.
Come va il tacchino? chiedo. Ha riposato abbastanza,
secondo te? Luke? insisto, visto che non mi risponde. Luke?
Finalmente si scuote e mi guarda, serio.
Becky dice con una voce strana. Ho appena ricevuto un'email
da un certo Simon Millett, che mi augura buon Natale e
mi mette al corrente di alcune cose.
Cosa? Ha scritto a Luke? Che spione.
Oh, guarda, non dargli retta...
A sentire lui, non ti sei limitata a vedere il mio regalo in una
vetrina. Mi ha mandato il link alla newsletter dei club di Londra.
Per la verit la ricevo anch'io, ma non mi sono mai dato
la pena di leggerla. Non aspettandomi di trovarci dentro una
foto di mia moglie.
Gira il telefono e io vedo una mia foto mentre parlo ai novantatreenni,
con le mani alzate e la bocca spalancata. Chi ha scelto
quella foto orrenda? Scommetto che  stato sir Peter.
Ah, s dico, dato che Luke si aspetta evidentemente una risposta.
S, mi sono iscritta ad un club. Cerco di dare l'impressione
che non sia nulla di importante. Te ne avrei parlato. Puoi
venire come mio ospite, se vuoi.
Becky... Si interrompe, come se non trovasse le parole. Un
club di biliardo?
Be', volevo il portmanteau. Aveva le tue iniziali.
E cos hai cambiato le regole di uno dei club pi antichi della
citt continua Luke, guardandomi come se volesse dirmi altre
mille cose, ma non sapesse da dove cominciare. Li hai fatti a pezzettini,
a sentire questo Simon Millett. Come vorrei esserci stato.
Be', ecco. Alzo le spalle. Non volevo regalarti il solito
dopobarba...
Non riesco a dire altro perch Luke mi abbraccia. Mi stringe
cos forte che non riesco quasi a respirare.
Non ce n' un'altra come te, Becky dice con voce roca.
Neanche una, in tutto il mondo.
Questa  una cosa che Luke mi ripete spesso, e certe volte
non riesco a capire se lo intende in senso buono o cattivo. Ma
adesso, in questo momento, so che lo intende in senso buono.
Poi ci stacchiamo, riprendiamo a respirare normalmente e ci
ricordiamo che quello che dovremmo fare  servire il pranzo
di Natale. Luke porta il tacchino e io lo seguo con Peppa Pig il
tacchino vegano. Partono gli applausi di tutta la tavolata e Tarkie
esclama: Nessuno lo pu negar!.
Nei minuti seguenti  tutto un caos di carne tagliata e cucchiaiate
versate e vassoi passati. Ma alla fine ognuno ha il suo
piatto pieno e abbiamo fatto scoppiare i Christmas crackers
(sostenibili, stampati a mano dalle donne nepalesi) e tutti hanno
in testa il cappellino di carta e il pranzo di Natale  in pieno
svolgimento. La tavola  splendida, con i nastri scozzesi e coriandoli
decorativi fluo e i candelieri svedesi. (Alla fine come
tema ho scelto: "eclettico"). Martin ha il piatto pieno di cavolini,
Suze ha riempito il suo di broccoli e tutti hanno preso almeno
un donut. Peppa Pig  un enorme successo, e credo che
ormai dovremo avere tutti gli anni il nostro tacchino vegano.
Allora! dice la mamma, che ha ricevuto la parola "sorgente"
e mi ha appena rivelato che da principio aveva capito "sporgente"
ed era rimasta perplessa e aveva dovuto farselo spiegare.
Che splendido Natale! Si alza e batte il cucchiaio sul bicchiere
finch tutti non tacciono. Attenzione! Vorrei fare un breve
discorso. Sappiamo tutti che gli ultimi giorni non sono stati facili,
per Becky, tra una cosa e l'altra. Ma adesso siamo qui a goderci
un bellissimo Natale, in questa casa magnificamente decorata,
e allora vorrei dire a Becky, Luke e Minnie... grazie!
Solleva il bicchiere. Ai Brandon!
Ai Brandon! ripetono tutti alzandosi in piedi, e Suze aggiunge:
nata Bloomwood! e tutti scoppiano a ridere e poi si
siedono e riprendono a mangiare con grande slancio.
Io mi appoggio allo schienale della sedia e li guardo, godendomi
quel momento di felicit condivisa: la mamma taglia il
tacchino di Minnie e Suze si controlla il cappellino di carta nello
specchio e Jess legge sospettosa l'opuscolo che certifica la sostenibilit
dei Christmas crackers. Natale  la cosa pi bella che
ci sia. Anche quando va male, resta la migliore. Poi mi rivolgo
a Luke, che  seduto accanto a me, a capotavola.
Che ne pensi delle parole, allora? gli chiedo, senza farci
sentire dagli altri. Il regalo di Tom e Jess.
Davvero notevole dice Luke. Non me lo aspettavo cos.
Neanch'io annuisco, e poi aggiungo, con noncuranza.
Allora... tu che parola mi daresti?
Oh, non so risponde lui con una risata.
Su, Luke, dammi una parola. Dammi una parola per Natale.
Scherzo, ma solo a met. Voglio davvero sapere la sua parola.
La parola che sceglierebbe per me.
Come se lo intuisse, Luke posa coltello e forchetta. Si gira verso
di me, e i suoi occhi scuri si fissano nei miei per un tempo
che mi sembra infinito, poi dice, sottovoce: Amata.
Avvampo e sento un pizzicorino al naso. Amata. Questa  la
sua parola per me, amata.
Adoro il mio vestito nuovo. Ovvio. Ma questo  il regalo che
ricorder per sempre.
Bella dico, cercando di mantenere la mia compostezza.
Grazie.
Di nulla. Luke riprende forchetta e coltello e ricomincia a
mangiare. Adesso dammene una tu chiede. E scegli bene,
mi raccomando.
Resto in silenzio per un attimo, riflettendo. Poi faccio un sospiro
un po' tremulo e dico: Okay, ti dar una parola.
Benissimo! Luke si pulisce la bocca. Mi piacer?
Credo di s rispondo, con il cuore che mi batte forte. Credo
proprio di s. Sei pronto?
Aspetto finch posa forchetta e coltello. Aspetto finch si volta
a guardarmi. Aspetto. Ancora e ancora.
Poi mi chino verso di lui e gli sussurro piano all'orecchio:
Incinta.

The London Billiards and Parlour Music Club
Est. 1816 St James's Street London SW1
Gentile signora Brandon, nata Bloomwood,
grazie per la sua lettera in cui ci chiede di poter tenere nella
nostra sala Principe di Galles il suo "Baby Shower", un'espressione
americana, se non erro.
Temo che non sia possibile. Il luogo in questione non  adatto
a tale uso. Inoltre,  fuori discussione che lei possa riempire
una sala di questo club con "una vagonata di palloncini",
come da lei scritto. Alcuni dei nostri soci sono molto anziani, e
una tale vista potrebbe risultare pericolosa per loro, se non addirittura
fatale.
Cordiali saluti,
Sir Peter Leggett-Davey
Presidente.

326

The London Billiards and Parlour Music Club
Est. 1816 St James's Street London SW1

VERBALE DELL'ASSEMBLEA TRIMESTRALE DEI SOCI
(CONTINUA).

MOZIONE 6:
Che alla signora Brandon, nata Bloomwood, venga accordato
il permesso di:
1) tenere un "Baby Shower" nella sala Principe di Galles;
2) fornire la sala Principe di Galles di palloncini gonfiabili;
3) creare un'esposizione di cupcake;
4) servire prosecco;
5) diffondere musica amplificata eseguita dalla popolare artista
nota come Beyonc.
Proposta dalla signora Rebecca Brandon, nata Bloomwood
Appoggiata da Lord Edwin Tottle.
Approvata: 56 favorevoli, 3 contrari.
...
RINGRAZIAMENTI.

Vorrei dire grazie a tutti i miei meravigliosi lettori, in particolare
a quelli che mi hanno cos gentilmente chiesto di Becky. Il
vostro entusiasmo e il vostro amore sono stati un'enorme fonte
di ispirazione per la scrittura di questo libro.
E un grazie speciale a Linda Evans che era gi in pensione
ed  tornata per amore di Becky!

FINE.

Mondadori Libri S.p.A.
Questo volume  stato stampato presso ELCOGRAF S.p.A.
Stabilimento - Cles (TN).
Stampato in Italia - Printed in Italy.
26/12/19 09:15:55
